Rally Safari: Thierry Neuville (Hyundai) resiste al comando

Nairobi. Secondo le previsioni dopo le “stragi” di concorrenti nella prima tappa i piloti rimasti in gara e soprattutto quelli ancora in corsa per il podio si sono dati una calmata anche perché alle insidie normali della corsa africana si è aggiunta anche la pioggia che ha reso il percorso estremamente scivoloso e arricchito da guadi..
Il programma della seconda tappa prevedeva sei tratti cronometrati per poco più di 132 chilometri . tutti nel territorio del lago di Elementatita all’interno della tenuta, meglio parlare di grande parco, appartenente alla famiglia di Lord Delamaire. Il pericolo maggiore ? Come sempre gli animali, zebre in testa, che d’improvviso si trovano nel bel mezzo della strada
Una tappa che ha visto giustamente Neuville corre in difesa grazie anche al fatto che partiva dopo le due Toyota e dall’altra Ogier rompere gli indugi e cercare di mettere in difficoltà Tanak cercando di avvicinare il più possibile il compagno di marca, il giapponesino Katsuta. Il fine è molto chiaro anche se in casa Toyota hanno giurato e spergiurato che non ci saranno giochi di squadra….
Ora però Neuville a cinque prove dal traguardo finale, poco più di cinquanta chilometri, si trova solo con le due Toyota che sono pronte ad approfittare della prima sbavatura . E le prime tre prove sono state un duello a distanza proprio tra Neuville e Ogier. Il belga ha vinto il primo crono mentre il campione del mondo si è aggiudicato il secondo e terzo poi nel pomeriggio è arrivata la pioggia che da queste parti non è proprio solo un acquazzone e molti hanno pagato per il terreno argilloso divenuto scivoloso o nel trovarsi di fronte a guadi improvvisi.
A pagare le mutate condizioni meteo è stato Tanak che ha perso oltre due minuti avendo dovuto fermarsi per ripulire il parabrezza dal momento che i tergicristalli erano impotenti di fronte all’ammasso di fango.
Le condizioni del percorso hanno indotto tutti a una certa prudenza e così nulla è più cambiato in classifica che recita che in testa alla corsa c’è sempre la Hyundai di Neuville, seguito dalla Toyota Yaris del sorprendente e Katsuta che segue a 57”4, poi il protagonista della giornata viste le tre speciali vinte Sébastien Ogier a 1’15”5 e Tanak quarto a 2’21”2, seguito al quinto e sesto posto dalle due Ford Fiesta di Greensmith e Fourmaux, che anche oggi hanno confermato di poter recitare un buon ruolo e di saper reggere fatica e ritmo di una gara così impegnativa.
Domenica la tappa finale nella parte settentrionale del lago di Elementatita con 5 prove da 53,49 km cronometrati: i Malewa (9,71 km) poi due volte di Loldia (11,33 km) e Hells Gate (10,56 km), che ospiterà la power stage finale.
CLASSIFICA DOPO SECONDA TAPPA:
1 - Neuville-Wydaeghe (Hyundai i20) - 2h45'04"6
2 - Katsuta-Barritt (Toyota Yaris) - 57"4
3 - Ogier-Ingrassia (Toyota Yaris) - 1'15"5
4 - Tanak-Jarveoja (Hyundai i20) - 2'21"2
5 - Greensmith-Patterson (Ford Fiesta) - 2'39"4
6 - Fourmaux-Jamoul (Ford Fiesta) - 2'51"4
7 - Rovanpera-Halttunen (Toyota Yaris) - 11'04"3
8 - Rai-Sturrock (VW Polo WRC2) - 25'59"1
9 - Patel-Khan (Ford Fiesta WRC2) - 31'31"8
10 - Tundo-Jessop (VW Polo WRC2) - 33'26"0
11 - Bertelli-Scattolin (Ford Fiesta) - 49'16"8
12 - Evans-Martin (Toyota Yaris) - 50'08"2
13 - Sordo-Rozada (Hyundai i20) - 50'18"2