Rally Safari: Rovanpera ed Evans (Toyota Yaris) al comando, Hyundai insegue con Tanak

Naivasha. Torna il mondiale rally: dagli sterrati della Sardegna ai mille tranelli delle strade del Safari in Kenya, sesto appuntamento del Campionato del mondo WRC: in programma 19 prove speciali per complessivi 363,44 chilometri e 34 equipaggi. In Kenya oltre ai soliti Rovanpera, Tanak, Evans, Neuville tornano in gara i campioni francesi, Sébastien Loeb e Sébastien Ogier, entrambi reduci da un vero e proprio flop al rally del Portogallo.
Quest’anno ancora un cambiamento di percorso , sono sempre più lontani i percorsi tradizionali con partenza ed arrivo sul grande piazzale antistante il Kenyatta Center di Nairobi e le prove cronometrate di 200-300 chilometri. Quest’anno si parte nella Rift Valley, nei pressi del Lago Naivasha,quello simboleggiato dagli aironi rosa, un centinaio di chilometri a nord-ovest della capitale Nairobi.
Il programma della gara: giovedì 23 giugno la prova speciale “Karasani” (4,84 km); venerdì 24 giugno 6 prove speciali (129,04 km): si parte con la PS2 “Loldia 1” dalle ore 6, e si termina con la PS7 “Kedong 2” dalle 13.20 (con la speciale più lunga dell’intero weekend, “Kedong”, da ripetersi due volte, e lunga 31,25 km). Sabato 25 giugno ci si allontana da Naivasha e si va verso il Lago Elmenteita, con tre speciali da ripetersi due volte (150,88), con inizio alle 6.06 e partenza dell’ultima speciale alle 12.01.
Domenica 26 giugno la conclusione nuovamente nei pressi del lago di Naivasha con 6 prove (83,52 km) dalle 5.05 alle 12.18 e poi la power stage “Hell’s Gate 2”.
Il Safari Rally è una delle gare mitiche della storia del rallysmo e da sempre è stato teatro di mille avventure e sorprese a non finire per piloti e meccanici, è stato sin dall’inizio considerato il rally più difficile a livello organizzativo per i team che hanno sempre dovuto far fronte a imprevisti di ogni genere e ai pericoli derivanti dall’incrociare sulle strade animali….zebre soprattutto per non parlare degli impantanamenti nell’affrontare i guadi.. Da sempre al Safari vince l’affidabilità della vettura.
La prima edizione si tenne nel 1953 tra Kenya, Uganda e Tanganika, con la denominazione di “East African Coronation Safari” (in omaggio alla Regina Elisabetta II). Nel corso degli anni la gara cambiò nome, ma rimase uno dei più difficili per i suoi complessivi 5 mila chilometri da percorrere su strade proibitive aperte al pubblico. Infatti si correva sempre nella settimana di Pasqua ….un appuntamento fisso per gli abitanti dei villaggi con cui le comunicazioni erano difficili.
Nell’’albo d’oro del Safari spicca il nome di Shekhar Mehta, pilota ugandese ma residente in Kenya che vinse ben cinque edizioni (1973, 1979-82) con a fianco come navigatrice sempre la moglie. Metha divenne poi organizzatore della gara, Presidente della Federazione Automobilistica del Kenya nonché vice presidente della FIA.
Dopo la prima prova di giovedì che ha visto prevalere Ogier per un nonnulla su Neuville e Tanak venerdì la gara è entrata nel vivo e le sorprese non sono mancate a cominciare da ritiro di Loeb che è tornato al Safari 20 anni dopo la sua ultima partecipazione, al mezzo disastro della Ford che ha solo più Breen nella top ten.
Al comando dopo sette prove c’è il leader del mondiale, il finlandese Rovanpera che guida la classifica con 24 secondi sul compagno di squadra Evans, entrambi sono inseguiti, è solo questione di secondi, da Tanak (Hyundai) e dal giapponese Katsuta al volante della terza Toyota, mentre in quinta posizione troviamo Neuville. Ogier è sesto ma già a oltre due minuti. Il campione francese ha dovuto cedere il comando per via di una foratura che gli è costata la retrocessione dal primo al sesto posto.
Non sono state indenni da problemi anche le Hyundai con i soliti problemi alla trasmissione oltre alle forature che sugli sterrati africani sono all’ordine del giorno: è la legge del Safari non è tanto importante guidare veloci ma è fondamentale con attenzione e regolarità, nella storia del Safari l’irruenza non ha mai pagato.
La classifica è ancora molto compatta, i distacchi di ore sono oramai nella leggenda, e allora prepariamoci ancora a tante sorprese, le prove della terza tappa potrebbero fare la selezione definitiva. (Jaja Mungai)
Classifica dopo la SS7 (venerdì):
1 - Rovanpera-Halttunen (Toyota GR Yaris Rally1) - 1h20'58"1
2 - Evans-Martin (Toyota GR Yaris Rally1) - 22"4
3 - Tanak-Jarveoja (Hyundai i20N Rally1) - 25"3
4 - Katsuta-Johnston (Toyota GR Yaris Rally1) - 26"6
5 - Neuville-Wydaeghe (Hyundai i20N Rally1) - 57"5
6 - Ogier-Veillas (Toyota GR Yaris Rally1) - 2'08"2
7 - Solberg-Edmondson (Hyundai i20N Rally1) - 4'27"1
8 - Kajetanowicz-Szczepaniak (Skoda Fabia WRC2) - 9'51"1
9 - Breen-Nagle (Ford Puma Rally1) - 10'24"6
10 - Johnston-Kihurani (Citroen C3 WRC2) - 11'04"6
11 - Serderis-Miclotte (Ford Puma Rally1) - 11'23"6
12 - Greensmith-Andersson (Ford Puma Rally1) - 14'38"2
Classifica dopo la SS1 (giovedì)
1 - Ogier-Veillas (Toyota GR Yaris Rally1) - 3'18"8
2 - Neuville-Wydaeghe (Hyundai i20N Rally1) - 0"6
3 - Tanak-Jarveoja (Hyundai i20N Rally1) - 1"1
4 - Evans-Martin (Toyota GR Yaris Rally1) - 1"2
5 - Loeb-Galmiche (Ford Puma Rally1) - 1"8
6 - Katsuta-Johnston (Toyota GR Yaris Rally1) - 1"9
7 - Breen-Nagle (Ford Puma Rally1) - 4"4
8 - Greensmith-Andersson (Ford Puma Rally1) - 4"7
9 - Solberg-Edmondson (Hyundai i20N Rally1) - 5"8
10 - Fourmaux-Coria (Ford Puma Rally1) - 7"1
11 - Rovanpera-Halttunen (Toyota GR Yaris Rally1) - 11"6