Al Rally di Svezia prima occasione di rivincita per Hyundai e Ford, Rovanpera però è il favorito

Umea. La eco della vittoria di Ogier e della doppietta della Toyota sulle strade del Principato monegasco si è appena spenta ed ecco che a Hyundai e Ford si offre la prima occasione di una rivincita approfittando anche del fatto che Ogier non ci sarà come da programma fatto a suo tempo con i vertici del team della Casa giapponese.
Infatti da giovedì prende il via il Rally di Svezia , un rally classico invernale, l’unico oramai rimasto dato che al Montecarlo la neve oramai ha deciso di andarsene in vacanza. Il rally di Svezia, spesso evitato dai piloti del sud Europa, è stato per anni terra di conquista dei piloti svedesi e finlandesi che approfittavano anche di una speciale tecnologia in fatto di chiodatura delle gomme ad opera di un produttore locale, Hakkapelijtta, poi diventata Nokian, che forniva gomme con ben 600 chiodi piramidali attaccati alla carcassa da speciali collanti e non come oggi solamente inseriti nel pneumatico con le pistole. Pneumatici vincenti tanto che si racconta che anche la Lancia li usasse seppure marchiati Pirelli con le due Case consenzienti.
Oggi la protagonista è la Pirelli con i Sottozero con chiodi, in numero molto minore, da 20 millimetri , dei veri e propri artigli che mordono inesorabilmente i fondi ghiacciati o ricoperti da neve dura come asfalto visto che si correrà con temperature anche di 20 gradi sottozero. Un rally…al rallentatore? Nemmeno a pensarci, normalmente la media è superiore ai 120 km/h. con i piloti che spesso cercano l’appoggio sui muretti di neve.
Già la neve… per essere sicuri di trovarla e di avere una gara nel pieno rispetto della tradizione , il fulcro della gara si è spostato da tempo di ben 600 chilometri a nord di Stoccolma , a Umea, abbandonando le pianure e i boschi del Värmland, che da tempo in fatto di neve non era il massimo, d’altra parte il nome la dice lunga.
E sulla neve Hyundai e Ford saranno chiamate alla prima prova verità per verificare se sono in grado di fermare il cammino delle Yaris e di essere sulla buona strada per annullare il gap, per non dire il burrone, che le ha tenute lontane dalle berline giapponesi per tutti i tre giorni della prima gara del mondiale.
Ad aprire le ostilità sarà Kalle Rovanpera (Toyota), secondo in classifica dopo il Rally di Monte Carlo. L’assenza del leader del campionato Ogier, lo promuove come favorito numero uno alla vittoria, a maggior ragione essendosi imposto qui nel 2022. Elfyn Evans e Takamoto Katsuta completano la formazione della casa giapponese, su una quarta Yaris ci sarà il debutto dell’italiano Lorenzo Bertelli , non corre certo per la vittoria ma almeno gli appassionati italiani hanno, dopo molto tempo, un motivo per cui seguire la gara svedese. La Hyundai ovbviamente punta tutto su Thierry Neuville, vincitore in Svezia nel 2018, affiancato dal finlandese Esapekka Lappi e da Craig Breen all’esordio stagionale. In casa Ford tutte le puntate sono su Ott Tanak chiamato a una prova d’orgoglio dopo un Montecarlo disputato all’insegna della sopravvivenza. L’altra vettura del team M Sport sarà condotta dal francese Loubet.
Giovedì 9 febbraio sera lo start della gara, con una prova sprint cittadina di circa 5 km. Il venerdì prevede 107 km suddivisi in 7 prove speciali. Sabato altre sette prove con due prove inedite, tra cui i 28 km della Floda, per un totale di 126 km . Domenica solo tre prove : due passaggi sulla nuova Vastervik di 26 chilometri prima della power stage di Umea.(Erik Mattson)