MotoGP: Jorge Martín e Aprilia beffano Bagnaia e Ducati all’ultimo respiro, cadono Bezzecchi e Marc Marquez

Austin. Il Circuit of the Americas non tradisce mai, ma la Sprint Race di oggi ha superato ogni aspettativa. In un sabato segnato da colpi di scena e cadute eccellenti, Jorge Martín ha firmato un capolavoro di strategia e aggressività, strappando la vittoria a Francesco Bagnaia proprio nel finale e prendendosi la vetta del Mondiale. Ma la morale è che l’Aprilia vola mentre la Ducati ha perso il feeling con la vittoria. Il risultato finale è stato però il ritorno da protagonisti di due piloti, chi per un motivo, chi per un altro erano da mesi scomparsi dai radar e dalla zona podio e dintorni.
La cronaca parte da una qualifica da record: Fabio Di Giannantonio, su una Ducati VR46 in stato di grazia, ha centrato una pole spaziale (2'00"136). Tuttavia, allo spegnersi dei semafori, è Bagnaia a scattare meglio, prendendo il comando e cercando subito lo strappo. Il sogno del "Diggia", però, si è infranto quasi subito: un contatto nel primo giro lo ha costretto al ritiro insieme a Marc Márquez, lasciando il pubblico texano orfano del suo "Re" indiscusso. Marquez è il responsabile senza scuse: è arrivato lungo finendo a terra tagliando la traiettoria all’italiano costretto a subire anche lui la durezza dell’asfalto del circuito.
A metà gara, Bagnaia sembrava avere la situazione sotto controllo, ma alle sue spalle la risalita di Martín , uscito indenne da un testa a testa con Bezzecchi che nel tentativo di allungare si è scomposto e anche lui è finito tra…le braccia dell’asfalto, con l'Aprilia è stata inesorabile. Lo spagnolo ha rosicchiato decimi settore dopo settore, portandosi a ridosso degli scarichi della Ducati numero 63. Il duello è esploso nelle ultime due tornate: sorpassi al limite, carene che si sono sfiorate e una tensione elettrica tra i due contendenti al titolo. A fare pendere l’ago della bilancia è stata l’usura della posteriore: Bagnaia aveva la soft rivelatasi una scelta azzardata mentre Martin, unico, aveva scelto una mescola più dura.
L'affondo decisivo è arrivato all’ultimo giro. Martín ha forzato, alla velocità di 352 km/h, una frenata impossibile, infilando Bagnaia e resistendo al tentativo di risposta dell’italiano sul lungo rettilineo. Sul traguardo, lo spagnolo ha trionfato con un margine minimo, quanto basta per scavalcare di un solo punto nella classifica generale un Bezzecchi che ha buttato al vento una grande occasione con la caduta a due giri dalla fine.
Notevole la prova di Pedro Acosta, terzo e sempre più costante, capace di tenere il ritmo dei primi per tutta la gara. Ai piedi del podio chiudono Bastianini (toh chi si rivede!), Alex Marquex e Luca Marini su una Honda che pare essere tornata sulla buona strada. Con questo risultato, il GP di domenica si preannuncia una battaglia psicologica oltre che tecnica: Martín parte da leader, Bagnaia medita vendetta sempre che la Ducati glielo permetta…...
Commenti a fine gara:
Davide Tardozzi (Team Manager Ducati Lenovo): "Pecco ha fatto una gara solida, ma Martín oggi ha avuto quel guizzo in più che fa la differenza nelle Sprint. Ci spiace molto per l'incidente tra Diggia e Marc; erano entrambi velocissimi e avrebbero reso la gara ancora più spettacolare. Analizzeremo i dati stasera, ma il passo gara di Pecco ci rende molto fiduciosi per i 20 giri di domani."
Massimo Rivola (CEO Aprilia Racing): "Vedere una RS-GP davanti a tutti ad Austin, su una pista storicamente difficile per noi, conferma che il lavoro fatto durante l'inverno è stato immenso. Jorge è un animale da gara, ha interpretato il sorpasso finale da manuale. Ora testa bassa: domani la durata della gomma media sarà la vera sfida."
Uccio Salucci (Team Director VR46): "È un peccato incredibile. Fabio (Di Giannantonio) aveva la pole e il ritmo per vincere, vederlo fuori dopo poche curve fa male. Sono le corse ma è un boccone amaro da mandare giù."
Jorge Martin: "Incredibile. Vincere qui, in questo modo, ha un sapore speciale. Sapevo che Pecco ne aveva un po' di più nel finale, la sua Ducati era fortissima in trazione in uscita dalla 11, ma io non potevo mollarlo. Ho studiato il punto dove attaccare per tre giri: sapevo che alla 12 potevo rischiare la staccata della vita. Ho chiuso gli occhi, ho mollato i freni e la RS-GP è rimasta lì, ferma, precisa come un rasoio. Tornare in testa alla classifica è bellissimo, ma non ci penso troppo. Il campionato 2026 è un corpo a corpo continuo: un giorno sei primo, il giorno dopo sei a terra. La cosa che mi rende più orgoglioso è il feeling con l'Aprilia: molti dicevano che avrei faticato a cambiare moto, ma oggi abbiamo dimostrato che siamo il pacchetto da battere. Domani sarà molto più dura. Venti giri qui sono un'eternità fisica e per le gomme. Abbiamo visto che la spalla destra soffre molto nel terzo settore. Dovrò essere intelligente, forse meno aggressivo nei primi giri per avere ancora gomma quando servirà. Ma una cosa è certa: se ci sarà da lottare all'ultimo giro, io non mi tirerò indietro."
Francesco Bagnaia: "Complimenti a Jorge, ha fatto una gran manovra. Se avessi mollato i freni quanto lui alla 12, probabilmente sarei finito nel parcheggio del circuito! È stato bravo, ha rischiato il tutto per tutto e gli è andata bene. Io oggi ho preferito non esagerare: abbiamo visto troppe cadute davanti a noi e lo zero di Bezzecchi e Marc è un segnale che il limite oggi era sottilissimo. Non sono preoccupato. Jorge ha vinto la Sprint, ma io ho i dati che mi servivano. Negli ultimi tre giri il mio passo era di due decimi migliore del suo nonostante il chattering. Domani con la gomma media al posteriore la musica cambia: la Ducati si stabilizza e l'Aprilia dovrà gestire molto di più il consumo. Jorge dice che è il pacchetto da battere? Vedremo domani dopo 20 giri, la gara vera è quella della domenica."
Pedro Acosta: "Salire sul podio ad Austin è speciale. Ho cercato di stare con loro, ma negli ultimi due giri guidavano come dei matti, rischiavano troppo per i miei gusti oggi. Ho preferito portare a casa i punti e studiare le loro linee. Domani? Se c'è un buco, io mi ci infilo." (Dan Wolf)
Così all’arrivo Sprint Race (10 giri):
1.Jorge Martín,Aprilia Racing,20'24"480
2.Pecco Bagnaia,Ducati Lenovo,+0.338,9
3.Pedro Acosta,KTM Factory,+0.812,7
4.Enea Bastianini,KTM Tech3,+1.455,6
5.Alex Márquez,Ducati Gresini,+2.103,5
6.Luca Marini,Honda HRC,+3.112,4
7.Ai Ogura,Trackhouse Aprilia,+4.021,3
8.Raúl Fernández,Trackhouse Aprilia,+5.234,2
9.Johann Zarco,Honda LCR,+6.890,1
10.Fermin Aldeguer,Ducati Gresini,+8.115
11.Fabio Quartararo,Yamaha Factory,+9.450
12.Brad Binder,KTM Factory,+11.200
13.Franco Morbidelli,Ducati VR46,+12.870
14.Jack Miller,Yamaha Pramac,+14.102