13/09/2026
Direttore: Franco Liistro

Con Roberto Angiolini se ne è andata molta della storia dei rally

 

Milano. Sabato 4 aprile ci ha lasciato Roberto Angiolini  per anni  uno dei maggiori protagonisti della storia  dei rally a livello mondiale.  Pensava di essere al sicuro in una clinica ove stava svolgendo un programma di riabilitazione  per rimediare ai danni di un ictus che lo aveva colpito nei mesi scorsi  invece il corona virus  ne ha fatto una sua vittima.

Angiolini  è stato  uno dei manager sportivi  italiani che hanno maggiormente  contribuito alla  diffusione dello sport automobilistico su strada  sotto l’egida del Jolly Club, la scuderia creata dal padre nel lontano 1957  poi passata nelle sue mani, nel 1966, a soli 21 anni.  Roberto non impiegò molto a dare alla scuderia un’impronta e un impegno internazionale anche con il sostegno della madre Renata, altra mitica figura animatrice  da dietro le quinte di tutte le più importanti gare italiane oltre che prima, e ascoltata, consigliera.

La prima grande intuizione fu quella di non abbandonare  l’idea del fondatore di allinearsi all’impegno  della Casa nazionale  e poi di accettare  il progetto ideato da Cesare Fiorio di essere una  delle  componenti  trainanti dello Junior Team con la Grifone di Luigi  e Fabrizio Tabaton, delle Tre Gazzette di  Giorgio Leonetti che avevano obiettivi nazionali mentre per il Jolly Club la mission era la partecipazione ai campionati europei.  Compito dello Junior Team era  quello di scoprire e far maturare  i giovani talenti italiani  per poi  sottoporli all’esame della squadra ufficiale del Gruppo torinese impegnato nel campionato del mondo.

 Sono stati per il Jolly Club anni di espansione, in pratica in diversi  Paesi esisteva un Jolly Club nazionale,  e di grandi affermazioni grazie  ai tanti piloti che Roberto, in primis, selezionava . Alla scrivania  dell’attico di Piazza della Repubblica a Milano  si sono seduti negli anni ottanta  piloti del calibro di Miki Biasion, Alex Fiorio, Dario Cerrato, Andrea Zanussi, Andrea Aghini, Adartico Vudafieri, Tonino Tognana, Renato Travaglia Michele Rayneri ,  Piero Longhi, Franco Cunico e la coppia delle “dame europee”: Antonella Mandelli e Tiziana Borghi   come pure i manager di  società pronte a investire per supportare l’attività del Jolly Club: Totip, Fina, Repsol .

 Angiolini dalla scrivania  gestiva e dirigeva  mentre  a sovraintendere all’organizzazione  e partecipazione alle gare ci pensavano in officina  il d.s. Claudio Bortoletto e Renzo Magnani  cui Angiolini, alla fine degli anni ’80, demandò il compito di realizzare il primo format da proporre “chiavi in mano” alle emittenti televisive e poi tanti meccanici da fare invidia a team ufficiali e tra tutti e per tutti ricordiamo Gaggio e Gunther Steiner, sì lui, attualmente team manager della Haas di F.1.

Anni  di grandi soddisfazioni con il passaggio di Biasion nella squadra ufficiale della Lancia e con il titolo mondiale  di Alex Fiorio. Tutto sempre  schierando  al via dei campionati le vetture  da gara  della Lancia: dalla 037 e Delta S4 del Gruppo B, sino alle varie versioni da corsa della Delta (HF 4WD e HF Integrale).

Poi nel 1992 il grande salto,  dopo il ritiro della Lancia dalle corse, fu il Jolly Club a difendere i colori della casa torinese nel mondiale rally con piloti come Didier Auriol, Yuha Kankkunen e soprattutto  Carlos Sainz , un incontro che si tramutò in un rapporto di stima e amicizia  come pure  con  l’ entourage del campione spagnolo : Carmelo  Ezpeleta, oggi il patron della MotoGP e soprattutto Manolo Ortiz, diventato poi un grande amico e frequentatore  della casa di Roberto.

Una lunga storia ricca oltre 10.000 vittorie  che in pratica è terminata  alla fine degli anni novanta  Nel 2007 il marchio Jolly Club è stato recuperato a tutti gli effetti ed è tornato nel mondo dell'automobilismo sportivo per iniziativa del gentleman driver Andrea Guidi, con l'aiuto   sempre di Roberto Angiolini.  Vetture  iscritte dal Jolly Club  hanno preso il  via a  gare dell'International Rally Cup (IRC) e nel 2009 anche del campionato Euro Rally Challenge.. Oggi  sono ancora molte le vetture  con i colori storici del Jolly Club che percorrono le strade di tutto il mondo, sia nelle competizioni condotte da piloti, che sulle strade dei raduni, condotte da collezionisti di marca e amatori. Ma  non è più stato  il Jolly Club che tutti  hanno ammirato ed è sempre stato rispettato   da piloti e scuderie avversarie.

Grazie Roberto per le emozioni che ci hai permesso di vivere, grazie per il sorriso che non  ci facevi mancare e grazie soprattutto per l’amicizia che ci hai sempre dimostrato. Alla moglie Ariella e a Mario e Mattia  te condoglianze  di tutta la redazione di Corsanews. (Franco Liistro)