Doppietta Suzuki e Joan Mir è quasi campione,Yamaha e Ducati solo spettatrici

Valencia. Sul circuito di Valencia si è disputato il Gran Premio d’Europa, terz’ultima gara del Mondiale MotoGP 2020. Si è corso, come previsto, in condizioni di asciutto e con il sole, una situazione ben diversa da quella di venerdì e di sabato che ha creato problemi ai piloti nella scelta dei pneumatici. La sentenza della gara è stata: doppietta della Suzuki, primo successo del francese Joan Mir che allunga le mani sul mondiale, sul podio anche Alex Rins e Pol Espargarò. Giornata nera per la Yamaha che in 11esima posizione ha il suo primo pilota, Morbidelli per la cronaca,. Non può sorridere neppure la Ducati. La gara di Miller, Dovizioso e Petrucci è stata impalpabile…chi li ha visti? Il team italiano si avvia verso una fine campionato veramente triste eppure le premesse per fare bene in avvio di campionato c’erano tutte.
Alla partenza la Ktm di Pol Espargarò tiene il comando, seguito dalle due Suzuki di Alex Rins e Joan Mir. Nella tornata iniziale si verifica subito un clamoroso colpo di scena, in quanto Fabio Quartararo scivola alla curva 8. Il francese della Yamaha riparte, ma finisce nelle retrovie. Il suo compagno di squadra Franco Morbidelli è settimo, seguito a ruota dalla Ducati di Andrea Dovizioso. Tra il secondo e il quarto giro le due Suzuki scavalcano Espargarò, ponendosi in prima e seconda posizione. Subito dopo finisce la gara sia di Valentino Rossi, fermato da un problema tecnico, che di Francesco Bagnaia, caduto.
Le prime sei posizioni sembrano essere bloccate : le Suzuki di Rins e Mir precedono le Ktm di Pol Espargarò e Miguel Oliveira, la Honda di Takaaki Nakagami, nonché la Ducati di Johann Zarco. A centro gruppo, invece, Morbidelli soffre, lasciando strada a Dovizioso, Jack Miller e Alex Marquez .
Con il passare dei giri, le Suzuki prendono progressivamente il largo e solo Pol Espargarò è in grado di tenere il loro ritmo. A undici tornate dal termine i due piloti della Casa di Hamamatsu si scambiano di posizione e Mir, una volta presa la testa, si mette subito a forzare il ritmo, guadagnando un margine di assoluta sicurezza.
Così Joan Mir ottiene la prima vittoria della carriera in MotoGP, ipotecando il titolo Mondiale, davanti ad Alex Rins e Pol Espargarò. Il migliore italiano è Andrea Dovizioso, ottavo, che precede Danilo Petrucci (decimo) e Franco Morbidelli (solo undicesimo). Nella classifica iridata Mir ha ora 37 punti di vantaggio su Quartararo e Rins quando ne restano solamente 50 in palio.
Hanno detto:
Andrea Dovizioso:“Quest’oggi non mi sentivo molto bene fisicamente, ma fortunatamente in gara sono riuscito ad essere costante. Nei primi giri ho recuperato diverse posizione, ma all’inizio il mio feeling con la moto non era ottimo. Solo sul finale di gara sono riuscito ad avere una buona velocità e questo è un aspetto interessante sul quale dovremo concentraci. Non sono contento del risultato di oggi, ma ora abbiamo a disposizione dati interessanti su cui lavorare in vista del prossimo GP, che si correrà sempre qui a Valencia domenica prossima”.
Danilo Petrucci :“Oggi in gara sono riuscito a fare una buona rimonta e sono abbastanza soddisfatto del decimo posto. Ovviamente il risultato di oggi è stato condizionato dalla mia posizione in griglia, ma considerato che non abbiamo avuto molto tempo a disposizione per provare sull’asciutto, in gara ho avuto un buon ritmo. Ora lavoreremo sui dati raccolti per cercare di migliorare il setup e la mia posizione di partenza nel prossimo Gran Premio, che si disputerà nuovamente qui a Valencia domenica prossima”
Maverick Vinales: “Diciamo che questa gara ha messo la parola fine alle mie chance di titolo. Io dovrei sempre vincere, o salire sul podio, e Joan Mir dovrebbe sbagliare. A questo punto lasciamo stare, pensiamo ad altro, ovvero a ritrovare la nostra velocità ed al 2021. Se le gare potranno svolgersi come previsto, penso che potremo essere eccellenti su 4-5 piste ma nel complesso la situazione è complicata. Dobbiamo migliorare, e tanto. Al momento siamo in difficoltà e dobbiamo capire quale direzione prendere”.
Valentino Rossi: “Innanzitutto complimenti alla Suzuki e a Davide Brivio per il lavoro fatto in questi anni, tanto di cappello. Sono stati bravissimi e stanno vivendo un momento magico. Riguardo la mia gara, non so cosa mi sia successo. La moto si è letteralmente ammutolita. Non si deve essere rotto il motore, è semplicemente rimasta zitta all’improvviso. Secondo me è stato un problema elettrico, ma non ne abbiamo ancora la certezza. Peccato perché oggi avevo bisogno di fare una gara e di arrivare in fondo, in maniera tale da fare 27 giri e capire come mi sarei trovato alla distanza. Ho fatto una buona partenza e stavo andando piuttosto bene, mi trovavo meglio di stamattina. Ho perso un po’ di tempo con Pecco, ma non ero male. Però, come ho detto, la moto si è spenta di punto in bianco. Penso che il nostro riferimento debba essere la Suzuki. Dobbiamo imparare molto da loro. Per tanti anni si è pensato che il problema della Yamaha fosse il 4 cilindri in linea, in quanto si tratta di un motore di concezione vecchia rispetto a quello a V di Honda e Ducati. Invece la Suzuki ha dimostrato che non è l’architettura il problema. Davide Brivio ha fatto un lavoro egregio, perché ha fuso il metodo di lavoro giapponese con quello italiano. La MotoGP negli ultimi cinque anni è cambiata molto, è diventata più simile alla F1 e sembra che questo step la Yamaha non l’abbia fatto. Secondo me la Suzuki ha capito qualcosa sulle gomme che a noi è sfuggito. C’è da dire che una Yamaha ha vinto ad Aragon, però è incredibile come da una pista all’altra ci sia così tanta differenza. Vuol dire che c’è qualcosa sul piano tecnico che non abbiamo capito. Inoltre c’è sicuramente qualcosa che non funziona nel nostro reparto motori. La nostra moto è sempre la più lenta e abbiamo anche problemi di affidabilità”
Alex Rins: “E’ stata una gara molto veloce, avevo ottime sensazioni e la moto si guidava bene. Poi non mi è entrata una marcia e sono andato lungo in curva-11. Joan mi ha superato e io ho cercato di tenere il passo, ma era molto forte oggi. Complimenti a lui e a tutta la Suzuki per lo splendido lavoro“.
Pol Espargarò: “Che gara! Durissima e difficile. Io ho fatto il massimo, oggi le Suzuki erano imbattibili. Sembravano davvero dei razzi blu! Spaventose, erano eccezionali nelle curve, specialmente quelle verso destra con le loro gomme morbide. Io cercavo di recuperare qualcosa in frenata, staccando profondo, ma loro avevano un grip eccellente che permetteva loro di condurre la curva nel migliore dei modi. Sono davvero molto soddisfatto, una bellissima sensazione. Sapevo che davanti avrei fatto fatica a guadagnare altre posizioni, per cui mi sono difeso con i denti da Takaaki Nakagami che ci ha provato fino alla fine ad avvicinarsi. Io frenavo più tardi possibile in fondo al rettilineo, per non dare modo a lui ed agli altri di provare l’attacco nel corso del giro”.
Aleix Espargarò: "Mi dispiace molto, nelle corse capita anche questo. Sono partito bene ma nelle prime fasi di gara tutti erano molto aggressivi, un pilota davanti a me ha fatto una traiettoria un po' strana andando lungo e poi rientrando e questo ha tratto in inganno sia me sia Quartararo. Mi conforta l'essere stato competitivo sempre, in ogni sessione e in ogni condizione. Tra cinque giorni saremo ancora qui in pista per rifarci".
Lorenzo Savadori: "All'inizio sono riuscito a superare subito Rabat e non stavo spingendo troppo, aspettavo che calasse un po' la benzina per iniziare a fare il mio ritmo. Purtroppo ho perso l'anteriore in un punto dove non me lo aspettavo, sono ripartito ma ovviamente la moto non era in condizioni perfette. Ho continuato, anche per fare esperienza e raccogliere dati, fino a quando un allarme sul cruscotto mi ha costretto al ritiro. E' ovviamente un peccato ma tra qualche giorno avremo modo di riprovarci".(Alvaro Munoz)
Ordine di arrivo:
1.Joan MIR Team SUZUKI ECSTAR Suzuki 41’37.297
2.Alex RINS Team SUZUKI ECSTAR Suzuki +0.651
3.Pol ESPARGARO Red Bull KTM Factory Racing KTM +1.203
4.Takaaki NAKAGAMI LCR Honda IDEMITSU Honda +2.194
5.Miguel OLIVEIRA Red Bull KTM Tech 3 KTM +8.046
6.Jack MILLER Pramac Racing Ducati +8.755
7.Brad BINDER Red Bull KTM Factory Racing KTM +10.137
8.Andrea DOVIZIOSO Ducati Team Ducati +10.801
9.Johann ZARCO Esponsorama Racing Ducati +11.550
10.Danilo PETRUCCI Ducati Team Ducati +16.803
11.Franco MORBIDELLI Petronas Yamaha SRT Yamaha +17.617
12.Stefan BRADL Repsol Honda Team Honda +24.350
13.Maverick VIÑALES Monster Energy Yamaha MotoGP Yamaha +25.403
14.Fabio QUARTARARO Petronas Yamaha SRT Yamaha +39.639