MotoGP: Marc Marquez protagonista assoluto nella Sprint Race, le penalità stravolgono il podio

Motegi. La Sprint di Motegi sembrava avere una storia già scritta e invece, come spesso accade in MotoGP, ha finito per raccontarne una completamente diversa. Marc Márquez è stato il protagonista assoluto della gara, conquistando una vittoria costruita soprattutto attraverso una partenza perfetta e un ritmo estremamente efficace, ma alle sue spalle gli ultimi giri hanno trasformato una classifica apparentemente definita in un risultato sorprendente. E così, quando le moto hanno tagliato il traguardo, la gara non era ancora davvero finita.
Jorge Martín partiva dalla pole position e aveva quindi tutte le carte in regola per provare a trasformare la Sprint in un'altra occasione importante per il campionato. Allo spegnimento dei semafori, però, Márquez è stato straordinariamente efficace: ha preso subito la posizione e, sfruttando l'uscita dalla prima curva, si è messo davanti all'Aprilia di Martín. Da quel momento il pilota Ducati ha iniziato a imporre il proprio ritmo, cercando soprattutto di evitare di entrare nella bagarre che si stava formando alle sue spalle.
La partenza, tuttavia, aveva già lasciato il segno in maniera pesante. Alla curva 3 Alex Márquez è entrato in contatto con Pedro Acosta, coinvolgendo nell'incidente anche Fabio Di Giannantonio. Tre piloti sono così finiti fuori dalla contesa praticamente all'inizio della Sprint e l'episodio ha immediatamente attirato l'attenzione degli Steward. Al termine delle valutazioni, la responsabilità dell'incidente è stata attribuita ad Alex Márquez, che ha ricevuto una doppia Long Lap Penalty da scontare nella gara di domenica. Una sanzione importante, soprattutto considerando che il pilota partirà dalla quinta posizione nel Gran Premio.
Davanti, intanto, Márquez continuava a fare il suo lavoro senza lasciarsi coinvolgere dalla battaglia che infuriava per le posizioni successive. Martín cercava di mantenere il contatto, ma progressivamente Enea Bastianini si faceva sempre più vicino all'Aprilia. Il pilota KTM era stato autore di una bella rimonta e, una volta arrivato alle spalle di Martín, ha iniziato a mettere pressione al pilota spagnolo. Dietro di loro, nel frattempo, Marco Bezzecchi, Ai Ogura e soprattutto Diogo Moreira cercavano di rimanere agganciati alla lotta.
È proprio Moreira a diventare una delle sorprese più belle della Sprint. Il brasiliano non ha avuto bisogno di una manovra spettacolare o di una rimonta impossibile: ha semplicemente costruito la propria gara con grande costanza, rimanendo sempre vicino al gruppo e approfittando progressivamente delle difficoltà degli avversari. Quando la Sprint è entrata nella sua fase decisiva, il rookie si è ritrovato così nella posizione ideale per giocarsi qualcosa di molto più importante di quanto probabilmente immaginasse alla partenza.
Márquez, davanti, sembrava invece avere ormai tutto sotto controllo. Il suo vantaggio gli permetteva di gestire gli ultimi giri senza dover prendere rischi inutili, mentre alle sue spalle Martín cominciava a fare i conti con una situazione più complicata. Il problema principale era il rendimento della gomma posteriore, che rendeva sempre più difficile difendere la seconda posizione. Bastianini si avvicinava e Moreira rimaneva a sua volta pronto a sfruttare qualsiasi errore.
Gli ultimi giri sono diventati quindi una questione di gestione, ma anche di nervi. Martín ha cercato di difendersi, Bastianini ha continuato ad attaccare e Moreira ha mantenuto una posizione di attesa, consapevole che in una Sprint così corta anche una piccola sbavatura poteva cambiare tutto. Márquez, nel frattempo, ha tagliato il traguardo senza particolari problemi, completando una gara praticamente perfetta e mettendo in cassaforte altri cinque punti pesantissimi nella corsa al titolo.
La sorpresa più grande, però, è arrivata dopo la bandiera a scacchi. Martín aveva chiuso secondo e Bastianini terzo, ma entrambi sono stati penalizzati di una posizione per aver oltrepassato i limiti della pista nell'ultimo giro. È uno di quei casi in cui la differenza tra una posizione e l'altra si misura davvero in pochi centimetri: un'uscita oltre la linea bianca sufficiente a cancellare, nel giro di pochi minuti, il risultato ottenuto sul traguardo.
La conseguenza è stata immediata. Martín è scivolato dal secondo al terzo posto, Bastianini dal terzo al quarto e Diogo Moreira si è ritrovato improvvisamente secondo. Per il brasiliano è arrivato così il primo podio in una Sprint della MotoGP, un risultato particolarmente significativo perché ottenuto in una gara nella quale, fino a pochi minuti prima, il podio sembrava appartenere ad altri.
La penalità ha avuto naturalmente un peso anche sul risultato di Martín. Il pilota Aprilia ha comunque mantenuto la leadership del campionato, ma Márquez ha ridotto il distacco a soli sette punti, portandosi a quota 306 contro i 313 del rivale. La Sprint, quindi, non ha soltanto consegnato una nuova vittoria al campione spagnolo: ha riaperto ulteriormente una sfida iridata che arriva al Gran Premio con un margine ormai ridottissimo.
E proprio questo è forse l'aspetto più interessante della giornata di Motegi. La gara di dodici giri ha dimostrato ancora una volta quanto nella MotoGP moderna non basti essere veloci e arrivare davanti agli altri. Bisogna anche riuscire a rimanere dentro i limiti, perché una gara intera può essere cambiata da un'infrazione commessa proprio quando si è ormai convinti di averla portata a termine.
Martín lo ha sperimentato sulla propria pelle, Bastianini ha pagato lo stesso errore e Moreira si è trovato a raccogliere un risultato che probabilmente non avrebbe avuto senza quelle penalità. È anche questa la particolarità delle Sprint: con pochi giri a disposizione, ogni dettaglio pesa enormemente e il margine per recuperare un errore praticamente non esiste.
Alla fine, dunque, Motegi consegna a Márquez una vittoria importantissima e a Moreira una giornata destinata a rimanere nella memoria. Martín limita i danni con il terzo posto, mentre Bastianini deve accontentarsi della quarta posizione dopo essere stato sul podio per qualche minuto. Ma soprattutto, la Sprint giapponese lascia una certezza: in un Mondiale così combattuto, anche una semplice linea oltre il cordolo può valere molto più di quanto sembri.
E domenica, con una gara lunga davanti, tutti ripartiranno da lì: da un Márquez che ha accorciato ancora, da un Martín che conserva la testa del campionato e da una sfida iridata nella quale ormai ogni curva, ogni gomma e ogni centimetro di pista possono fare la differenza. (Jorge Caceres)
COSI’ DOPO L’ARRIVO:
1.Marc Márquez Ducati 12 giri
2.Diogo Moreira Honda +2.754
3.Jorge Martín Aprilia +2.466*
4.Enea Bastianini KTM +2.508*
5.Ai Ogura Aprilia +5.992
6.Marco Bezzecchi Aprilia +6.984
7.Johann Zarco Honda +8.088
8.Raul Fernández Aprilia +8.817
9.Fabio Quartararo Yamaha +10.586
10.Fermín Aldeguer Ducati +11.129
11.Luca Marini Honda +13.632
12.Franco Morbidelli Ducati +15.209
13.Álex Rins Yamaha +19.873
14.Somkiat Chantra Honda +19.983
15.Maverick Viñales KTM +20.469
16.Jack Miller Yamaha +21.894
17.Toprak Razgatlıoğlu Yamaha +38.442
18.Brad Binder KTM +41.284