Con Roberto Angiolini se ne è andata molta della storia dei rally

Milano. Sabato 4 aprile ci ha lasciato Roberto Angiolini per anni uno dei maggiori protagonisti della storia dei rally a livello mondiale. Pensava di essere al sicuro in una clinica ove stava svolgendo un programma di riabilitazione per rimediare ai danni di un ictus che lo aveva colpito nei mesi scorsi invece il corona virus ne ha fatto una sua vittima.
Angiolini è stato uno dei manager sportivi italiani che hanno maggiormente contribuito alla diffusione dello sport automobilistico su strada sotto l’egida del Jolly Club, la scuderia creata dal padre nel lontano 1957 poi passata nelle sue mani, nel 1966, a soli 21 anni. Roberto non impiegò molto a dare alla scuderia un’impronta e un impegno internazionale anche con il sostegno della madre Renata, altra mitica figura animatrice da dietro le quinte di tutte le più importanti gare italiane oltre che prima, e ascoltata, consigliera.
La prima grande intuizione fu quella di non abbandonare l’idea del fondatore di allinearsi all’impegno della Casa nazionale e poi di accettare il progetto ideato da Cesare Fiorio di essere una delle componenti trainanti dello Junior Team con la Grifone di Luigi e Fabrizio Tabaton, delle Tre Gazzette di Giorgio Leonetti che avevano obiettivi nazionali mentre per il Jolly Club la mission era la partecipazione ai campionati europei. Compito dello Junior Team era quello di scoprire e far maturare i giovani talenti italiani per poi sottoporli all’esame della squadra ufficiale del Gruppo torinese impegnato nel campionato del mondo.
Sono stati per il Jolly Club anni di espansione, in pratica in diversi Paesi esisteva un Jolly Club nazionale, e di grandi affermazioni grazie ai tanti piloti che Roberto, in primis, selezionava . Alla scrivania dell’attico di Piazza della Repubblica a Milano si sono seduti negli anni ottanta piloti del calibro di Miki Biasion, Alex Fiorio, Dario Cerrato, Andrea Zanussi, Andrea Aghini, Adartico Vudafieri, Tonino Tognana, Renato Travaglia Michele Rayneri , Piero Longhi, Franco Cunico e la coppia delle “dame europee”: Antonella Mandelli e Tiziana Borghi come pure i manager di società pronte a investire per supportare l’attività del Jolly Club: Totip, Fina, Repsol .
Angiolini dalla scrivania gestiva e dirigeva mentre a sovraintendere all’organizzazione e partecipazione alle gare ci pensavano in officina il d.s. Claudio Bortoletto e Renzo Magnani cui Angiolini, alla fine degli anni ’80, demandò il compito di realizzare il primo format da proporre “chiavi in mano” alle emittenti televisive e poi tanti meccanici da fare invidia a team ufficiali e tra tutti e per tutti ricordiamo Gaggio e Gunther Steiner, sì lui, attualmente team manager della Haas di F.1.
Anni di grandi soddisfazioni con il passaggio di Biasion nella squadra ufficiale della Lancia e con il titolo mondiale di Alex Fiorio. Tutto sempre schierando al via dei campionati le vetture da gara della Lancia: dalla 037 e Delta S4 del Gruppo B, sino alle varie versioni da corsa della Delta (HF 4WD e HF Integrale).
Poi nel 1992 il grande salto, dopo il ritiro della Lancia dalle corse, fu il Jolly Club a difendere i colori della casa torinese nel mondiale rally con piloti come Didier Auriol, Yuha Kankkunen e soprattutto Carlos Sainz , un incontro che si tramutò in un rapporto di stima e amicizia come pure con l’ entourage del campione spagnolo : Carmelo Ezpeleta, oggi il patron della MotoGP e soprattutto Manolo Ortiz, diventato poi un grande amico e frequentatore della casa di Roberto.
Una lunga storia ricca oltre 10.000 vittorie che in pratica è terminata alla fine degli anni novanta Nel 2007 il marchio Jolly Club è stato recuperato a tutti gli effetti ed è tornato nel mondo dell'automobilismo sportivo per iniziativa del gentleman driver Andrea Guidi, con l'aiuto sempre di Roberto Angiolini. Vetture iscritte dal Jolly Club hanno preso il via a gare dell'International Rally Cup (IRC) e nel 2009 anche del campionato Euro Rally Challenge.. Oggi sono ancora molte le vetture con i colori storici del Jolly Club che percorrono le strade di tutto il mondo, sia nelle competizioni condotte da piloti, che sulle strade dei raduni, condotte da collezionisti di marca e amatori. Ma non è più stato il Jolly Club che tutti hanno ammirato ed è sempre stato rispettato da piloti e scuderie avversarie.
Grazie Roberto per le emozioni che ci hai permesso di vivere, grazie per il sorriso che non ci facevi mancare e grazie soprattutto per l’amicizia che ci hai sempre dimostrato. Alla moglie Ariella e a Mario e Mattia te condoglianze di tutta la redazione di Corsanews. (Franco Liistro)