Rally di Spagna: Neuville (Hyundai) al comando poi le Toyota di Evans e Ogier, Tanak out

Salou. E’ il momento del rally di Spagna che potrebbe essere per Ogier e la Toyota il rally decisivo della stagione 2021: Sèbastien Ogier e la Toyota possono laurearsi campioni del mondo mentre solamente Evans con i suoi 24 punti di svantaggio è l’unico tra i piloti in grado ancora di battere matematicamente Ogier. Per l’incoronazione a Ogier basta ragranellare sei punti più del suo compagno di squadra che nel 2022 sarà la prima guida mentre Ogier sarà solo partime alla ricerca di ulteriore gloria nel mondiale Endurance.
Dal canto suo la Toyota ha il titolo a portata di mano, visto che il vantaggio sulla Hyundai è di 61 punti. Ai giapponesi basta finire la gara spagnola con 52 punti di vantaggio sui coreani per rivincere dopo tre anni il mondiale marche, facendo superfelice il presidente tifoso Akio Toyoda. Latvala e i suoi piloti vogliono assolutamente firmare questo regalo, una doppietta che manca nell’Albo d’Oro dal 1994 quando i piloti si chiamavano niientemeno che Auriol e Kankkunen.
La gara di Salou dopo dieci anni in configurazione mista, dal 2010 al 2019, torna ad essere tutta su asfalto. E la corsa si preannuncia davvero apertissima, visto che sia Ogier, che Evans e Rovanpera vanno forte sull’asfalto e che Sordo, Tanak e Neuville, che in Spagna ha vinto due anni fa, non scherzano.
Sono 73 gli equipaggi iscritti al 56° Rally Catalunya con la Toyota che schiererà quattro Yaris per Ogier, Evans e Rovanpera e Katsuta. Sulla terza Hyundai i20 ci sarà Dani Sordo e Oliver Solberg sarà invece in gara sulla Hyundai Wrc Plus della 2C Compétition, sarà assente Loubet perché è stato investito a Parigi da una macchina, per lui stagione finta.
Adrien Fourmaux sarà della partita sulla seconda Fiesta ufficiale della MSport, mentre Teemu Suninen che ha di recente rescisso il suo contratto con la MSport, sarà invece in gara nel Wrc 2 su una Hyundai i20 Rally 2mentre sono quattro gli equipaggi italiani iscritti, vale a dire Miele-Beltrame (Skoda Fabia Evo) , Zucconi-Zanini (Peugeot 208), Raviglione-Torricelli (Renault Clio RS) e Peruzzo-Terrassan (Renault Twingo).
Secondo le previsioni perché sull’asfalto i top driver in gara possono dire tutti la loro è sta all’insegna dell’equilibrio e i distacchi a fine tappa lo dimostrano ampiamente: Neuville guida per soli sette decimi su Evans che si è aggiudicato le prime tre prove speciali (una a pari merito con Neuville) del mattino di Vilaplana (20 km), La Granadella (21,80 km) e Riba-roja (14,21 km).
Alle spalle del gallese Neuville seguiva al secondo posto a 7”9 con Ogier terzo a 12”6 che non è riuscito ad trovare il feeling giusto con la sua Yaris. Poi nel pomeriggio protagonista è stato Neuville che vincendo le tre speciali in programma è passato in testa alla gara chiudendo la tappa in testa. Ritiri eccellenti? Due, quelli a seguito di usciti di strada di strada di Katsuta e Tanak.
Sabato la seconda tappa prevede 117,54 km cronometrati . Sono in programma 7 prove speciali, cioè quelle di Savallà (14,08 km), Querol (18,17 km) e El Montmell (24,40 km) da ripetersi due volte, a cui si aggiungerà a fine giornata il crono cittadino di Salou di 2,24 km. (Jorge Caceres)
Classifica fine prima tappa:
1 - Neuville-Wydaeghe (Hyundai i20) - 1h.01'26"6
1 - Evans-Martin (Toyota Yaris) - 0"7
3 - Ogier-Ingrassia (Toyota Yaris) - 19"4
4 - Sordo-Carrera (Hyundai i20) - 24"8
5 - Rovanpera-Halttunen (Toyota Yaris) - 38"0
6 - Fourmaux-Coria (Ford Fiesta) - 1'10"2
7 - Greensmith-Patterson (Ford Fiesta) - 1'28"9
8 - Solberg-Drew (Hyundai i20) - 1'55"6
9 - Solans-Martì (Hyundai i20) - 2'30"5
10 - Camilli-Vilmot (Citroen C3 WRC2) - 3'50"5