MONDIALE RALLY: I PIAGNISTEI DI OGIER NON FINISCONO MAI.......ED ORA SI APPELLA A TODT !!!

Lugano. Venerdì mattina non solo prenderà il via la prima tappa del quartultimo appuntamento stagionale del mondiale ma a Pechino si riunirà anche il Consiglio Mondiale del Motorsport (WMSC) che, tra l'altro, sarà chiamato a deliberare anche sui nuovi regolamenti del WRC che entreranno in vigore a partire dall’anno prossimo.
La letterina a Jean Todt…
Una riunione, quella di Pechino, che di solito fila via liscia come l’olio e della quale di solito ci si occupa solo quando è terminata perché ciò che interessa è quello hanno deliberato i delegati presenti.
Se questa volta invece ce ne occupiamo prima è perché nei giorni scorsi è successa una cosa che non pensiamo abbia precedenti nel mondiale rallies: sembra infatti che i componenti di un team abbiano scritto al Presidente della FIA per convincerlo a non far ratificare alcuni cambiamenti regolamentari perché proprio alcuni di questi cambiamenti, se accettati, potrebbero danneggiarli massicciamente durante le gare.
Ma Latvala e Mikkelsen sono veramente d’accordo?
Qualcuno avrà capito chi ha scritto la presunta lettera perché proprio su queste pagine abbiamo più volte stigmatizzato le critiche costanti ed a volte anche pesanti fatte da un pilota che va per la maggiore verso l'attuale regolamento che nella prima giornata di gara prevede l'ordine di partenza secondo la classifica del mondiale. Ebbene si, avete indovinato.
La lettera l'ha scritta Sébastien Ogier con i cofirmatari Jari-Matti Latvala ed Andreas Mikkelsen, che però hanno sempre affermato che per loro questo non è un problema, ed è stata indirizzata direttamente a Jean Todt.
Non più una tappa ma due in veste di “spazzino”…
Come oramai è noto, il nuovo regolamento al vaglio del WMSC, prevede che non è più solo durante la prima tappa che l'ordine di partenza dovrebbe avvenire secondo la classifica del mondiale ma anche la seconda mentre per la terza l'ordine verrebbe invertito come capita ora dopo la prima giornata.
E questo ad Ogier non sta bene perché è del parere che il tempo che si perderebbe nelle prime due giornate non sarebbe più recuperabile nell'ultima tappa e quindi sarebbe difficile entrare tra coloro che si giocano la vittoria con il tanto criticato “shootout”.
Partire per primo: non solo svantaggi…
È chiaro che in certe occasioni, gareggiando su sterrati estremamente sabbiosi o ricoperti da molto breccino, si possono perdere tot secondi al chilometro ma è anche vero che in certe altre situazioni - fondi stradali umidi o bagnati - partire davanti può diventare anche un grande vantaggio. Vedi Polonia quest'anno! E poi basta scorrere gli annali per vedere che non sono pochi i piloti che sono stati costretti a partire per primi sulle speciali ed alla fine hanno vinto la gara.
Una volta l’ordine di partenza era di competenza degli organizzatori…
E ancora: negli anni che il mondiale aveva ancora un chilometraggio degno di questo nome e non come oggi che tutte le gare si assomigliano e sembrano più che altro delle gare "sprint", i piloti - e che piloti - partivano secondo l'ordine stabilito da ogni singolo organizzatore ed i migliori erano sempre i primi a prendere il via. Oltretutto, a differenza di oggi, partivano ad un solo minuto uno dall'altro eppure nessuno che si lamentasse di dover "scopare" le speciali e che sarebbe stato svantaggiato dalla polvere sollevata dal concorrente che lo precedeva.
I “big” di una volta non piagnucolavano…
Il pensiero che piuttosto assillava i vari Alen, Röhrl, Mikkola, Munari, McRae e Carlos Sainz, tanto per citarne pochi di tanti, non era certo quello di dover "scopare" le traiettorie o quello della polvere ma quello di battere una concorrenza estremamente agguerrita che oggi purtroppo è scomparsa.
E poi diciamola tutta: se oggigiorno se si partisse ancora come una volta con un minuto di intervallo tra un concorrente e l’altro, probabilmente Ogier sarebbe il primo a reclamare e a voler partire per primo per non esser poi danneggiato dalla polvere!
Solo un bambino troppo viziato?
L'abbiamo già ribadito svariate volte: Ogier è un grande pilota che probabilmente al momento non ha pari nel WRC ma purtroppo si comporta da tempo come un bambino troppo viziato. Tutto deve esser fatto su misura per lui e se non è così si lamenta in continuazione. "Forse per lui un'opzione potrebbero essere le gare in pista: li non ci sono tutti problemi che si riscontrano in un rally su sterrato" ci ha risposto tra il serio ed il faceto un collega commentando le continue lamentele di Ogier. Inoltre, se un pilota, con il nuovo regolamento, partirà nelle prime due tappe per primo è perché fino a quel momento è stato il migliore. E poi non è che i suoi diretti avversari in classifica partiranno molto più indietro di lui ma subito dietro e quindi tutto questa messa in scena di Ogier ci sembra veramente esagerata!
Ogier VS Capito: la maretta continua…
In Volkswagen, dove c'è già maretta perché Ogier non si sente più il numero uno incontrastato e dove non ha mai nascosto di aver un debole per Latvala, la lettera spedita a Todt non avrà sicuramente fatto far salti di gioia a Capito visto che lui, a differenza del suo pilota o meglio, dei suoi piloti, la pensa esattamente al contrario affermando, tra l'altro, che i regolamenti vanno rispettati anche se non sempre possono piacere.
Jean Todt può fare molto ma non tutto…
Personalmente speriamo solo che Jean Todt non si lasci influenzare troppo da questa lettera che, tra l'altro, mette in discussione anche lo "shootout" finale. Ma visto che nulla di concreto è finora trapelato su questo cambiamento dell’ultima speciale della gara, al momento non ci sentiamo di fare commenti.
Ricordiamo anche che il Presidente della FIA ha si un grande potere ma una volta che le proposte della Commissione Rallies giungono al WMSC anche lui ha di fatto le mani legate e non può più fare molto.
Per il momento non ci resta che attendere venerdì e vedere cosa deciderà il consiglio mondiale. Ma le sorprese, in bene ed in male, non mancheranno di certo... (Rolando Sargenti)
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