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RALLY GERMANIA: SEBASTIEN OGIER SI GIOCA IL PRIMO “MATCH BALL“ !!

Treviri. Il mondiale rallies sta per arrivare alla sua quintultima prova e propone, per la prima volta quest’anno, una gara – si fa per dire – tutta asfalto. Già, perché alla prova dei fatti di asfalto vero e proprio non è poi che ce ne sia così tanto visto che i fondi stradali delle prove speciali sono un continuo alternarsi di asfalto classico, cemento, a volte ricoperto da un fine strato di sabbia o polvere che in caso di umidità o di pioggia diventa estremamente scivoloso al pari di certi tratti di quel ‘pavé’ particolare più adatto ai cingolati che non alle vetture da rallies che i concorrenti incontreranno sovente sulla ‘Panzerplatte’ della base militare sulla quale si disputeranno quattro speciali – due cortissime e due di quasi 50 Km - nella giornata di sabato.

Fino al 2001 il ‘Deutschland’ era solo… Europeo!

Insomma, il Rally di Germania è da considerare in tutto e per tutto una gara estremamente anomala che ha una sua storia relativamente corta visto che è entrata a far parte del WRC solo nel 2002 mentre prima era una delle due gare tedesche valide per l’Europeo con il massimo coefficiente. Insomma in Germania - e questo fino alla fine del 2001 - c’erano due rallies che nell’ambito dell’europeo erano molto popolari: l’Hunsrück che si disputava nella base militare di Baumholder ed il Deutschland che invece era una classica gara d’asfalto che aveva il suo svolgimento nella regione di Saarland.

La lotta di potere tra ‘Deutschland’ ed ‘Hunsrück’…

I due organizzatori si sono battagliati per anni per ricevere la titolazione iridata ma nessuna delle due prove veniva ritenuta abbastanza soddisfacente dai “federali” della FIA per fare il salto di qualità ed uscire dall’Europeo per approdare nel Mondiale.

Troppo ‘atipico’ l’Hünsruck che proponeva PS miste ‘asfalto/terra/cemento lunghe fino a 110 KM e troppo ‘banale’ il ‘Deutschland’ per poter soffiare la titolazione iridata ad un’altra prova in calendario. L’unica soluzione era così quella di mettersi assieme e fare di due gare una sola. Detto fatto e la Fia ha finalmente dato il suo nullaosta anche per onorare un paese da sempre considerato uno dei maggiori costruttori non solo europei ma anche mondiali.

Una gara che non ha mai fatto l’unanimità tra i piloti!

Ne è così nata una gara del tutto particolare con tre tappe che ancora oggi si disputano in tre scenari totalmente differenti e dove anche i fondi delle speciali si differenziano completamente. E questo non è che piaccia troppo alla maggior parte dei piloti: se a suo tempo per Marcus Grönholm si trattava di “una prova molto interessante perché si differenzia completamente dalle altre gare asfaltate” e per Sébastien Loeb era la gara “più bella perché vi ho partecipato dieci volte e nove volte l’ho vinta”, per Carlos Sainz era solo “un rally ben organizzato che non entrava però nella cerchia delle mie gare preferite a causa del continuo cambiamento dei fondi stradali”.

Chi non si sbilanciava troppo ma centrava in pieno il problema era Petter Solberg: “Il problema di questa gara era che propone in tre giorni tre rally differenti: uno si disputava nelle stradine strette e lente dei vigneti della Mosella, l’altro sul cemento disastrato e scivoloso della base militare di Baumholder mentre il terzo – che è quello che si avvicinava di più ad una gara d’asfalto – sulle velocissime strade del Saarland. Questo comportava che al via di ogni tappa bisognava già essere ben svegli per potersi adattare al meglio a questi cambiamenti che erano tutt’altro che facili da assimilare”.

Ogier, Sordo e Neuville…

Di coloro che prenderanno il via alla 13ma edizione di questa gara solo tre l’hanno già vinta: Sébastien Ogier nel 2011 quando era ancora pilota Citroën, Dani Sordo nel 2013 anche lui al volante di una DS3 WRC e Thierry Neuville l’anno scorso quando Ogier, Jari-Matti Latvala e Kris Meeke fecero a gara a chi sbagliava di più e regalarono alla prima guida della Hyundai una vittoria che mai più avrebbe conquistato se i tre avessero gareggiato con un po’ più di ‘testa’. Così, per Latvala e Meeke, ma anche per quasi tutti gli altri, la gara tedesca non è altro che una specie di incubo da dimenticare in fretta viste le molte uscite di strada e le botte ‘tirate’ contro quei grandi pietroni (Hinkelsteine) posizionati a bordo strada nella base militare per impedire ai cingolati di prendere le scorciatoie nei campi della base.

Trappole disseminate ovunque…

Probabilmente, e forse anche senza il ‘probabilmente’, anche quest’anno la gara tedesca rispecchierà quella che ci ha offerto nelle ultime due edizioni: Ogier, Latvala e Meeke a dettare il ritmo cercando di non commettere gli errori dell’anno scorso e con il resto del plotone a cercare di limitare i danni.

Nelle prime due tappe è infatti molto facile sbagliare ed in compenso molto difficile a trovare il ritmo giusto: nei vigneti della Valle della Mosella, sulle ‘placche’ di cemento a volte disastrate, non ci sono molti punti di riferimento e quindi bisogna fidarsi ciecamente delle note lette dal navigatore mentre la seconda giornata al Baumholder, i continui cambi di direzione nel dedalo di stradine militari ed i fondi stradali sui quali l’aderenza cambia in continuazione, possono facilmente indurre all’errore.

Ogier si gioca il primo ‘Championship Point’…

A rendere il tutto molto più interessante è che Ogier, grazie al suo immenso vantaggio che vanta nei confronti dei suoi rivali potrebbe, con una vittoria a Treviri, conquistare il suo terzo titolo iridato consecutivo. I suoi rivali per contro, chi per dimostrare di meritarsi una riconferma e chi per mettersi in luce per trovare un ‘volante’ ufficiale l’anno prossimo, hanno tutto l’interesse di spingere a tutta sin dal primo metro di gara non tanto per cercare di mettere in difficoltà Ogier ma piuttosto per puntare almeno ad un posto sul podio.

Ad ingarbugliare ancor di più le carte potrebbe pensarci la meteo visto che da quelle parti basta uno scroscio d’acqua per rendere le ‘piesse’ scivolose come se ci fosse il ghiaccio. Al momento le previsioni parlano più di bel tempo che non di pioggia ma visto che non si è poi molto lontani dal Nürburgring, in un paio d’ore può cambiare tutto. Interessante sarà poi vedere come se la caveranno su queste speciali Lorenzo Bertelli-Lorenzo Granai (Ford), reduci da un ottimo decimo rango in Finlandia dove hanno conquistato il loro primo punto iridato della stagione.

Capito vorrebbe Meeke, i tedeschi… un tedesco!

E mentre tutti si chiedono se la Volkswagen riuscirà finalmente a vincere la gara di casa e se Ogier ‘ammazzerà’ definitivamente il mondiale già domenica prossima prossimo, una notizia interessante è trapelata in questi giorni e concerne proprio il team tedesco.

O per meglio dire quanto ha affermato il suo DS Jost Capito: “Se un giorno potremo schierare quattro vetture, la quarta vorrei affidarla a Kris Meeke” facendo chiaramente capire che dopo i suoi tre ‘pupilli’ Ogier, Latvala ed Andreas Mikkelsen, l’irlandese è considerato a Wolfsburg il più competitivo di tutti i piloti in circolazione.

Probabilmente, anche se la Citroën Racing dovesse rinunciare ai servigi di Kris visto che il gran capo della struttura sportiva transalpina Yves Matton è tutt’altro che contento delle sue prestazioni, ben difficilmente Capito potrebbe affidargli una vettura. Infatti parte della stampa specializzata tedesca è subito insorta facendo capire ai responsabili dei ‘piano alti’ del colosso tedesco che se ci sarà una quarta vettura questa dovrà essere ‘riservata’ ad un pilota tedesco.

Già il fatto che nella ‘filiera VW’, leggi Skoda, oggi ci siano solo piloti finlandesi, svedesi e céchi a molti non va a genio tanto più che l’unico tedesco (Sepp Wiegand) che l’anno scorso nell’Europeo si è classificato secondo alle spalle di Esapekka Lappi al volante di una Fabia della Skoda Deutschland è stato scaricato senza troppi complimenti proprio a fine 2014.

Paddon promosso mentre Sordo, in Australia, sarà relegato a terza guida…

Ed intanto qualcosa si muove anche alla Hyundai dove il DS Michel Nandan ha comunicato che in Australia, al volante della seconda i20 WRC ufficiale, non ci sarà Dani Sordo ma l’idolo ‘locale’ Hayden Paddon. Questo perché il neozelandese nelle ultime gare su sterrato si è dimostrato non solo molto competitivo ma anche perché lo spagnolo sulle speciali attorno a Coffs Harbour non ha mai gareggiato. Nandan ha poi aggiunto che nel testa a testa con la Citroën Racing per il secondo posto nel Mondiale Costruttori ogni punto può essere decisivo e che in Corsica Sordo ritornerà ad essere la seconda guida.

Noi abbiamo piuttosto l’impressione, ed era ora, che in Hyundai si stia già preparando la ‘line up’ piloti per il 2016 che potrebbe vedere Paddon promosso nel team principale assieme a Neuville e con Sordo che potrebbe alla fine anche rimanere a piedi se il giovane (e meno costoso) Kevin Abbring dimostrasse in queste ultime gare di meritarsi la vettura che fino ad ora era stata affidata a Paddon e che in Australia verrà comunque pilotata da Sordo. Affaire a suivre…

WRC2 / WRC3 / DMACK Trophy

Assenti Jari Ketomaa, Yurii Protasov e Pontus Tidemand, nel secondo più importante campionato del WRC ci sarà verosimilmente una lotta tra il leader della serie Esapekka Lappi (Skoda) e Nasser Al-Attiyah, al momento in quinta posizione a 10 punti dal finlandese. In questa lotta potrebbero però inserirsi anche il locale Armin Kremer (Skoda), il suo collega di marca Jan Kopecky così come Craig Breen (Peugeot) e gli l’asfaltisti transalpini Julien Maurin ed Eric Camilli.

Questi ultimi due sono di fatto gli unici piloti di livello presenti con delle Fiesta visto che ultimamente tutti, persino Al-Attiyah sempre fedele a Ford nel WRC2, preferiscono cambiare sulle nuove Fabia R5 che sembrano decisamente più performanti. Al via in questa occasione al volante di una Peugeot anche l’elvetico Jonathan Hirschi, navigato da Vincent Landais che, vista l’assenza di molti ‘big’, potrebbero anche finire con una buona classifica in zona punti. Nella ‘Production Cup’ a Max Rendina ed Emanuele Inglesi (Mitsubishi) si presenta la ghiotta occasione di passare al comando visto che il leader del campionato Gianluca Linari non parteciperà a questa gara. I loro più pericolosi avversari saranno al solito Joan Carchat (Mitsubishi), Enrico Brazzoli-Maurizio Barone ed Eamonn Boland, tutti e due su Subaru.

Nel WRC3 lotta tutta italo-finlandese con Andrea Crugnola e Michele Ferrara (Renault) che ritornano alle competizioni dopo aver ‘saltato’ il ‘Finlandia’ e che avranno nel finnico Teemu Suninen (DS) il loro unico avversario. Con una vittoria Crugnola potrebbe guadagnare due posizioni e soffiare al finlandese Henri Haapamäki il terzo posto della generale.

Nel DMACK Trophy, dopo la sfortunata trasferta finlandese, Edoardo Bresolin e Rudy Pollet (Ford) cercheranno di guadagnare punti per risalire una classifica che al momento li vede all’ottavo posto. (Rolando Sargenti)

I principali equipaggi iscritti:

1.

Ogier-Ingrassia (Fra, VW Polo R WRC)

RC1

2.

Latvala-Anttila (Fin, VW Polo R WRC)

RC1

3.

Meeke-Nagle (Gbr, DS 3 WRC)

RC1

4.

Oestberg-Andersson (Nor/Sve, DS 3 WRC)

RC1

5.

Evans-Barritt (Gbr, Ford Fiesta RS WRC)

RC1

6.

Tänak-Mölder (Est, Ford Fiesta RS WRC)

RC1

7.

Neuville-Gilsoul (Bel, Hyundai i20 WRC)

RC1

8.

Sordo-Marti (Esp, Hyundai i20 WRC)

RC1

9.

Mikkelsen-Floene (Nor, VW Polo R WRC)

RC1

10.

Abbring-Marshall (Nld/Gbr, Hyundai i20 WRC)

RC1

12.

Lefebvre-Prövot (Fra/Bel, DS 3 WRC)

RC1

14.

Kubica-Szczepaniak (Pol, Ford Fiesta RS WRC)

RC1

20.

Paddon-Kennard (Nzl, Hyundai i20 WRC)

RC1

21.

Prokop-Tomanek (Cze, Ford Fiesta RS WRC)

RC1

22.

Melicharek-Melicharek (Svk, Ford Fiesta RS WRC)

RC1

37.

Bertelli-Granai (Ita, Ford Fiesta RS WRC)

RC1

24.

Delecour-Savignoni (Fra, Porsche 911 GT3)

RGT

25.

Dumas-Giraudet (Fra, Porsche 911 GT3)

RGT

---

   

33.

Rendina-Inglesi (Ita, Mitsubishi Lancer E10)

RC2 / N WRC2

47.

Hirschi-Landais (Che/Fra, Peugeot 208 T16)

RC2 / WRC2

74.

Brazzoli-Barone (Ita, Subaru Impreza STi)

RC2 / N WRC2

75.

Crugnola-Ferrara (Ita, Renault Clio R3T)

RC3 / WRC3

80.

Vukasovic-Groux (Che, Ford Fiesta R5)

RC2

108.

Bresolin-Pollet (Ita, Ford Fiesta R2)

RC4 / DMACK

123.

Sangermani-Ricotti (Ita, Mitsubishi Lancer E9)

RC2 / N

Sviluppo della gara: Totale Prove Speciali 21 - Totale km PS 374.430

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