Logo

Nicolò Bulega (Ducati) non si ferma: a Magny-Cours una Gara 1 da dominatore

(nostro inviato). A Magny-Cours Nicolò Bulega continua a correre con un passo diverso rispetto a tutti gli altri. Gara 1 del round francese della Superbike finisce ancora una volta nelle mani del pilota Ducati, al termine di una corsa movimentata, interrotta dalla bandiera rossa e caratterizzata da numerose cadute. Alla fine, sotto la bandiera a scacchi, saranno appena quattordici i piloti classificati. Davanti a tutti, però, c'è ancora lui.

Bulega partiva dalla pole position, la decima consecutiva conquistata in questa stagione, dopo aver firmato anche il nuovo record della pista in Superpole. Alle sue spalle Sam Lowes e il compagno di squadra Iker Lecuona, con le Ducati che sembravano avere tutte le carte in regola per recitare ancora una volta da protagoniste. Al via Bulega non sbaglia. Scatta bene, prende subito il comando e prova immediatamente a imporre il proprio ritmo. Lecuona rimane agganciato, mentre Lowes cerca di non perdere terreno. Per qualche giro le tre Ducati di testa sembrano poter dare vita a una sfida tutta interna, ma Magny-Cours ha altri programmi.

La pista francese comincia infatti a mietere vittime. Gli errori aumentano e diversi piloti finiscono a terra, rendendo la gara sempre più difficile da interpretare. In una corsa nella quale ogni curva può trasformarsi in un rischio, Bulega sceglie ancora una volta la strada della lucidità: niente eccessi, niente manovre inutili, soltanto ritmo e concentrazione.

Poi arriva la bandiera rossa. La gara viene interrotta e tutto deve ricominciare. Per Bulega significa azzerare il vantaggio costruito nella prima parte e affrontare una nuova partenza con la pressione di chi sa di essere il pilota da battere. Alle sue spalle, Lecuona ha però l'occasione per provare a cambiare il copione. Alla ripartenza lo spagnolo ci prova. Lecuona rimane vicino alla Ducati numero 11 e per qualche momento sembra poter mettere pressione al compagno di squadra. Bulega, però, non si scompone. Giro dopo giro ritrova il ritmo e comincia nuovamente ad allungare.

Quando la gara entra nella fase decisiva, la situazione davanti diventa sempre più chiara. Bulega scappa, Lecuona deve accontentarsi di seguirlo a distanza e Sam Lowes consolida la terza posizione. La lotta per la vittoria, di fatto, si chiude prima della bandiera a scacchi.

Il distacco racconta perfettamente la situazione: Bulega vince con 3 secondi e 118 millesimi su Lecuona, mentre Lowes arriva terzo a 6 secondi e 293 millesimi dal vincitore. Un podio tutto Ducati, un altro successo di forza della Ducati.

 Yari Montella riesce a inserirsi al quarto posto, comunque a meno di nove secondi dal vincitore. Il pilota del Barni Spark Racing Team chiude a 8"786, precedendo Alex Lowes, quinto a 9"433, e Lorenzo Baldassarri, sesto a 10"050. La top ten viene completata da Axel Bassani, settimo a 12"595, Alberto Surra, ottavo a 13"843, Garrett Gerloff, nono a 15"233, e Xavi Vierge, decimo a 16"295. Più indietro Jake Dixon chiude undicesimo a 16"738, Andrea Locatelli è dodicesimo a 17"325, mentre Danilo Petrucci termina tredicesimo a 24"031. Chiude la classifica dei piloti arrivati al traguardo Alvaro Bautista, quattordicesimo con un distacco di 1'09"462.

È una classifica che racconta una gara molto più selettiva di quanto possano suggerire i distacchi dei primi. Dietro, infatti, sono in molti a pagare caro il conto di una pista che non lascia spazio agli errori. Magny-Cours si conferma così un circuito nel quale il confine tra una grande prestazione e una caduta è sottilissimo.

Per Bulega, invece, il copione è ancora una volta quello della perfezione. Il pilota Ducati non ha bisogno di strafare e, soprattutto dopo la ripartenza, dimostra di saper gestire la pressione e il ritmo con una maturità impressionante. Lecuona porta a casa un secondo posto importante, ma deve ancora una volta arrendersi al compagno di squadra. Lo spagnolo ha provato a tenere aperta la sfida, ma quando Bulega ha iniziato ad aumentare il ritmo non è riuscito a rispondere. Per Sam Lowes arriva invece un podio prezioso. Il britannico rimane lontano dalla lotta per la vittoria, ma riesce a evitare i tanti pericoli di una gara nella quale arrivare al traguardo è già una mezza vittoria.

E mentre alle loro spalle la classifica si sgranava giro dopo giro, Bulega continuava a fare il suo lavoro. Nessuna sbavatura, nessuna esitazione, nessuna concessione agli avversari. Il risultato è un'altra vittoria e un altro passo verso il titolo mondiale. Il campionato, almeno matematicamente, non è ancora chiuso, ma la sensazione è che Bulega stia ormai correndo con una sicurezza da campione. Magny-Cours gli consegna l'ennesima conferma. Prima la pole, poi la gestione della gara, la ripartenza dopo la bandiera rossa e infine l'allungo decisivo. Una prova di forza senza bisogno di gesti spettacolari.

La Superbike 2026 continua così a parlare italiano. E soprattutto continua a parlare la lingua di Nicolò Bulega, che anche in Francia lascia agli avversari soltanto la possibilità di inseguire. (Jorge Caceres)

Così all’arrivo:

1.Nicolò Bulega Ducati Panigale V4 R

2.Iker Lecuona Ducati Panigale V4 R+3"118

3.Sam Lowes Ducati Panigale V4 R+6"293

4.Yari Montella Ducati Panigale V4 R+8"786

5.Alex Lowes Bimota KB998 Rimini+9"433

6.Lorenzo Baldassarri  Ducati Panigale V4 R+10"050

7.Axel Bassani Bimota KB998 Rimini+12"595

8.Alberto Surra Ducati Panigale V4 R+13"843

9.Garrett Gerloff Kawasaki Ninja ZX-10RR+15"233

10.Xavi Vierge Yamaha YZF-R1+16"295

11.Jake Dixon Honda CBR1000RR-R+16"738

12.Andrea Locatelli Yamaha YZF-R1+17"325

13.Danilo Petrucci BMW M 1000 RR+24"031

14.Álvaro Bautista Ducati Panigale V4 R +1'09"462

 

Corsanews.it - Redazione: Corso Galileo Ferraris 103 - 10128 Torino Italy - Copyright © 2003-2025. All rights reserved.

Web Master: Laura Cerbara