MotoGP: la prima volta di Jorge Martin (Ducati) , sul podio anche Mir (Suzuki) e Quartararo (Yamaha)

Spielberg. Il GP di Stiria si è chiuso con la vittoria di Jorge Martin, il rookie del team Ducati Pramac colleziona un weekend austriaco perfetto, con pole position e prima vittoria in MotoGP. Ha vinto una Ducati ma non quella che avrebbe dovuto vincere , con Miller, Bagnaia o Zarco, per mantenere intatte le speranze di vittoria finale. Ha vinto il pilota che per grinta e determinazione è la vera rivelazione dell’anno e che sarà presto un bel problema da risolvere in casa Ducati in vista della formazione da mettere in pista il prossimo anno.
Con Martin sul podio il Campione del Mondo in carica Joan Mir, sulla Suzuki, mentre sul gradino più basso, troviamo Fabio Quartararo, che allunga ulteriormente in classifica generale grazie a una gara disputata con la testa badando più agli avversari diretti, tutte alle spalle, piuttosto che tentare il successo pieno anche in gara. In quarta posizione Brad Binder su KTM, seguito da Nakagami sulla Honda LCR e Johann Zarco, sulla seconda Ducati del team Pramac.
La Ducati gran favorita, per tradizione, sul circuito austriaco ha una volta tanto mantenuto fede ai pronostici purtroppo non con un pilota ufficiale. Miller a lungo quarto alle spalle di Quartararo, a dieci giri dalla fine è finito nella ghiaia mente Bagnaia ha commesso l’errore, alla ripresa della corsa, di sostituire la gomma anteriore a mescola media con una hard senza mai trovare poi un ritmo accettabile. Per entrambi una grande occasione perduta proprio nella gara che invece avrebbe dovuto regalare punti pesanti.
La gara è stata interrotta dopo soli 3 giri da una bandiera rossa, causata da un incidente fra Dani Pedrosa e Lorenzo Savadori. Nell’impatto la moto dello spagnolo ha preso fuoco a fuoco. Savadori è uscito senza danni fisici salvo una caviglia gonfia come un melone. Bene ha fatto Rivola, il gran capo di Aprilia a dissuadere il suo pilota dal ripresentarsi in griglia per il secondo via mentre Pedrosa, passato lo spavento, ha ripreso regolarmente.
Al secondo spegnimento dei semafori è Martin a bruciare tutti, ma Miller lo infila in curva 3, alle loro spalle Mir, Bagnaia, Quartararo e Zarco. Si forma un quintetto in vetta, con Miller, Martin, Mir, Quartararo e Zarco, mentre Bagnaia non riesce a spingere e scivola in ottava posizione . La gara, dopo aver perso Aleix Espargarò, che si ferma nel corso del quinto giro, procede con Martin che detta il passo e solo Mir riesce a tenere il suo ritmo mentre Quartararo è a quasi due secondi con in scia Miller e Zarco a quasi 3 secondi. Bagnaia è già lontano dai primi in nona posizione mentre Valentino Rossi si stabilizza in 17^ posizione ma oramai per il Dottore le gare sono solo più uno…svago.
A 10 giri dalla bandiera a scacchi, il duo di testa alza il proprio ritmo, allungando a 4 secondi il margine su Quartararo mentre Miller , finisce nella ghiaia di curva 7. Martin inanella un giro dietro l’altro sul passo dell’1:24 basso e, metro dopo metro, allunga su Mir che si ritrova a oltre un secondo 1.4 a cinque giri dal termine per poi arrendersi e badare a salvare il secondo posto anche se Quartararo è molto lontano.
Hanno detto:
Jorge Martin: “Non ci posso credere, per questo non sembro così felice. Sono riuscito a mantenere un passo costante, avevo grandi sensazioni con la moto. Nell’ultima parte della gara sapevo che Mir avrebbe potuto attaccarmi per cui ho deciso di salvare le mescole, per poi creare un piccolo gap che mi potesse dare maggior tranquillità. Negli ultimi giri ho pensato a tantissime cose e questo è sicuramente uno step importante per la mia carriera. Dedico questa vittoria alla mia famiglia e soprattutto a mio nonno che sta poco bene.”
Francesco Bagnaia:“La prima partenza era stata perfetta avevo riscontrato solo qualche piccolo problema alla gomma anteriore che, infatti, ho sostituito in Gara-2, montando la hard e, da quel punto di vista, tutto si è risolto. La differenza l’ha fatta la gomma posteriore. La soft di Gara-1 era ottima e mi permetteva di spingere al massimo, ma la seconda è stata tremenda. Non ha minimamente lavorato e si è distrutta subito. Purtroppo sono cose che capitano, ma oggi è stato un grandissimo peccato. Che dire? Ogni volta che ho una chance importante mi capita qualcosa. Dal possibile successo mi sono ritrovato a fine gara a combattere con Marc e Alex Marquez, contro i quali avevo uno svantaggio in termini di accelerazione imbarazzante e, oltre tutto, non avevo trazione. Quando uscivo dalle curve “spinnavo” fino alla terza marcia.Della penalizzazione ho letto solamente a fine gara, non sapevo nemmeno che mi fosse stato dato un “warning” per i track limits. Ad Assen, per esempio, appena mi era arrivata la segnalazione sul cruscotto, ho subito agito di conseguenza. In questa occasione, invece, non mi è arrivato nulla, figuriamoci il dover compiere un “Long lap penalty”. Quando una gara inizia male, finisce peggio.Oggi ha vinto Jorge Martin ma, avendo anche io una Ducati, non voglio dire che, senza problemi, avrei potuto vincere. Non voglio essere troppo ottimista, ma per come era partita la prima gara posso dire che avrei avuto le mie chances. Purtroppo Gara-2 ha rovinato tutto. Sono arrabbiato, certo, ma realisticamente non posso prendermela con nessuno. L’occasione è buttata, ci rifaremo domenica prossima, speriamo solo di avere condizioni più normali”.
Jack Miller:“Oggi avevo il podio davvero alla mia portata e l’ho perso a causa di una scivolata. A differenza della prima gara, dove non ero riuscito a fare una buona partenza, nella seconda mi sentivo molto più a mio agio. Dopo che Quartararo mi ha passato, ho dovuto spingere e una volta impostato il mio ritmo, sono riuscito a riavvicinarmi. Purtroppo, quando ormai l’avevo raggiunto, ho perso l’anteriore all’improvviso. Sono arrabbiato con me stesso e dispiaciuto anche per la mia squadra. Ora cercheremo di guardare avanti e tornare più forti settimana prossima”.
Fabio Quartararo: “Questo terzo posto mi dà un’ottima sensazione perché quando c’è la bandiera rossa è sempre molto dura, anche se non sei coinvolto direttamente nell’incidente. Ho fatto un sorpasso impressionante in curva 6, in partenza, era un po’ al limite. È stato difficile ripetersi, sapevo che Jack fosse molto veloce, andavo molto bene in frenata in curva 3 e sapevo che quello poteva essere un punto per sorpassare se ci fosse stata la possibilità: ci siamo riusciti. Non so bene le posizioni degli altri fuori dal podio, ad ogni modo Martin è sempre stato veloce su questa pista e io sono contento di essere tra i top3, l’obiettivo ideale era questo e ci siamo riusciti. Sono contento per Jorge, che ha portato via punti a Mir”, conclude il francese della Yamaha.
Joan Mir: “Oggi ho dato tutto, ho sfiorato il successo. Per tutto il week-end sono andato molto bene, mi servivano un po’ di decimi ancora per poter impensierire Jorge che ha fatto un gran lavoro.Dobbiamo spingere ancora se vogliamo salire sul gradino più alto del podio. Il team ha portato dei pezzi nuovi prima di questa gara, hanno fatto uno splendido lavoro per migliorare”.
Valentino Rossi: “Alla fine la mia gara non è stata un disastro, ho preso alcuni punti e avuto un passo decente-. Sfortunatamente ho perso alcune posizioni al primo giro, poi è stato anche divertente fare un po’ di battaglia con quelli con il passo simile al mio. Qui ci sono molte frenate e accelerazioni, non l’ideale per noi, poi al 1° giro sono tutti sempre molto aggressivi e se sul dritto sei lento con gli altri che ti passano diventa difficile. Marquez? Lui è sempre molto aggressivo, con tutti: oggi è successo con Aleix Espargaro, altre volte con altri.Quanto successo con Pedrosa che cade e Savadori che investe la sua moto può accadere ovunque, ma questa pista è una delle più dure per i freni e se freni sempre duro sei più spesso al limite e il rischio aumenta, come si è visto con Vinales l’anno scorso.Nelle ultime due gare avevo un sistema di partenza differente, con un device all’anteriore che però non è andato benissimo: stavolta abbiamo migliorato, ma non del tutto. Ho migliorato nelle frenate e credo che la top-10 possa essere realistica: abbiamo la chance di lottare con chi ha il passo simile al nostro”.
Tito Rabat: «La cosa positiva di questo weekend sono state le tre partenze, tutte molto buone. Questo mi ha permesso di guadagnare posizioni dopo la prima curva, ma in gara restano i problemi sulle curve veloci dove perdiamo troppo rispetto ai nostri avversari. Purtroppo non riusciamo mai a sfruttare al massimo il nostro potenziale, ma continuo a credere di poter risolvere i problemi che stiamo fronteggiando dall’inizio della stagione».(Robert Bauer)
Ordine di arrivo:
1 Jorge MARTIN Pramac Racing Ducati 38’07.879
2 Joan MIR Team SUZUKI ECSTAR Suzuki +1.548
3 Fabio QUARTARARO Monster Energy Yamaha MotoGP +9.632
4 Brad BINDER Red Bull KTM Factory Racing KTM +12.771
5 Takaaki NAKAGAMI LCR Honda IDEMITSU Honda +12.923
6 Johann ZARCO Pramac Racing Ducati +13.031
7 Alex RINS Team SUZUKI ECSTAR Suzuki +14.839
8 Marc MARQUEZ Repsol Honda Team Honda +17.953
9 Alex MARQUEZ LCR Honda CASTROL Honda +19.059
10 Dani PEDROSA Red Bull KTM Factory Racing KTM +19.389
11 Francesco BAGNAIA Ducati Lenovo Team Ducati +21.667 **
12 Enea BASTIANINI Avintia Esponsorama Ducati +25.267
13 Valentino ROSSI Petronas Yamaha SRT Yamaha +26.282
14 Luca MARINI SKY VR46 Avintia Ducati +27.492
15 Iker LECUONA Tech 3 KTM Factory Racing KTM +31.076
16 Pol ESPARGARO Repsol Honda Team Honda +31.150
17 Cal CRUTCHLOW Petronas Yamaha SRT Yamaha +40.408
18 Danilo PETRUCCI Tech 3 KTM Factory Racing KTM +48.114
12 Maverick VIÑALES Monster Energy Yamaha MotoGP Yamaha +1’03.149
** compresa penalità di 3”