RALLY DI GERMANIA: LA VOLKSWAGEN PROPHETA IN PATRIA?

Trier. Con il Rally di Germania arriva la prima gara che si disputa tutta su asfalto. Almeno questo è quello che si dice perché poi, dando un’occhiata alle strade sulle quali si gareggia, le cose non stanno propriamente così. Infatti, parlando con i piloti, questi tendono spesso e volentieri ad affermare che il “Deutschland” non è una sola gara ma tre gare differenti racchiuse in un solo evento.
E a ragione. Infatti parte della prima tappa si disputa nella valle della Mosella e le speciali sono state scelte tra le piccole stradine dei vigneti che adornano la regione.
Stradine strette, fondo stradale intercalato da lastre di bitume ed asfaltato, allunghi a non finire, tornanti da prima marcia e praticamente nessun spazio per il pubblico se non nei vigneti sono le caratteristiche della prima giornata. Tutte da scoprire invece le due nuove PS inserite quest’anno: la “Sauertal” e la “Waxweiler”.
Completamente differente sarà per contro la seconda tappa di sabato che avrà il suo punto forte a Baumholder.
Infatti nell’ex base militare USA si disputeranno quattro delle otto speciali in programma. Gran parte del percorso del Baumholder – una vera e propria “Arena” che ogni anno offre uno spettacolo impareggiabile – si sviluppa su strade che solitamente vengono usate dai mezzi cingolati per le loro manovre. Dunque ci si può ben immaginare in che stato si trovi il manto stradale che ha inoltre la caratteristica di variare in continuazione con le lastre di bitume che la fanno da padrone ma dove non mancano tratti in cui il rivestimento è di dadi o di asfalto rovinato. Il tutto ricoperto da una finissima sabbia che rende estremamente scivolosa gran parte delle speciali.
Come se non bastasse le strade dove si gareggia sono delimitate da grossi massi che fanno da paracarri (i famosi “Hinkelsteine") che è meglio non investire se non si vuol portare le vettura direttamente dallo sfasciacarrozze.
Saper andar forte tutto il tempo su strade simili dove l’aderenza cambia in continuazione è già quasi un’arte. E la PS più lunga - di quasi 43 Km da ripetersi due volte - si disputerà proprio a Baumholder.
Una bazzecola però se si considera che quando questa gara si chiamava ancora “Hunsrück” ed era valida per massimo coefficiente europeo, le speciali nella base militare superavano tranquillamente i 100 Km di lunghezza!
Nuovo cambiamento di location invece domenica dove le due PS da ripetersi due volte saranno le classiche “Dhrontal” e “Grafschaft”.
E lì finalmente i piloti troveranno strade relativamente larghe dall’asfalto ben levigato con molte salite e discese e dove i passaggi “a fondo tutta” non si contano. Insomma una tre giorni dalle caratteristiche che cambiano in continuazione ed alle quali bisognerà adattarsi al meglio.
Con l’arrivo della prima gara su fondi duri cambiano ovviamente anche le specifiche delle singole vetture. Non in modo così drastico come eravamo abituati a vederle al “Tour de Corse” dove i team ufficiali schieravano delle vere e proprie vetture da pista.
Ma anche se le attuali World Rally Car in specifiche “asfalto” sono ben lontane da quelle che gareggiavano sull’isola napoleonica sono per certi versi molto distanti anche da quelle che si sono usate fino ad ora sugli sterrati..
Così le vetture per il “Deutschland” verranno ribassate fino a dieci centimetri mentre i cerchioni passeranno da quelli da 15 pollici per gli sterrati ai 18 pollici per l’asfalto. Cambiando i cerchi cambiano naturalmente anche le dimensioni delle coperture che avranno un battistrada più ampio passando dai soliti 215 a 235 millimetri di larghezza.
Decisamente più rigidi saranno gli assetti per adattarli meglio alle condizioni stradali e per dare alle vetture una tenuta migliore. E visto che sull’asfalto si frena molto più tardi anche i freni subiranno una notevole maggiorazione sia a livello di dischi che di pinze.
Considerando che Treviri si trova a meno di cento chilometri dal Nürburgring può anche darsi che la meteo giochi un ruolo importante in questa gara: infatti, come si sa, da quelle parti ci possono essere in agosto anche trenta gradi di temperatura per poi, in un batter d’occhio, passare dal solleone a temperature molto basse con pioggia e nebbia che cambiano completamente lo scenario.
L’anno scorso praticamente tutta la dirigenza che conta in casa VW si diede appuntamento a Treviri perché c’era la grande probabilità di poter festeggiare già in quella gara sia il titolo iridato Piloti che quello Marche. Infondo cosa c’era di più bello di vincere due titoli iridati nell’anno dell’esordio ed oltretutto in Germania?
Ma come tutti ricorderanno nessuna delle due Polo R WRC finì a podio visto che Jari-Matti Latvala si classificò settimo e Sébastien Ogier solo diciassettesimo in una gara che vide la prima vittoria in una gara iridata di Dani Sordo che fu accompagnato sul podio da Thierry Neuville e Mikko Hirvonen. E così i festeggiamenti furono rimandati…
E quest’anno la storia si ripete: nel mondiale marche la VW ha al momento 175 punti di vantaggio sulla Citroën mentre in palio ci sono ancora 215 punti.
Con questa costellazione solo una doppietta dei piloti della casa transalpina Mads Oestberg e Kris Meeke manterrebbe ancora aperto, almeno in linea teorica, il campionato mentre alla casa tedesca basterebbe una vittoria ed un settimo posto per vincere rifare il bis nel “Marche”.
Nel mondiale piloti invece le cose sono ancor più semplici: se Mads Oestberg (Citroën) non dovesse vincere in Germania, il titolo andrebbe matematicamente ad uno dei tre piloti Volkswagen indipendentemente dalla posizione nella quale Ogier, Latvala ed Andrea Mikkelsen si classificano.
Ma anche una vittoria non servirebbe a nulla al norvegese se Ogier si classificasse almeno settimo. Insomma tutto lascia supporre che questa volta la dirigenza VW potrà festeggiare in patria i tanto agognati titoli iridati.
Con simili prerogative ci sarà da vedere se il grande capo della VW Motorsport Jost Capito lascerà i suoi piloti liberi di battersi come è stato il caso in fino ad ora oppure, dovessero Ogier e Latvala trovarsi in una situazione che garantirebbe alla casa tedesca i due titoli, non imporrebbe loro di mantenere le posizioni contravvenendo così al suo principio di non intromettersi nella lotta per la vittoria quando sono implicati i tre portacolori del colosso di Wolfsburg.
Staremo a vedere perché in fondo Latvala ed Ogier sono pur sempre ancora in lotta per il mondiale Piloti e fermare uno dei due favorendo l’altro toglierebbe ulteriore “suspense” ad un campionato già di per abbastanza noioso.
Interessante sarà vedere in questa occasione come si batterà la Hyundai che ha provato molto in “specifica asfalto” negli scorsi mesi e che porterà in Germania con Neuville, Sordo e Bryan Bouffier tre asfaltisti puri. Ed interessante sarà pure vedere cosa combinerà la seconda guida della M-Sport Elfyn Evans che, a differenza di quello che si potrebbe pensare, non è un terraiolo puro ma un asfaltista visto che la maggior parte delle sue gare, prima di entrare nel WRC, le ha disputate sulle strade irlandesi che sono tutto meno che sterrate.
Per non dimenticare Robert Kubica (Ford) che finalmente ritroverà quell’asfalto che tanto gli è mancato nella prima parte della stagione. Sui fondi duri l’ex pilota di Formula 1 avrà sicuramente meno problemi a trovare i punti di frenata e questo potrebbe essere un grande vantaggio per lui. Sempre che poi non esageri troppo e non finisca, come spesso è accaduto quest’anno, in un qualche fosso… o contro qualche “Hinkelstein”.
WRC2
Nel secondo campionato più importante del WRC si prevede una grande lotta per la vittoria anche se i primi quattro della generale provvisoria non si sono iscritti a questa gara. I leader del WRC2 Lorenzo Bertelli-Mitia Dotta (Ford) prenderanno si parte alla gara ma, come già in Finlandia, solo per accumulare esperienza ma senza possibilità di far punti.
Cosa questa che verrà fatta in altra occasione quando i pretendenti alla vittoria saranno in meno che in Germania. Tra i favoriti al successo sulle strade tedesche ci saranno così i “fordisti” Ott Tänak, Nasser Al-Attiyah, Julien Maurin e Pontus Tidemand, il portacolori della Citroen Sébastien Chardonnet e quello della Skoda Armin Kremer. Nessun concorrente che solitamente gareggia nella “Promotion Cup” sarà invece al via da Trier.
WRC3
“Plateau” completo invece per quel che concerne il WRC3 dove Stéphane Lefebvre cercherà, dopo il deludente risultato in Finlandia, di rafforzare la sua posizione al vertice della classifica provvisoria.
Come al solito dovrà guardarsi da Martin Koci, Quentin Giordano e Christian Riedemann che sono coloro che lo minacciano più da vicino nella lotta al campionato. Al via anche Simone Tempestini-Dorin Pulpea e Federico Della Casa-Domenico Pozzi che cercheranno di far dimenticare la, per certi versi, deludente trasferta finlandese.
Anche perché le prove d’asfalto dovrebbero essere loro più congeniali che non gli sterrati sui quali hanno gareggiato fino ad ora.
Nella classifica del campionato i due sono appaiati a parità di punti al nono posto ed un buon piazzamento domenica pomeriggio a Treviri avrebbe almeno il merito di smuovere un po’ la classifica.
Trofeo DMACK
Dopo tre gare disputate su sterrato e vinte tutte e tre da Sander Pärn è arrivato il momento degli asfaltisti. Così, almeno per una volta, i favori del pronostico non sono tutti per il leader ma sono da spartire tra Quentin Gilbert, Yeray Lemes e Ghislain de Mevius, figlio di uno dei più bravi piloti di gruppo N degli anni ’80.
Ma anche il campione britannico Tom Cave se la cava benino sull’asfalto. E tutta da scoprire sarà la prestazione di Max Vatanen, figlio del grande Ari, che fino ad ora non è che abbia brillato molto.
Ricordiamo che questo Trofeo è praticamente un monomarca dove si gareggia con delle Ford Fiesta R2 e chi, a fine stagione, si troverà al comando avrà l’anno prossimo la possibilità di gareggiare nel WRC2 con una Fiesta R5. (Rolando Sargenti)