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LORENZO MONDIALE N.°5; ROSSI NON VA OLTRE IL 4° POSTO E URLA "CHE BISCOTTONE...."

Valencia. L’impresa che in Italia tutti si aspettavano non è riuscita a Valentino Rossi. Con un’incredibile rimonta il campione di Tavullia, partito dall’ultimo posto in griglia, è arrivato sino al 4° posto poi però ha dovuto alzare bandiera bianca arrendendosi alle Honda di Marquez e Pedrosa e alla Yamaha di Jorge Lorenzo che oggi ha davvero guidato bene guadagnandosi il titolo iridato, il 5° della sua carriera. Sapeva, il mallorchino, che l’unica possibilità di vincere il titolo era arrivare primo davanti alle due Honda. E così è stato: primo Jorge, secondo Marquez, terzo Pedrosa e quarto Valentino.

Ma è il modo in cui è arrivata questa vittoria e relativo titolo iridato che offende tutti coloro che ancora credono nei valori della sportività in una disciplina bella e estremamente pericolosa come il motociclismo di velocità. Ed ancora una volta, purtroppo, protagonista in negativo è stato Marc Marquez. Oggi si è letteralmente incollato alla coda della Yamaha di Lorenzo e per tutti i 30 giri della gara non ha tentato, una volta che sia una, il sorpasso al mallorchino. Sempre dietro, sempre a controllarlo da vicino. ER l’unico sorpasso di una gara noiosissima, Marquez se l’è permesso proprio su Pedrosa, che a due giri dalla fine lo aveva sopravanzato.

A quel punto Marc ha avuto un sussulto e in due curve ha ripreso il compagno ricacciandolo indietro, caso mai avesse intenzione di dare fastidio a Lorenzo. E questa manovra ha generato in molti l’idea che stesse compiendo una cosa incredibile, trasformandosi in uno scudiero fidato di Jorge Lorenzo per portarlo a vincere il titolo. Una combine (difficile da scoprire) che ha visto protagonisti due spagnoli di due Case acerrime rivali, uniti per far perdere Valentino Rossi.

E proprio il nostro campione ha avuto, a fine gara, parole durissime, togliendosi tutti i sassolini e i macigni portati dietro in queste settimane e invitando Carmelo Ezpeleta, boss della Dorna, nel suo motorhome per una discussione chiarificatrice a quattr’occhi.

Personalmente a noi nessuno toglie dalla testa che Rossi ha perso il titolo non oggi a Valencia, ma in quel maledetto giovedì di Sepang, in Malesia, quando in conferenza stampa ha voluto “smascherare” quello che per lui era una certezza e per tutti noi, era invece uno strano film che il campione di Tavullia si era messo in testa. Quel giovedì Valentino disse che Marquez aveva deciso di rallentare lui e di favorireLorenzo. Lo fece prove alla mano, con le telemetrie. E tutti noi non credemmo molto a quanto diceva, pensando a un momento di stanchezza, di stress del tavulliese.

Oggi, dopo aver visto la gara finale, ci sentiamo di dire che Valentino aveva ragione, che ci “aveva preso”, come si dice in Romagna e che la ragione era dalla sua parte. Il motivo è semplice: a Marc non sono andate giù alcune gare e qualche corpo a corpo con Valentino. Quello in Argentina, poi ad Assen e infine la caduta di Sepang, costata la retrocessione di Valentino all’ultimo posto. Tre occasioni che Marquez si è legato al dito ed ha deciso di presentare il conto a Valentino sino a mandarlo fuori dai gangheri. Se un errore c’è stato, da parte di Rossi è stato quello di cadere nel tranello di Marc. Un errore pagato a caro prezzo.

Ma neppure Valentino poteva prevedere il “biscottone” made in Spain, confezionato oggi in gara a Valencia. Un finale, concordiamo con lui, che non onora il mondiale, che non piace ai veri sportivi e che, ripetiamo, lascia l’amaro in bocca anche a Lorenzo che ha ammesso di essere stato aiutato nella vittoria del mondiale.

A fondo dell’articolo, troverete le dichiarazioni di fuoco di Valentino, le arrampicature su vetri di Marquez e della Honda, la correttezza di Lorenzo, unico incolpevole protagonista che ha avuto un solo torto: quello di parlare a vanvera dopo Sepang, dicendo cose dure su Rossi che il nostro non ha gradito affatto.

Per il resto finisce qui questo mondiale dei veleni. Con altri veleni che ci porteremo dietro per tutto l’inverno. Ma adesso vediamo come si sono svolte le cose in pista

Warm up. L’adrenalina comincia a salire 5’ prima delle 10, quando in pista scendono i big della MotoGp. Valentino Rossi nei box è quasi logorroico, non la smette neppure per un minuto di parlare con il suo capomeccanico Galbusera, con i tecnici Bridgestone, il suo telemetrista. Dispensa consigli, prepara il warm up più decisivo della sua carriera con una meticolosità maniacale. A pochi metri da lui, più sereno, c’è Marc Marquez, strappa anche qualche sorriso ai suoi uomini, beve abbondantemente per idratarsi al meglio e sale in sella per ultimo, come sempre, per avere pista libera e rompiscatole troppo vicini. Non fa ancora caldo a Valencia, in mattinata l’umidità l’ha fatta da padrona e l’asfalto è ancora freddo.

Tutti in pista e Rossi, al primo giro utile si trova alle spalle di Pedrosa, lo spagnolo se ne accorge e non spinge per nulla, Lorenzo solo soletto spinge forte già dal primo giro utile così come Marquez e Pol Espargarò. Marc è talmente concentrato che si ingarella con il povero Baz: lo affianca e gli fa una rasetta incredibile in una curva a destra e va a chiudere primo. Ma dura poco, perché Lorenzo si riporta davanti (1’31”4 davvero eccellente vista l’ora). Marquez comunque si riporta al comando con un 1’31”3 mentre Rossi sale 3° ma distante 7 decimi circa dal primo che diventano 5 decimi abbondanti al giro successivo.

Mancano 10’ alla fine del warm up ed è tempo di tornare ai box per gli ultimi cambi. Quando si torna dentro, Valerossi si mette in scia di Lorenzo e dai box segnalano subito allo spagnolo che ha dietro di lui il suo principale rivale. Lorenzo capisce e molla di tirare ma intanto Rossi fa il suo miglior tempo.

Poi, a tempo scaduto, Marquez infila il giro fantastico: 1’31”062, rifila tre decimi a Lorenzo mezzo secondo a Pol Espargarò e 556 millesimi a Rossi che è abbastanza soddisfatto. Un po’ anonimi i ducatisti, con Iannone 7° e Dovizioso 10°, segno che la moto non è ancora a posto.

L’attesa

Ci sono 20 km di coda alle 7 del mattino da Valencia al circuito Ricardo Tormo. A conti fatti, in molti arriveranno appena in tempo, mentre altri, gli ultimi, saranno costretti a fare ritorno a casa mestamente. Per loro ci saranno solo le tv di casa, nei bar, i maxischermi sparpagliati qua e là per la Spagna. In Italia le notizie non sono migliori. Il colpo d’occhio al circuito è incredibile: 110 mila spettatori stipati come sardine. Non uno di più, perché questo è il numero massimo di ticket prima di mandare in crisi tutto il servizio di sicurezza.

In Italia, chi voleva raggiungere Tavullia per assistere alla gara dai maxischermi nel tempio del motociclismo made in Valentino Rossi è rimasto deluso. Le strade non solo sono intasate di auto e moto, ma neppure si riesce ad entrare in paese. Lo fanno solo, e a prezzo di grandi sacrifici, i residenti che debbono munirsi di documenti alla mano per dimostrare di abitare lì. Per il resto è una bolgia incredibile nelle strade, c’è aria di gran festa nel paesino marchigiano, anche se la tensione è alle stelle.

In Spagna la situazione non è diversa: da Cervera, paese natale di Marquez e Barcellona e Palma di Mallorca, dove vive Lorenzo, è tutto un proliferare di schermi. Stessa cosa anche a Urbino, presa d’assalto dai tifosi che non sono riusciti a raggiungere Tavullia. Anche al mare, da Cattolica in poi, gli schermi si sprecano e il pathos sarà incredibile.

Negli stadi della serie A si respira l’attesa per l’evento: a Torino, dove gioca l’Inter, squadra prediletta da Valentino, si potrà assistere alla gara in diretta sugli schermi: prima la partita (inizio ore 12,30), poi tutti seduti per assistere alla kermesse di Valencia. Insomma: se non c’è tutta l’Italia a spingere Valerossi verso il titolo, poco ci manca. E’ la gara più importante degli ultimi decenni, qualcuno di spinge a dire che è la gara del secolo. Certo è che un avvenimento così non sarà facile da vedere in futuro.

La strategia

E’ quella che logicamente in queste ore prima del via stanno cercando di mettere a punto gli uomini di Valentino. Lui non si è detto particolarmente soddisfatto del warm up: “Ho guadagnato in alcuni tratti, ho perso in altri, vediamo cosa possiamo fare”. Il problema sono la scelta delle gomme: quale scegliere che ti consenta di spingere fortissimo nei primi giri e poi tenere per tutta la gara? C’è un grande confabulare nel briefing tecnico, si intrecciano impressioni, si prova a configurare la moto di Rossi metro dopo metro, chilometro dopo chilometro, curva dopo curva. Lorenzo, invece, di strategie ha già parlato in mattinata ed ha deciso cosa fare (anche se fino all’ultimo si tiene in tasca una soluzione alternativa qualora la temperatura inizi a salire ancora di più. Certo per lui è tutto più semplice, visto che parte dalla pole, ma anche per lui sarà importante la scelta giusta per evitare di trovarsi senza gomme nella parte finale della gara.

La gara

Fuori i secondi, si dice nella boxe. E le oltre mille persone, tra tecnici, meccanici general manager e ovviamente semplici “imbucati”, lasciano la griglia di partenza. Tutto è pronto, ormai rien ne va plus e vince il migliore. Valentino, accovacciato accanto alla sua Yamaha, si concentra e le parla a fondo, Marquez invece beve molto, si idrata continuamente e ascolta la sua musica preferita. Entrambi non vedono e non sentono più nulla, in testa ripassano curva dopo curva, ci sono solo loro e la pista.

Pronti, via

La visiera del casco si abbassa ed è tutto pronto per il giro di allineamento. Quando si spengono i semafori, scatta come un fulmine Lorenzo, seguito dalle due Honda. Dietro Rossi ha recuperato 10 posizioni ed è 15° alla sesta curva. Lorenzo impone il suo passo. Rossi al secondo giro è già 12° ma ha ancora 14 punti di distacco da Lorenzo mentre si comincia il 3° giro. Tiene bene, davanti, Andrea Iannone, quarto, mentre Pirro evita di fare guai e lascia passare Rossi.

Iannone fuori, che volo!

Al 4° giro Iannone vola per terra con una moto distrutta. Rossi sale al 9° posto, siamo al 4° giro ma adesso tutto si complica perché davanti ci sono piloti che vanno molto forte anche se il distacco di Valentino è di oltre 5” da Lorenzo: non male ma intanto Lorenzo inanella giri veloci. E siamo al fatidico 5° giro: quello che dovrà dire a Rossi come potrà essere la gara. E noi diciamo che l’impresa è possibile, sebbene Petrucci e Smith davanti a lui si ingarellano e Rossi deve restare dietro sino alla curva 8 quando passa Smith e si trova alle spalle di Petrucci, in lotta per il settimo posto.

Settimo giro e Petrucci si gira e chiaramente fa segno a Rossi di passare, va addirittura lungo. Non bello, ma tant’è. Rossi è 7°, al 7° giro va anche lungo, si stacca da Smith mentre davanti Lorenzo sembra un orologio svizzero ha mezzo secondo di vantaggio su Marquez mentre Rossi è alle prese con i due fratelli Espargarò, tipini non certo facili da superare per agguantare il 6° posto, ci riesce con una manovra al limite e passa Pol Espargarò. In nove giri Rossi ha passato 19 piloti ed ora è sesto. Il Gap tra lui e Pedrosa, che è 3° è di 8 secondo, un’eternità, adesso la speranza per Rossi è che Lorenzo non arrivi primo, perché al momento ha 8 punti di svantaggio sullo spagnolo.

Rossi è una belva

Ancora un giro e Rossi si ingarella con la Suzuki di Aleix Espargarò: è 5°, 7 punti di distacco da Lorenzo e nel mirino ha messo la Ducati di Dovizioso.

Tredicesimo giro e Valentino passa pulitissimo Dovizioso, ora è 4° e i punti si assottigliano a 5, ma il difficile arriva adesso. Mancano 17 giri e Marquez non riesce a tenere il passo di Lorenzo, così come Pedrosa. Ma se Marquez passasse Lorenzo, addio 5 punti di vantaggio per Lorenzo che potrebbe comunque vincere il tutolo arrivando a punteggio uguale con Rossi, ma in virtù delle maggiori vittorie il titolo andrebbe al mallorchino.

Marquez fa lo scudiero

Al 16° giro Marquez si avvicina a Lorenzo, si vede che potrebbe passarlo, ma ovviamente o attende il momento buono oppure gli fa da guardaspalle e si tiene dietro. Che arrivasse il difficile per Rossi lo si capisce al 18° giro, a 12 dalla fine: le gomme di Valentino, stressate oltre misura, cominciano a deteriorarsi, mentre davanti il passo di Lorenzo è incredibile, tutti i giri sotto l’1’31”3.

Passano i giri, ne mancano solo 9 alla fine e Marquez prova a incollarsi da Lorenzo, mentre Rossi ormai è lontano 14” da Pedrosa. L’impresa diventa a ogni giro sempre più difficile.

Unico sorpasso Pedrosa-Marquez

A 5 giri dalla fine Pedrosa comincia a spingere forte: da 2”7 scende sino a 1”2, non è detto che non si possa vedere le Honda davanti alla Yamaha per far vincere a Rossi il titolo. Altri due giri e Pedrosa ormai è addosso a Marquez e Lorenzo: mezzo secondo ed incredibilmente la lotta è a 3, con Pedrosa a due giri dalla fine che prima si incolla ai due e poi allarga un po’, poi si ingarella con Marquez. I due spagnoli si toccano, incrociano le traiettorie e Lorenzo allunga un poco, con Lorenzo che prova a mantenere quell’esiguo vantaggio. Marquez torna 2° e continua a proteggere Jorge.

Ultimo giro e curva dopo curva, Lorenzo resta primo, i due dietro lo controllano ma Pedrosa si allontana, Marquez forse non si impegna al massimo e Lorenzo diventa campione del mondo con 5 punti di vantaggio su un Valentino Rossi impeccabile, che chiude 4° a 20” di distacco dai primi tre.

Le polemiche arrivano subito

E adesso che è finita, divampano come sempre le polemiche: perché Marquez per tutta la gara è rimasto alle spalle di Marquez senza provare ad attaccarlo? Si vedeva ad occhio nudo che ne “aveva di più” e quando Pedrosa lo ha passato per un paio di curve, ecco che Marc si riprende subito la posizione, per (forse, diciamo noi) evitare guai a Jorge.

Così va il mondo del motociclismo moderno, un mondo che non “sentiamo” più nostro e che quest’anno si è chiuso nel peggiore di modi. Pazienza, ce ne faremo una ragione. (Enrico Biondi)

Così al traguardo

 

Team

Moto

Km/h

Gap

Jorge LORENZO

Movistar Yamaha

Yamaha

156.7

45'59.364

Marc MARQUEZ

Repsol Honda

Honda

156.7

+0.263

Dani PEDROSA

Repsol Honda

Honda

156.7

+0.654

Valentino ROSSI

Movistar Yamaha

Yamaha

155.6

+19.789

Pol ESPARGARO

Yamaha Tech 3

Yamaha

155.2

+26.004

Bradley SMITH

Yamaha Tech 3

Yamaha

155.1

+28.835

Andrea DOVIZIOSO

Ducati Team

Ducati

155.1

+28.886

Aleix ESPARGARO

Team SUZUKI

Suzuki

154.8

+34.222

Cal CRUTCHLOW

LCR Honda

Honda

154.7

+35.924

Danilo PETRUCCI

Pramac Racing

Ducati

154.5

+39.579

Maverick VIÑALES

Team SUZUKI

Suzuki

154.5

+39.746

Michele PIRRO

Ducati Team

Ducati

154.1

+47.053

Yonny HERNANDEZ

Pramac Racing

Ducati

153.7

+54.081

Alvaro BAUTISTA

Aprilia Gresini

Aprilia

153.6

+56.646

Scott REDDING

EG 0,0 Marc VDS

Honda

153.5

+57.278

Hector BARBERA

Avintia Racing

Ducati

153.5

+57.363

Nicky HAYDEN

Aspar MotoGP

Honda

153.4

+58.742

Stefan BRADL

Aprilia Gresini

Aprilia

153.4

+59.086

Loris BAZ

Forward Racing

YamahaF

153.1

+1'04.339

Toni ELIAS

Forward Racing

YamahaF

153.1

+1'04.413

Jack MILLER

LCR Honda

Honda

153.1

+1'05.212

Anthony WEST

AB Motoracing

Honda

151.9

+1'27.281

Mike DI MEGLIO

Avintia Racing

Ducati

152.6

6 Giri

Eugene LAVERTY

Aspar Team

Honda

152.2

7 Giri

Broc PARKES

IodaRacing Team

ART

150.9

9 Giri

Andrea IANNONE

Ducati Team

Ducati

152.2

28 Giri

Mondiale Piloti

Pilota

Moto

Nazione

Punti

Jorge LORENZO

Yamaha

SPA

330

Valentino ROSSI

Yamaha

ITA

325

Marc MARQUEZ

Honda

SPA

242

Dani PEDROSA

Honda

SPA

206

Andrea IANNONE

Ducati

ITA

188

Bradley SMITH

Yamaha

GBR

181

Andrea DOVIZIOSO

Ducati

ITA

162

Cal CRUTCHLOW

Honda

GBR

125

Pol ESPARGARO

Yamaha

SPA

114

Danilo PETRUCCI

Ducati

ITA

113

Aleix ESPARGARO

Suzuki

SPA

105

Maverick VIÑALES

Suzuki

SPA

97

Scott REDDING

Honda

GBR

84

Yonny HERNANDEZ

Ducati

COL

56

Hector BARBERA

Ducati

SPA

33

Alvaro BAUTISTA

Aprilia

SPA

31

Loris BAZ

YamahaF

FRA

28

Stefan BRADL

Aprilia

GER

17

Jack MILLER

Honda

AUS

17

Nicky HAYDEN

Honda

USA

16

Michele PIRRO

Ducati

ITA

12

Eugene LAVERTY

Honda

IRL

9

Katsuyuki NAKASUGA

Yamaha

JPN

8

Mike DI MEGLIO

Ducati

FRA

8

Hiroshi AOYAMA

Honda

JPN

5

Takumi TAKAHASHI

Honda

JPN

4

Toni ELIAS

YamahaF

SPA

2

Alex DE ANGELIS

ART

RSM

2

Mondiale Costruttori

Yamaha 407

Honda 355

Ducati 256

Suzuki 137

Aprilia 36

Yamaha F. 35

Art 2

La parola ai piloti

Rossi

E’ stata una stagione veramente bella perché ci siamo costruiti la possibilità di vincere il campionato già dalla prima gara in Qatar e sono sempre stato veloce e bravo e non ho mai sbagliato. Nella seconda parte della stagione Jorge è stato molto bravo però fino a quando le cose sono andate normalmente ero in testa sino a Motegi con 18 punti su Jorge e una grande possibilità di vincere il titolo. Però da Phillip Island è successo qualcosa di strano che nessuno si poteva aspettare. Il comportamento di Marquez è stato qualcosa di veramente imbarazzante, una cosa bruttissima per il nostro sport, una cosa che non era mai successa prima.

Già in Australia aveva iniziato a fare da guardaspalle di Lorenzo e quindi io mi sono trovato nella situazione di dover lottare contro due piloti, tra l’altro molto forti. E da lì tutto è cambiato. L’unica cosa di cui sono contento è che anche oggi tutti hanno visto quale era il loro piano. La cosa che invece mi rende molto triste è che il nostro sport abbia fatto una brutta figura per tutta la gente che ci guarda. Quello che ancora non capisco poi è il comportamento della Honda che permette a un suo pilota appositamente di far vincere una Yamaha e oltre tutto non far vincere un’altra Honda perché oggi Marquez ha tirato fuori gli artigli solo con il suo compagno di squadra rischiando anche di buttarlo fuori. Spero che con l’andar del tempo questo comportamento gli si rivolti contro e che fra qualche mese capisca quello che ha fatto.

E per chiudere aggiungo che Lorenzo è molto bravo, sarebbe stato bello giocarsela ad armi pari in pista, avrei potuto vincere o perdere ma così è veramente una cosa brutta e penso che anche lui non sia contento del tutto. Lorenzo dice che si è sentito protetto? Uno spagnolo con altri spagnoli? Io non so perché Marquez si sia ridotto a fare da scudiero a Lorenzo, mi sembra tutto molto triste. Secondo me Lorenzo ha sicuramente meno colpe di Marquez, perché quello che ha fatto Marc lui non lo avrebbe mai fatto però dopo quello che ha detto su di me dopo la gara della Malesia per me si merita di essere trattato quasi alla stregua di Marquez. In questo momento mi sento abbastanza triste, una grande occasione sfumata. Secondo me non me lo meritavo.

Adesso ho ancora troppa adrenalina addosso per essere tranquillo, però sapevo che sarebbe andata così. Ero sicuro che avrebbero fatto questo e quando ho capito che sarei partito ultimo senza la possibilità di giocarmi le mie chances con Lorenzo mi è stato subito chiaro che Marquez gli avrebbe guardato le spalle. E dalle dichiarazioni di Marquez di ieri avevo capito che avrebbero fatto il biscottone”.

Lorenzo

Il momento più difficile è stato vedere Pedrosa avvicinarsi. Pensavo di rischiare di finire terzo e perdere il Mondiale ma loro, sapendo che mi giocavo il titolo, sono stati rispettosi perché il titolo rimanesse in Spagna. Ho dato il massimo per tutta la gara ma era difficile con le Honda. Loro sono spagnoli come me, sapevano quello che mi giocavo e senza il piccolo aiuto delle Honda Valentino poteva togliermi il campionato. Il titolo è mio, nostro, ma anche della Spagna".

Sono felice per aver vinto il campionato. Il pneumatico posteriore era distrutto ma sono riuscito a resistere agli attacchi delle Honda. Non ho visto nulla negli ultimi giri, ero teso e agitato ma ho cercato di mettere a fuoco la situazione e mantenere la concentrazione fino alla bandiera a scacchi. Abbiamo fatto un lavoro incredibile durante l’intera stagione, la Yamaha ha fatto una moto incredibile, li ringrazio e sono molto orgoglioso di aver vinto il titolo. Ero partito male, ero a -29 punti, ho fatto una striscia di 4 vittorie di fila, poi alcuni Gran Premi strani con la pioggia ma ho continuato a crederci fino alla fine anche quando Valentino era davanti. Oggi ho spinto tantissimo e facevo quasi fatica a leggere la lavagna quando passavo davanti ai box talmente ero teso e non capivo bene a che punto era Pedrosa. Forse le due Honda non hanno voluto azzardare il sorpasso, non lo so. Biscottoni? Questo vuol dire mancarmi di rispetto e io non lo tollero. La dedica? A tutti i miei amici, alla mia famiglia e al mio team e a tutti quelli che non si arrendono mai”.

Marquez

Con il mio compagno di squadra è stato l’unico sorpasso fatto. Ma la verità è che non riuscivo a passare Jorge. A inizio gara ero al limite e Jorge era un secondo avanti a me e non riuscivo a prenderlo. Poi a metà gara l’ho preso e sono stato con lui. A fine corsa è arrivato Dani che mi ha passato, poi fortunatamente è andato lungo e l’ho ripassato. Ho cercato di arrivare all’ultimo giro attaccato a Lorenzo cercando di passarlo magari all’ultima staccata ma non ce l’ho fatta. Non sono contento per non aver finito la stagione con una vittoria. Quando mancavano 10 giri ho pensato di poterlo passare, dato che soffriva con la gomma davanti. Poi mi sono detto di passarlo all’ultimo ma è arrivato Dani e abbiamo perso tempo. In Malesia è andata come andata. Ora non mi piace il fatto che la gente sia contro di me, ma dire che io sono a favore di qualcuno e contro altri è sbagliato e ingiusto”.

Moto3. Kent 38 anni dopo Sheene

Finalmente sul trono del motociclismo torna a salire un inglese, Danny Kent, classe 1993, nato a Chipperham. Lo fa 38 anni dopo un gigante delle due ruote, quel Barry Sheene, deceduto nel 2003, che ha scritto magnifiche pagine di storia del motociclismo. Festa e lacrime nei box, grande sportività in pista dove il vincitore Oliveira e grande competitor dell’inglese doveva vincere e lo ha fatto di prepotenza, poi doveva sperare che Kent arrivasse oltre il 14° posto. Invece Kent, favorito anche da una carambola che ha eliminato in un colpo solo a pochi metri dall’arrivo Antonelli, Fenati e Vazquez, ha chiuso 9°, a 10” dal vincitore che, appena tagliato il traguardo si è fermato ad attendere il rivale e gli ha stretto la mano. Un bell’esempio di sportività e tanti complimenti al giovane portoghese. Particolare curioso: i due, si ritroveranno avversari nel 2016 in Moto2.

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