In Messico stop alla gara: vince Ogier (Toyota), ancora una pesante sconfitta per Hyundai

Leon. Il Rally del Messico si è chiuso in anticipo, al termine della seconda tappa . E’ stata una decisione concordata per permettere agli addetti ai lavori di ritornare a casa visto che la situazione globale del coronavirus peggiora, molti voli sono stati cancellati e molti aeroporti chiusi. Avendo la gara superato il 75% del percorso originario i piloti hanno preso il punteggio completo mentre la power stage ovviamente non è stata disputata essendo programmata al termine della terza tappa.
E al termine delle 21 prove speciali al comando c’era la Toyota di Ogier che si è così aggiudicato la gara e con lui sul podio Ott Tanak (Hyundai) e la Ford Fiesta di Suninen. E’ stato un arrivo un po’ in sordina, da festeggiare c’era veramente posto come ha sottolineato lo stesso Ogier:” "Una vittoria è ovviamente una vittoria, ma questa è diversa dalle altre. Per me, questa manifestazione non avrebbe dovuto aver luogo. Mi dispiace per i messicani. La mia squadra ha fatto un ottimo lavoro e li ringrazio per questa prima vittoria con loro. Ma ora non è il momento di festeggiare".
Giovedì al via si sono presentate 10 Wrc Plus: le 3 Hyundai i20 di Neuville, Tanak e Sordo, le tre Toyota di Ogier, Evans e Rovanpera, 4 Ford Fiesta affidate a Lappi, Suninen, Greensmith e Jocius.
Da segnalare la presenza nel Wrc 2 di tre iscritti, vale a dire Pontus Tidemand (Skoda Fabia R5) e le due Hyundai di Veiby e Gryazin, mentre nel Wrc 3 spiccano le presenze dello svedese Oliver Solberg (VW Polo R5), del polacco Kajetanowicz e dell’idolo locale Benito Guerra (entrambi su Skoda Fabia R5), a cui va aggiunto il boliviano Marco Bulacia (Citroen C3 R5) navigato da Giovanni Bernacchini che torna così sul sediolo di destra dopo due stagioni di assenza e trascorse al timone dell’Abartha Torino. Al via anche un altro equipaggio italiano, quello composto da Gianluca Linari e Nicola Arena (Ford Fiesta R5). 24
La a corsa messicana, diciassettesima edizione, prevedeva un totale di 324,85 km cronometrati contro i 313,97 dell’anno scorso, con 24 speciali in programma con base sempre a Leòn e Guanajuato.
La corsa è come in passato giovedì sera con due passaggi sulla super speciale d’apertura di Guanajuato (1,12 km), ambientata tra le caratteristiche stradine della cittadina. Venerdì la prima tappa : 10 speciali per un totale di 132,86 km cronometrati.
Si è iniziato subito con il classico crono di El Chocolate di 31,45 km (una prova accorciata quest’anno di oltre 20 km.), seguito dalla speciale in quota di Ortega di 17,24 km dal crono di Las Minas (13,68 km) e poi da due passaggi nella prova di 2,71 km del Parque del Bicentenario. Nel pomeriggio i piloti hanno ripetuto le tre prove disputate al mattino seguite da due passaggi nell’autodromo di Leòn (2,33 km) e dalla Street Stage di Leòn (0,73 km).
La seconda tappa di sabato prevedeva 9 tratti cronometrati per 133,74 km cronometrati, tra i quali le prove speciali di Guanajuatito (24,96 km), Alfaro (16,99 km) e Derramadero (21,78 km) da ripetersi due volte, seguite in serata dalle due speciali all’autodromo di Leòn (2,33 km) e dalla Street Stage di Leòn (1,62 km).
Dopo i fuochi di artificio di Neuville nelle due prove di giovedì, alla ripresa delle ostilità venerdì mattina è salito in cattedra Sebastien Ogier e lo squadrone Toyota. L’ex campione del mondo ha fiutato che era la grande occasione era a portata di mano e non l’ha lasciata per strada non appena ha saputo dei problemi di Lappi la cui Ford Fiesta è andata letteralmente a fuoco e soprattutto di Neuville attardato di oltre 40 minuti per problemi al motore e all’impianto elettrico. Per la Hyundai i guai non finivano lì dal momento che anche Dani Sordo doveva abbandonare i sogni di gloria.
Per la squadra di Andrea Adamo dopo la mezza débacle in Svezia con la vittoria della Toyota di Evans, un’altra sconfitta ancora più pesante visto che la classifica Costruttori e piloti ora, dopo solo tre gare, è veramente pesante ed è parla a favore di una Toyota che sembra non conoscere problemi. Dopo la vittoria di Neuville ancora una volta è toccato a Tanak, secondo podio consecutivo, rendere meno amara la sconfitta ma c’è poco da sorridere dal momento che ora l’estone, a ridosso di Neuville come punti, avanzerà delle pretese ed avere due galli nel pollaio rende tutto più difficile. Lo stesso Adamo a fine tappa, prima di correre in aeroporto, non ha nascosto la sua delusione:
"Non posso negare che si è trattato di una gara complicata sotto molti punti di vista. Avremmo dovuto finire in posizioni migliori e non siamo stati in grado di gestire quello che ritenevo un miglioramento delle prestazioni dell'auto. Dobbiamo analizzare in profondità i nostri errori per assicurarci di evitarli in futuro e fare il massimo per riprenderci le posizioni più conformi al nostro potenziale La stagione è ancora lunga. Senza l'incidente di venerdì, sono sicuro che Ott sarebbe stato coinvolto in una battaglia molto più stretta per la vittoria; è stato ancora in grado di prendere il secondo posto , che è un risultato prezioso per la nostra squadra. Thierry purtroppo non è stato in grado di portare a casa un risultato soddisfacente. "
Una volta preso il comando Ogier, come è nel suo carattere, si è guardato bene dal correre rischi e si è limitato a controllare la gara lasciando agli inseguitori il compito di lottare per le due restanti posizioni da podio. E tra gli inseguitori è emerso Suninen che per un giorno e mezzo ha resistito molto bene agli attacchi disperati di Tanak cedendo solo nel finale della terza tappa. Il finlandese sta maturando, forse non è un campione ma potrebbe diventare un osso duro per tutti. Tanak ancora una volta ha messo in mostra un gran carattere e una guida sicura e pulita che alla fine lo ha premiato. Evans e Rovanpera hanno fatto una gara regolare con il compito di coprire le spalle al loro caposquadra. Anche Rovanpera sta maturando gara dopo gara e potrebbe presto centrare il bersaglio grosso Da Evans ci si aspettava di più ma i punti per il secondo posto in classifica potrebbero rivelarsi preziosi in futuro.
Ora il mondiale rally forzatamente si ferma essendo stata annullata la gara in Argentina prevista a metà aprile e sono poche le possibilità di recuperarla. Arrivederci allora al rally del Portogallo in programma dal 21 al 24 maggio e quindici giorni dopo tutti in Sardegna per il Rally d’Italia. (J. Caceres)
Classifica dopo seconda tappa e finale:
1.S. Ogier - J. Ingrassia Toyota Yaris 2h.47’47”6
2.O. Tänak - M. Järveoja Hyundai i20 +27.8
3.T. Suninen - J. Lehtinen Ford Fiesta +37.9
4.E. Evans - S. Martin Toyota Yaris +1:13.4
5.K. Rovanperä - J. Halttunen Toyota Yaris +2:20.5
6.P. Tidemand - P. Barth Škoda Fabia R5 +10:29.3
7.N. Gryazin -Y. Fedorov Hyundai i20 R5 +12:27.0
8.M. Bulacia -G. Bernacchini Citroën C3 R5 +13:37.5
9.G. Greensmith - E. Edmondson Ford Fiesta +13:56.5
10.O.C. Veiby -J. Andersson Hyundai i20 R5 +15:32.2
Classifica Costruttori dopo 3 gare:
1.Toyota 110, 2.Hyundai 89, 3.M-Sport Ford 65
Classifica Piloti dopo 3 gare:
- Ogier 62, 2. Evans 54, 3. Neuville 42, 4.Rovanpera 40, 5.Tänak 38, 6.Suninen 26, 7.Lappi 24, 8.Loeb 8, 9.Katsuta 8
Classifica dopo prima tappa:
1.Ogier-Ingrassia (Toyota Yaris ) - 1h 23'09"2
2.Suninen-Lehtinen (Ford Fiesta ) - +13"2
3.Evans-Martin (ToyotaYaris ) - +33"2
4.Tanak-Jarveoja (Hyundai i20) - +33"4
5.Rovanpera-Halttunen (Toyota Yaris ) - +35"7
6.Greensmith-Edmonson (Ford Fiesta ) - +1'16"8
7.Tidemand-Barth (Skoda Fabia R5 WRC2) -+ 4'16"7
8.Gryazin-Fedorov (Hyundai i20 R5 WRC2) -+ 5'07"8
9.Bulacia-Bernacchini (Citroen C3 R5 WRC3) - +5'52"1
10.Veiby-Andersson (Hyundai i20 R5 WRC2 -+ 9'55"8