21/09/2026
Direttore: Franco Liistro

MotoGP: Pedro Acosta fa esplodere l’Austria, trionfo KTM, Martin allunga in classifica su Marquez e Bezzecchi

(nostro inviato) Spielberg, alla fine, ha scelto Pedro Acosta. E lo ha fatto dopo avergli tolto tutto il giorno prima, quando il pilota della KTM era caduto dalla prima posizione nella Sprint, a tre giri dalla fine, lasciando per strada una vittoria che sembrava ormai sua. Ventiquattro ore dopo, sullo stesso asfalto del Red Bull Ring, Acosta ha trasformato quella delusione in qualcosa di molto più importante: la prima vittoria della sua carriera in MotoGP, arrivata proprio nel Gran Premio di casa della KTM e davanti a un pubblico che aspettava da tempo una giornata così.

La cosa più interessante, però, non è soltanto il risultato. È il modo in cui Acosta ci è arrivato. Perché dopo l'errore della Sprint sarebbe stato facile lasciarsi condizionare, soprattutto per un pilota giovane che aveva visto sfumare una vittoria praticamente conquistata. Invece la domenica ha raccontato un'altra storia: Acosta è partito dalla prima fila, ha studiato Jorge Martin e Marco Bezzecchi e, senza lasciarsi trascinare dalla fretta, ha aspettato il momento giusto per attaccare. Al nono giro ha superato Martin e da lì ha cominciato a costruire la gara con una freddezza che, più ancora della velocità, impressiona.

Martin, questa volta, non ha potuto fare molto di più. L'Aprilia era competitiva, il pilota spagnolo aveva già dimostrato il giorno precedente di essere in una condizione straordinaria e arrivava alla gara da leader del Mondiale dopo la rimonta nella Sprint. Ma contro Acosta, domenica, è mancato quel qualcosa in più necessario per trasformare il passo gara in una seconda vittoria consecutiva. Il secondo posto, comunque, gli permette di portare a casa punti pesanti nella lotta per il titolo e conferma ancora una volta quanto sia diventato concreto il suo modo di affrontare il campionato.

La vera forza di Martin, infatti, in questo momento sembra essere proprio questa capacità di non buttare via le occasioni quando la vittoria non è possibile. Sabato era partito dalla pole, era precipitato addirittura in ottava posizione al primo giro e aveva poi rimontato fino al successo, approfittando anche della caduta di Acosta. Domenica ha dovuto accettare che il rivale fosse semplicemente più veloce e ha portato a casa il secondo posto. È una differenza importante rispetto a un pilota che cerca la vittoria a ogni costo e rischia di trasformare una giornata da podio in una domenica da zero punti.

Dietro di loro, Marco Bezzecchi ha completato un podio che racconta molto bene l'attuale equilibrio della MotoGP. Due Aprilia nei primi tre posti e una KTM davanti a tutti: non è più soltanto una questione di Ducati, e Spielberg lo ha dimostrato in maniera abbastanza evidente. Bezzecchi ha corso una gara intelligente, senza cercare duelli impossibili e senza trasformare ogni curva in una scommessa. Dopo la caduta di Misano aveva bisogno di una risposta e l'ha trovata proprio su una pista difficile, in una gara nella quale la gestione ha avuto un peso quasi pari alla velocità.

E poi c'è Marc Marquez, quinto al traguardo. Il campione del mondo arrivava in Austria con tutte le intenzioni di difendere la leadership del campionato, ma il weekend non ha seguito il copione che la Ducati avrebbe voluto. In qualifica Marquez aveva conquistato la seconda posizione, a soli quindici millesimi dalla pole di Martin, e sembrava quindi avere tutte le carte per giocarsi la vittoria. In gara, invece, la Ducati non ha mostrato lo stesso ritmo delle Aprilia e della KTM, costringendo Marquez a una corsa soprattutto difensiva. Il quinto posto non cancella quanto fatto da Marquez durante la stagione, ma rappresenta certamente uno dei punti deboli del suo fine settimana austriaco. Il problema, più che il singolo risultato, è stato vedere la Ducati perdere terreno proprio nella fase in cui Martin e Aprilia sembravano riuscire a gestire meglio gomme e ritmo. Marquez ha provato a rimanere agganciato alla lotta, ma questa volta non aveva gli strumenti per trasformare la sua posizione di partenza in un risultato da podio.

Ancora più complicata è stata la domenica di Francesco Bagnaia. Il pilota Ducati ha concluso settimo, lontano dalla lotta per la vittoria, in un fine settimana nel quale non è mai riuscito a trovare quella naturalezza che normalmente gli permette di essere protagonista. E forse è proprio questo l'aspetto più preoccupante per la Ducati: non tanto il quinto posto di Marquez, che può essere letto come una giornata storta, quanto la difficoltà complessiva della moto nel tenere il passo dei migliori.

Bagnaia ha comunque limitato i danni rispetto a una situazione che sembrava ancora più difficile nelle fasi precedenti del weekend, ma il settimo posto resta un risultato che non può soddisfare un pilota abituato a lottare per la vittoria. Il Red Bull Ring, pista sulla quale Ducati aveva costruito negli anni una tradizione particolarmente positiva, questa volta ha mostrato un volto diverso.

Ed è forse questa la sorpresa più grande della domenica austriaca: vedere la KTM vincere proprio quando la sua stagione sembrava avere bisogno di una scossa e vedere le Aprilia occupare due dei tre gradini del podio. Per Acosta, poi, il significato è ancora maggiore perché questa sarà la sua ultima stagione con KTM prima del passaggio alla Ducati ufficiale. La vittoria arriva dunque in un momento particolare, quasi come il regalo perfetto prima di voltare pagina.

Il contrasto con il sabato rende tutto ancora più bello. Acosta aveva dominato buona parte della Sprint, aveva costruito un vantaggio importante e sembrava avviato verso una vittoria che avrebbe avuto un valore enorme. Poi l'errore alla chicane, la caduta e la ghiaia. Un errore pesante, soprattutto perché commesso mentre era davanti a tutti. Ma proprio per questo la risposta della domenica racconta qualcosa del pilota che sta diventando.

La MotoGP, del resto, non concede molto tempo per rimuginare sugli errori. Il giorno dopo bisogna tornare in pista, rimettere il casco e ricominciare. Acosta lo ha fatto nel modo migliore possibile, trasformando una caduta in una motivazione e una possibile crisi in una giornata storica.

La gara di Spielberg non è stata però una delle più spettacolari dell'anno per quantità di sorpassi e continui cambi di posizione. Dopo una Sprint piena di colpi di scena, la gara lunga ha avuto un andamento più ordinato. Ma questo non significa che sia mancato il contenuto: semplicemente, lo spettacolo è stato concentrato soprattutto nella gestione della gara e nel confronto tecnico tra moto molto diverse.

E in questo senso il successo di Acosta vale forse più dei 25 punti in classifica. Vale perché arriva dopo un errore, vale perché arriva davanti al pubblico KTM, vale perché arriva contro un Martin in piena lotta per il titolo e vale soprattutto perché toglie finalmente ad Acosta quell'etichetta di giovane talento che deve ancora dimostrare qualcosa.

Da oggi Pedro Acosta è un vincitore della MotoGP. Non più una promessa, non più soltanto il pilota capace di impressionare nei momenti migliori, ma un ragazzo che ha saputo prendere una domenica complicata e trasformarla nella domenica più importante della sua carriera.

Martin, intanto, porta a casa un altro risultato pesante per il campionato. Bezzecchi conferma la crescita dell'Aprilia. Marquez limita i danni. Bagnaia lascia Spielberg con qualche interrogativo in più. E la Ducati, per una volta, guarda il podio da lontano.

Ma il volto della giornata è uno solo: quello di Acosta, che dopo aver visto sfumare tutto il sabato ha avuto la forza di ricominciare la domenica. E forse è proprio questo il dettaglio che rende la sua prima vittoria ancora più significativa: non è arrivata in una giornata perfetta, ma dopo una giornata in cui aveva già sbagliato. A Spielberg, questa volta, il numero 37 non ha sprecato la seconda occasione.

Le pagelle del GP d’Austria

Pedro Acosta — 10: La domenica perfetta dopo l’errore della Sprint. Acosta non si è fatto condizionare dalla caduta del giorno precedente e ha corso con una maturità impressionante. Ha aspettato il momento giusto per superare Martin, poi ha imposto un ritmo che nessuno è riuscito a seguire. Prima vittoria in MotoGP, per di più davanti al pubblico KTM: una giornata da ricordare.

Jorge Martin — 9: Ancora una volta concreto e velocissimo. Dopo la vittoria nella Sprint, Martin avrebbe voluto completare il weekend con una doppietta, ma questa volta ha trovato un Acosta superiore. Non ha commesso errori e ha preferito portare a casa un secondo posto fondamentale per il campionato. Meno spettacolare della gara del sabato, ma tremendamente efficace.

Marco Bezzecchi — 8: Una gara solo di grande sostanza. Bezzecchi non aveva il passo necessario per impensierire davvero Acosta e Martin, ma ha gestito perfettamente la pressione alle sue spalle. Il terzo posto conferma la competitività dell'Aprilia e restituisce all'italiano un risultato importante dopo un periodo non semplicissimo.

Ai Ogura — 8: Una delle sorprese più belle del weekend. Ogura ha disputato una gara intelligente e soprattutto molto consistente, rimanendo a contatto con i migliori fino alla bandiera a scacchi. Il quarto posto, a pochi secondi dal vincitore, premia velocità e capacità di gestione. Una prestazione che merita attenzione.

Marc Marquez — 6,5: Un quinto posto che non può essere considerato un disastro, ma nemmeno il risultato che ci si aspettava alla vigilia. Partiva con ambizioni da podio e aveva dimostrato in qualifica di avere velocità. In gara, però, la Ducati non gli ha permesso di tenere il ritmo dei primi e Marquez ha dovuto soprattutto limitare i danni. Importante per il campionato, ma lontano dal suo livello abituale.

HANNO DETTO:

Pedro Acosta: “Tutta l’esperienza mi è servita per vincere oggi, compresa la caduta di ieri. Difficile avere un’opportunità in MotoGP contro Ducati e Aprilia. Noi non siamo al loro livello e la caduta di ieri non ha aiutato. Alla fine abbiamo vinto nella casa della KTM, sono davvero felice. Voglio essere una bella persona anche quando sono frustrato. Sono sicuramente più contento di altri giorni. Mancare ieri il successo per colpa mia non è stato facile. Oggi non potevo fare errori, sono contento per la KTM. Conosco la fatica economica che hanno fatto”.

Jorge Martin: “Sicuramente una gara fantastica! Ci tengo a fare le congratulazioni a Pedro Acosta che ha vinto la sua prima gara, ha guidato alla grande e si merita tutto questo. La mia gara? Sono partito bene poi, dopo che Pedro mi ha passato, ho provato a non mollare, cercando anche di gestire gomme e carburante. Mi sentivo sotto controlla ma lui piano piano si è allontanato. Nel finale la mia gomma posteriore era distrutta e non potevo fare di più. Nel complesso un grande weekend per me. Dovremo fare così ogni volta fino al termine della stagione”.

Marco Bezzecchi: “Sono contento, è stata una bellissima gara, dura e infinita. Sono partito forte, sono anche andato in testa ma ne avevo meno, sono andato in difficoltà con la davanti ma mi hanno passato Jorge e Pedro. Sono stato in difficoltà, poi pian piano che il serbatoio è andato giù mi sono ripreso, peccato per essere andati lunghi nel penultimo giro, potevo attaccare. Venerdì non eravamo vicini, invece poi abbiamo lavorato bene. Siamo stati bravi, in qualifica ci ho messo una pezza, il podio di ieri è stato meno veritiero rispetto a quello di oggi che me lo sono meritato di più. Sorpassi con Martin? Sapevo che poteva ripassarmi, lui alla variante e alla curva 3 in cima era più bravo, non sono uscito benissimo dalla chicane e mi ha passato subito. Forse nel finale ho staccato troppo forte, ma mi ha dato gusto. Abbiamo lavorato bene soprattutto dal venerdì a sabato ma anche da ieri a oggi. Ci mancava qualcosa: ho cercato di guardare qualsiasi dettaglio, da tutti, non solo in casa Aprilia; mi fuma la testa da quanto ho cercato di prendere qualcosa da tutti. Potrà servire”.

Marc Marquez: “Durante il weekend abbiamo fatto leggermente più fatica. Ero lì però con un passo giusto ma dal primo giro ho visto che succedeva qualcosa con il freno davanti. La leva in ogni staccata era in un punto diverso. Lì ho avuto tanta difficoltà ma poi ho ripreso fiducia. La quinta posizione era il massimo. Potevamo lottare per il podio. In curva 1 stavo andando verso il muro. Poi ho avuto fortuna perché la leva era più stabile. Per questo sono riuscito ad andare avanti. Qui abbiamo fatto fatica, abbiamo una carcassa diversa dietro. Ma dobbiamo lavorare senza panico, siamo a soli dodici punti e siamo in lotta per il Mondiale”.

Francesco Bagnaia: “E’ stata una buona prova viste le condizioni ed il trascorso delle ultime tre gare. Oggi le condizioni erano diverse, non riuscivamo a trazionare e abbiamo perso tanto grip, al quinto o sesto giro ho alzato il ritmo per andare avanti il più possibile: è stata una buona strategia, questo mi ha permesso di arrivare a fine gara su Aldeguer e Binder. Al settimo giro ho avuto un problema ai freni che non mi ha aiutato, ma essendoci già passato sono riuscito a finire la gara. Difficile valutare questo fine settimana, abbiamo lavorato bene e fatto il massimo. Si sono avvicinate le altre Ducati a me, non il contrario. Questa è una pista dove si stacca tanto e perdo un po’ di me. Oggi abbiamo notato una perdita, ci manca velocità di ingresso e di percorrenza, specie nella prima fase di pick-up. Lo vediamo nei risultati, oggi è stata una gara più lenta da parte di tutti. Confrontando i vecchi dati si vede differenza nella prima fase di ingresso e velocità di apertura. Ma abbiamo fatto tutti il massimo. Non mi aspettavo che la Ducati faticasse così, ma sapevo che Aprilia e KTM sarebbero andati forte. Acosta? E’ sempre un momento incredibile vincere la prima gara, lui lo meritava da diverso tempo, anche se non ci era ancora riuscito per mille motivi. E’ molto forte, tra quelli della nuova generazione è quello che va più forte. Arriverà a fine stagione vincendone altre, quando capisci che lo puoi fare hai più consapevolezza, lo vedo già bene in Giappone”. (Jorge Caceres)

Così all’arrivo:

1 Pedro Acosta (KTM) 28 giri

2 Jorge Martin (Aprilia) +1.017

3 Marco Bezzecchi (Aprilia) +1.209

4 Ai Ogura (Aprilia) +2.139

5 Marc Marquez (Ducati) +7.339

6 Brad Binder (KTM) +8.720

7 Francesco Bagnaia (Ducati) +9.686

8 Fermin Aldeguer (Ducati) +12.365 (penalizzato di 3″)

9 Fabio Di Giannantonio (Ducati) +14.869

10 Johann Zarco (Honda) +16.266

11 Enea Bastianini (KTM) +16.640

12 Raul Fernandez (Aprilia) +20.940

13 Takaaki Nakagami (Honda) +21.032

14 Luca Marini (Honda) +22.391

15 Diogo Moreira (Honda) +24.949

16 Pol Espargaro (KTM) +25.148

17 Fabio Quartararo (Yamaha) +30.140

18 Franco Morbidelli (Ducati) +34.200

19 Alex Rins (Yamaha) +34.413

20 Toprak Razgatlioglu (Yamaha) +46.724

21 Jack Miller (Yamaha) +1:05.895

 Classifica piloti:

1 Jorge Martin 306, 2 Marc Marquez 294, 3 Marco Bezzecchi 264, 4 Pedro Acosta 234, 5 Fabio Di Giannantonio 230, 6 Ai Ogura 222, 7 Raul Fernandez 203, 8 Alex Marquez 158, 9 Francesco Bagnaia 156, 10 Fermin Aldeguer 115, 11 Luca Marini 98, 12 Enea Bastianini 97, 13 Brad Binder 94, 14 Diogo Moreira 65, 15 Fabio Quartararo 61, 16 Franco Morbidelli 56, 17 Johann Zarco 45, 18 Joan Mir 33, 19 Jack Miller 28, 20 Alex Rins 24, 21 Toprak Razgatlioglu 18, 22 Maverick Viñales 10, 23 Iker Lecuona 9, 24 Augusto Fernandez 6, 25 Pol Espargaro 5