Logo

C’è del Rosso sulla neve di Madonna di Campiglio….. Ducati ha presentato la GP26, l'arma totale per l'anno della verità

Madonna di Campiglio. Tra i cristalli di ghiaccio delle Dolomiti e il calore del "Rosso, la Ducati ha gettato la maschera: il Palacampiglio ha ospitato l'ormai tradizionale vernissage di Campioni in Pista, l'evento che segna ufficialmente l'inizio della stagione MotoGP. Ma quest'anno l'aria era diversa. Più elettrica, più tesa. Perché sotto i riflettori non c'era solo la nuova Desmosedici GP26, l'ultima evoluzione della specie prima del cambio regolamentare, ma c'erano soprattutto loro: "Pecco" Bagnaia e Marc Márquez. Il messaggio lanciato da Madonna di Campiglio è stato inequivocabile: si corre per vincere tutto.

Quando il velo è caduto, la nuova creatura di Borgo Panigale si è mostrata in una livrea che mantiene il classico Rosso Ducati dominante, ma con inserti grafici più aggressivi, quasi a sottolineare la natura bellicosa di questa stagione.

Non abbiamo cercato rivoluzioni, ma la perfezione nei dettagli," ha spiegato il Direttore Generale di Ducati Corse, Gigi Dall’Igna, con il solito sorriso enigmatico. "La GP26 è la sintesi di tutto ciò che abbiamo imparato nell'era 1000cc. Abbiamo lavorato sull'erogazione del motore e su un pacchetto aerodinamico ancora più raffinato per garantire stabilità in staccata, il vero terreno di scontro dei nostri due campioni."

Il momento clou, naturalmente, è stato l'arrivo dei piloti sul palco. La chimica tra Bagnaia e Márquez è sembrata professionale, rispettosa, ma glaciale quanto basta per far capire che in pista non ci saranno sconti. Pecco Bagnaia, volto della serenità e della consapevolezza tecnica, ha ribadito il suo status: "La moto è bellissima, ma quello che conta è come si comporterà a Sepang. L'anno scorso è stata una battaglia punto su punto, quest'anno parto con la consapevolezza che il primo rivale è a mezzo metro da me. È uno stimolo incredibile." Marc Márquez, con l'occhio della tigre che non lo abbandona mai, è apparso tirato a lucido: "Il primo anno in Rosso è stato di adattamento e conquista. Ora non ci sono più scuse. Conosco la squadra, conosco la moto e so cosa serve per stare davanti. La GP26 sembra nata per aggredire le curve."

A fare gli onori di casa l'AD Claudio Domenicali, che ha sottolineato l'importanza del momento storico per l'azienda. "Avere due campioni del mondo di questo calibro nel team ufficiale è un privilegio, ma anche una responsabilità enorme. Rappresentiamo l'eccellenza italiana nel mondo e questa moto è il manifesto della nostra ingegneria. Vogliamo confermarci numeri uno."

La festa a Madonna di Campiglio, tra sci, glamour e interviste, lascia ora spazio al cronometro. I motori della GP26 si accenderanno per la prima volta in pista tra poche settimane nei test ufficiali di Sepang, in Malesia. Lì finiranno i sorrisi di circostanza e inizierà la vera sfida. La sensazione rimasta ieri sera tra gli addetti ai lavori è una sola: la Ducati ha costruito una corazzata imbattibile, ma la vera gestione sarà quella psicologica all'interno del box. Il 2026 è appena iniziato, e promette scintille.

Gigi Dall'Igna svela i segreti della GP 2026

 Se i piloti sono le rockstar, Luigi "Gigi" Dall'Igna è il compositore della sinfonia. Mentre i flash erano tutti per Bagnaia e Márquez, il Direttore Generale di Ducati Corse ha spiegato cosa si cela sotto la nuova pelle della Desmosedici GP26. A prima vista la GP26 è un capolavoro di micro-ingegneria. È la sublimazione di un regolamento che sta per scadere (nel 2027 cambierà tuto, e proprio per questo Ducati ha deciso di spingere l'estremizzazione aerodinamica al limite fisico consentito.

La parola d'ordine di quest'anno non è "più carico", ma "meno resistenza". Dall'Igna è stato chiaro: la Ducati ha già tutta la potenza e la downforce che servono. Il problema, semmai, è fendere l'aria meglio degli altri sui rettilinei.: "Abbiamo lavorato moltissimo sulla pulizia dei flussi nella parte laterale," ha spiegato Dall'Igna, indicando le nuove pance della carenatura. "La GP25 generava un carico enorme, ma pagavamo qualcosa in termini di drag (resistenza all'avanzamento). La GP26 presenta dei canali interni ridisegnati che permettono all'aria di scorrere più velocemente, raffreddando meglio il motore e, al contempo, creando una zona di bassa pressione che incolla la moto a terra senza frenarla in velocità massima."

Uno degli elementi che ha catturato l'attenzione è il retrotreno. Le famose alette sul codone sono state riviste. Ora appaiono più integrate, quasi fuse con la struttura sella: "La frenata è il punto dove Marc e Pecco fanno la differenza. Ma per frenare forte, la ruota posteriore deve stare giù. Abbiamo modificato l'interazione tra l'abbassatore posteriore e l'aerodinamica di coda. La nuova forma permette di mantenere il carico sulla ruota posteriore anche quando la moto si 'siede' in accelerazione o si alza in staccata, riducendo il beccheggio. È un equilibrio sottilissimo."

 Anche il cuore pulsante, il V4 di Borgo Panigale, ha subito interventi mirati. Con l'introduzione dei carburanti 100% non fossili sempre più performanti, la Ducati ha cercato di recuperare quella "cattiveria" in alto, rendendola però gestibile.: "Il motore 2026 ha una curva di coppia leggermente diversa. I piloti ci chiedevano una connessione ancora più diretta tra gas e ruota a centro curva. Abbiamo lavorato sull'elettronica e sull'albero motore per ridurre l'inerzia. La moto dovrebbe girare più 'stretta' a centro curva, che è sempre stato il nostro tallone d'Achille rispetto ad alcuni concorrenti."

Dall'Igna ha chiuso con una nota sulle nuove mescole Michelin previste per il 2026, sottolineando come la GP26 sia stata progettata per stressare meno l'anteriore, un problema critico quando si corre in scia: "Con due piloti come Bagnaia e Márquez, che aggrediscono l'anteriore in modo feroce, dovevamo dare loro una moto che non 'chiudesse' lo sterzo quando la pressione della gomma sale. La nuova aerodinamica anteriore serve proprio a questo: scaricare l'aria sporca per tenere la gomma fresca."

Gigi Dall'Igna difficilmente usa superlativi. Se definisce la GP26 "la moto più completa che abbiamo mai portato in pista", significa che i dati al simulatore sono spaventosi. La concorrenza è avvisata: a Borgo Panigale non si sono seduti sugli allori. Hanno affilato le lame.

Ed ora a scendere in pista saranno Marquez e Bagnaia. La sfida tra i due è ufficialmente lanciata: Bagnaia dovrà fare dimenticare la stagione 2025 ma peggio di sicuro non si può fare mentre Marquez ha in testa la demolizione del mito (e dei record) di Valentino Rossi. E’  interessante quanto hanno scritto i principali giornali spagnoli a margine della presentazione.

C'è un punto su cui tutta la stampa spagnola concorda: la genialità di Gigi Dall'Igna che viene descritto quasi come un "demone tentatore" che gode nel mettere due galli nello stesso pollaio. Gli spagnoli sono convinti che a Dall'Igna importi poco quale moto tagli per prima il traguardo al traguardo, purché sia una Ducati: non c'è protezione per Pecco, se Marc va più forte, la squadra lo seguirà.

La stampa spagnola vede un Márquez fisicamente integro, tecnicamente pronto come mai prima d'ora e mentalmente libero. La GP26 viene vista non come l'evoluzione della moto di Bagnaia, ma come la spada che Márquez userà per tentare la conquista del decimo titolo.

MARCA, il principale quotidiano sportivo di Madrid apre con un primo piano strettissimo sullo sguardo di Márquez: "Non ci sono sorrisi, solo fame. Se nel 2025 c'era l'umiltà dell'apprendistato, il 2026 è l'anno dell'assalto. Bagnaia parla di armonia, ma Marc non è venuto in Ducati per fare amicizia. È venuto per superare Valentino Rossi. E con la GP26, la macchina perfetta descritta da Dall'Igna, non ha più alibi."

AS,il quotidiano si concentra sull'aspetto tecnico, analizzando con la lente d'ingrandimento le dichiarazioni di Dall’Igna: “Le modifiche all'avantreno sembrano cucite su misura per lo stile di guida aggressivo di Márquez. Marc ha sofferto più di Pecco il surriscaldamento stando in scia l'anno scorso. Se la GP26 ha risolto questo problema, Dall'Igna ha appena consegnato a Márquez l'arma che chiedeva. È una mossa tecnica che potrebbe ribaltare le gerarchie interne."

MUNDO DEPORTIVO è il più diretto nel descrivere l'atmosfera nel box. Il titolo è eloquente: "Guerra Fredda in Rosso": "La convivenza forzata regge sui nervi saldi. Bagnaia sa di essere il Re, ma sa anche che l'uomo seduto accanto a lui è l'unico nella storia capace di distruggere psicologicamente i compagni di squadra. La presentazione è stata un è stata una tregua armata. A Sepang voleranno i coltelli.”

Audi e Madonna di Campiglio hanno accolto il Team Ducati

Per il quarto anno consecutivo Audi e Madonna di Campiglio hanno dato il benvenuto a Ducati e ai piloti che emozioneranno appassionati e pubblico nel corso dell’imminente stagione sportiva.

L’evento “Campioni In Pista” firmato Ducati, premium brand di Audi Group, si svolge a Madonna di Campiglio, legata ad Audi da una solida e fattiva partnership che dura dal 2013 in un percorso mirato a innovare sul fronte della mobilità sostenibile. La Casa di Ingolstadt e la location montana sono unite da una salda collaborazione basata sulla condivisione di valori quali performance e avanguardia, come ribadito dalla tappa notturna di slalom maschile della Audi FIS Ski World Cup di inizio gennaio e dagli investimenti dei quattro anelli per la mobilità del futuro a zero emissioni.

Come per Audi Italia, che ha chiuso il 2025 con la market share record del 4,51% registrando le immatricolazioni più elevate di sempre, Ducati ha appena concluso un’altra annata record in ambito sportivo con la conquista di tutti i titoli MotoGP: piloti, con Marc Márquez, costruttori e team. Un totale di 13 vittorie complessive che portano il palmarès del Ducati Team a 99 sigilli in MotoGP e cui si accompagnano il record assoluto di punti conquistati da un solo pilota nel corso di una stagione (M. Márquez, 545) e il sesto titolo costruttori consecutivo.

 Per sottolineare la vocazione sportiva che unisce i due Brand del Gruppo Audi, la Granturismo elettrica Audi RS e-tron GT performance – l’auto di serie più potente (925 CV) mai realizzata dai quattro anelli – e la racing replica Ducati Panigale V4 R – sviluppata nel rispetto del regolamento del Mondiale WorldSBK e mossa dall’esplosivo V4 Desmosedici Stradale da 998 cc – sono state protagoniste dello scatto ufficiale davanti all’Audi hub di Piazza Brenta Alta.

Uno scatto volto a sottolineare come Audi Group sia l’unica realtà mondiale impegnata sia in Formula 1 – a marzo la monoposto Audi debutterà nel primo Gran Premio della storia del Brand – sia in MotoGP – attraverso la controllata Ducati Motor Holding – massime espressioni del motorsport.( Jorge Caceres)

Nella foto, da sin.:

 L.Dall’Igna, F. Bagnaia e M. Márquez, C. Domenicali, CEO Ducati, T.Barlet, Managing Director Audi Italia, D.Tardozzi, Ducati MotoGP e M. Grassilli, Ducati Corse

 

 

 

Corsanews.it - Redazione: Corso Galileo Ferraris 103 - 10128 Torino Italy - Copyright © 2003-2025. All rights reserved.

Web Master: Laura Cerbara