Dakar 2020 :dopo Argentina, Cile, Perù, Bolivia e Paraguay è l’ora dell’ Arabia Saudita

Jeddah. A gennaio 2020 la Dakar scoprirà il 30° paese: l’Arabia Saudita. Dopo 30 anni in Africa ed 11 edizioni in Sud America, i piloti ed i team del più grande rally del mondo sono invitati a scrivere un nuovo capitolo della storia nel più vasto paese del Medio Oriente. Il territorio saudita, che confina ad ovest con il Mar Rosso e ad est con il Golfo Arabico, offre delle distese desertiche dalle varie caratteristiche che permettono di costruire un percorso completo che risponde alle esigente del raid: valorizzare la guida e la velocità, far appello alle competenze nella navigazione, mettere a prova la resistenza fisica dei concorrenti.
Nelle regioni largamente disabitate, i piloti arriveranno senza nessun riferimento, su questi territori vergini, la competizione metterà . le regioni montagnosi vicino alla frontiera giordana ai labirinti di vallate. Mentre le dune, a volte alte più di 200 metri, permetteranno ai più esperti di distinguersi.
Argentina, Cile, Perù, Bolivia e Paraguay, le nazioni che hanno ospitato la Dakar gli ultimi 11 anni e che nel 2019 rappresentavano un terzo dei partenti, manterranno un canale privilegiato con la manifestazione. L’organizzazione sta predisponendo delle misure speciali per sostenere i team e i piloti.
Sua Altezza Reale il Principe Abdulaziz bin Turki AlFaisal Al Saud, Presidente dell’Autorità Sportiva Generale dell’Arabia Saudita:
“Siamo lieti che il Rally Dakar visiti il Regno dell’Arabia Saudita e del Medio Oriente. Sarà l’occasione di partire alla scoperta di paesaggi mozzafiato. Insieme, Arabia Saudita e Rally Dakar scriveranno una nuova storia, quella tra la corsa più dura al mondo e la più ambiziosa visone sociale sulla terra (vision 2030) che insieme ridefiniranno l’avventura umana”.
David Castera, Direttore della Dakar:
“Africa, America, Asia. Ecco un terzo capitolo particolarmente affascinante ed eccitante per un esploratore. Nel paese più grande della regione , le possibilità di un percorso che sia esigente, equilibrato e vario, sono infinite. La nostra sfida sportiva per la 42esima edizione sarà all’altezza della libertà di creare, che sorge da questo territorio gigantesco in cui si mischiano deserti , montagne , canyon, vallate e paesaggi costieri”. (M.G.)
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