09/09/2026
Direttore: Franco Liistro

WRC:CON I NUOVI REGOLAMENTI IL MONDIALE A CATAFASCIO…..FIA E PROMOTER NON SE NE RENDONO CONTO !!!

Lugano. Quando la Volkswagen, nel 2011 in Sardegna, annunciò l'intenzione di entrare a tempo pieno nei rally a partire dal 2013, tutti fecero salti di gioia visto che un altro costruttore si aggregava in forma ufficiale ai già presenti marchi Citroën, Ford e Mini.Oggi, poco meno di tre anni più tardi, tutto o quasi è cambiato. Di costruttori presenti in forma ufficiale ce ne sono solo ancora due e... mezzo: la Volkswagen, la Hyundai che è entrata a far parte del Club all'inizio di quest'anno, quella Citroën – che anche se nessuno vuole ammetterlo – nei rallies è più in fase di smobilitazione visto che ora punta soprattutto sul Mondiale Turismo (WTCC) mentre alla Ford è subentrato il team privato M-Sport.... evoluzione oppure involuzione?Che per l'interesse del WRC una simile evoluzione – forse sarebbe meglio chiamarla involuzione - non potesse andar bene lo si è capito subito o al più tardi quando Mini e Ford hanno gettato la spugna.E che la Volkswagen, una volta deciso di abbandonare l'avventura Dakar per affrontare quella del WRC, avrebbe fatto le cose in grande non risparmiando grandi investimenti non ha sorpreso proprio nessuno.... avversari VW cercansi...Così, già a fine 2012, c'è chi si chiedeva chi avrebbe potuto contrastare i piloti della tedesca Motorsport sulle speciali del mondiale 2013 visto che a Wolfsburg in tutto il 2012 i tester della VW hanno fatto percorrere a quella che sarebbe stata la vettura impiegata in gara – la Polo R WRC – qualcosa come due mondiali e mezzo proprio sulle speciali delle varie gare iscritte in calendario. Inoltre Jost Capito – il responsabile delle attività sportive del marchio tedesco – si era accaparrato con Ogier e Jari-Matti Latvala i due migliori piloti al momento in circolazione oltre ad Andreas Mikkelsen che, tra i giovani emergenti, sembrava essere quello che dava più garanzie di successo.... step evolutivi sulle WRC? Meglio di no...La superiorità della Volkswagen è nel frattempo talmente schiacciante che è stato lo stesso Capito a proporre alla FIA ed agli altri team di congelare lo step evolutivo delle attuali World Rally Car che avrebbe dovuto venir applicato nel 2015.Infatti anche l'ex dipendente di Sauber e Ford si è accorto dell'aria che tira in seno al mondiale e che le uniche vetture che probabilmente avrebbero goduto di queste migliorie sarebbero state solo la VW Polo R e la Hyundai i20.Infatti a Citroën ed alla M-Sport mancano "tout-cort" i fondi per poter affrontare nuove spese in questo senso e ci sarebbe stato il reale rischio di vedere i due contendenti lasciare il mondiale oppure accontentarsi di un campionato ancor più stradominato dai tedeschi dalle Polo bianco-blu.... cifre da paura...Se si guardano le cifre nude e crude del mondiale a partire dal "Monte-Carlo" 2013 fino al "Finlandia" di quest'anno il ruolino di marcia dei tre piloti VW è impressionante.In tutto si sono disputate 21 gare e 18 di queste sono state vinte dalla VW con Sébastien Ogier che ha colto 14 successi e Jari-Matti Latvala 4. Solo la Citroën, l'anno scorso, ha in qualche modo interrotto la serie di successi dei tedeschi con Sébastien Loeb in due occasioni e con Dani Sordo in una.Mai, in queste 21 gare, sul gradino più altro del podio è invece salito un pilota Ford. Su 63 posti sul podio esattamente la metà sono stati occupati da piloti VW con 18 1., 9 2. e 5 3. posti mentre i rimanenti 31 se li sono divisi Citroën (3/6/9), Ford (0/6/5) e Hyundai (0/2/0).Un'altra cifra impressionante è quella degli "scratchs", ossia le speciali vinte: in tutto, da quando è entrata nel WRC la VW si sono disputate 391 PS e 6 si sono concluse a pari merito.I piloti VW ne hanno vinte ben 271 (Ogier 180, Latvala 74 e Mikkelsen 22) rispetto alle 60 della Ford, alle 58 della Citroën ed alle 7 della Hyundai.Se poi si prende in considerazione solo il 2014 Citroën il bilancio è ancora più pesante visto che Citroën, Ford e Hyundai hanno vinto assieme solo un terzo delle PS disputate: 33 scratchs contro i 122 della VW.... WRC o Trofeo Polo?Con queste cifre non c'è molto da stare allegri per il futuro del WRC anche perché la Volkswagen, che ha recentemente annunciato che prolungherà il suo impegno fino alla fine del 2019, rischia di degradare il WRC ad una puro e semplice Trofeo Polo.Certo, anche la Citroën quando c'era Loeb ha vinto nove mondiali piloti di fila ma almeno per un certo periodo ci sono stati Marcus Grönholm e Mikko Hirvonen che a più riprese hanno reso la vita difficile al pilota transalpino tanto che diversi campionati si sono decisi solo all'ultima gara....... il futuro? Più nero che... grigio!In questo momento invece non si vede chi potrebbe impensierire più di tanto il tridente dello squadrone di Wolfsburg: tutti sperano ovviamente nella Hyundai ma dei sei piloti al momento sotto contratto il solo Thierry Neuville ha le capacità, una volta che avrà acquisito maggior esperienza, di poter interrompere la marcia di Ogier e compagni.E sempre ammesso e non concesso che nella base operativa della casa coreana ad Alzenau riescano a portare la i20 WRC ai livelli di velocità ed affidabilità della Polo WRC.Insomma le previsioni a livello di "lotta sul campo" non sono rosee, tutt'altro. Ma quello che preoccupa ancor di più chi da anni bazzica la scena del mondiale è l'attuale e la futura gestione del campionato.... "shoot out"? No, grazie...Infatti le notizie che circolano nell'ambiente non lasciano sperare in nulla di buono se è vero che l'attuale Promoter del WRC è fermamente intenzionato a ridurre ogni singola gara in una specie di "kermesse" tagliata su misura per le esigenze televisive.Il progetto, appoggiato tra l'altro fortemente anche dalla Volkswagen, prevede che dopo due o tre giorni di gara il vincitore non venga stabilito in base alla classifica della gara stessa ma tramite una specie di "shoot out" nell'ultima speciale in programma dove i primi dieci/dodici classificati dovrebbero poi battersi per le singole posizioni.Il decimo contro il nono, l'ottavo contro il settimo e così via fino ad arrivare al secondo contro il primo.Oppure, stando alle ultime "news" trapelate, i primi tre per la prima posizione, il 4., 5. e 6. Classificato per la quarta posizione e così via...Se per delirio di ipotesi il primo dovesse arrivare all'ultima PS con 10 minuti di vantaggio sul secondo ma quest'ultimo lo batterebbe poi nello "shoot out" anche per un solo decimo di secondo, la vittoria andrebbe a quest'ultimo.Roba da far rizzare i capelli. Ma un fatto è certo: al Promoter (WRC Promoter GmbH) ed al suo responsabile Oliver Ciesta si è dato troppo potere e questi cerca di sfruttarlo come meglio può a suo favore. Ed a danno del WRC!... cambio gomme in PS? altra trovata... geniale!Non parliamo poi dell'idea, sempre per creare uno spettacolo artificiale a favore della TV, di voler inserire dei "pit stop" per il cambio gomme nella speciali molto lunghe, quelle da 50 e più chilometri.Da una parte si riducono continuamente il numero delle coperture da poter usare in gara tanto che non pochi equipaggi raggiungono il parco assistenza praticamente sulle tele e poi si vogliono inserire nelle PS dei cambi gomma.Chi ha avuto questa idea forse si è ricordato dei rivoluzionari "pit stop" fatti dalla Lancia a Monte-Carlo la prima volta nel 1983 sulla 037 di Markku Alen sul Col de Chamrousse: ma li si trattava di affrontare la salita di 4 Km con i chiodi perchè c'era il verglas e poi, dopo lo scollinamento, disputare i restanti 20 Km con le slick visto che la PS era completamente asciutta.Quindi nulla a che vedere con il cambio gomme su una prova sterrata. Pensiamo che certi signori, che tentano in tutti i modi di trasformare i rallies in una specie di ibrido tra rally cross e Formula 1 solo per accaparrarsi i favori delle TV e quindi far cassetta, non si trovino assolutamente al posto giusto.... l'ibrido e World Rally Car del segmento D! ci mancava solo questa...Sembra poi che tra i nuovi regolamenti tecnici, che verranno resi noti verso fine anno, ci sia anche quello di dotare le vetture da gara con motori ibridi. Il tutto, ovviamente, per compiacere la Toyota e convincerla ad entrare nel mondiale al più presto possibile.C'è poi anche l'idea che le nuove World Rally Car dal 2017 si basino unicamente ancora su modelli di serie del segmento D al posto del B come fino ad ora. Al momento, tanto per fare un esempio, la Ford non ha nessuna vettura del segmento D che si presterebbe a diventare una World Rally Car. A meno che la FIA non voglia veder trasformate in vetture WRC modelli come la Kuga, la Mondeo o la S-Max.... ma la Formula 1 non ha insegnato nulla?Ma anche la proposta di lasciar liberi i costruttori di scegliersi i propulsori che più fanno loro comodo ma poi dotarli con una specie di "fuel flow" come lo conosciamo da quest'anno nella Formula 1, ha tutta l'aria di essere una di quelle scelte che si riveleranno un buco nell'acqua.Non è sufficiente quanto è capitato in Formula Uno dove l'interesse per questa disciplina sta scemando a vista d'occhio non da ultimo per colpa di regolamenti che si adattano più a degli "economy run" che non a gare automobilistiche.E per coloro che detengono il potere sportivo neppure le tribune mezze vuote al recente GP di Germania sono una valido motivo di ripensamento e nelle loro capocce non passa neppure lontanamente l'idea che qualcosa non siano andato per il verso giusto. Il WRC è ben altra cosa – anzi, lo era – e se sono queste le "migliorie" che si vogliono apportare per ridare visibilità e popolarità al più importante campionato su strada, allora i signori della Commissione del WRC e il Promoter hanno capito ben poco e decisamente siedono al posto sbagliato.... FIA, diretta da ex-rallisti, ma non si direbbe...Speriamo solo che il presidente della FIA Jean Todt e Michèle Mouton, direttrice del WRC e responsabile della sicurezza del mondiale e che a loro volta sono stati rallisti, non permettano che simili cambiamenti rovinino completamente la disciplina.Ma ci speriamo poco: Proprio la Mouton il 16 gennaio 2012 rilasciò un'intervista a "monacomatin.mc" dove, tra l'altro, le fu chiesto cosa ne pensasse di quell'assurda regola del "super rallye" che permetteva ai concorrenti ritirati di riprendere la gara il giorno dopo previa penalità di 5 minuti per ogni PS non disputata."Ora si chiama "Rallye2" e nel frattempo è diventata un'opzione – ha affermato Michèle – e quindi ogni organizzatore è libero si applicarla o meno. A Monte-Carlo hanno deciso di non inserirla nel regolamento e quindi ogni ritiro è definitivo. A titolo personale spero che si possa eliminare totalmente questa aberrazione sportiva entro breve termine".Ebbene, sono passati più di due anni ma la Mouton non ha fatto niente per eliminare il "Rallye2". Anzi, gli organizzatori del "Monte-Carlo" hanno annunciato che l'anno prossimo il "Rally2" sarà applicato anche alla gara monegasca. Complimenti!Ci sarebbero molti modi per rendere più attrattivo il WRC ma ci vorrebbe la volontà di sedersi ad un tavolo e discuterne seriamente.Invece, ma questa non è una novità, ci si siede si ad un tavolo a discutere ma dato che ognuna delle parti cerca solamente di tirare l'acqua al proprio mulino e fare i propri interessi non si giunge e non si giungerà mai a capo di nulla.... il WRC2 sulla cresta dell'onda...Così non c'è da stupirsi più di tanto se Ford, Citroën, Skoda e qualche altro costruttore puntino più sulle vetture in specifica R5 che non sulle World Rally Car.Almeno le R5 possono venderle ai team privati guadagnandoci persino qualcosa. Ed il Mondiale WRC2, appunto riservato specialmente alle R5, sta prendendo sempre più piede e si sta rivelando molto più interessante a livello di lotta per le vittorie che non il WRC dove per anni dovremo ancora vedere il tridente VW dominare la scena con il pericolo che gli altri costruttori, per mancanza di successi, visto che questi sono monopolizzati dal colosso tedesco, ma soprattutto di fondi per proporre una nuova WRC, abbandonino la scena. In fondo il mondiale rallies è la vetrina dei costruttori per dimostrare a tutti le loro capacità nel costruire vettura veloci ed affidabili su ogni tipo di terreno.E se già ci si impegna finanziariamente in un'avventura del genere si vorrebbero anche vedere dei risultati concreti. Ma se questi poi non vincono mai il risultato ottenuto è proprio l'opposto di quello che si voleva dimostrare. E quindi ci si ritira come hanno fatto molti costruttori negli ultimi anni...... sono i privati che puntellano la... baracca!!!Probabilmente aveva ragione colui che una volta disse che "il mondiale non vive grazie ai costruttori ma unicamente perché ci sono i team ed i piloti privati. Le case costruttrici partecipano solo se vedono un'opportunità reale di vincere.Se questo non capita immediatamente ne vanno come sono venuti. Ed allora il compito del potere sportivo sarebbe proprio quello di tutelare in primo luogo chi tiene in piedi la baracca. Ma questo sarà ben difficile che accada perché sarebbero in troppi che dovrebbero rinunciare ai propri privilegi!". A proposito, queste parole non sono state dette ne oggi ne ieri ma qualcosa come 20 anni fa! Tutto chiaro?(Rolando Sargenti)