Silverstone si veste d’Aprilia: Fernández domina, Martín allunga, Bezzecchi completa la festa. Disastro Ducati, peggio di così……

Silverstone regala una domenica di grande MotoGP e, soprattutto, una giornata che difficilmente l’Aprilia dimenticherà. Il Gran Premio di Gran Bretagna 2026 va a Raúl Fernández, autore di una gara praticamente perfetta. Dietro di lui Jorge Martín, protagonista di una rimonta straordinaria, mentre Marco Bezzecchi completa un podio tutto Aprilia che certifica la forza della casa di Noale sul circuito inglese.
La gara, però, sembrava poter prendere una direzione completamente diversa già nei primi metri. Martín partiva dalla pole position con l’obiettivo di consolidare la propria leadership nel Mondiale, ma un problema al dispositivo di abbassamento della sua moto alla prima curva ha complicato immediatamente i suoi piani. Lo spagnolo è stato costretto a perdere terreno proprio nel momento in cui avrebbe dovuto provare a imporre il proprio ritmo.
Fernández, invece, ha sfruttato alla perfezione l'occasione. Partito davanti, il pilota del Trackhouse Aprilia ha preso il comando e ha iniziato immediatamente a costruire il proprio vantaggio. Giro dopo giro, il suo passo è diventato sempre più consistente, mentre alle sue spalle si accendeva la battaglia per le posizioni del podio.
Bezzecchi ha provato a tenere il ritmo del compagno di marca, ma la vera rimonta della giornata è stata quella di Martín. Il leader del campionato non si è lasciato condizionare dal problema iniziale e ha iniziato a recuperare posizione dopo posizione. La sua rimonta lo ha riportato negli scarichi di Bezzecchi e, al nono giro, è arrivato il sorpasso che gli ha permesso di conquistare la seconda posizione.
A quel punto Martín ha provato a trasformare la rimonta in un inseguimento alla vittoria. Davanti, però, Fernández aveva già fatto il vuoto. Il pilota spagnolo ha continuato a girare con grande regolarità, senza concedere occasioni al connazionale. Il distacco si è stabilizzato intorno ai due secondi e, con il passare dei giri, è diventato evidente che la vittoria sarebbe rimasta nelle mani del pilota Trackhouse.
La bandiera a scacchi ha sancito così il secondo successo in carriera in MotoGP per Fernández, arrivato dopo quello conquistato in Australia nel 2025. Una vittoria dal peso particolare, soprattutto perché arrivata dopo la caduta nella Sprint del sabato. Fernández ha risposto nel modo migliore possibile: con una gara autoritaria, priva di errori e costruita su un ritmo che nessuno degli avversari è riuscito a sostenere.
Per Martín, invece, il secondo posto vale quasi quanto una vittoria. Il problema iniziale avrebbe potuto compromettere pesantemente la sua domenica e, soprattutto, la situazione in campionato. Invece il pilota Aprilia ha reagito con freddezza, limitando i danni e portando a casa punti pesantissimi per la classifica iridata. Al termine del weekend britannico, la sua leadership sale a 31 punti.
A completare la festa Aprilia ci ha pensato Bezzecchi. Il terzo posto gli permette di salire al secondo posto nella classifica del Mondiale e conferma il suo eccellente momento di forma. Per la casa italiana è una giornata storica: tre Aprilia nelle prime tre posizioni, un risultato che testimonia la competitività raggiunta dal progetto MotoGP.
Il dominio Aprilia era già apparso evidente nelle prove del venerdì, quando proprio Bezzecchi aveva stabilito il nuovo record del circuito. Ma il vero segnale era arrivato nella Sprint del sabato, con Martín davanti ad Ai Ogura e Bezzecchi. Un podio interamente Aprilia che aveva anticipato quello, ancora più prestigioso, della gara lunga.
Dietro al terzetto Aprilia, la Ducati ha vissuto invece una domenica complicata. Álex Márquez ha portato la sua Desmosedici al quarto posto, davanti a Pedro Acosta, autore di una gara solida con la KTM. Sesto ha chiuso Fabio Di Giannantonio, mentre Marc Márquez non è andato oltre la settima posizione.
Per il campione in carica si tratta di un risultato al di sotto delle aspettative. Dopo il podio ottenuto nella Sprint, Márquez sperava di poter lottare per la vittoria anche nella gara domenicale. La Ducati, però, non è riuscita a tenere il passo delle Aprilia e il pilota spagnolo ha dovuto accontentarsi di una posizione lontana dalla zona che conta.
Ducati in crisi tecnica o c’è dell’altro? Non sappiamo quanto possano influire sulla vita del team le voci di una cessione della Casa italiana. O quanto possa influire essersi legati mani e piedi a Marc Marquez con il risultato di bruciare Bagnaia. Indubbiamente però la Ducati 2026 è una moto dal rendimento molto lontano da quello degli ultimi anni. Nè sembra che lo staff tecnico abbia mezzi e idee per uscire da un impasse che è un pesante danno di immagine e una delusione per tutti i tifosi della “rossa a due ruote”
Silverstone conferma ancora una volta di essere uno dei circuiti più imprevedibili del calendario MotoGP. Il tracciato britannico, veloce e tecnico, premia soprattutto la capacità di mantenere un ritmo costante e di gestire gli pneumatici per tutta la distanza. Quest'anno, però, ha premiato soprattutto la straordinaria competitività delle Aprilia e mandato all’inferno la Ducati.
Il successo di Fernández assume quindi un significato che va oltre i 25 punti conquistati. Il pilota Trackhouse ha dimostrato di poter essere protagonista anche quando la pressione aumenta e quando l'occasione arriva inaspettatamente. Dopo una Sprint da dimenticare, ha trasformato la domenica in una delle migliori gare della sua carriera.
La vera grande vincitrice del weekend britannico, però, è l'Aprilia. La casa di Noale torna da Silverstone con una vittoria, un secondo posto, un terzo posto e una leadership iridata sempre più solida. Martín resta infatti l'uomo da battere, ma Bezzecchi e Fernández dimostrano che il potenziale della squadra è ormai distribuito su più piloti.
Il campionato, naturalmente, è ancora lungo. Con dodici Gran Premi disputati sui ventidue previsti, la corsa al titolo è tutt'altro che decisa. Martín ha aumentato il proprio margine, Bezzecchi si è riportato in seconda posizione e Ogura resta pienamente coinvolto nella lotta.
Silverstone, però, lascia un'immagine destinata a rimanere impressa: tre Aprilia una dietro l'altra sul traguardo, mentre Raúl Fernández festeggia una vittoria costruita con pazienza e velocità. Una giornata perfetta per Noale, una domenica difficile per Ducati e un altro capitolo di un Mondiale che, gara dopo gara, sembra diventare sempre più aperto e spettacolare.
Il messaggio arrivato dall'Inghilterra è chiaro: Martín continua a comandare, ma ormai non è più solo. L'Aprilia ha trovato velocità, equilibrio e soprattutto la continuità necessaria per puntare in alto. E se Silverstone doveva essere un esame, la casa italiana lo ha superato a pieni voti.
Hanno detto:
Raul Fernandez: “Sono molto felice. Non so come spiegare le mie sensazioni. Ho vissuto un bel weekend. Ieri ero frustrato per l’errore, ma siamo umani. Siamo tornati alla vittoria e grazie al mio team“, ha raccontato a caldo. Ho pensato di sfruttare il momento, senza andare oltre. Devo ringraziare la mia squadra, trasformando la frustrazione in energia positiva. Sono partito bene, ho messo un gap subito e con 4″ ho iniziato a gestire. Con Jorge che guadagnava, ho iniziato a spingere. Complimenti all’Aprilia per il lavoro fatto. Mi godo la mia incredibile giornata“.
Marco Bezzecchi: “Sono contento, sono stanco, non ce la faccio più. Ma è stato bello, ne è valsa la pena. Differenza nel finale? La volevo troppo, non volevo mollare, ero disposto a tutto per tutto il lavoro della squadra e per il mazzo che mi sono fatto quest’anno. E’ stato bellissimo, mi sono divertito un sacco. Ero concentrato, mi ero tenuto qualcosa con le gomme, sapevo che avrei mollato, sono calato a metà gara, fortuna che sono riuscito ad avere qualche giro di respiro. Non ho mollato ed è stato gustoso. L’estate è stata difficile fisicamente viste le due operazioni in sette giorni, dopo si sta poco bene, si sa. Psicologicamente non è stato semplice, vai via dalla gara pre pausa che ti sei fatto male, la testa non ti lascia in pace con dubbi e riflessioni. Devo dire che con Carlo Pernat sono stato 22 ore al giorno, è stato con me per recuperare, mi è stato d’aiuto“.
Jorge Martin: “Sono davvero molto contento per il risultato e per la situazione in classifica generale. Una grande iniezione di fiducia in vista della seconda parte della stagione. Diciamo che abbiamo intrapreso la giusta direzione e proveremo a continuare così fino alla fine anche perchè ogni giro che completo su questa moto è meglio del precedente. Peccato per l’errore al via con l’abbassatore che è rimasto inserito perchè volevo vincere oggi. Forse ho perso la gara in quel momento anche perché da quel punto in avanti ho compiuto una gara fantastica. Sono riuscito a reagire e nel finale ho trovato un ottimo ritmo. Raul Fernandez non ha mollato la presa e mi sono accontentato del secondo posto. Niente da dire, continuiamo così”.
Fabio Digiannantonio: “Non penso che sia suonato oggi il campanello d’allarme. Nel mio caso è dalla seconda gara della stagione che dico che le Aprilia hanno fatto un lavoro migliore del nostro quest’inverno o già nel finale dell’anno scorso. Non lo so. Senza dubbio sono più avanti di noi e si sono impegnati di più. Dobbiamo trovare qualcosa in più da portare in pista per migliorare la moto, qualche novità. Alla fine dei conti per tutti noi piloti Ducati la moto è quella e la conosciamo. Ora dobbiamo compiere uno step in avanti. Se vogliamo vincere le gare dobbiamo migliorare o, quantomeno, provarci. La mia moto è sempre molto consistente in tutte le piste, siamo abbastanza veloci ma non siamo nelle condizioni di poter lottare per la vittoria. La velocità e la parte legata al motore funziona benissimo, quello che ci manca è un davanti più preciso, quindi la ciclistica. Anche un motore che ti dà 1 kmh in più incide ma non è quello che ci manca. Le Aprilia ora fanno una enorme differenza nella gestione delle gomme che deriva da come possono impostare le curve. Noi possiamo farlo 3 giri, poi davanti o dietro iniziamo a perdere le gomme. Siamo in difficoltà. Oggi è stata una gara al 90%, mi sono annoiato. La situazione è chiara: non puoi spingere al massimo altrimenti vai in crisi davanti o dietro. La classica coperta corta”. (Jorge Caceres)
Così all’arrivo dopo 20 giri:
- Raul FERNANDEZ (SuperFile Trackhouse MotoGP Team) 39’45.930
- Jorge MARTIN (Aprilia Racing) +2.538
- Marco BEZZECCHI (Aprilia Racing) +3.393
- Alex MARQUEZ (BK8 Gresini Racing MotoGP) +4.702
- Pedro ACOSTA (Red Bull KTM Factory Racing) +6.256
- Fabio DI GIANNANTONIO (Pertamina Enduro VR46 Racing Team) +6.382
- Marc MARQUEZ (Ducati Lenovo Team) +9.550
- Brad BINDER (Red Bull KTM Factory Racing) +22.288
- Luca MARINI (Honda HRC Castrol) +23.845
- Diogo MOREIRA (Honda LCR) +25.411
- Franco MORBIDELLI (Pertamina Enduro VR46 Racing Team) +26.301
- Fabio QUARTARARO (Monster Energy Yamaha MotoGP) +26.883
- Jack MILLER (Prima Pramac Yamaha MotoGP) +29.458
- Pol ESPARGARO (Red Bull KTM Tech3) +41.310
- Toprak RAZGATLIOGLU (Prima Pramac Yamaha MotoGP) +41.492
- Augusto FERNANDEZ (Yamaha Factory Racing) +42.379