11/09/2026
Direttore: Franco Liistro

L'Audi è pronta per la Dakar 2023, la parola a Rolf Michl, AD Audi Sport

La Dakar 2023 inizierà tra meno di tre  settimane e l’Audi ha in pratica terminato tutto il programma di test. La casa dei 4 anelli ha confermato la partecipazione di tre Audi RS Q e-tron i con alla guida gli equipaggi formati da Mattias Ekström/Emil Bergkvist, Stéphane Peterhansel/Edouard Boulanger e Carlos Sainz/Lucas Cruz.

Con Audi RS Q e-tron, il Brand di Ingolstadt  ha portato in gara in tempi record un concept tecnico rivoluzionario, mai adottato prima nell'ambito dei rally raid. Carlos Sainz, due volte campione del mondo Rally e tre volte sul gradino più alto della Dakar non lesina  elogia alla  Casa dei 4 anelli: "Sin dai primi contatti con Audi Sport, abbiamo raccomandato agli uomini di Ingolstadt di non sottovalutate la Dakar. Hanno fatto tesoro di questi consigli. Si sono affidati alla nostra esperienza e hanno seguito le indicazioni per indirizzare lo sviluppo della vettura. I risultati ottenuti ci danno ragione. È stato l'approccio giusto da parte di entrambe le parti".

Audi Sport ha così ottenuto alcuni risultati storici: quattro vittorie di tappa alla Dakar 2022, esordio della vettura in gara, il primo trionfo assoluto nei raid, conquistato all'Abu Dhabi Desert Challenge a marzo, e il debutto a settembre dello step evolutivo dell'innovativo prototipo elettrico con range extender, denominato E2. "La nuova auto ora può contare su di un livello di affidabilità nettamente superiore alla prima generazione", afferma Carlos Sainz. "Ma nel nostro sport le sorprese, anche tecniche, sono dietro l'angolo".

“Stéphane  Peterhansel è un asso", afferma Edouard Boulanger. "L'estrazione motociclistica gli consente di avere dimestichezza con attrezzi e materiali. In qualità di ingegnere ho chiaro il quadro tecnico, ma Stéphane è l'uomo che sa dove mettere le mani. Non per niente di Dakar ne ha vinte 14 !!!”
 Tra le novità regolamentari della Dakar 2023 spicca l'abolizione delle zone di neutralizzazione. "Senza questi riferimenti, monitorare le prestazioni dei competitor sarà più difficile", sottolinea Mattias Ekstrèim. Per Carlos Sainz è un déjà vu: "È un ritorno ai vecchi tempi. In pratica, possiamo capire il ritmo degli avversari diretti, che sono tre minuti davanti o dietro di noi, dal fatto che una macchina raggiunga o meno l'altra". Un'ulteriore sfida è rappresentata dalla maggiore presenza di dune nei tratti cronometrati. "Per me, navigare sulle dune è più facile", afferma Edouard Boulanger. "Le indicazioni direzionali sono minime. Rovescio della medaglia, lo sforzo fisico aumenta notevolmente perché le sollecitazioni in abitacolo sono estreme". Anche Stéphane Peterhansel non vede l'ora di affrontare l'Empty Quarter: "Sono in programma quattro tappe' a tutta sabbia'. Sarà una Dakar vera, all'antica".

In occasione del Rally del Marocco, gli equipaggi Audi Sport hanno apportato gli ultimi ritocchi al setting di Audi RS Q e-tron E2. "Abbiamo affinato l'ergonomia della pedaliera e del volante", afferma Stéphane Peterhansel. Anche Edouard Boulanger è soddisfatto: "Il software è migliorato. Le funzioni essenziali sono più intuitive". Lucas Cruz trae vantaggio dal cockpit evoluto: "La nuova posizione di seduta garantisce una visuale più ampia". Mattias Ekstrèim è impressionato dal know-how dei compagni di squadra: "Carlos ha definito un setup di prim'ordine per telaio e sospensioni. E da quando Stéphane ha affinato la taratura di molle e ammortizzatori, l'auto è decisamente più intuitiva nella guida al limite. In curva era già straordinariamente performante, ma ora il retrotreno è più stabile nelle fasi di atterraggio da salti e dune".

"Siamo ben preparati", afferma con soddisfazione Stéphane Peterhansel. "Dovremo spingere sin da subito per non trovarci a inseguire. Allo stesso tempo, sono consapevole delle insidie della Dakar.Abbiamo una vettura estremamente competitiva, ma la concorrenza è agguerrita". Carlos Sainz concorda: "Ogni giorno può essere decisivo. Mi aspetto una Dakar dura, con tappe lunghe, tante ore in abitacolo e terreni molto vari". Lucas Cruz aggiunge: "Facciamo esercizi di fitness a causa della durezza delle prove nell'Empty Quarter". Emil Bergkvist si avvicina all'evento nutrendo grandi aspettative: "È fantastico fare parte di questa squadra. Se hai un'idea per essere più competitivo, il Team tenta immediatamente di metterla in pratica". Mattias Ekstri:im pone l'accento sulla preparazione personale: "Non posso bere molto durante il giorno, ma non devo perdere peso. Questa volta porterò con me una bilancia per controllare l'equilibrio dei liquidi. Nel periodo che precede lo start mangio in modo ragionevole, dormo a sufficienza e pratico una sana attività sportiva. Una volta in gara cercherò di adeguare il ritmo a quello di Stéphane. Abbiamo fatto tutto il possibile. Audi ha esaudito tutti i nostri desideri e non è rimasto nulla sulla lista per Babbo Natale.”

Ed ora la parola  a  Rolf Michl, AD Audi Sport:

Dal 1 settembre, Rolf Michl è il nuovo Amministratore Delegato di Audi Sport e Responsabile delle attività sportive internazionali del Brand. Il manager 44enne anticipa la Dakar 2023 parlando delle emozioni legate al motorsport e delle aspettative Audi Sport in vista del rally raid più difficile al mondo.

Lei è stato Project Manager Audi Sport TT Cup nel 2015 e quindi Direttore Vendite & Marketing di Audi Sport. Ora torna al motorsport. Le è mancato il mondo delle corse?

In senso lato, non ho mai abbandonato il mondo delle competizioni. In qualità di Direttore Vendite & Marketing ho dato tutto me stesso per contribuire ai tre record consecutivi nel mercato high performance ottenuti dal mio team. Il ritorno alla pista e ai rally ha però un fascino unico. Essere operativo sui campi di gara e vivere appieno l’ambiente mi è decisamente mancato.

Come giudica i progetti avviati da Audi Sport?

I rally raid e le competizioni Clienti costituiscono un panorama entusiasmante. Esistono eventi sportivi che sono la perfetta sintesi dei valori del motorsport: la Dakar è uno di questi. Sono affascinato da come Audi schieri un prototipo elettrico con range extender in un contesto tanto probante e da come abbia ottenuto dei successi sin dal debutto. Non meno rilevanti l'aspetto umano, lo spirito e la passione percepibili in ogni frangente. Carlos Sainz, che già ammiravo ai tempi del Campionato del Mondo Rally, Stéphane Peterhansel, incredibilmente rilassato e modesto anche dopo 14 vittorie alla Dakar, e Mattias Ekström, con il quale ho un buon rapporto da anni, sono dei grandi uomini oltre che degli straordinari piloti. E che dire di Lucas Cruz, Edouard Boulanger ed Emil Bergkvist? Possiamo contare su navigatori di prima classe. Una passione non meno travolgente anima Audi Sport customer racing: gli uomini del team vivono per la loro professione. La squadra dei Clienti sportivi annovera sia nomi di grande esperienza sia giovani ambiziosi. Grazie ai programmi dedicati ai gentlemen drivers, contribuiamo alla visibilità del Brand su scala globale.

Come riesce a trovare l'equilibrio tra il ruolo di amministratore delegato e quello di responsabile del motorsport?

A volte non è facile. La direzione di Audi Sport, azienda che oggi può contare su oltre 1.500 collaboratori, è condivisa con  Sebastian Grams. La responsabilità finanziaria, però, è mia. Considerando come la discussione tra il vertice delle attività sportive e il capo delle finanze sia solitamente intensa e non priva di contrasti, mi trovo a dover mediare tra il lato destro del mio cervello, emotivo e pertanto profondamente legato alle ragioni del motorsport, e il lato sinistro, razionale e votato a una sana gestione finanziaria.

È affascinante gestire le attività racing in modo imprenditoriale, con indicatori di performance oggettivi, e al tempo stesso tributare la giusta attenzione al fattore umano, comprendendo le posizioni di tutti i protagonisti, dai piloti ai team, dai partner tecnici ai Clienti sportivi. Non si tratta tanto di affermare “abbiamo bisogno di questo altrimenti non vinceremo”, ma di valutare il risultato complessivo per Audi. In quest’ottica, l’accentramento dei ruoli di amministratore delegato e responsabile del motorsport costituisce un’opportunità.

La prima uscita “sul campo” nel suo nuovo ruolo è stata il Rally del Marocco a ottobre. Come ha vissuto questo primo contatto con il deserto?

Sono rimasto impressionato dallo spirito di squadra che il team ha dimostrato nelle condizioni più avverse. Anche durante la tempesta di sabbia, durata ore, tutti hanno contribuito e supportato i colleghi. Tanto gli uomini di Q Motorsport quanto i ragazzi di Audi Sport sono estremamente ambiziosi e concentrati, ma sempre in sintonia. Riconoscono le reciproche responsabilità e competenze. Considerata la complessità dei raid, è cruciale avere in squadra uno specialista come Sven Quandt. In qualità di team principal di Q Motorsport, porta con sé decenni di esperienza. Quando si tratta di definire la strategia di gara, sa esattamente come sfruttare al meglio i punti di forza del nostro concept tecnico e dei nostri equipaggi. Non solo, tutti i membri del team sono appassionati di sport motoristici, così come gli ingegneri, hanno un legame diretto con i piloti e c’è un interscambio continuo di esperienze e suggerimenti.

La Dakar è centrale all’impegno sportivo Audi. Quali sono gli obiettivi 2023?

Partecipiamo per la seconda volta alla Dakar e l’obiettivo minimo è conquistare il podio. Abbiamo sviluppato la vettura, possiamo contare sui migliori piloti e abbiamo creato una squadra motivata e di alto livello. Dobbiamo essere pronti e concentrati al massimo: la coesione del team sarà la chiave decisiva del successo. Al tempo stesso, devo essere realista e non posso dimenticare come, in un raid, vi siano fattori assolutamente imponderabili: incidenti, fenomeni atmosferici ed errori di navigazione sono ciò che rende unica questa competizione. Non possiamo controllare tutto, ma sono ottimista perché, oltre ad affinare la vettura, abbiamo compiuto notevoli progressi nelle procedure d’assistenza ed emergenza.

Che preparazione ha seguito per la sua prima Dakar?

Sotto il profilo manageriale, l’attività fuoristrada è decisamente diversa da quella in pista. In circuito è possibile accedere in tempo reale a una miriade di dati e la vettura è monitorata in ogni istante. Nel deserto, nella migliore delle ipotesi le prime informazioni arrivano dopo 40/50 minuti e la speranza è che non squilli il telefono satellitare. Un segnale che, solitamente, anticipa brutte notizie. È necessario un forte autocontrollo e, sotto il profilo personale, la massima adattabilità. Di recente, ad esempio, ho imparato come si possa superare un'intera giornata tra le dune sfamandosi con un vasetto di porridge di miglio per neonati. (F.L.)