MotoGP: la KTM con Oliveira vince la gara di casa, Dovizioso limita i danni, affonda la Yamaha

Spielberg. Miguel Oliveira ha vinto il GP di Stiria 2020, quinta tappa del Mondiale MotoGP che è andata in scena al Red Bull Ring . Il portoghese si è imposto per la prima volta nella classe regina, conquistando un successo al termine di una gara pazza: la corsa, infatti, era stata interrotta dopo i primi 16 giri perché i freni della Yamaha di Maverick Vinales avevano smesso di funzionare con il pilota che con una vera mossa in stile cow boy a un rodeo è saltato dalla moto che ha proseguito la sua pazza corsa contro le barriere avvolta nel fuoco. Si è dunque ripartiti da zero per le ultime 12 tornare per una vera e propria gara sprint affrontata quasi da tutti ipiloti con gomme morbide. L’alfiere della KTM ha approfittato al meglio del duello tra Pol Espargarò e Jack Miller, all’ultima curva li ha infilati e ha tagliato il traguardo in prima posizione.
Sul podio sono saliti l’australiano Jack Miller (Ducati) e lo spagnolo Pol Espargarò (KTM). Quinto posto per Andrea Dovizioso, che ha faticato con la Ducati dopo la vittoria di settimana scorsa: quasi assente nella prima parte di gara il ducatista si è risvegliato alla ripartenza guadagnando qualche posizione ma al momento di entrare nel trio per il podio anche lui si è sciolto. Disastrose le Yamaha: Fabio Quartararo, leader della classifica generale, si è fermato in 13^ posizione; Valentino Rossi nono; Franco Morbidelli 15^. Beffate le Suzuki, soprattutto con Mir, che avevano la gara in mano ma poi dopo la ripartenza hanno fatto solo da spettatrici.
Grande scatto al via per Mir, che gira in testa alla prima curva davanti a Pol Espargarò, Miller, Nakagami e Rins ma subito Miller detta il passo, stessa strategia di sette giorni orsono, dopo aver superato Mir sul dritto e comincia a scremare il gruppo di testa, con tutte le Yamaha in grande sofferenza che non riescono a tenere il passo della pattuglia KTM e Ducati.
Al quinto giro Mir rompe gli indugi con la Suzuki, supera agevolmente Miller e va in fuga mettendo in mostra un ritmo insostenibile per tutti gli altri. Alle sue spalle si accende la bagarre tra Miller e Nakagami per la seconda piazza e quella tra Pol Espargarò e Rins per la quarta, mentre Dovizioso va presto in difficoltà e comincia a perdere terreno facendosi superare dalle KTM di Binder e Oliveira. Rossi è ai margini della top 10 e si ritrova in un terzetto formato anche da Quartararo e Vinales, che accusa dei problemi tecnici all’impianto frenante . Lo spagnolo della Yamaha si ritrova senza freni in curva 1 ed ha la lucidità di cadere per terra prima di andare a sbattere contro le barriere in sella alla sua M1. Bandiere rosse e tutti ai box.
Si riparte per gara-2 (sulla distanza di 12 giri) con Mir in pole davanti a Nakagami, Miller, Pol Espargarò, Rins, Binder, Oliveira, Dovizioso, Lecuona, Quartararo, Rossi e Petrucci. Grandissimo scatto al via per Espargarò, che però va largo in curva 1 e si fa ripassare da Miller e Mir. Miller sfrutta la sua velocità pura, si prende la prima posizione e prova anche ad allungare ma alle sue spalle rimane compatto un trio formato da Pol Espargarò, Mir e Oliveira. Dovizioso è più efficace rispetto a gara-1, si libera di Binder dopo una bella bagarre per il quinto posto e prova ad accordarsi al gruppetto di testa. Nel box KTM si comincia a sognare una storica doppietta quando Pol Espargarò si sbarazza di Miller e nel frattempo Oliveira arriva in zona podio liberandosi di un Mir in netta difficoltà.
Tutto si decide all’ultimo giro, all’ultima curva: Pol Espargarò commette un piccolo errore in curva 3 e consente a Miller di balzare in testa, ma lo spagnolo reagisce, nel testa a testa Miller sembra avere la testa mentre Espargarò finisce largo sulla zona “vietata” verde. Ne approfitta Miguel Oliveira. Il portoghese festeggia il suo primo trionfo nella top class, alle sue spalle si piazzano sul podio Miller ed Espargarò, Mir e Dovizioso. Rossi è solo 9°. Quartararo, addirittura 13°, conserva comunque la leadership in campionato con 3 punti di vantaggio su Dovizioso, 14 su Miller e 21 su Binder.
Dovizioso ha certamente limitato i danni ma non era il Dovizioso di domenica scorsa e c’è da capire come il missile a due ruote di sette giorni orsono non fosse più…tanto missile. Fuori dai giochi oramai Marquez, con un Quartararo in una crisi profonda complice una moto che accusa problemi d’ogni genere, al tirare delle somme per il ducatista è un occasione perduta. Piuttosto ora occhio alle mergenti KTM, che non è più la Cenerentola dello scorso anno, e alla Suzuki che brano avere qualcosa in più di gara in gara ed anche a Miller che forse non sarà mai un campione vero ma, come lo ha definito un ex campione del mondo, è sicuramente un “cagnaccio” pronto a rendere la vita difficile a tutti.
Hanno detto:
Miguel Oliveira: “Sono molto emozionato in questo momento, vorrei ringraziare tutte le persone che hanno creduto in me: parto dalla mia famiglia, poi il team, gli sponsor e i tifosi portoghesi. Oggi abbiamo scritto la storia, per me e per il mio paese. Non potrei essere più felice nel vincere qui, a casa della Red Bull“. Lo ha dichiarato Miguel Oliveira dopo la sua prima vittoria in MotoGP in carriera al Gran Premio di Stiria.
Andrea Dovizioso :“Purtroppo oggi non è andata come speravo. Nella prima gara ho avuto dei problemi con gli pneumatici e non avevo il feeling giusto per poter guidare bene. Fortunatamente, con la ripartenza, abbiamo potuto fare una scelta di gomme diverse e questo mi ha permesso di ritrovare le sensazioni a cui ero abituato. Nonostante ciò, nella seconda gara non ero abbastanza veloce in uscita di curva e questo mi ha impedito di recuperare. Dovremo lavorare bene per migliorare questo aspetto, per poter essere più competitivi anche sulle prossime piste. Con il quinto posto di oggi ci siamo avvicinati molto alla vetta della classifica e ora non ci resta che continuare ad essere costanti e fare altri passi in avanti nei prossimi GP”.
Danilo Petrucci :“Purtroppo sia nella prima che nella seconda parte della gara non sono riuscito a recuperare posizioni dopo la partenza, rimanendo attardato dietro ai miei avversari. Prima della bandiera rossa ero riuscito a trovare un buon ritmo per cercare di ricucire il distacco sul gruppo che mi precedeva, ma alla ripartenza non ho più ritrovato le stesse condizioni. Sarà importante nei prossimi GP riuscire finalmente ad ottenere un buon piazzamento in qualifica per poter fare la differenza durante i primi giri della gara”.
Valentino Rossi :“Una delle paure più grandi dei piloti è rimanere senza freni. In queste gare abbiamo sempre sofferto con i freni, abbiamo cambiato le pinze e abbiamo lavorato con la Brembo, ma durante le prove libere il feeling è buono mentre in gara sei dietro ad altri e si scaldano. Penso che la temperatura di Vinales sia andata su e in tre staccate finisci tutto, lui è stato lesto a tuffarsi. Noi soffriamo sul dritto, poi in rettilineo cerchiamo di sorpassare ma non ci riusciamo e prendiamo il caldo degli altri. Soffriamo col caldo ma anche col freddo, non so quale sia la temperatura giusta. I problemi sono sempre i soliti, sul rettilineo la differenza è raddoppiata e soffriamo troppo. Quello che dobbiamo sperare è che questa pista sia un caso, magari essere più competitivi già a Misano come a Jerez. Speriamo che a Misano siamo competitivi perché KTM e Suzuki sono migliorate molto, su un circuito piccolo e tortuoso speriamo di andare meglio”.
Maverick Vinales: “I freni andavano sempre male e rischiavo di prendere quello davanti. Giocavo con la leva, provavo a frenare ma a un certo punto era finita la pastiglia e non avevo più freni. I freni avevano troppo caldo. Cosa ho pensato quando mi sono buttato? Non ci ho pensato, ho capito che ero rimasto senza freni e mi sono buttato giù. Montavo le pinze della scorsa settimana, quando andavano molto bene e faceva molto caldo.Nel terzo e nel quarto settore ero veloce, ma era difficile guidare così con qualcuno davanti. Anche l’anno scorso era difficile, questa volta ancora di più“.
Jack Miller: “Nella prima gara ho cercato di tenere il passo e di rosicchiare il distacco di Mir. Quando mi ha passato Nakagami, temevo di perdere terreno, perché lui andava davvero forte. In gara-2 è stato uno sprint, ho dato tutto, mi sono buttato all’interno di Pol ma non avevo una grande trazione in uscita ed entrambi siamo andati larghi. Comunque va bene così e mi voglio congratulare con Oliveira per la sua prima vittoria in top-class“.
Pol Espargarò: “Potevano vincere tranquillamente tutti. Abbiamo svolto un lavoro fantastico e ci siamo giocati il successo all’ultima curva. Nessuno ha tratto vantaggio dall’ultima battaglia. Non era la nostra gara oggi, era la giornata di Mir. Era lui il migliore, ma siamo qui sul podio e va bene così”.
Aleix Espargarò:“Sono soddisfatto. Specialmente nella seconda gara abbiamo tenuto un ottimo ritmo, potevamo lottare nella top-6. Peccato per i problemi in qualifica che mi hanno costretto a partire così indietro, quando inizi la gara con un gap del genere è poi complicato recuperare anche girando forte. Lasciamo comunque questo circuito per noi difficile mostrando passi avanti rispetto allo scorso anno. Sono anzi convinto che il nostro potenziale sia superiore, purtroppo fino ad oggi per un motivo o per l’altro non siamo riusciti a sfruttarlo del tutto”.
Bradley Smith: “Oggi purtroppo le condizioni non sono andate in mio favore. Ci eravamo preparati per far funzionare bene la RS-GP con temperature più calde e così non è stato. Nella prima gara comunque stavo mantenendo il contatto con il gruppo, la bandiera rossa non è stata un vantaggio. Non avevamo gomme morbide nuove da montare e la ripartenza è stata praticamente una qualifica. Molti piloti con pneumatico nuovo sono riusciti a mantenere un ritmo per noi insostenibile. Guardo il bicchiere mezzo pieno dopo questo weekend, siamo sicuramente cresciuti e spero di poterlo confermare su un circuito a noi più congeniale come Misano”.
Massimo Meregalli, team manager Yamaha: “Maverick sta bene, è successo qualcosa ai freni, cercheremo di capire in seguito. Valentino Rossi invece non ha avuto problemi . Non sarà facile capire le cause della criticità perché della moto è rimasto poco“.(Dan Wolf)
ORDINE DI ARRIVO dopo 12 giri:
1.Miguel OLIVEIRA Red Bull KTM Tech 3 KTM 16'56.025
2.Jack MILLER Pramac Racing Ducati +0.316
3.Pol ESPARGARO Red Bull KTM Factory Racing KTM +0.540
4.Joan MIR Team SUZUKI ECSTAR Suzuki +0.641
5.Andrea DOVIZIOSO Ducati Team Ducati +1.414
6.Alex RINS Team SUZUKI ECSTAR Suzuki +1.450
7.Takaaki NAKAGAMI LCR Honda IDEMITSU Honda +1.864
8.Brad BINDER Red Bull KTM Factory Racing KTM +4.150
9.Valentino ROSSI Monster Energy Yamaha MotoGP Yamaha +4.517
10.Iker LECUONA Red Bull KTM Tech 3 KTM+5.068
11.Danilo PETRUCCI Ducati Team Ducati +5.918
12.Aleix ESPARGARO Aprilia Racing Team Gresini Aprilia +6.411
13.Fabio QUARTARARO Petronas Yamaha SRT Yamaha +7.406
14.Johann ZARCO Esponsorama Racing Ducati +7.454
15.Franco MORBIDELLI Petronas Yamaha SRT Yamaha +10.191
16.Alex MARQUEZ Repsol Honda Team Honda +10.524
17.Cal CRUTCHLOW LCR Honda CASTROL Honda +11.447
18.Stefan BRADL Repsol Honda Team Honda +11.943
19.Bradley SMITH Aprilia Racing Team Gresini Aprilia +12.732
20.Michele PIRRO Pramac Racing Ducati +14.349
21.Tito RABAT Esponsorama Racing Ducati +14.548