RALLY DI AUSTRALIA: IN CASA VOLKSWAGEN SI RESPIRA BRUTTA ARIA.... ORA OGIER HA PAURA DI LATVALA

Coffs Harbour. Terza ed ultima trasferta stagionale oltremare per il mondiale con in programma un Rally d’Australia che della bella gara che era fino a qualche anno fa ne porta oramai solo ancora il nome. Ma una cosa è certa: anche se mancano solo quattro gare alla fine del campionato e Sébastien Ogier vanta sul suo collega di squadra Jari-Matti Latvala 44 punti di vantaggio, il titolo Piloti non verrà in nessun caso già assegnato nel “Down Under”.
Neppure se Latvala dovesse ritirarsi ed Ogier vincere gara e Power Stage! Al momento, prima della prova australiana ed almeno sulla carta, tutti e tre i piloti Volkswagen possono ancora ambire al titolo anche se per Latvala ed Andreas Mikkelsen le probabilità sono più che altro teoriche…
“Fin che c’è vita c’è speranza” è il motto di Jari-Matti che però in Germania ha gettato alle ortiche, scusate, nelle vigne, quando mancavano si e no 50 Km alla fine, un’occasione più unica che rara per ridurre a 19 punti il suo distacco sul rivale.
E così la lotta tra i due continuerà sempre ché il Gran Capo del reparto competizioni del team di Wolfsburg Jost Capito permetta ai due di battersi all’arma bianca e non metta il suo veto congelando magari le posizioni dopo poche speciali.
Che è poi quello che vorrebbe Ogier e che Capito fino ad oggi non ha fatto facendo andare su tutte le furie, già in Finlandia, il campione del mondo. Già, perché in seno alla VW Motorsport ultimamente si respira un’aria decisamente pesante che non ha nulla a che vedere con quell’ambiente idilliaco che fino a poco tempo fa sembrava ci fosse in casa tedesca. Ovviamente Ogier, che rivede i fantasmi di Sébastien Loeb nelle vesti di Latvala, vuole essere l’indiscusso numero uno in squadra e fin che Jari-Matti non riusciva a cavare un ragno dal buco su di una Polo R WRC tagliata su misura per il pilota di Gap, lo era senz’altro.
Ma da quando il finnico è diventato più performante ed ha minacciato a suon di temponi la leadership del transalpino, le cose sono radicalmente cambiate perché, inutile nasconderlo, Latvala è sempre stato ed è tutt’ora il “cocco” di Capito.
E questo già ai tempi della Ford! E poi il finlandese, a differenza di Ogier e di molti altri piloti, condivide il pallino di Capito di stravolgere l’ultima giornata di gara con la farsa del “shootout” e questo è molto apprezzato dall’ex Sauber che già quando era in Ford ed aveva proposto questa soluzione alla FIA, aveva avuto una vivace discussione on Marcus Grönholm che gli aveva detto chiaro e tondo che lui con un regolamento simile avrebbe smesso di correre nel WRC.
Per tutta risposta Capito disse che se lui, Marcus, non era d’accordo poteva anche andarsene subito che di piloti pronti a prendere il suo posto ed accettare questo regolamento ne avrebbe trovato a dozzine… Che le stesse cose le abbia ora ripetute anche ad Ogier?
Per capire che già in Germania c’era qualcosa che non andava in Ogier basta in fondo rileggersi le dichiarazioni rilasciate dal francese dopo la prima PS della seconda tappa quando inseguiva Latvala a più di 10 minuti di distacco a causa dell’escursione tra le vigne del giorno prima e pochi minuti dopo aver rischiato di finire nuovamente fuori strada ad un bivio.
“Ora attaccherò a fondo perché non ho più nulla da perdere!” era stato il suo commento. Un atteggiamento questo che non aveva nulla a che vedere con l’Ogier che conosciamo tutti e che ha sempre affermato che lui gareggia sempre e solo in ottica titolo iridato e che per raggiungere questo obiettivo a volte va benissimo anche solo un piazzamento. Ed invece no: seconda speciale subito “flat out” con gomme morbide ancora fredde e dopo un solo chilometro, su di un tratto umido, la nuova uscita di strada, dopo aver divelto 25 metri di guardrail, con relativo definitivo ritiro dalla gara.
Per farla breve, Ogier oggi si sente probabilmente come Loeb quando i due erano ancora in Citroën. A quei tempi era il nove volte campione del mondo a lamentarsi in continuazione del fatto che Ogier lo attaccasse pur essendo lui il predestinato a vincere il titolo iridato mentre ora è Ogier a farlo, anche se non lo dice apertamente, perché si vede minacciato da Latvala.
E così ecco che il suo management si rimette in moto lancia in resta, come già fece con la Citroën quando obbligò la casa dei due galloni a rescindere il contratto, e va ad offrire le prestazione del proprio pilota, a fine stagione in scadenza di contratto, proprio al team francese.
Dall’altro canto lo stesso management spara cifre da vera follia alla Volkswagen per un eventuale rinnovo del contratto. Cifre che avrebbero fatto rabbrividire anche quella Ford che quando nel 1999 ingaggiò Colin McRae non badò a spese e indorò con un contratto da capogiro il passaggio dello scozzese dalla Subaru al team diretto da Malcom Wilson.
Che Ogier non sia mai stato un tipo facile da gestire lo si sapeva da tempo come si sapeva d’altronde che su qualsiasi macchina lo si mette, lui è in grado di vincere. Oggi come oggi, qualsiasi team che lo ingaggerebbe, diventerebbe automaticamente il favorito per la vittoria del titolo iridato. Il problema è che probabilmente nessuno, oltre alla VW ed alla Hyundai, ha le possibilità finanziarie per pagarlo. O forse si: la Toyota che non nasconde oramai più la sua voglia di tornare nel WRC.
Ma dovesse decidersi per la casa giapponese, Ogier si ritroverebbe di nuovo a dover sviluppare una vettura nuova con il pericolo poi, di vedersi affiancato di nuovo un pilota che metterebbe in pericolo la sua nomea di numero uno. E tutto ricomincerebbe da capo. Ma non siamo ancora a questo ed allora aspettiamo di vedere come si svilupperà tutta la faccenda. I francesi direbbero semplicemente “affaire a suivre…”!
Passando alla gara c’è da dire che con i suoi 29 iscritti quella australiana, al pari dell’Argentina, è quella con il “plateau” più misero dopo il Messico (26 partenti).
Una vera e propria miseria per una prova del mondiale. Ma questo è quello che in questo momento passa il convento e quindi, bene o male, bisogna farsene una ragione. Dall’altra parte ci sentiamo sempre dire che il WRC deve disputarsi in tutti i contenti ma poi, quando si guardano le cifre nude e crude, si nota che nelle gare extraeuropee il numero dei partecipanti è quasi ridicolo (MEX 26, ARG ed AUS 29) mentre sul vecchio continente il numero dei partenti è di gran lunga superiore (DEU 85, PRT 84, FIN 77, POL e MCO 68). Certo, non sono i due o trecento del “Monte” o del RAC di una volta ma sempre meglio dei pochi intimi che oggi affrontano le gare oltre mare…
In Australia ci saranno comunque diversi piloti – Mikko Hirvonen (Ford), Chris Atkinson (Hyundai) così come Mads Oestberg e Kris Meeke (Citroen) ma anche Robert Kubica (Ford) – che sono in scadenza di contratto e forse a parte Meeke nessuno di questi ha la certezza di una riconferma per la prossima stagione.
Dunque per loro è una delle ultime possibilità di mettersi in mostra e convincere i responsabili dei loro team che una riconferma sarebbe la cosa giusta da farsi.
Per il discorso “successo” non si può far a meno di passare dai tre portacolori della VW Ogier, Latvala e Mikkelsen sempre che, come già scritto sopra, non sopraggiungano ordini dalla sala regia diretta da Capito oppure si ripeta il “disastro” di qualche settimana fa in Germania.
Nel WRC2 – o forse sarebbe meglio chiamarlo monomarca Ford visto che dei nove partenti l’unico che guida una vettura di un altro marchio è Max Rendina (Mitsubishi) – ci saranno tutti i pretendenti alla vittoria del campionato a cominciare dai leaders Lorenzo Bertelli-Mitia Dotta ad Ott Tänak, Yurii Protasov, Jari Ketomaa e Nasser Al-Attiyah navigato da Giovanni Bernacchini. I primi quattro sono divisi tra di loro unicamente da 9 punti mentre un pò più staccato è Al-Attiyah che di punti di ritardo su Bertelli ne ha 21. Inutile dire che ogni punto potrebbe significare molto nella rincorsa al titolo e quindi c’è veramente da attendersi una bella lotta tra i pretendenti al successo finale. Nel gruppo N (Production Cup) a Rendina basterà concludere la gara per conquistare quei 25 punti che gli consentirebbero di fare un passo decisivo verso il titolo nella produzione di serie!
Al via, oltre a Bertelli e Rendina, anche Fabio Frisiero-Simone Scattolin con una Mitsubishi che però non sono iscritti nel WRC2. (Rolando Sargenti)
I principali equipaggi iscritti:
WRC
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1. |
Ogier-Ingrassia (Fra, VW Polo R WRC) |
RC1 WRC |
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2. |
Latvala-Anttila (Fin, VW Polo R WRC) |
RC1 WRC |
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3. |
Meeke-Nagle (Gbr, Citroen DS3 WRC) |
RC1 WRC |
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4. |
Oestberg-Andersson (Nor/Sve, Citroen DS3 WRC) |
RC1 WRC |
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5. |
Hirvonen-Lehtinen (Fin, Ford Fiesta RS WRC) |
RC1 WRC |
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6. |
Evans-Barritt (Gbr, Ford Fiesta RS WRC) |
RC1 WRC |
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7. |
Neuville-Gilsoul (Bel, Hyundai i20 WRC) |
RC1 WRC |
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8. |
Atkinson-Prévot (Aus/Bel, Hyundai i20 WRC) |
RC1 WRC |
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9. |
Mikkelsen-Floene (Nor, VW Polo R WRC) |
RC1 WRC |
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10. |
Kubica-Szcepaniak (Pol, Ford Fiesta RS WRC) |
RC1 WRC |
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20. |
Paddon-Kennard (Nzl, Hyundai i20 WRC) |
RC1 WRC |
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33. |
Rendina-Pizzuti (Ita, Mitsubishi Lancer E10) |
RC2 WRC2 /GrN |
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37. |
Bertelli-Dotta (Ita, Ford Fiesta RRC) |
RC2 WRC2 |
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73. |
Frisiero-Scattolin (Ita, Mitsubishi Lancer E10) |
RC2 |
WRC2
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31. |
Al Rajhi-Orr (Sau/Gbr, Ford Fiesta RRC) |
RC2 WRC2 |
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32. |
Protasov-Cherepin (Ukr, Ford Fiesta RRC) |
RC2 WRC2 |
|
33. |
Rendina-Pizzuti (Ita, Mitsubishi Lancer E10) |
RC2 WRC2 /GrN |
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34. |
Tänak-Mölder (Est, Ford Fiesta R5) |
RC2 WRC2 |
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35. |
Ketomaa-Lindström (Fin, Ford Fiesta R5) |
RC2 WRC2 |
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36. |
Al Attiyah-Bernacchini (Qat/Ita, Ford Fiesta RRC) |
RC2 WRC2 |
|
37. |
Bertelli-Dotta (Ita, Ford Fiesta RRC) |
RC2 WRC2 |
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38. |
Serderidis-Miclotte (Grc/Bel, Ford Fiesta R5) |
RC2 WRC2 |
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45. |
Aksa-Arena (Idn/Ita, Ford Fiesta RRC) |
RC2 WRC2 |