MARC MARQUEZ E’ IL RE DI SPAGNA , LA DUCATI (E DOVIZIOSO) I SOLI AVVERSARI

Aragon. Carmelo Ezpeleta, il gran capo della Dorna, dovebbe dare un lauto premio alla Ducati. Senza le rosse di Borgo Panigale Marquez avrebbe vinto il mondiale già da alcune gare. Il mondiale il campione spagnolo lo porterà a casa senza dubbio ma lo dovrà sudare più del previsto perché vincere contro la Ducati vista ad Aragon è una impresa non da poco.
Dovizioso sino a tre giri dal traguardo le ha provate tutte per liberarsi della Honda senza successo e il secondo posto è sempre un gran risultato certo sulla sua classifica pesa il filotto di risultati “zero punti” di inizio estate, punti mancati che ora pesano come un macigno. Il risultato delle prove ufficiali con Lorenzo e Dovizioso a occupare le prime due posizioni era già stato un bel segnale di …guerra. Peccato che uno dei due guerrieri alla prima curva sia letteralmente volato in aria: qulache frattura alle dita della mano sinistra e contusioni varie ma soprattutto parole non dolci all’indirizzo di Marquez reo di averlo ostacolato.
A quel punto è salito in cattedra Dovizioso che sino al tredicesimo giro ha guidato le danze. Tutti attendevano l’inizio dei fuochi artificiali che puntualmente sono arrivati. E’ stato Marquez ad accendere la miccia e lo spettacolo è iniziato. Per sette giri si è assistito a una serie senza fine di sorpassi e controsorpassi da brivido. Nel testa a testa italo – spagnolo si è anche inserito per un giro un Iannone che ha sorpreso tutti per determinazione. L’italiano è sembrato letteralmente rigenerato, trasformato eppure la moto è sempre quella…..
A tre giri dalla fine Marquez ha rotto gli indugi e aumentato il ritmo con grande decisione e Dovizioso a quel punto ha capito che era del tutto inutile insistere: una resa da campione al campione più grande di tutti. La Ducati c’è! Peccato che ci sia anche la Honda di Marquez.
Peccato anche che da mesi oramai siamo di fronte a un duello a due. Oggi Suzuki, sempre che non sia il solito fuoco di paglia, ha dato segni di risveglio soprattutto con Iannone ma anche Rins ha disputato una più che dignitosa, per l’Aprilia il sesto posto di Espagarò è quasi un miracolo, per entrambe però senza i ritiri di Lorenzo, Crutchlow e Bautista la classifica alla fine sarebbe stata diversa.
La vera grande malata è senza alcun dubbio la Yamaha che non riesce a uscire da tunnel di mediocrità in cui oramai da mesi si è infilata. A Rossi e a Vinales di certo non si può imputare inesperienza e uno “scarso “attaccamento. Evidentemente il male è nel manico ameno che in Yamaha abbiano da tempo deciso di archiviare l’attuale stagione per concentrarsi sulla prossima ben sapendo che tanto i piloti sono sotto contratto e che in ogni caso Rossi (per guadagno) e Vinales (per ambizione di risultati) non hanno altre alternative e sirene ammalianti. Rimane il fatto che vedere le due Yamaha partire in fondo allo schieramento non è un bel vedere e genera solo tanti rimpianti .
Ora rimangono solo più cinque gare: Thailandia che è una première cisto che il circuito ha ospitato solo i test invernali, Motegi, Australia e Malesia poi il festival spagnolo a Valencia. Lo spartito oramai è scritto: Honda o Ducati? Qualcuno sarà in grado di scrivere pagine diverse e di far saltare le quote degli scommettitori?.
Hanno detto:
Andrea Dovizioso :“La gara di oggi è andata molto bene, considerando anche che ad Aragón di solito facciamo abbastanza fatica e che invece questa volta ci siamo giocati la gara fino all’ultimo giro. Dobbiamo quindi essere contenti perché questa è un’ulteriore dimostrazione del nostro miglioramento. Purtroppo non sono riuscito a contrastare Marquez fino alla fine, perché c’erano delle curve dove andavo più forte io ma in altre parti della pista ero più lento, e quindi non avevo tante carte da giocare. Speravo che lui andasse più in crisi negli ultimi giri e invece proprio in quel momento è stato più veloce di me e questo ha fatto la differenza.”
Jorge Lorenzo:“Sono davvero deluso e provo molta rabbia per quello che è successo oggi, perché ero convinto di poter fare una grande gara e lottare per la vittoria. Sono partito bene però la linea che ha fatto Marquez, frenando così tardi alla prima curva, mi ha obbligato ad andare lungo ed ha bloccato la mia traiettoria. Per evitare di essere superato dagli altri piloti ho accelerato sullo sporco, la moto mi è partita dietro, e sono caduto. Credo che Marc sia recidivo con questo tipo di azioni: lui non si cura degli altri piloti e lo sa bene. Non ho intenzione di parlare con la Direzione Gara e spero solo che situazioni del genere non si ripetano più nel futuro. Ora dovremo vedere quanto ci metterò a guarire, perchè ho una lussazione ad un dito del piede e un altro fratturato, e spero solo di riuscire ad essere a posto per la Tailandia. E’ un vero peccato andare via da Arag ón con un altro zero e per di più infortunato. Sono molto deluso e triste.”
Aleix Espargarò:"La chiave della gara di oggi sono stati i primi 5 giri. Dopo una ottima partenza sono riuscito ad essere molto veloce, rimanendo incollato a Pedrosa e mantenendo il contatto con il gruppo di testa. Ho spinto da subito perchè sapevo che ci sarebbe stato da amministrare il consumo gomme nel finale. E' un risultato importante per tutti: io mi sto impegnando come non mai cercando di mantenere alta la motivazione, il team e i ragazzi di Aprilia a Noale lavorano ininterrottamente ma non è un processo facile. Non ci dobbiamo illudere dopo un buon risultato, perchè Aragon è forse la pista dove mi sono sempre trovato meglio, ma si tratta sicuramente di una iniezione di fiducia. Ho cambiato metodo di lavoro con Pietro, sia a livello di setup sia nella gestione del weekend, concentrando gli sforzi sulla gara e stravolgendo la geometria della RS-GP. Non siamo ancora soddisfatti, bisogna essere veloci sempre e con facilità, per questo serve continuare con il mass
Scott Redding: "Dal punto di vista della guida ho dato il massimo, minimizzando gli errori rispetto alla gara di Misano. Riuscivo a fermare un po' meglio la moto e non mi sono lasciato prendere dalla frustrazione, cercando di essere fluido. Il problema fondamentale è stata la mancanza di grip al posteriore, la differenza con gli altri piloti era davvero evidente. Ho solo potuto aspettare che calasse il ritmo per recuperare terreno, ma senza poter davvero attaccare. Il limite dell'aderenza al posteriore è qualcosa che dobbiamo risolvere. Oggi la moto frenava nel modo giusto e girava, ma non ho mai potuto contare su un buon feeling con la gomma posteriore".
Valentino Rossi: “Questo è il nostro potenziale al momento. Considerando che sono caduti Lorenzo, Crutchlow e anche Bautista probabilmente avremmo fatto fatica a entrare nei primi 10. E questo è abbastanza preoccupante. Sabato è stata la giornata più difficile del weekend, abbiamo fatto delle modifiche ma facevo ancora più fatica e mi sono un po’ rassegnato, è stato un errore, se avessi continuato a fare meglio il mio lavoro magari riuscivo a partire una fila davanti e oggi arrivare uno o due posizioni davanti.Non è difficile lavorare, ma bisogna fare le cose giuste. Siamo in difficoltà, dalla Ducati c’è un secondo e mezzo a giro di distacco, un’enormità. La moto è questa da un po’ di tempo e questa è la cosa più preoccupante, invece gli altri hanno fatto un grande step. La Suzuki, la Honda, la Ducati e oggi è andata forte anche l’Aprilia .In vista delle ultime gare possiamo lavorare sull’elettronica, qui qualcosa mi ha aiutato alla fine a tenere un passo più costante, questa era una delle piste più difficili dell’anno, in Thailandia sarà difficile, nei test siamo andati abbastanza male, anche se Zarco era andato forte a inizio anno. Motegi mi piace molto, poi bisogna vedere il tempo, in Australia sull’asciutto potremmo anche essere competitivi. In Malesia non lo so, a Valencia sarà difficile. Poi bisogna anche capire cosa si intende per essere competitivi”.
Marc Marquez: “Penso di aver vinto oggi per aver messo la gomma morbida. Con la dura penso avrebbe vinto Dovizioso. Dopo il warm up ho avuto una discussione enorme dentro l’Hrc e ho detto che avrei messo la morbida, loro hanno detto `no, no´ ma alla fine era quella giusta. Mi sono detto `oggi non aspetto l’ultima curva, se aspetto mi frega. Oggi l’obiettivo era quello di non perdere più di 9 punti. Direi che lo abbiamo fatto bene, ora vediamo, la Ducati va forte su tutte le piste, dobbiamo lavorare per il prossimo anno per fare uno step grande. Stanno andando molto forte.”(Jorge Caceres)
ORDINE DI ARRIVO:
1 - Marc Marquez (Honda) - Repsol - 23 giri
2 - Andrea Dovizioso (Ducati) - Ducati - 0.648
3 - Andrea Iannone (Suzuki) - Suzuki - 1''259
4 - Alex Rins (Suzuki) - Suzuki - 2''638
5 - Dani Pedrosa (Honda) - Honda - 5''274
6 - Aleix Espargaro (Aprilia) - Gresini - 9''396
7 - Danilo Petrucci (Ducati) - Pramac - 14''285
8 - Valentino Rossi (Yamaha) - Yamaha - 15''199
9 - Jack Miller (Ducati) - Pramac - 16''375
10 - Maverick Viñales (Yamaha) - Yamaha - 22''457
11 - Franco Morbidelli (Honda) - Marc VDS - 27''025
12 - Takaaki Nakagami (Honda) - LCR - 27''957
13 - Bradley Smith (KTM) - KTM - 28''821
14 - Johann Zarco (Yamaha) - Tech 3 - 32''345
15 - Karel Abraham (Ducati) - Nieto - 37''639
16 - Scott Redding (Aprilia) - Gresini - 39''585
17 - Thomas Luthi (Honda) - Marc VDS - 40''763
18 - Hafizh Syahrin (Yamaha) - Tech 3 - 56''296
19 - Xavier Simeon (Ducati) - Avintia - 58''981
20 - Jordi Torres (Ducati) Avintia - 59''513
Classifica campionato
1.Marquez 246; 2.Dovizioso 174; 2.Rossi 159; 4.Lorenzo 130; 5.Vinales 130; 6.Crutchlow 119; 7.Petrucci 119; 8.Zarco 112; 9.Iannone 108; 10.Rins 92.