Rally Kenya: Toyota subito leader con Ogier, Rovampera e Evans

Nairobi. Si torna in Kenya,,,dal 2002 la mitica gara in terra africana era uscita dal giro mondiale ed ora riecco nel calendario del Mondiale il Rally Safari, una gara massacrante di oltre 4.000 chilometri che negli anni ha dato la stura a raccontare episodi incredibili: sulle strade, si fa per dire, del Kenya si sono vissute e consumate una montagna di gioie e delusioni. Una gara che per anni è stata terra di conquista delle Case giapponesi: Nissan, Datsun e soprattutto Toyota la cui squadra è stata per anni guidata da un “monumento” dei rally: Ove Andersson, uno strapotere quello dei giapponesi che godevano soprattutto del supporto “logistico” degli indiani residenti in Kenya, cui invano per diverse volte tentò di opporsi Sandro Munari con la Lancia Stratos. A riportare l’Europa padrona anche della gara africana fu necessario attendere l’arrivo della Lancia Delta con il duplice trionfo di Micky Biasion.
Il Safari di allora si chiudeva con distacchi di ore e nello stesso tempo distacchi di ore potevano essere annullati da incidenti o problemi meccanici che richiedevano tempi lunghi per porvi rimedio. Ovviamente quel Safari non esiste più, ora, copiando, in un certo senso, le prove del Rally d’Inghilterra che si disputavano i terreni privati, tutto si svolge all’interno di tenute o parchi privati e le prove cronometrate non sono piè di decine di chilometri.
Dopo la prova la super speciale d’apertura a Kasarani (4,84 km) in programma giovedì ed venerdì si comincia a fare sul serio a seguire con la prima tappa composta da 6 speciali per complessivi 129,78 km: tre crono ripetuti due volte, due dei quali ospitati nella tenuta di Chui Lodge (13,34 km) e Oserian (18,87 km), mentre la prova più lunga 32,68 di Kedong si svolgerà in un’altra tenuta privata.
La seconda tappa di sabato ha in programma altri 132,08 km cronometrati suddivisi in 6 prove speciali: i crono di Elmenteita (14,67 km), Soysambu (20,33 km) e Sleeping Warrior (31,04 km) ripetuti due volte, tutti vicino al lago di Elementatita nelle tenute di Lord Delamaire, il padre fondatore del Kenya.
Domenica 27 la tappa finale con 5 crono da 53,49 km. Le speciali saranno quella di Malewa (9,71 km) e poi due volte di Loldia (11,33 km) e Hells Gate (10,56 km), che ospiterà la power stage finale, tutta ricavata all’interno di un grande parco naturale alle porte della Capitale. .
In totale sono 58 gli equipaggi iscritti alla maratona africana, dei quali ben 40 sono del Kenya. Sono iscritte le WRC di tutti gli habitué del mondiale visti eccetto Loubet che è stato sostituito dal rientrante Oliver Solberg, con Fourmaux che sarà di nuovo in gara sulla Fiesta WRC con Suninen dirottato nel Wrc 2. Ci sarà anche Lorenzo Bertelli navigato da Simone Scattolin al volante della sua Ford Fiesta Wrc Plus.
Dopo la disputa della prima prova la classifica vede al comando le tre Toyota Yaris con Ogier, Rovanpera ed Evans nell’ordine. A seguire le due Toyota di Tanak e Neuville. I distacchi ovviamente sono minimi e non certo indicativi. Ancora una volta in casa Hyundai è stata risultata sbagliata, a posteriori, la scelta delle gomme. Tanak, Neuville e Sordo hanno scelto le gomme hard forse per non correre rischi di forature e le loro Hyundai hanno pagato rispetto ai piloti Toyota che hanno disputato la prova con gomme soft consapevoli che sui circa cinque chilometri il danno, al limite, poteva essere limitato.
Tra le Hyundai ha subito deluso Dani Sordo che ha commesso qualche errore di troppo ed è uscito persino dalla top ten.(R.C.)
Classifica dopo prima prova (1° giorno):
1 - Ogier-Ingrassia (Toyota Yaris) - 3'21"5
2 - Rovanpera-Halttunen (Toyota Yaris) - 0"3
3 - Evans-Martin (Toyota Yaris) - 0"7
4 - Tanak-Jarveoja (Hyundai i20) - 2"5
5 - Neuville-Wydaeghe (Hyundai i20) - 5"0
6 - Katsuta-Barritt (Toyota Yaris) - 5"6
7 - Greensmith-Patterson (Ford Fiesta) - 6"1
8 - Solberg-Johnston (Hyundai i20) - 7"9
9 - Bertelli-Scattolin (Ford Fiesta) - 9"0
10 - Fourmaux-Jamoul (Ford Fiesta) - 9"6
11 - Sordo-Rozada (Hyundai i20) - 10"5