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MotoGP: il Sachsenring è sempre il regno di Marc Márquez. Capolavoro Ducati, Aprilia sorprende con Ogura e Fernández

Sachsenring. C'è un circuito nel mondo dove il tempo sembra fermarsi. È il Sachsenring, il tracciato delle curve a sinistra, delle staccate cieche e delle continue variazioni di pendenza. Qui Marc Márquez non corre semplicemente: domina. E anche il Gran Premio di Germania 2026 finisce nel suo immenso palmarès con una prestazione che ha il sapore della perfezione.

Dopo aver conquistato pole position e Sprint Race, il campione della Ducati completa un fine settimana da incorniciare centrando il successo nella gara lunga davanti alle sorprendenti Aprilia Trackhouse di Ai Ogura e Raúl Fernández. Una vittoria costruita con il talento, la precisione e una gestione magistrale della corsa, senza mai concedere agli avversari la minima speranza.

Il cielo sopra il Sachsenring è grigio, ma l'asfalto è perfettamente asciutto. Oltre centomila spettatori trasformano le colline sassoni in un catino ribollente di passione. Al via tutti aspettano il duello tra i fratelli Márquez. Marc parte dalla pole, Alex è al suo fianco. Lo spegnimento del semaforo è perfetto per il numero 93, che infila la prima curva davanti a tutti e comincia subito a dettare il ritmo.

Alle sue spalle Alex prova a restare incollato. I primi giri sono velocissimi. Marc forza soprattutto nel secondo e nel terzo settore, dove la Ducati ufficiale riesce a scaricare tutta la propria potenza in uscita dalle curve in appoggio. Il cronometro racconta una superiorità evidente: ogni passaggio vale qualche decimo guadagnato sugli inseguitori. Dietro i due fratelli si scatena la bagarre. Pedro Acosta è aggressivo come sempre, mentre Fabio Di Giannantonio cerca di confermare quanto di buono aveva mostrato nella Sprint. Anche le due Aprilia del team Trackhouse si inseriscono nella lotta, dimostrando un passo sorprendentemente competitivo.

La gara cambia volto al quarto giro. Di Giannantonio perde l'anteriore in percorrenza e scivola nella ghiaia. Un errore che chiude troppo presto il suo Gran Premio, lasciando spazio a nuovi protagonisti.

Marc continua ad aumentare il ritmo. Alex, nel tentativo di non perdere contatto, spinge oltre il limite. Il Sachsenring, però, non perdona. Alla curva 13 la sua Ducati si chiude improvvisamente davanti. Il pilota della Gresini scivola senza conseguenze fisiche, ma vede svanire la possibilità di contendere la vittoria al fratello maggiore.

Da quel momento la corsa assume un copione ben preciso. Márquez resta solo al comando, mentre alle sue spalle si apre la battaglia per il podio. Ai Ogura conferma tutto il talento che gli viene riconosciuto fin dai tempi della Moto2. Il giapponese guida con una pulizia impressionante, sfrutta al meglio il bilanciamento della sua Aprilia e riesce a contenere gli attacchi degli inseguitori. Ancora più sorprendente è la prova di Raúl Fernández. Lo spagnolo trova finalmente quella continuità che gli era mancata nelle prime gare della stagione. Giro dopo giro costruisce il proprio podio senza commettere il minimo errore, regalando al team Trackhouse una storica doppietta.

Davanti, però, esiste soltanto Marc Márquez. Ogni curva sembra disegnata per il suo stile di guida. Il numero 93 entra con decisione, lascia scorrere la moto e riapre il gas con una naturalezza impressionante. La Ducati GP26 risponde perfettamente, stabile in frenata e devastante in accelerazione.

Il vantaggio oscilla costantemente intorno ai due secondi. Non è mai una fuga spettacolare, ma è un controllo assoluto. Ogni volta che Ogura prova ad abbassare il ritmo di riferimento, Marc risponde immediatamente con un giro veloce. È il classico copione del campione che ha tutto sotto controllo.

Pedro Acosta prova fino alla fine a rientrare sul podio, ma deve accontentarsi della quarta posizione dopo una gara generosa. Francesco Bagnaia, invece, paga ancora una volta una qualifica complicata. Il piemontese recupera alcune posizioni con sorpassi puliti e ben costruiti, ma il gruppo di testa è ormai troppo lontano per pensare a qualcosa di più importante. Per lui oramai la stagione in Ducati è terminata ed è probabile che quel “qualcosina” in più per Marquez non sia condiviso con lui.

L'assenza di Marco Bezzecchi, fermato dalla frattura della clavicola rimediata nelle qualifiche, pesa sull'economia del weekend. L'Aprilia ufficiale perde uno dei suoi uomini di riferimento proprio nel momento in cui la moto di Noale dimostra di poter lottare stabilmente con Ducati.

Negli ultimi cinque giri Márquez abbassa leggermente il ritmo, gestisce gomme e consumo di carburante senza correre alcun rischio. Il pubblico tedesco si alza in piedi quando il campione spagnolo affronta l'ultima curva. L'uscita è perfetta, la Ducati impenna leggermente sul rettilineo principale e pochi istanti dopo arriva la bandiera a scacchi. Marc alza il pugno sinistro al cielo. Sa di aver scritto un'altra pagina della sua storia personale. Il Sachsenring continua a essere casa sua. Tredici vittorie complessive su questo tracciato, dieci nella classe MotoGP: numeri che raccontano un dominio destinato a entrare negli archivi del motociclismo.

Sul podio il sorriso di Ogura vale quasi quanto una vittoria. Il giapponese festeggia il miglior risultato della carriera in MotoGP, mentre Fernández completa una giornata memorabile per Trackhouse e Aprilia.

Per Ducati è invece un'altra dimostrazione di forza. La Desmosedici resta la moto di riferimento del campionato, ma è soprattutto Marc Márquez a fare la differenza. Quando talento, esperienza e una moto competitiva si fondono alla perfezione, il risultato è una superiorità che gli avversari faticano anche solo ad avvicinare.

Il Mondiale riparte dalla Germania con un messaggio forte e chiaro. Marc Márquez non è soltanto tornato a vincere con continuità: è tornato a essere il pilota da battere. E se il Sachsenring rappresentava il banco di prova della stagione, il verdetto è inequivocabile. Il re è ancora lui.

Hanno detto:

Marc Marquez: “Non so come abbiamo fatto ad essere qui. Cinque gare eravamo a 103 punti dalla vetta. L’ho detto giovedì: se volevo una chance in questo campionato serviva il weekend perfetto. Lo abbiamo fatto. Non sono contento al 100% perché oggi Alex meritava il podio, è mio fratello. Alla destra farà paura a Silverstone. Devo lavorare in questa pausa per compiere uno step. Reputavo Alex pericoloso nello Sprint, oggi al warm-up stavo bene, in gara il feeling era diverso. Lui gestiva meglio la gomma dietro, stava guidando bene. Ieri dicevano che, se fossimo andati allo stesso ritmo della Sprint, qualcuno dei tre cadeva sicuro, siamo andati veramente fortissimo. Le Aprilia con mia grande sorpresa sono arrivate, fortuna che avevo margine su Ogura. Qui vado forte perché mi viene bene, e quando ti viene bene lo sai e ti diverti; non è però un circuito molto divertente, la prima parte è lenta, ti diverti di più ad Aragon o Phillips Island. Pausa? Non vedevo l’ora, anche se sono andato bene in tante gare, le cinque prime gare sono stato un disastro: non capivo il mio corpo ed il mio braccio, ci sono state tante cadute strane che non erano nel mio stile. Adesso lo abbiamo capito, ora però non vedo l’ora di lavorare sul mio punto debole. Chi vince, la Spagna il Mondiale di calcio o io il Mondiale MotoGP? La Spagna è più vicina, ha due partite. Io ancora ho undici gare. E’ un MotoGP a 44 gare, succede di tutto, succederà di tutto. Ci sono tanti weekend di fila. Guarda il Bezz, guarda Alex, guarda me. Rischi di saltare tante gare”.

Ai Ogura: “Che dire? Sono davvero felice, senza dubbio una domenica migliore di quanto mi aspettassi. A mio parere non sarebbe stato facile entrare nelle prime sei posizioni e invece sono addirittura secondo. Sono molto contento per il podio conquistato e per il secondo posto. Un bel duello con Raul Fernandez. Non è stato affatto facile superarlo ma alla lunga ci sono riuscito e sono scappato per conquistare il secondo posto. Sono contento anche perchè ho dimostrato di avere un buon passo fino alla fine della gara. Nel complesso, come detto, sono felice perché non mi aspettavo di andare così bene qui al Sachsenring”.

Raul Fernandez: “Sono veramente contento. Ieri nelle FP2 ho avuto un problema su una moto, ho fatto un movimento brusco che mi ha bloccato tutta la schiena. Ieri ho fatto solo il trattamento perché ero bloccato, non potevo muovermi. Grazie al mio fisioterapista ho potuto correre. Da Barcellona non facciamo nulla sulla moto. Mi sento bene e non abbiamo modificato niente. Non avrei pensato di fare podio qui. Lottare con Ai Ogura nel finale è complicato. Fa fatica all’inizio a scaldare la gomma ma poi ne ha un po’ di più. È un pilota leggero, per lui sembra facilissimo il finale”.

Fabio Di Gianantonio: “Dai dati il giro è uguale a quello di prima, forse ero un filo più vicino ad Ogura, vai a capire l’aerodinamica. E’ difficile capirlo, lo prendo come un errore mio.  Doveva arrivare ed è arrivato, ma ci sta. Fa parte del gioco. Classifica cortissima? Noi stiamo facendo il massimo, dobbiamo essere orgogliosi, l’obiettivo era arrivare in questa condizione e abbiamo fatto un’ottima stagione. Oggi c’è stato un errore, ma ci sta. Ora c’è una bella pausa che mi aiuterà a recuperare, dopo l’infortunio al dito ho dovuto continuare a spingere. Oggi sono un po’ rigido con un po’ di botte qui e là, ma non voglio piangere. Sto bene”. (Jorge Caceres)

ORDINE D’ARRIVO GARA GP GERMANIA MOTOGP 2026:

  1. Marc Marquez Ducati 30 giri
  2. Ai Ogura Aprilia +1.996
  3. Raul Fernandez Aprilia +5.104
  4. Pedro Acosta KTM +7.684
  5. Jorge Martin Aprilia +11.372
  6. Francesco Bagnaia Ducati +11.495
  7. Fabio Quartararo Yamaha +17.560
  8. Luca Marini Honda +18.683
  9. Enea Bastianini KTM +19.140
  10. Brad Binder KTM +22.137
  11. Diogo Moreira Honda +22.280
  12. Jack Miller Yamaha +26.154
  13. Franco Morbidelli Ducati +30.958
  14. Alex Rins Yamaha +31.806
  15. Toprak Razgatlioglu Yamaha +38.329

Classifica piloti, top 15:

1 Jorge Martin 208, 2 Ai Ogura 194, 3 Marc Marquez 190, 4 Marco Bezzecchi 186, 5 Fabio Di Giannantonio 184, 6 Raul Fernandez 159, 7 Pedro Acosta 148, 8 Francesco Bagnaia 143, 9 Alex Marquez 87, 10 Luca Marini Honda 79, 11 Fermin Aldeguer 76, 12 Enea Bastianini 76, 13 Brad Binder 64, 14 Fabio Quartararo 55, 15 Diogo Moreira 48,

 

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