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Stephane Peterhansel, Monsieur Dakar, entra nel mito, Dakar amara per la Toyota

Jeddah. L’ultima tappa ha visto il successo  di Carlos Sainz, una vittoria che è stato un premio morale per il matador che ha buttato alle ortiche la Dakar 2021 sin dalle prime tappe quando ha  pagato decine di minuti, ripetutamente, per errori di navigazione. Così a Sainz, vincitore nel 2020,  non è rimasto che consegnare il testimone al compagno di squadra Stephane Peterhansel, al secolo “monsieur Dakar”. Il francese ha compiuto l’ennesimo  capolavoro ed ora nel suo curriculum  i trionfi alla Dakar salgono a 14, 6 volte  nelle due ruote  ed ora 8 volte sulle quattro ruote. Il primo trionfo risale  al 1991 !!

E monsieur Dakar ha preso il comando  sin dalla seconda tappa e non ha mai mollato la leadership anche se al suo attivo c’è solo una vittoria di tappa  ma per ben 11 tappe  ha chiuso tra i primi tre.  Questo la dice lunga  sulla regolarità  e freddezza da ragioniere  di questo pilota  che in una gara così difficile, ricca di imprevisti e faticosa  riesce sempre a limitare i rischi e a uscire così indenne dalle situazioni  più difficili  vincendo così  su tutti i terreni…le piste africane, tra i monti e valloni del sud americani e tra le sabbie del deserto saudita.

Molti dei meriti di  questo quattordicesimo successo sono anche da ascrivere al  suo navigatore, il  francese  Edouard Boulanger, un esperto delle mappe fornite da Google, che ha guidato il suo pilota tra le dune del deserto come se avesse dei punti di riferimento ben chiari. E Peterhansel ha spesso riconosciuto i meriti di Boulanger: «Sappiamo tutti che è cambiata la filosofia di questa corsa. Il nuovo sistema di navigazione con il roadbook digitale, anziché cartaceo, consegnato al mattino, ha richiesto un cambio di mentalità ai navigatori. Per Edouard, abituato a lavorare su Google Earth, il passaggio è stato automatico. Nonostante la poca esperienza da navigatore, ha dimostrato una grande intuizione, capacità di leggere il terreno e una visione d’insieme delle prove speciali».

Si dalla partenza si è capito che la vittoria della Dakar 2021 sarebbe stato  un affare privato tra la squadra Mini e lo squadrone messo in campo dalla Toyota. Mentre Peterhansel  e Sainz sono sempre stati presenti in casa Toyota Nasser Attiyah  si è presto trovato solo  a competere con i  buggy dei due avversari.  Il principe qatariota,  che godeva dei favori dei pronostici, ha avuto la sfortuna di forare ben  16 volte ma  poco  ha anche commesso alcuni errori di navigazione che alla resa dei conti  gli sono costati un ritardo che si è rivelato incolmabile nonostante le sue sei vittorie di tappa.  I piloti sulle altre Toyota poi non gli sono  stati di molto aiuto: Przygonski si è rivelato un gran regolarista ma nulla più, il sud africano De Villiers, uno che di Dakar ne ha masticate tante, non è mai  stato n grado di impensierire i primi, il migliore è stato  il saudita Al Rajhi, un ottimo incursore e pilota di giornata, anche sfortunato nel rompere il motore nell’ultima tappa, non certo in grado di appoggiare AL-Attiyath.

Delusione non da poco per il team Bahrain in gara con l’ex campione del mondo rally Sebastien Loeb e Nani Roma su un buggy sperimentale della Prodrive. Loeb è stato martoriato da una serie infinita di problemi meccanici, Roma ha chiuso al quinto posto ma è stato solo un comprimario. Tutta esperienza per il prossimo anno  ma il lavoro per correre per la vittoria è una montagna da scalare.

Cyril Depres  con la Peugeot “privata”  ha chiuso nella top ten mentre ha fatto meglio l’altra Peugeot  di Al Qassimi, sesto alla fine.  Una partecipazione onorevole ma se non  si ha alle spalle il supporto, e lo sviluppo, della Casa non va certo lontani.

Ed ora non rimane che dare appuntamento al prossimo anno. L’obiettivo per tutti e cercare di sgretolare il “monumento” Peterhansel che non ha nessuna intenzione di tirarsi indietro…. Forse al via della prossima edizione avrà un nuovo navigatore, anzi una navigatrice… la moglie che da due anni si sta preparando a sedersi sul sedile alla destra di Monsieur Dakar. (Greg. Sull.)

Hanno detto:

Stéphane Peterhansel: "È sempre la stessa emozione anche  per la 14esima vittoria. Vincere la Dakar è sempre molto complicato. Non ci sono vittorie facili alla Dakar. C'era molta pressione su di noi.  Sentivamo ogni giorno di avere tutto da perdere, quindi è stato complicato da gestire, ma alla fine abbiamo fatto davvero un ottimo lavoro insieme a Edouard alla sua prima gara con una vettura di vertice. È stato un lavoro davvero incredibile, con una buona navigazione . Sicuramente per me è un  record in più: 14 vittorie, in tre continenti e  nell'anniversario della mia prima vittoria 30 anni fa oggi. È una lunga carriera nel motorsport. L'esperienza e la capacità di mantenere la calma hanno aiutato a vincere, credo, ma non lo so ... "

Nasser Al-Attiyah: "Sono un po 'deluso di essere arrivato secondo, ma anche  contento per aver potuto finire la gara. Sono davvero orgoglioso del lavoro che abbiamo svolto come squadra, da quando abbiamo iniziato fino ad ora. Sono sicuro che l'anno prossimo saremo ancora più forti e potremo avere la vittoria ".

Carlos Sainz: "Sono contento per la squadra e contento per Stéphane, penso che abbia fatto un lavoro davvero fantastico. Si merita la sua vittoria, ecco perché lo chiamano Monsieur Dakar ".

Kuba Przygoński : "Abbiamo terminato una dura Dakar al quarto posto. Il terreno era davvero difficile . Abbiamo mantenuto la quarta posizione dal terzo giorno e abbiamo lavorato per non perderla. Se ci fosse stato un errore al vertice da parte di qualcuno forse avremmo potuto salire sul podio ”.

Cyril Despres: “Questo rally si è concluso meglio di quanto ci aspettassimo. Abbiamo avuto dei giorni difficili ma siamo riusciti a rimanere positivi. Abbiamo tenuto presente che eravamo qui per ottenere informazioni che aiutassero a sviluppare il progetto ".

Sebastien Loeb:“Ogni giorno dobbiamo ricordarci  quanto siamo fortunati che questo sia il nostro lavoro e di far parte del team BRX. Siamo arrivati ​​alla Dakar per ottenere buoni risultati, ma nell’ottava tappa  non avevamo altra scelta che ritirarci ".

Akio Toyoda, Presidente della Toyota Motor: “Grazie a tutti i team che hanno sfidato il percorso di oltre 7.000 chilometri e complimenti a tutti coloro che hanno completato la gara in sicurezza. Vorrei anche congratularmi con Nasser e Mathieu per aver accettato la sfida con l'Hilux, arrivando secondi in classifica generale. È un peccato, sono stati al secondo posto fino alla fine ma non sono riusciti a rimontare. Ma penso che sia un risultato meraviglioso perché non si sono mai arresi e hanno continuato a fidarsi dei loro partner, del team e delle persone che li hanno supportati.Penso che la Dakar di quest'anno sia stata davvero unica. Sotto la nuvola della pandemia del Coronavirus, tutte le persone coinvolte hanno dovuto fare tutto il possibile per prepararsi all'ignoto. Gli organizzatori hanno anche lavorato duramente per prepararsi all'evento in modo che il rally più duro del mondo non saltasse. Vorremmo esprimere la nostra sincera gratitudine a ASO, agli organizzatori locali e a tutte le squadre che hanno partecipato all'evento di quest'anno.Penso che sia stato un giorno molto significativo per l'industria automobilistica, in grado di competere in un rally tenuto in circostanze così difficili. Approfittando di questa esperienza, noi di Toyota continueremo i nostri sforzi per realizzare auto sempre migliori. Siamo grati a tutti i fan che ci seguono e apprezziamo il vostro continuo supporto..”(Greg. Sull.)

La classifica finale:

1 - Peterhansel/Boulanger (Mini) - 44h.28'11

2 - Al-Attiyah/Baumel (Toyota) - 13'51

3 - Sainz/Cruz (Mini) - 1h.00'57

4 - Przygonski/Gottschalk (Toyota) - 2h.35'03

5 - Roma/Winocq (Hunter) - 3h.21'48

6 - Al Qassimi/Panseri (Peugeot) - 3h.29'38

7 - Vasilyev/Tsyro - (Mini) - 3h.33'31

8 - De Villiers/Haro Bravo (Toyota) - 3h.57'39

9 - Prokop/Chytka (Ford) - 4h.09'21

10 - Despres/Horn (Peugeot) - 4h.51'09

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