Al Rally del Portogallo ancora Toyota contro Hyundai, Ogier contro Neuville……..salvo sorprese

Coimbra. Il 54°Rally del Portogallo prende il via giovedì con lo shakedown di Paredes di 4,60 km, mentre in serata, alle 20.30, la partenza si terrà a Coimbra; un rally che è oramai una delle tappe del Mondiale più amato e spettacolari nel cui albo d’oro spiccano i nomi dei piloti delle Case costruttrici che hanno scritto molte delle pagine più belle di questa disciplina del motorsport.
L’ultimo vincitore del Rally di Portogallo è Ott Tänak, nel 2019, in quella stagione (chiusa con la vittoria del titolo mondiale piloti) al volante della Toyota. Mentre l’attuale campione in carica, Ogier, ha vinto in cinque occasioni (come il finlandese Markku Alén): nel 2010-11 con Citroën, nel 2013-14 con Volkswagen, nel 2017 con Ford. A dominare la classifica nel campo dei costruttori, invece, è ancora Lancia: otto successi in totale, dei quali quattro con la Delta Integrale (1988, 1989, 1990, 1992).
La prova lusitana 2020, quarta prova del Mondiale, rispecchia in pratica lo stesso format dell’ultima edizione disputata nel 2019 con la base operativa all’Exponor di Matosinhos 10 km a nord di Oporto. Una gara tutta su terra come avviene oramai dal 2001 mentre un tempo la gara si disputava su un misto di asfalto con prove su strade tipo toboga alle porte di Cascais.
Poi la eccessiva foga e passione con episodi fuori da ogni norma di sicurezza dei tifosi hanno consigliato. o meglio obbligato, gli organizzatori di andare alla ricerca di tracciati meno frequentati e soprattutto lontani dai grandi centri abitati. E allora solo terra, delle prove su terra sono rimaste alcune speciali che sono diventate il simbolo della prova portoghese: tra queste quella di Arganil che si disputava all’alba nella nebbia e sui cui dossi disseminati sugli oltre 40 chilometri il rally emetteva la sua sentenza definitiva.
Si correrà ancora nella zona di Arganil, con un percorso che prevede in totale 337,51 km cronometrati suddivisi in 20 prove speciali. La prima tappa di venerdì nella zona di Alganil prevede 8 speciali per un totale di 122,88 km cronometrati, sabato sono in programma altre 7 speciali per 165,16 km cronometrati, ed infine domenica ci sarà la tappa finale di 49,47 km cronometrati, con la prova di Fafe (11,18 km),altra storica prova speciale, che ospiterà la power stage come secondo e ultimo passaggio.
Sono 81 iscritti del Rally del Portogallo: 10 le Wrc Plus in gara, con la Hyundai che schiera Neuville, Tanak e Sordo, mentre con la i20 Plus del Team 2C Competition ci sarà il còrso Pierre-Louis Loubet. La Toyota schiera oltre al leader del mondiale e sette volte campione del mondo Sébastien Ogier, il finlandese Kalle Rovanpera ed il gallese Elfyn Evans. Al via su Toyota Yaris Wrc ci sarà anche Takamoto Katsuta, mentre la MSport Ford World Rally Team, la squadra di Malcolm Wilson, oltre all’inglese Gus Greensmith navigato da Chris Patterson, ripropone sulla seconda Fiesta ufficiale il promettente giovane francese Adrien Fourmaux.
Dopo i rally di Monte Carlo, Finlandia-Arctic e Croazia, la classifica iridata Piloti è guidata da Ogier (Toyota) a 61 punti, seguito da Neuville a 53 (Hyundai), terzo Evans (Toyota) a 50 punti, quarto Tänak (Hyundai) a 40 punti, quinto Rovanperä (Toyota) a 39 punti. Classifica Costruttori guidata da Toyota Gazoo Racing (138 punti) davanti a Hyundai Motorsport (111) e M-Sport Ford (42).
La grande novità del rally portoghese è il ritorno del pubblico in prova speciale visto che la gara si terrà a porte aperte, un fatto che non accadeva dal settembre scorso in Estonia. Ovviamente vista la situazione dovuta al Covid-19 la presenza nelle zone riservate agli spettatori sarà diminuita e pari solo al 25% della capienza massima, con una distanza tra le persone di 2 metri, in pratica una persona ogni 8 mq. Nella gestione di queste aree spettatori che saranno totalmente libere e la Guardia Nacional Republicana, controllerà gli accessi con un attento monitoraggio con degli speciali rilevatori nelle zone di più alta densità di spettatori come ad esempio la power stage di Fafe.(Antonio Mello)