Logo

LORENZO IN POLE, ROSSI A TERRA, MARQUEZ:"PROVERO'A RALLENTARE JORGE"

Valencia. E’ dall’inizio della settimana che il sostantivo più usato da tutti è uno solo: impresa. Riferita ovviamente a Valentino Rossi, che partendo dall’ultima fila domani, per la gara che in teoria (non dimentichiamoci che ha pur sempre 7 punti di vantaggio su Lorenzo) potrebbe consegnargli il 10° titolo iridato, è atteso appunto a una impresa capitata in un passato recente solo a Marc Marquez quando correva in 250 e, se la memoria non ci tradisce, a un certo Sir Jackie Stewart in Formula 1. Cioè partire ultimo e arrivare primo.

Vero è che a Valentino basterebbe chiudere la gara subito alle spalle di Lorenzo per tenersi il vantaggio e chiudere in bellezza la stagione. Vero è che ieri, nelle qualifiche, Lorenzo ha fatto la vera e propria impresa di giornata: sbriciolando il record della pista che era di Marquez dal 2013 con un siderale 1’30”011 che ancora lascia sbalorditi non solo le migliaia di spettatori presenti al circuito, ma lo stesso pilota mallorchino che ha candidamente ammesso alla fine “Lo rifacessi 100 volte quel giro, non mi verrebbe uguale”.

E adesso, per Valentino Rossi, tutto si complica ancora di più: perché il suo compagno di squadra “sente” in cuor suo di poter fare la differenza, è veloce, sbaglia pochissimo, ha la moto a posto, ha già scelto le gomme con le quali affrontare la gara ed è deciso a provare la fuga verso la vittoria.

Sperando ovviamente che alle sue spalle ci siano sufficienti piloti forti da tenere a bada Valentino che sicuramente proverà ad avvicinarsi ai big. Ci sono 30 giri da percorrere su questa specie di kartodromo valenciano che piace a pochi e men che meno a Rossi.

Ma se appunto vuol fare l’impresa dovrà farsela piacere e soprattutto evitare quella scivolata all’ultimo minuto della Q2 quando, per spingere come un forsennato e recuperare terreno (inutile, tanto partirà ultimo, ma che avrebbe fatto morale) ha pensato di finire per terra, forse troppo “caricato” mentalmente dal tempo incredibile del suo compagno di squadra comparso sui monitor. Per terra, arrabbiato come non mai, seccato oltre misura ed una voglia matta di mandare tutto al diavolo.

Non abbiamo colto un lampo di reazione nella voce di Valentino a fine prove. Non vogliamo dire che c’è un po’ di rassegnazione ma parlare di “mancanza di strategie”, “dovremmo correre alle 10 del mattino quando le mie gomme vanno bene e si scaldano meno”, “Marquez proverà a rallentare Lorenzo? Fatti loro, debbo pensare a me stesso”, non fanno pensare a nulla di buono per domani.

Naturalmente Valentino potrà trovare le risorse sufficienti per fare l’impresa nella notte, a bocce ferme, quando nel suo motorhome comincerà a resettare il cervello per dedicarsi come fa da ormai 20 anni alla preparazione della gara.

E’ atteso alla prova più importante della sua carriera ma è proprio adesso che non deve mollare. Nulla è perduto, domenica sarà il giorno giusto per tante cose: conquistare il titolo e far dimenticare la debolezza di Sepang che molti, in tutto il mondo, sono pronti a perdonargli domani.

Fp3. Per tutta la stagione le terze prove libere della mattinata del sabato erano sempre state quelle più importanti perché dovevano decidere i 10 piloti che, nel pomeriggio, si sarebbero dati battaglia per la pole position. Il fatto che Valentino Rossi parta dall’ultimo posto in griglia a prescindere dalle sue prestazione di oggi, ha fatto perdere un bel po’ di adrenalina per queste prove.

Molto, ma molto più importanti, a questo punto, saranno le Fp4, quando tutti i team dovranno prendere la decisione finale riguardo l’assetto delle moto che si daranno battaglia in gara domenica. E’ dalle prove delle Fp4, infatti, che Valentino dovrà mandare un segnale non solo a se stesso ma a tutto i piloti che partiranno davanti a lui. Più sarà veloce, più sarà incisivo e maggiori saranno le possibilità per il campione di Tavullia di sorpassi mozzafiato per vedere di agguantare i primi che, nel frattempo, avranno preso il volo. rossi box

Valentino ieri, parlando con alcuni giornalisti, ha fatto intendere che “dopo 5 giri capirò le mie reali possibilità di lottare per il titolo”. Perché, aggiungiamo noi, superare tanti piloti più lenti davanti a lui potrebbe essere una impresa difficile soprattutto su un circuito stretto, una specie di kartodromo dove i sorpassi non sono certo semplici. Se lui dice che dopo 5 giri (dei 30 in totale) che potrà capire come andrà la gara, occorre aggiungere che davanti a lui avrà ancora 25 tornate da correre con il cuore in gola e il cervello questa volta connesso, per evitare errori e mettere nel mirino quelli davanti a lui.

Iannone mette il turbo

Ma veniamo alle Fp3. Se ieri era stato il giorno della Spagna, l’Italia ha risposto a modo suo alla vigilia del derby più entusiasmante della stagione della MotoGP. Andrea Iannone e Valentino Rossi hanno vinto la sfida a distanza con Marc Marquez e Jorge Lorenzo, ieri in vetta alla classifica dei tempi – che comunque resta particolarmente corta con i primi sette piloti in due decimi – e sono stati gli unici in grado di abbattere il muro di 1’31. Il più veloce è stato Iannone, che ha limato mezzo secondo ai propri riferimenti e siglato il miglior tempo provvisorio con un 1'30.925. L’abruzzese ha fatto ancora una volta la differenza sulla GP15, che comunque è andata forte anche nelle mani di Dovizioso (8º a +0.422) e Danilo Petrucci (10º a +0.598). Da sottolineare anche la top speed di Iannone – 334.2 km/h – di almeno 5 km/h superiore alla concorrenza.

Solo 63 millesimi più lento Rossi, che ha girato a lungo con gomme usate (1’31.8 il passo) prima di un time attack pressoché perfetto, non fosse per qualche leggera difficoltà al T4. Il pesarese, visibilmente soddisfatto al termine della sessione, sembra orientato verso la scelta della gomma morbida all’anteriore. Strada opposta per Jorge Lorenzo, quarto, che ha effettuato il time attack con gomma asimmetrica senza però riuscire a migliorarsi rispetto al venerdì. Per il maiorchino, che invece fa la differenza proprio nel T4, un ritardo di 0.186 dalla vetta. Da segnalare un'incomprensione con Michele Pirro, che lo ha involontariamente rallentato nel corso del primo dei suoi tre giri lanciati.

Terzo tempo (+0.109) per Marc Marquez, che ha evidenziato il passo migliore fin qui con otto giri consecutivi tra 1’31.2 e 1’31.5. In vista delle qualifiche, lo spagnolo dovrà concentrarsi sugli ultimi due settori, dove accusa un paio di decimi dai migliori. Tempi simili per Dani Pedrosa, sesto (+0.238) ma autore di un ritmo molto simile a quello del compagno di squadra.

Fp4. Ed eccoci al redde rationem, o la va o la spacca. Tutto dipenderà dalle scelte fatte in questa quarta prova libera per vedere come andrà la gara. Dopo 3’ il primo giro cronometrato è di Petrucci in 32″2. Arrivano Rossi e Iannone sul traguardo. 32″253 per Rossi con Iannone in terza posizione dietro a Petrucci. 31″5 per Lorenzo che balza in testa alla classifica. Ancora due giri e Crash di Dovizioso.

Intanto Iannone e Rossi si trainano a vicenda. 31″8 per Iannone e 31″9 per Rossi contro il 31″5 per Lorenzo. Lorenzo primo, Iannone quarto e Rossi sesto al momento quando mancano 23 minuti alla fine. Il tempo avanza e la situazione dopo altri tre giri vede in 31″5 Lorenzo con Marquez che passa sul traguardo con 31″7. Classifica attuale: Lorenzo, Pedrosa, Marquez, Iannone, Pol Espargarò, Rossi, Petrucci, Aleix Espargarò, Crutchlow, Vinales i primi 10.

Rossi finalmente si porta al comando con 31”4 ma dura poco, perché Marquez, Lorenzo, Pedrosa gli si mettono subito davanti. Chi va come una spia invece è Lorenzo, non riesce a superare il tempo di Marquez (31”203), ma gli è molto vicino. Mancano due minuti alla fine e c’è la brutta caduta, senza conseguenze, di Scott Redding, che finisce nella sabbia e getta al vento la sessione.

Tempo scaduto e la classifica dice che il più veloce è stato Marquez, seguito da Lorenzo a 144 millesimi, poi Pedrosa a 185, Rossi a 233, Iannone a 543. Bravo Petrucci, settimo a 741, male Dovizioso 13° che con la caduta ha rovinato gran parte della sessione.

Q1. Suzuki uber alles. Inizia la sfida per trovare due posti utili nella Q2 che dà il diritto a provare di salire in pole position. I grandi favoriti sono Aleix Espargarò e Vinales, alfieri Suzuki, ma occhio a Barberà e Pirro. Mentre i 16 piloti cercano gloria in pista, ai box le immagini ci portano un Valentino Rossi intento a spiegare che la sua moto, una volta entrata in curva, comincia a… scodinzolare in modo anomalo. Immaginiamo che si riferisca al T4, il tratto della pista dove perde più tempo. Fuori intanto, la folla ha preso possesso del circuito: se fino a stamane c’erano “solo” 3 mila persone che si aggiravano nullafacenti nel paddock, adesso le tribune sono piene zeppe e il colpo d’occhio è di quelli incredibili.

Tutti in pista e come previsto Aleix Espargarò viaggi a tempi record in 1’31”5. Il guaio avviene appena qualche giro dopo quando Maverick Vinales si stende pericolosamente (Chiara Fontanesi, la sua fidanzata nonché campione mondiale di motocross femminile, ai box urla) a bordo pista e viene miracolosamente evitato da Nicky Hayden che lo evita con una frenata al limite. Al momento, Maverick è fuori dai giochi, con il terzo tempo, passato anche da Barberà. Lo spagnolo, dolorante per il gran volo fatto, corre ai box dove trova la Suzuki già pronta e, a 4’ dalla fine, torna in pista cercando di fare l’impresa.

La cosa gli riesce a 1’ dalla fine, quando con un giro praticamente perfetto, Vinales strappa il 2° posto utile a Barbera, farà insieme con il compagno di squadra Aleix Espargarò le Q2 mentre il primo degli esclusi è il bravo Emanuele Pirro, il pilota collaudatore più bravo che la Ducati abbia nel team che porta in pista una Desmo con molte evoluzioni che vedremo nel 2016. Per lui, come per tutti gli altri, i posti domani saranno dalla quinta fila in poi.

Q2. Ed eccoci all’antipasto di quanto potrà accadere domani in gara. Il volto di Lorenzo, Rossi e Marquez sono sereni e tranquilli. All’apparenza. Sotto il casco è tutto un ribollire di adrenalina. Quello che si apprende prima del via e che Valentino Rossi farà solo due tentativi, mentre Lorenzo dovrebbe farne tre, come sempre. E Marquez dovrebbe adeguarsi a quello che farà Lorenzo, perché anche per lui sono pronte le seconde moto. Tutti in pista e Lorenzo buon ultimo, perché il mallorchino predilige la pista libera e se ne sta sul fondo.

Ma è Marquez che al primo giro utile stampa un incredibile 1’30”499, cioè a 2 decimi dal suo record 2014. Altro giro e Marc ci riprova: casco rosso al primo settore e poi lo spagnolo torna ai box! Rossi da parte sua, non prende rischi inutili: passa 11° al primo risultato utile, poi sale all’ottavo posto mentre Marquez viaggi a mille e con lui Pedrosa. Lorenzo è rientrato ai box per cambiare le gomme e a 8’ dalla fine torna in pista: è lontano mezzo secondo da Marc, ma non è semplice recuperare. Marquez vorrebbe fare il fenomeno, vola nel T1 ma sbaglia traiettoria e torna i box per il suo terzo tentativo. Dietro i quattro Ducati in affanno con Dovizioso, 7°, bene con Iannone 4°.

Lorenzo sbriciola il record

Ma è Lorenzo che fa l’impresa: due caschi rossi, un terzo rosso con 3 decimi di vantaggio al T3 e sul traguardo arriva con uno stratosferico 1’30”0 che vuol dire mezzo secondo di vantaggio su Marquez. Mai nessuno come lui sulla pista Ricardo Tormo di Valencia.Mentre Marquez ritorna in pista per il suo ultimo tentativo e cercare di cacciare Lorenzo dalla pole, Rossi dietro ha visto tutto, sale in moto per il suo secondo tentativo ma è al 10° posto. Marc intanto ci prova: casco rosso (-24) al T1, poi perde nel T2 212 millesimi, altri 327 al T3 e nulla di fatto. Anche Pedrosa prova a fare la differenza, ma per soli 17 millesimi non riesce a stare davanti a Marquez.

Rossi caduto

Manca meno di un minuto alla fine e Valentino perde l’anteriore e si sdraia nella ghiaia scodando con il posteriore: per lui prove finite, 12° tempo assoluto e addirittura a 1”4 dal suo compagno di squadra che ha fatto davvero una cosa mostruosa. Si dirà: meglio oggi che domani, certo è che sul morale di Valentino questo è un gran brutto segno perché una caduta su un circuito che non ami e sul quale hai brutti ricordi (vedi il 2006) non aiuta (Enrico Biondi)

La griglia di partenza (in tv ore 14)

   

Team

Moto

Km/h

Tempo

1

Jorge LORENZO

Movistar Yamaha

Yamaha

320.9

1'30.011

2

Marc MARQUEZ

Repsol Honda Team

Honda

322.1

1'30.499

3

Dani PEDROSA

Repsol Honda Team

Honda

323.1

1'30.516

4

Aleix ESPARGARO

Team SUZUKI

Suzuki

312.5

1'30.917

5

Cal CRUTCHLOW

LCR Honda

Honda

319.4

1'30.948

6

Bradley SMITH

Yamaha Tech 3

Yamaha

322.0

1'31.012

7

Andrea IANNONE

Ducati Team

Ducati

329.8

1'31.056

8

Pol ESPARGARO

Yamaha Tech 3

Yamaha

321.5

1'31.080

9

Andrea DOVIZIOSO

Ducati Team

Ducati

327.2

1'31.245

10

Danilo PETRUCCI

Pramac Racing

Ducati

323.0

1'31.292

11

Maverick VIÑALES

Team SUZUKI

Suzuki

317.4

1'31.340

12

Michele PIRRO

Ducati Team

Ducati

325.3

1'31.780

13

Stefan BRADL

Aprilia Gresini

Aprilia

318.8

1'31.824

14

Hector BARBERA

Avintia Racing

Ducati

320.5

1'31.851

15

Loris BAZ

Forward Racing

Yamaha

312.3

1'31.856

16

Nicky HAYDEN

Aspar Team

Honda

312.3

1'32.083

17

Y. HERNANDEZ

Pramac Racing

Ducati

320.8

1'32.142

18

Alvaro BAUTISTA

Aprilia Gresini

Aprilia

311.0

1'32.282

19

Scott REDDING

EG 0,0 Marc VDS

Honda

315.0

1'32.448

20

Jack MILLER

LCR Honda

Honda

316.4

1'32.564

21

Mike DI MEGLIO

Avintia Racing

Ducati

316.3

1'32.716

22

Anthony WEST

AB Motoracing

Honda

311.1

1'33.049

23

Eugene LAVERTY

Aspar Team

Honda

309.9

1'33.066

24

Toni ELIAS

Forward Racing

Yamaha

322.0

1'33.092

25

Broc PARKES

IodaRacing Team

ART

301.7

1'33.577

26

Valentino ROSSI

Movistar Yamaha

Yamaha

319.1

1'31.471

La parola ai piloti

Lorenzo

“Ho spinto al massimo, come mai ho fatto nella mia carriera e penso di aver fatto la miglior pole position della mia vita. Quando ho visto il tempo quasi non ci credevo: se lo ripeto altre 50 o 100 volte non riuscirò a rifarlo uguale. Sono felicissimo per la pole, per il tempo fatto e ovviamente per la condizione di partire davanti, che è molto importante. Non sono molto nervoso, ma un po' di tensione c'è e questa può spingerti o frenarti. Il mio obiettivo era la prima fila, ma non pensavo di fare la pole, alla fine ho avuto una grande spinta. In gara non sarà facile stare con le Honda, ma dobbiamo farlo se vogliamo vincere il mondiale: loro hanno un gran passo e noi dobbiamo stare in una delle prime due posizioni. Se vogliamo il titolo non c’è che una cosa sola da fare: vincere. Capisco l’amarezza di Valentino che avrebbe voluto partire senza le sanzioni. Ma le gare sono così, la vita è così: a volte ti va bene, altre ti va male. E Valentino che ha fatto quello che ha fatto a Sepang ed è stato punti, deve accettare il verdetto".

Rossi

“E’ andato tutto abbastanza male questo pomeriggio. La mattina col fresco le gomme lavoravano meglio, nelle Fp4 è cambiato un po’ tutto. Così in qualifica ho provato a fare qualche modifica, tanto per me non contavano nulla, ma al posto di migliorare ho peggiorato ancora. E allora siamo tornati daccapo e ho girato con la moto normale. Stavo facendo un buon giro, i settori erano buoni e avrei fatto un ottimo tempo, ma ho sbagliato e sono caduto, però questo non cambia tanto per domani. Per domani bisogna cercare di prendere meno rischi possibile e fare presto e tornare su. Bisogna vedere domani tante cose: siamo in molti ad andare forte e bisogna anche vedere quale passo posso avere. La gara è lunga, sono 30 giri, devo cercare di partire bene, tornare su il prima possibile prendendosi i rischi necessari ma senza esagerare. Marquez dice che rallenterà Lorenzo o almeno ci proverà? Di quello che accadrà davanti non è un problema mio, io mi devo concentrare sul mettere a posto la moto e cercare di fare al massimo tutti e 30 i giri. Poi quello che fanno le Honda e Jorge non è un mio problema. Se fossi partito come gli altri avrei potuto fare una strategia, così invece è impossibile. Perché tutto andasse bene, servirebbe correre alle 10 del mattino, quando le mie gomme vanno bene e scaldano meno. Ma non si può…”

Marquez

“Questo pomeriggio abbiamo fatto un piccolo step, siamo migliorati ma con il caldo soffriamo, soprattutto con la gomma davanti. Ci ho provato, ho spinto, quasi cado per andare a prendere il primo tempo, ma Jorge ha fatto un giro incredibile. Forse lui ha un passo migliore di noi, ma noi proveremo a stare con lui e chiudere alla grande: dobbiamo evitare che prenda troppo vantaggio all'inizio e quindi cercare di giocarcela. L'incognita per tutti è legata alle tenuta delle gomme. Lo capiremo subito dopo 10 giri".

Pedrosa

“Il problema ella Honda qui a Valencia si chiama grip. Abbiamo fatto qualche progresso e sono abbastanza contento, ma le gomme in gara saranno la componente più importante. La moto scivola molto, serve la miglior guida possibile per essere veloci e non è facile mantenere il grip con la gomma di dietro. Sarà importante fare buona partenza e stare davanti nelle prime curve".

Iannone

“Per certi aspetti è stata una giornata positiva, con il miglior tempo ottenuto in FP3, anche se poi non abbiamo certo disputato la migliore qualifica della stagione. Nel pomeriggio abbiamo fatto abbastanza fatica e non siamo riusciti a migliorare il nostro tempo sul giro. Siamo un po’ distanti dal passo dei migliori e ora dobbiamo provare a migliorare qualcosa per cercare di fare la gara con loro domani. Di sicuro io non mollo la presa.”

 Dovizioso

“Purtroppo la caduta in FP4 mi ha un po’ disturbato ed infatti non sono riuscito a spingere forte in qualifica. Non ho un gran feeling con la mia moto e quando è stato il momento non sono riuscito ad essere fluido e veloce, soprattutto a centro curva, cosa indispensabile per ottenere un buon tempo. Con una buona partenza domani possiamo guadagnare delle posizioni preziose, anche se ci sarà comunque da combattere per tutta la gara.”

Corsanews.it - Redazione: Corso Galileo Ferraris 103 - 10128 Torino Italy - Copyright © 2003-2025. All rights reserved.

Web Master: Laura Cerbara