Per la MotoGP l’orizzonte non promette molto di buono

Jerez. Il futuro della MotoGP è sempre più in bilico a causa della pandemia di coronavirus che ha colpito tutto il mondo. Ovviamente si farà di tutto per trovare il modo di correre, magari anche in formato ridotto. Intanto è arrivata l’ufficialità dei rinvii a data da destinarsi del GP d’Italia del Mugello (31 maggio) e di quello di Catalogna (7 giugno) comunicazione che completa un maggio senza gare dal momento che anche quella di Le Mans è stata rinviata come era facile prevedere visto che la classica “4 Ore in calendario una settimana dopo è stata da tempo rinviata, pare a settembre
“Poiché la situazione è in costante evoluzione - ha comunicato la Federazione Internazionale - per il GP di Spagna e Francia, una nuova data per questi eventi non può essere confermata fino a quando il quadro non sarà chiaro. Un programma rivisto verrà pubblicato non appena disponibile”.
I tempi rischiano di essere piuttosto lunghi, intanto non si può far altro che formulare ipotesi: la più gettonata è quella di saltare la pausa estiva e correre tra il 19 luglio e il 2 agosto i quattro GP rinviati, ma l’ultima parola spetta al coronavirus.
Se fino a qualche giorno fa l'ottimismo aleggiava ancora nei pensieri di Carmelo Ezpeleta, il patron del motomondiale, non si può dire lo stesso in questo momento. Il CEO della Dorna non è più convinto dell'inizio del motomondiale.
"Penso che fino a quando non avremo vaccini per fermare la diffusione del coronavirus sarà molto difficile o impossibile organizzare gran premi e altri eventi importanti. Anche se la vita dovesse di nuovo “normalizzarsi”, i divieti di viaggio rimarranno in vigore in tutti i paesi. Quindi non sarà possibile per un gran numero di persone guardare una partita di calcio dal vivo o partecipare a un evento MotoGP. Non sono molto fiducioso, non credo che saremo in grado di correre la stagione 2020, ma continuiamo a lavorare sodo per organizzarla. Consideriamo tutte le possibili soluzioni".
Una possibilità è la riduzione di gare. "In caso di forza maggiore - aggiunge il CEO di Dorna -, possiamo ridurre il numero di Gran Premi (13 gare sono ad oggi il minimo numero di eventi per un mondiale valido). Avremo meno gare, ma non mi preoccupo. Potremmo ancora avere dei campioni del mondo. Francamente, se ci sarà la possibilità di far ripartire il campionato del mondo, lo faremo. Non importa quante gare.
Abbiamo più di cinque mesi fino a settembre. Se potessimo iniziare in questo mese, potremmo ancora gestire più di quattro o cinque gran premi. Potremmo quindi capovolgere il calendario: magari correre alcune gare in Europa e poi viaggiare in Asia se i divieti di viaggio saranno terminati, dipenderà da come la situazione si svilupperà in tutto il mondo. Non appena vedremo il semaforo verde, potremo reagire e fare tutto il possibile. Organizzeremo ogni gara che possiamo gestire in questa stagione.
Tuttavia, è importante garantire la sicurezza e la salute di tutti i soggetti coinvolti. Se qualcuno venisse infettato in uno dei nostri eventi, saremo incolpati per sempre. Possiamo comunque sopravvivere se dovessimo annullare completamente la MotoGP 2020. Se così sarà dovremo accettarlo e ci prepareremo per la stagione 2021 in modo tempestivo e coscienzioso. Al momento è anche prioritario aiutare le squadre a sopravvivere finanziariamente. Continueremo a pagare ogni mese, anche se non ci dovesse essere nessuna gara". (Jorge Caceres)