09/09/2026
Direttore: Franco Liistro

MotoGP: In Brasile è sinfonia Aprilia che domina con Marco Bezzecchi e Martin, la Ducati non è più…la Ducati

Goiânia.  Sotto il sole implacabile del Brasile, l'asfalto di Goiânia è diventato teatro di un monologo color antracite e viola. Marco Bezzecchi ha scritto una pagina indelebile per la casa di Noale, conquistando il Gran Premio del Brasile 2026 e confermandosi l'uomo da battere in questa nuova era della MotoGP. Accanto a lui, un Jorge Martin tenace ha completato una doppietta Aprilia che profuma di passaggio di consegne tecnico nel mondiale.

Il verdetto di Goiânia è chiaro: l'Aprilia ha trovato la quadratura del cerchio, mettendo i suoi piloti nelle condizioni di dominare sia sul giro secco che sulla distanza. Per la Ducati inizia ora una fase di analisi profonda: se Marc Marquez sembra aver trovato la quadra, Bagnaia deve resettare mentalmente prima di sbarcare in Texas. Bezzecchi esce dal Brasile come il nuovo re della classe regina, leader di un mondiale che non è mai stato così incerto e vibrante. E in Texas la prova verità sul potenziale della Ducati, oggi si è visto un Marquez arrancante, non in grado di tenere il ritmo di Bezzecchi e di Martin ma neppure quello della Ducati di Di Giannantonio, il processo a Luigi Dall'Igna potrebbe essere alle porte.

Allo spegnersi dei semafori, è stato Jorge Martin a scattare come una molla dalla pole position, trascinandosi dietro la muta di lupi composta da Bezzecchi, Acosta e un arrembante Marc Marquez. La prima curva ha però immediatamente presentato il conto: nelle retrovie, un contatto multiplo ha messo fuori gioco Jack Miller, mentre Brad Binder perdeva il controllo della sua KTM poche curve dopo, lasciando Pedro Acosta come unico baluardo della casa austriaca nel gruppo di testa.

Dopo una prima fase di studio, Bezzecchi ha rotto gli indugi. Al quinto giro, con una staccata micidiale al termine del rettilineo principale, il pilota italiano ha infilato il compagno di marca Martin, iniziando a imporre un ritmo insostenibile per il resto della griglia. Solo Martin è riuscito a contenere il distacco sotto il secondo, mentre dietro di loro si scatenava l'inferno per il terzo gradino del podio.

Mentre le Aprilia fuggivano, la domenica di Bagnaia si trasformava in un incubo. Il campione torinese, già in difficoltà con il feeling dell'anteriore fin dal venerdì, ha faticato a tenere il passo dei primi, scivolando lentamente verso il margine della top ten. Al decimo giro, il momento della rottura: nel tentativo di difendere la posizione su Joan Mir, Bagnaia ha perso l'anteriore alla curva 4, finendo nella ghiaia e trascinando con sé lo spagnolo della Honda. Uno "zero" pesantissimo che lo allontana dalla vetta del campionato e solleva dubbi sulla messa a punto della sua Ducati ufficiale.

Con Bagnaia fuori dai giochi, l'onore della Ducati è stato difeso da Fabio Di Giannantonio. Il pilota del Team VR46 ha ingaggiato un duello rusticano con Marc Marquez per l'intera seconda metà di gara. Lo spagnolo ha provato l'affondo in ogni pertugio, ma l’italiano ha risposto colpo su colpo con traiettorie millimetriche e una gestione magistrale della gomma posteriore, stremata dal calore tropicale.

Negli ultimi cinque giri, Bezzecchi ha gestito il vantaggio con la freddezza di un veterano, tagliando il traguardo in solitaria tra il boato del pubblico brasiliano. Martin si è accontentato di un secondo posto fondamentale per la classifica, mentre Di Giannantonio è riuscito a resistere al ritorno di Marquez per soli tre decimi di secondo. Notevole la prova dei rookie e degli "outsider": Ai Ogura ha portato la sua Aprilia Trackhouse in quinta posizione, confermando la superiorità tecnica della moto italiana su questo tracciato, davanti ad Alex Marquez e Pedro Acosta.

Molti piloti hanno già la testa al Circuit of the Americas (COTA) di Austin, la prossima settimana, Marc Marquez ha già lanciato il guanto di sfida: "Oggi abbiamo salvato il weekend, ma ad Austin voglio la vittoria. È la mia pista e la Ducati lì è sempre andata forte."

Hanno detto:

Massimo Rivola (CEO Aprilia Racing): "Una giornata storica. Vedere due nostre moto davanti a tutti in un mercato così importante come quello brasiliano è motivo di orgoglio immenso. Marco e Jorge sono due campioni e oggi hanno gestito la gara con una maturità impressionante."

Davide Tardozzi (Team Manager Ducati): "Siamo molto dispiaciuti per Pecco. Uno zero fa sempre male, soprattutto così presto nella stagione. Dobbiamo analizzare i dati: chiaramente ha sofferto il caldo e la mancanza di grip. Marc e Diggia hanno salvato il bilancio, ma per il titolo non possiamo permetterci altri passi falsi."

Romano Albesiano (Direttore Tecnico Aprilia): "Vedere Bezzecchi e Martin così in sintonia con la RS-GP26 è la prova che il progetto è solido. Abbiamo lavorato molto sul raffreddamento per il clima brasiliano e i risultati si sono visti: le nostre moto non hanno perso potenza nonostante i 35°C di oggi."

Alessio "Uccio" Salucci (Team Director VR46): "Il podio del 'Diggia' è una boccata d'ossigeno. Fabio sta guidando da Dio e battere Marc (Marquez) nel corpo a corpo finale vale doppio. Siamo orgogliosi di lui. Peccato per l'incidente di Pecco, ma sappiamo quanto è forte mentalmente, tornerà cattivo ad Austin."

Marco Bezzecchi: "Incredibile, davvero. Vincere qui in Brasile, in un'atmosfera così calda, è un sogno. La moto era perfetta, sembrava di guidare sui binari. Dedico questa vittoria a tutta la squadra di Noale che ha lavorato giorno e notte dopo i test invernali. Essere in testa al mondiale è bello, ma la stagione è lunghissima."

Jorge Martin: "Ho provato a stare vicino a Marco, ma oggi ne aveva un filino di più, specialmente nel terzo settore. Sono comunque felicissimo per la doppietta Aprilia. Dopo un sabato difficile, tornare sul podio è la risposta migliore che potessi dare."

Fabio Di Giannantonio: "Che lotta con Marc! Sapevo che non avrebbe mollato fino all'ultima curva. Tenere dietro una Ducati ufficiale con i colori del VR46 è speciale. Siamo lì, il pacchetto GP26 sta crescendo e io mi sento finalmente a mio agio."

Marc Marquez: "Mi è mancato un pizzico di trazione in uscita dall'ultima curva per provare il sorpasso su Fabio. Sono comunque punti importanti dopo la vittoria nella Sprint di ieri. Complimenti all'Aprilia, oggi erano su un altro pianeta."

Francesco Bagnaia: "Non c'è molto da dire, l'errore è mio. Ho perso l'anteriore senza preavviso alla curva 4. È un periodo frustrante perché in prova andiamo forte, ma in gara non riusciamo a concretizzare. Dobbiamo capire cosa non ha funzionato nel setup per la gara lunga. Mi scuso con il team, ora pensiamo solo ad Austin per riscattarci."

Pedro Acosta: "Oggi abbiamo sofferto più del previsto. La KTM faceva fatica a fermarsi bene nei tornantini. Ho dato il massimo per restare con i primi, ma il quinto posto è il massimo che potevamo fare oggi. Impariamo e andiamo avanti."

Diego Moreira: "Sentire il boato della mia gente a ogni giro è stato da pelle d'oca. Nonostante le difficoltà della Honda, finire a punti nel mio primo GP di casa in MotoGP è un'emozione che non dimenticherò mai."

Joan Mir: "Ero all'interno e Pecco ha chiuso la linea come se non ci fossi. Capisco la sua frustrazione per una gara difficile, ma non puoi sparire così. Mi ha trascinato nella ghiaia e addio gara. È un peccato perché la Honda oggi stava andando meglio del previsto."

Fabio Quartararo: Non avevamo trazione, non avevamo velocità sul dritto. Mi sorpassavano ovunque. La Yamaha deve svegliarsi perché correre così è frustrante per me e per Alex (Rins). Non è possibile finire dietro alle Honda private."

Ai Ogura: "Quinto posto? Wow. La Trackhouse Aprilia vola. Ho imparato molto seguendo Acosta nei primi giri. Verso la fine ho visto che i big faticavano con le gomme e io ho cercato solo di restare in piedi. È il mio miglior risultato in MotoGP finora."

Enea Bastianini: "Gara da dimenticare. Ho avuto un problema con il dispositivo d'abbassamento che è rimasto bloccato per i primi tre giri. Ho perso il treno dei migliori e poi rimontare in queste condizioni era impossibile. Un punto è meglio di niente, ma non sono qui per il quindicesimo posto." (Carlos Costa)

Così all’arrivo dopo 23 giri:

1.Marco Bezzecchi Aprilia Racing Aprilia 39’36”705

2.Jorge Martin Aprilia Racing Aprilia+2.145

3.F. Di Giannantonio VR46 Racing TeamDucati+3.412

4.Marc Marquez Ducati Lenovo TeamDucati+3.890

5.Ai Ogura Trackhouse Racing A prilia+12.411

6.Alex Marquez Gresini Racing Ducati+12.850

7.Pedro Acosta Red Bull KTM Factory KTM+13.102

8.Fermin Aldeguer Gresini Racing Ducati+15.220

9.Johann Zarco LCR Honda Honda+16.440

10.Raul FernandezTrackhouse Racing Aprilia+17.059

11.Luca Marini Honda HRC Honda+19.101

12.Franco Morbidelli VR46 Racing Team Ducati+20.334

13.Diogo Moreira LCR Honda Honda+24.686

14.Alex RinsMonster Yamaha Yamaha+25.955

15.Enea Bastianini Tech3 KTM KTM+28.386

16.Fabio Quartararo Monster Yamaha Yamaha+30.823

Ritirati (DNF):

Francesco Bagnaia (Ducati Lenovo) - Caduta al giro 10

Joan Mir (Honda HRC) - Caduta al giro 10

Brad Binder (Red Bull KTM) - Caduta al giro 3

Jack Miller (Pramac Yamaha) - Caduta al giro 1.

Classifica Mondiale Piloti (Top 10) dopo 2 round (Thailandia e Brasile):

Marco Bezzecchi (Aprilia) - 56 punti

Jorge Martin (Aprilia) - 45 punti

Pedro Acosta (KTM) - 42 punti

Fabio Di Giannantonio (Ducati) - 37 punti

Marc Marquez (Ducati) - 34 punti

Ai Ogura (Aprilia) - 33 punti

Raul Fernandez (Aprilia) - 29 punti

Brad Binder (KTM) - 13 punti

Francesco Bagnaia (Ducati) - 10 punti

Franco Morbidelli (Ducati) - 8 punti