Con la Ypsilon Rally2 HF Integrale la Lancia vuole essere nuovamente protagonista nel Mondiale Rally

Satory. Orgoglio tricolore, ma quello italiano o quello francese? È questa la sensazione che accompagna il ritorno di Lancia nel Mondiale Rally, nella prossima stagione che sarà l’ultima sotto l’attuale regolamento tecnico. Un ritorno che, sulla carta, dovrebbe riportare nel WRC uno dei marchi più iconici del motorsport italiano; eppure, paradossalmente, l’immagine che emerge è quella di un progetto tricolore solo nel nome, guidato e costruito in larga parte oltre le Alpi; in ogni caso l’obiettivo è ridare vigore anche all’immagine di un Brand che ha livello commerciale sta soffrendo con dati di vendita preoccupanti.
Mancavano pochi giorni al Natale 1991 quando Lancia annunciò il ritiro dal Mondiale dopo aver scritto alcune delle pagine più grandi della storia del rallysmo. Oggi la casa torinese rientra nella serie iridata con la Ypsilon HF Integrale Rally2.

Nella sede di Stellantis Motorsport a Satory (Versailles), è andato in scena l’atteso unveiling del progetto. Un evento ricco di suggestione, sì, ma povero di certezze: i nomi dei due piloti sono ancora un’incognita, così come l’elenco definitivo delle gare del WRC2 a cui la squadra prenderà parte. L’unica indicazione ufficiale resta quella di “almeno otto appuntamenti” a cui prendere parte. Ci si aspettava anche molto di più da una presentazione di simile portata e destinata a scrivere un “nuovo capitolo nella storia dei rally”, a cominciare dalla molto scarsa rappresentanza dei media: forse in Stellantis si sono dimenticati che il mondiale rally si disputa non solo in Francia, Italia, Spagna, Belgio ma anche sulle strade di Gran Bretagna, Finlandia, Germania, Austria, Svezia, Portogallo, Croazia, Svezia, Grecia ed Estonia, tutti Paesi da sempre terre di interesse commerciale per il Marchio dell’Elefantino.
L’unica certezza riguarda il team: a gestire le Ypsilon HF Integrale Rally2 sui campi di gara sarà la francese PH Sport. Una scelta coerente con la filosofia del progetto — essere subito competitivi affidandosi a tecnici e strutture d’esperienza nel WRC — ma che al tempo stesso conferma come il ritorno del marchio sia, nei fatti, profondamente franco-centrico.
PH Sport, che ha già lavorato negli ultimi anni con Citroën sulla C3 Rally2, sarà il braccio operativo di Lancia. Una squadra solida, esperta, perfettamente inserita nel mondo Stellantis. Eppure, per chi sognava un grande ritorno italiano, l’impressione è quella di un progetto che porta il nome Lancia ma non il suo dna più puro.
E qui arriva il tema più spinoso: nessun pilota italiano è in lista per i due sedili ufficiali.

Eugenio Franzetti, direttore di Lancia Corse HF, ha spiegato che esiste una lista di nomi, tutti in trattativa. Ma i profili principali sono già noti: Yohan Rossel, nato a Nimes 30 anni orsono, fedele a PH Sport, pilota di riferimento di Stellantis, da anni volto delle C3 Rally2; Nikolay Gryazin, russo con licenza bulgara, veloce ma irregolare, ex ufficiale Citroën. Ma difficilmente Nikolay, che porterebbe in dote una sostanziosa valigia di bigliettoni grazie al ricco patrimonio paterno, approderà a Satory o a Torino dal momento che le ultime notizie lo danno pronto a mettere la firma sul contratto di un Brand coreano. L’alternativa? Forse Leo Rossel, 28 anni, come nel 2025.
L’opzione sognata dai tifosi italiani? Andrea Mabellini, il giovanissimo campione italiano rally terra Giovanni Trentin o, perché no?, Andrea Crugnola, Suggestiva, romantica, ma irrealistica, manca l’esperienza mondiale che oramai conta molto poco grazie alla possibilità di utilizzare video e simulatori per conoscere le prove speciali. Dunque, mentre un marchio italiano torna nel WRC, nessun italiano è candidato a guidarne la vettura. È questo il vero cortocircuito del progetto: un ritorno tricolore senza interpreti tricolori.
Sul fronte commerciale, Stellantis Motorsport punta forte sulla Ypsilon Rally2: entro aprile, potrebbero essere quindici gli esemplari consegnati ai team clienti.
Quattro i campionati chiave citati durante la presentazione: Italia, Francia, Spagna, Belgio. Qui, finalmente, l’Italia ha un ruolo chiaro: Andrea Crugnola sarà il riferimento Lancia nel CIAR. In Francia, l’equivalente sarà Yoann Bonato, anche lui legatissimo al gruppo, peccato che sia del 1983 ovvero un giovane di 45 anni !! Ma sono programmi nazionali, non il team ufficiale WRC2. E la sostanza non cambia: il grande ritorno di Lancia nel Mondiale avverrà senza un pilota italiano sulla vettura ufficiale.
Intanto i test proseguono a ritmo serrato, alternando tre tester d’esperienza: Rossel, Bonato e Crugnola. Un trio che dimostra la volontà di radicare lo sviluppo nella costellazione Stellantis, ma che, ancora una volta, lascia in sottofondo una domanda inevitabile: l’Italia, in questo progetto, dov’è davvero?
La vettura, per ora, è senza uno sponsor principale. Un dettaglio marginale dal punto di vista tecnico, ma significativo in termini di immagine: un ritorno storico dovrebbe proclamarsi al mondo in modo forte, chiaro, identitario. Invece, tutto appare ancora in costruzione. Da capire anche perché nelle foto diramate, nelle ultime settimane, l’unico adesivo di sponsor tecnico in evidenza sia quello della Sparco che dal 1985 è legata a Peugeot ed è da sempre un supporto della Lancia mentre sulla Rally 2 presentata di Sparco neppure l’ombra.
Il rientro di Lancia nel WRC è una notizia enorme. Per storia, per fascino, per ciò che rappresenta. Ma l’impressione — oggi — è che si tratti di un ritorno più francese che italiano. Lancia torna, sì. Ma guidata da un team francese, con piloti francesi o stranieri, con una struttura organizzativa che parla poco o nulla la lingua del nostro rallysmo.

Per un marchio che ha fatto sognare generazioni di appassionati italiani, l’assenza di un pilota italiano sulla vettura ufficiale è una mancanza che pesa, eccome. C’è ancora tempo, certo. E il mercato piloti del WRC è, come sempre, imprevedibile. Ma a oggi, la fotografia è questa: Lancia torna nel Mondiale, ma l’Italia — quella vera — rischia di guardarla da bordo strada.
Non rimane che attendere sperando e augurando momenti di gloria e di grandi soddisfazioni al nuovo corso. Per il momento dobbiamo accontentarci dei buoni propositi:
Roberta Zerbi, CEO of Lancia: "Il ritorno di Lancia nel WRC è il risultato di un percorso fatto di umiltà, determinazione e orgoglio italiano. Siamo pienamente consapevoli del nostro patrimonio leggendario che lungi dall’intimidirci, ci ispira a dare il meglio di noi. Lancia torna alle competizioni, con il suo stile inconfondibile e la sua audacia".
Eugenio Franzetti, Direttore, Lancia Corse HF:”Vedere Lancia tornare nei rally è come chiudere un cerchio. Ho visto queste vetture prendere forma, ho contribuito ai loro test e ora lavoro al fianco dei giovani piloti del programma. È emozionante sapere che ancora una volta, quando qualcuno sogna di fare il rally, sogna la Lancia".

Come sottolineato da François Wales, la Ypsilon Rally2 HF Integrale non è solo il simbolo del ritorno di Lancia nel mondiale, ma anche il culmine di un programma che abbraccia l'intero spettro dei rally moderni: la Ypsilon HF Racing, una vettura da allenamento entry-level conforme alla nuova classe FIA Rally6; la Ypsilon Rally4 HF, protagonista del Trofeo Lancia; la nuova Rally2 HF Integrale, progettata per competere ai vertici dei rally internazionali.
Nel 2026 Lancia farà il suo debutto ufficiale nel WRC2, con la chiara ambizione di vincere i rally e lottare per il titolo iridato partecipando ad almeno otto eventi, a partire dal Rallye Monte-Carlo . Parallelamente, l'auto gareggerà anche nell’ European Rally Championship (ERC) e nei principali campionati nazionali, tra cui Italia, Francia, Spagna e Belgio.
Le prime consegne ai clienti sono previste per il primo trimestre del 2026 attraverso lo Stellantis Motorsport Racing Shop, nel pieno rispetto della politica FIA di cost-cap per le vetture Rally2. Il programma commerciale mira ad espandere la quota di mercato di Stellantis nelle competizioni clienti e a consolidare la posizione di Lancia come marchio di riferimento per prestazioni, qualità costruttiva e design nel panorama dei rally moderni. (Marc Can.)