09/09/2026
Direttore: Franco Liistro

VINCE PEDROSA, LORENZO 2°, ROSSI ABBATTE MARQUEZ......A VALENCIA CHE SUCCEDERA'?

Sepang. Al settimo giro di una gara decisiva per le sorti del mondiale accade un fattaccio che rimarrà purtroppo scritto in caratteri indelebili sulla carriera di Valentino Rossi. E sottolineiamo purtroppo. Accade una cosa che non avevamo mai visto prima: la gara era già nel vivo, con Pedrosa bravissimo a scappare al comando seguito da un Lorenzo che, dopo una partenza imperfetta, in poco tempo si era prima sbarazzato in fretta delle Ducati di Iannone e Dovizioso e subito dopo aveva superato Marquez per cercare di mettere un pilota tra lui e Rossi. Operazione riuscita.

Quello che nessuno invece si aspettava era vedere la bagarre incredibile tra Marc e Valentino: sorpassi, controsoprassi, traiettorie al limite, contatti leggeri, Valentino che manda a quel paese Marquez, lo spagnolo che non replica e tira dritto per la sua strada. Poi, al 7° giro appunto, il patatrac: alla curva 14 Rossi entra piuttosto largo e spinge Marquez largo oltre il cordolo. Rossi lo guarda negli occhi, Marc tenta il sorpasso e, d’istinto, Rossi apre la gamba e rifila un calcetto alla Honda del rivale che cade e vola via strisciando sull’asfalto per poi ritirarsi al giro dopo. Alt, stop, gara finita.

Perché non interessa più a nessuno che Pedrosa vinca, che Lorenzo arrivi 2° e riduca a 7 in punti di svantaggio su Rossi che chiude 3°, finisce sotto inchiesta e la direzione gara gli rifilasse una (giustissima, a parer nostro) condanna: tre punti sulla patente, che sommati al quarto perso a Misano, lo costringeranno a partire ultimo tra due domeniche a Valencia.

Ciò che resta a questo punto è il fiume di parole di tutti i commentatori, tecnici e giornalisti di quanto successo. E allora anche noi diciamo la nostra per cercare le colpe di questa situazione che, ripetiamo, sporca in modo indelebile la carriera di un grande pilota. Un’onta che sarà difficile cancellare e che resterà scolpita nella mente dei tifosi per tutta la vita.

Provocazione boomerang.

E’ quanto succede giovedì pomeriggio, in conferenza stampa. Valentino, a sorpresa, si presenta e accusa Marquez di aver voluto, in Australia, favorire Lorenzo. Dice di avere i dati delle telemetrie che dimostrano come Marquez fosse decisamente più veloce di tutti e che invece avesse rallentato ad arte lui e la sua Yamaha, per evitare che si avvicinasse troppo a Lorenzo. Marquez , stupito, replica: “L’ho talmente favorito che all’ultimo giro l’ho passato e vinto. Semmaio io ti ho fatto un favore, gli ho tolto 5 punti”. Una provocazione, quello del Dottore, che dopo quanto successo si capisce che si è ritorta contro di lui.

Marquez non dimentica

E’ stato zitto per tutto il week end, ma oggi in gara ha messo in scena il suo piano. Se proprio pensi che ti abbia danneggiato, pensa Marc, guarda un po’ cosa ti combino adesso. E Marquez, volutamente, ingaggia una bagarre incredibile. Lascia passare Lorenzo e si ingarella con Rossi. Un giro, due giri, tre giri e i due si rifilano sorpassi al limite. Rossi ribatte e Marquez non molla: Valentino lo manda anche platealmente a quel paese, ma lui insiste, è un francobollo, Honda e Yamaha incollati. La tensione sale al limite fino a quando…

Rossi perde la testa

La reazione di Rossi è di quelle censurabili. La sua colpa? Aver ceduto alle continue provocazioni dello spagnolo, aver allargato la gamba e fatto cadere Marquez. Brutta scena, ripetiamo. Adesso molti spiegheranno al mondo che ci sono delle attenuanti per il Dottore che prima o poi certi provocazioni non le sopporti più e ti scappa qualcosa nel cervello che ti fa fare cose incredibili.

Gioco sporco

Valentino ha giocato duro e il pensiero corre a tutte le volte che il Dottore è arrivato a punti di rottura. La stampa spagnola ci sta sguazzando in queste ore, tirando fuori tutti gli esempi in cui Rossi non è stato proprio pulito. Si ritirano fuori il sorpasso su Biaggi in Sudafrica 2004 (molto simile a quella di oggi, con Max che rimase in sella) su Gibernau a Jerez 2005 (con Sete che finisce lungo) e ancora il sorpasso su Stoner a Laguna Seca 2008 e su Lorenzo a Barcellona 2009 e ancora su Stoner a Jerez 2011. I giornalisti spagnoli ovviamente ci giocano, fa loro comodo anche perché direttamente interessati.

La versione di Rossi

“Purtroppo non volevo arrivare a questa fase della storia. Mi sarei voluto solo giocare il campionato con Jorge però oggi Marquez ha dimostrato che quanto avevo detto giovedì in conferenza stampa era vera. Sperando che smascherandolo fosse un avvertimento abbastanza chiaro e si comportasse in maniera diversa. Invece oggi ha fatto anche peggio e questa è stata la sua reazione. Però devo anche dire che nell’incidente, nel contatto, io non volevo farlo cadere, non era mia intenzione, volevo solo portarlo fuori traiettoria, rallentarlo. Questo anche perché mi aveva portato allo sfinimento e volevo cercare di sfuggirle alla sua marcatura scorretta. Quado sono andato largo ci siamo toccati, ma non è assolutamente vero che gli ho dato un calcio e poi se dai un calcio in quel posto lì a una motogp non è che cadi. E dalle immagini dall’elicottero si vede chiaramente come sono andate le cose, lui con il manubrio mi ha toccato la gamba io ho perso la pedana dopo la sua caduta. Adesso? Adesso con questa sanzione dico che ha vinto Marquez, voleva farmi perdere il mondiale e ci è riuscito. Non penso che sia giusta. Raramente abbiamo visto cose così nel nostro sport. Penso che anche lui oggi abbia fatto una bruttissima figura”

La versione di Marquez

“All’inizio non avevo il ritmo giusto, facevo fatica ma mi stavo riprendendo bene. La mia intenzione era passare Valentino per cercare di andare a prendere Pedrosa e Lorenzo, però Valentino quando mi ha sorpassato ha rallentato moltissimo, mi ha addirittura guardato e poi mi ha dato un calcio buttandomi per terra. Posso solo dire questo e quello che si è visto alla tv. Io so soltanto che nel calcio, quando fai una cosa del genere, estraggono il cartellino rosso e sei espulso. Io invece ero al box a vedere la gara e lui era lì che girava tranquillo. E questo non va assolutamente bene: qui ci giochiamo la vita, dovremmo ricordarcelo tutti. Quanto accaduto per me finisce qui, ma non penso assolutamente che sarà così: a Valencia farò la mia gara per vincere, quanto accaduto oggi segnerà me e tanta altra gente”.

E adesso?

Tra due settimane si va a Valenzia, ultimo atto. Chiaramente il favorito è Lorenzo. Sapendo che Rossi è ultimo e che farà cosa incredibili per recuperare terreno, lo spagnolo dovrà solo controllare giro dopo giro la situazione, tenendolo a debita distanza. E poi, diciamolo francamente, recuperare terreno in casa del nemico non è mai una cosa semplice. Il passato dice che Rossi e Valencia non si amano. Nel 2006, con una scivolata, aveva consegnato il titolo iridato a Nick Hayden e alla sua Honda, quindi non c’è molto feeling. Sarà un finale di campionato brutto, molto brutto, dopo una stagione davvero incredibile. Resta, ripetiamo, quella macchia sulla carriera del “46” che ha gettato una grande occasione.

I rapporti in Yamaha

Ultimo appunto sul futuro nel team di Iwata. Possibile che lo scontro Rossi-Lorenzo dentro i box sarà sicuramente più forte, il prossimo anno, che quello tra il Dottore e Marquez. I rapporti tra i due non erano mai stati idilliaci. Adesso sono ai minimi termini e ci vorrà tutta la bravura dei dirigenti, tenere bassa la tensione tra i due nelle prossime stagioni. Quanto al fatto che Rossi mediti il ritiro dopo quanto successo, come paventato da più parti, è fuori da ogni logica del personaggio. Rossi ha evitato di parlare in conferenza stampa, ha lasciato scurissimo in volto, la race direction e affiderà ai twitter il suo pensiero e per la prima volta è rimasto zitto. Meglio così, ora è il momento del silenzio e di far sbollire la rabbia. Per tornare sull’argomento ci sarà tempo. Ma pensare a un suo ritiro da sconfitto, non è proprio pensabile. E adesso rivediamo la cronologia di questa incredibile giornata.

Warmu up

Che Marc Marquez sia un ragazzo di parola non ci sono dubbi. Aveva sempre detto di voler fare la proprio gara, di non interessarsi alla sfida tra Rossi e Lorenzo ed è stato di parola anche nel warm up. Suo il tempo migliore, precedendo in 2’00”186 (che tempo!) proprio la coppia Yamaha (con Lorenzo in vantaggio per due decimi) in vista di una gara che si preannuncia particolarmente “tirata”.

A fare la differenza sono soprattutto T1 e T2, mentre le Yamaha di Rossi e Lorenzo sono le più veloci nei due settori conclusivi. Il ritmo, in ogni caso, resta alto e il passo per tutti i big è sul 2’00” alto. I due piloti Yamaha hanno fatto l’andatura nella prima metà di turno, con Lorenzo autore del miglior tempo provvisorio con un 2’00.505. Lo spagnolo non è però riuscito a migliorarsi sul finale, dove è parso lamentare ancora qualche problema in staccata. Rossi ha invece evidenziato qualche difficoltà al T3, poi risolte egregiamente (suo il miglior parziale). Il programma del Dottore è stato di fatto diviso in due parti uguali, con la seconda moto utilizzata al fine di valutare modifiche alle sospensioni (stando ai cronologici, non redditizie).

Quarto tempo per il Dani Pedrosa (+0.701), che ha preceduto Andrea Iannone (quinto a +0.851 e ancora il più veloce su Ducati). Da segnalare una collisione tra Barbera e Pol Espargaró sul finale, che non ha avuto conseguenze ad eccezione di una sfuriata da parte del pilota del team Tech3, centrato (seppur involontariamente) dal connazionale.

Il tempo

Quando manca mezz’ora al via l’atmosfera a Sepang è incandescente in tutti i sensi: ci sono 37° un sole pallido (ma c’è) e il motorhome Yamaha da dove esce Rossi per entrare nei box è preso d’assalto da un migliaio di tifosi che lo accompagnano scattando foto e facendo selfie come non ci fosse un domani. Rossi e Lorenzo appaiono tranquilli, ormai tutto è stato fatto per essere più veloce del rivale, tutto è pronto e non c’è assolutamente più tempo per provare a modificare qualcosa.

Adesso i due hanno solo bisogno di concentrarsi, di ripassare con la mente ogni curva, ogni metro di questo tracciato che conoscono alla perfezione. Mentre il Dottore continua a parlare fitto fitto con i suoi tecnici, Jorge asolta musica in cuffia e si isola per qualche minuto prima di salire in sella e avviarsi verso la griglia quando mancano 19’ al via della gara. Rossi impiega un po’ più di tempo: indossa con cura i guanti, il casco, si aggiusta la tuta, come sempre “parla” con la sua Yamaha e finalmente sale in sella e lascia la pitlane.

Le gomme

A Sepang non ci sono, non ci possono essere, sorprese per i big: per tutti la scelta obbligata è una gomma media sia all’anteriore che al posteriore, ragion per cui sono tutti alla pari al via. Giù le visiere e tutti pronti per il giro di allineamento, ultima passerella prima della grande sfida.

Pronti. Via!

Semafori spenti e Pedrosa e Marquez e Iannone scattano bene, Lorenzo rimane intruppato dietro alle Ducati e supera entrambe per piazzarsi all’inseguimento di Lorenzo davantri a lui, terzo dietro a Pedrosa e Marquez. Rossi spinge forte e mette nel mirino Marquez mentre Lorenzo si è incollato a Rossi e lo supera alla fine del primo giro con un sorpasso fulminante e correttissimo. Iannone intanto passa 16° forse per un problema o un errore in frenata e procede lentamente, sta di fatto che davanti Pedrosa comincia a scavare un solco tra lui e gli altri: Marquez è a 4 decimi, Lorenzo a 7 e Rossi si stacca a mezzo secondo.

Al secondo giro succede che Marquez va leggermente lungo, Lorenzo si infila secondo e mette tra lui e Rossi proprio Marc, la situazione peggiore per Riossi che vede il suo vantaggio dimezzato dopo soli tre giri di gara.

Quarto giro e Marquez ha evidenti problemi nell’inserimento della moto nelle curve a destra, va lungo un paio di volte e infatti Rossi lo passa. Marquez ovviamente non ci sta e tra i due inizia una bagarre infernale. La sfida tra i due permette a Lorenzo di allungare mentre alle sue spalle, al 5° giro, Marquez e Rossi si sirpassano a vicenda. Incredibile la sfida tra i due, un duello meraviglioso, con Rossi che perde per un attimo la pedana: nessuno dei due vuole mollare il 3° posto, Rossi è infuriato perché vede Lorenzo davanti a rincorrere Pedrosa e durante la sfida trova pure il tempo di mandare a quel paese Marquez. Terzo, quarto, poi terzo e ancora quarto ad ogni curva: Marquez cerca di condizionare Rossi e un po’ ci riesce, perché Lorenzo adesso è 3” davanti a lui e assottiglia il divario da Pedrosa. Se riuscisse a superlarlo, per Rossi sarebbero guai seri.

Il fattaccio

Settimo giro e accade il fattaccio: i due si toccano, Valentino affianca Marquez, lo porta largo in curva, si vede abbastanza chiaramente che gli rifila un calcetto e lo fa cadere. La race direction non può non intervenire e compare il cartello che quanto accaduto è sotto investigazione. Brutta cosa, brutta reazione di un campione come Valentino, che non gli fa onore.

Ai box Yamaha intanto c’è scoramento: grande confabulare tra i dirigenti, uno sguardo ai monitor ma tanta tanta tristezza e con Galbusera che riesce addirittura ad assolvere il suo pilota dando tutte le colpe (incredibile) a Marquez.

In pista, invece, Pedrosa all’11° giro ha un secondo di vantaggio su Lorenzo mentre Rossi, per il momento, è lontano oltre 6 secondi. Per la Ducati il weekend finisce malissimo il giro dopo, quando Crtuctchlow entra deciso su Dovizioso e il forlivese si stende nella ghiaia. Con Iannone fuori subito e il Dovi ko adesso, è meglio tornare in Europa e pensare al futuro.

Siamo al 13° giro e la decisione della direzione gara di parlarne a fine corsa non è delle migliori: a tutti appare chiaro la scorrettezza di Valentino (Galbusera a parte) ma nessuno prende decisioni immediate. In Honda, nel frattempo, Marquez è talmente furibondo che i tecnici lo proteggono e lo nascondono agli occhi del mondo mentre si preparano le carte per ricorsi ufficiali con la speranza che la direzione gara prenda decisioni immediate. Invece niente. E questo è gravissimo.

Mancano 6 giri alla fine e ormai la gara non ha più alcun interesse, tutti gli occhi sono puntati sui box per vedere cosa succede. Pedrosa ha un passo eccezionale, Lorenzo è distante oltre 2” da lui e Rossi terzo a oltre 7” da Marquez e 9” da Pedrosa. La prima affermazione, durissima, è di Livio Suppo, team manager Honda: “ Le immagini sono chiare, Valentino ha dato un calcio alla Honda di Marc. Siamo andati in race direction e co hanno detto che non prenderanno nessuna decisione prima della fine. Non ci resta che aspettare”. Le immagini del fattaccio scorrono ad ogni momento sui monitor e più si vedono e più ci convinciamo che Valentino quel contatto se lo poteva risparmiare: capiamo lo stress del momento, della bagarre feroce tra i due, ma la gambetta che si allarga verso la moto di Marquez rimane e “sporca” nond i poco l’immagine di un grande campione.

In gara nel frattempo, Lorenzo è tranquillo secondo, per il momento guadagna altri 4 punti su Rossi e lascia la vittoria a Pedrosa che ha un passo decisamente superiore. Rossi intanto, chissà a cosa pensa: è lontano oltre 8” da Lorenzo e 12” da Pedrosa

Ultimo giro ed è una passerella per Pedrosa davanti a Lorenzo, che chiude a 3”6 dal piccolo Dani. Terzo è Rossi a 13” e con mille pensieri che gli si affollano nella mente, visto che recuperare un’immagine rovinata con quel contatto con Marquez sarà dura. Il buon Petrucci salva l’onore Ducati e con la Desmo 2014 chiude con un ottimo sesto posto. Bravissimo.

Ai box

E adesso tutti gli occhi si spostano ai box, alla pitlane, alla race direction. Galbusera continua nella suo (patetico) tentativo di salvare Rossi e pensa che Marquez con la sua condotta abbia voluto condizionare Rossi. Cosa vera sicuramente, ma la reazione è stata eccessiva e assolutamente fuori luogo. Al parco chiuso non c’è il sorriso sul volto del Dottore, segno che forse anche lui pensa di averla fatta grossa anche se, naturalmente, non lo ammetterà mai neppure sotto tortura.

Non c’è il sorriso anche sul podio, alza il trofeo, lo bacia ma non ha voglia di sorridere mentre Lorenzo, sornione, si gode il vantaggio. Esprime il suo pensiero chiaramente, piuttosto stizzito e poi, mentre i due contendenti sono in Race Direction a spiegarsi, anche lui sale nella sala degli interrogatori (ma non parla con i direttori di gara) e in inglese avverte che Rossi l’ha fatta grossa e confida nella giustizia a tavolino.

Passa circa un’ora e poi arriva l’ufficialità della decisione: a Valentino viene comminata una sanzione durissima: tre punti sulla patente, che sommati a quello comminato a Misano porta a 4 il totale. Il che vuol dire partire dall’ultimo posto a Valencia e un mondiale praticamente perso per il campione di Tavullia, che il circuito di Valencia non lo ha mai amato giudicandolo un “pista in un parcheggio”. Magari proverà a recuperare il tempo perduto, certo è che appare chiaro che il signore di Tavullia abbia dato un vero e proprio calcione al decimo titolo. (Enrico Biondi).

Parla Pedrosa

“Sul palco mi sono fatto spiegare che cosa era successo da Valentino e lui mi ha fornito la sua opinione. Dai box non mi avevano dato indicazioni per lasciarmi concentrato sulla sfida con Lorenzo. Opinioni mie non ne ho, per il momento, devo vedere meglio le immagini. A un certo punto ho visto in una curva lenta le immagini da un maxischermo ed ho visto che dietro c’era solo Rossi e Marc era sparito.” Dopo una mezzoretta, viste le immagini al rallentatore su un tablet, Dani si è schiarito le idee e il suo volto dice chiaramente che il fattaccio l’ha combinato Valentino:”Quello che è successo è frutto della tensione che i due si portano dietro dalla conferenza stampa del giovedì. Ognuno può vedere le cose a suo modo, ma di sicuro il movimento della gamba di Valentino non è una reazione involontaria”.

Parla Lorenzo

“Adesso mi auguro di arrivare a Valencia non con 7 punti di svantaggio su Rossi ma con un bel vantaggio su di lui. Mi spiace ma è quello che penso e agli italiani forse non piacerà molto. Ho rivisto le immagini del contatto tra Valentino e Marquez e non capisco perché Vale abbia avuto una reazione del genere, ha allargato la gamba e lo ha fatto cadere. Mi stupirei e sarei davvero amareggiato se scoprissi che arrivo con 7 punti di svantaggio all’ultima gara di Valencia invece di un vantaggio. Le immagini sono chiare, le avete viste. Poi, a sentenza arrivata, ecco le sue dichiarazioni: “La decisione non mi sembra buona. Valentino ha messo fuori causa Marc, che si è ritirato. Lui invece ha tenuto sedici punti. Credo sia ingiusto, e forse grazie al suo nome non gli hanno tolto nemmeno un punto. Non solo io, ma penso che molti altri abbiano perso rispetto nei suoi confronti come sportivo. È probabilmente il pilota più forte della storia, ma come sportivo e uomo penso che molti cambieranno opinione. In passato ha vissuto momenti simili, ma oggi è il peggiore”. (Enrico Biondi)

Così il traguardo

Pilota

Nazione

Team

Km/h

Gap

Dani PEDROSA

SPA

Repsol Honda Team

163.7

40'37.691

Jorge LORENZO

SPA

Movistar Yamaha MotoGP

163.4

+3.612

Valentino ROSSI

ITA

Movistar Yamaha MotoGP

162.8

+13.724

Bradley SMITH

GBR

Monster Yamaha Tech 3

162.1

+23.995

Cal CRUTCHLOW

GBR

LCR Honda

161.8

+28.721

Danilo PETRUCCI

ITA

Octo Pramac Racing

161.3

+36.372

Aleix ESPARGARO

SPA

Team SUZUKI ECSTAR

161.1

+39.290

Maverick VIÑALES

SPA

Team SUZUKI ECSTAR

161.1

+39.436

Pol ESPARGARO

SPA

Monster Yamaha Tech 3

160.9

+42.462

Stefan BRADL

GER

Aprilia Racing Team Gresini

160.7

+44.601

Scott REDDING

GBR

EG 0,0 Marc VDS

160.5

+47.690

Yonny HERNANDEZ

COL

Octo Pramac Racing

160.2

+52.112

Hector BARBERA

SPA

Avintia Racing

160.2

+52.360

Toni ELIAS

SPA

Forward Racing

160.1

+53.619

Alvaro BAUTISTA

SPA

Aprilia Racing Team Gresini

160.1

+53.631

Nicky HAYDEN

USA

Aspar MotoGP Team

159.6

+1'01.431

Jack MILLER

AUS

LCR Honda

159.6

+1'02.828

Mike DI MEGLIO

FRA

Avintia Racing

159.4

+1'05.075

Eugene LAVERTY

IRL

Aspar MotoGP Team

159.1

+1'09.877

Anthony WEST

AUS

AB Motoracing

158.2

+1'24.749

Andrea DOVIZIOSO

ITA

Ducati Team

162.1

10 Giri

Marc MARQUEZ

SPA

Repsol Honda Team

156.1

13 Giri

Loris BAZ

FRA

Forward Racing

132.6

18 Giri

Andrea IANNONE

ITA

Ducati Team

155.6

19 Giri

Damian CUDLIN

AUS

E-Motion IodaRacing Team

 

0 Gir

Mondiale Piloti

Pilota

Moto

Nazione

Punti

Valentino ROSSI

Yamaha

ITA

312

Jorge LORENZO

Yamaha

SPA

305

Marc MARQUEZ

Honda

SPA

222

Dani PEDROSA

Honda

SPA

190

Andrea IANNONE

Ducati

ITA

188

Bradley SMITH

Yamaha

GBR

171

Andrea DOVIZIOSO

Ducati

ITA

153

Cal CRUTCHLOW

Honda

GBR

118

Danilo PETRUCCI

Ducati

ITA

107

Pol ESPARGARO

Yamaha

SPA

103

Aleix ESPARGARO

Suzuki

SPA

97

Maverick VIÑALES

Suzuki

SPA

92

Scott REDDING

Honda

GBR

83

Yonny HERNANDEZ

Ducati

COL

53

Hector BARBERA

Ducati

SPA

33

Alvaro BAUTISTA

Aprilia

SPA

29

Loris BAZ

Yamaha F

FRA

28

Stefan BRADL

Aprilia

GER

17

Jack MILLER

Honda

AUS

17

Nicky HAYDEN

Honda

USA

16

Eugene LAVERTY

Honda

IRL

9

Katsuyuki NAKASUGA

Yamaha

JPN

8

Michele PIRRO

Ducati

ITA

8

Mike DI MEGLIO

Ducati

FRA

8

Hiroshi AOYAMA

Honda

JPN

5

Takumi TAKAHASHI

Honda

JPN

4

Toni ELIAS

Yamaha F

SPA

2

Alex DE ANGELIS

ART

RSM

2

Mondiale Costruttori

Yamaha 382

Honda 335

Ducati 247

Suzuki 129

Yamaha F 35

Aprilia 34

Art 2

De Angelis stasera in Italia

Buone notizie per la salute di Alex De Angelis: il pilota ferito gravemente in Giappone, ha lasciato in mattinata l’Ospedale Universitario Dokkyo e si è imbarcato sul volo Alitalia che atterrerà senza scali a Roma alle 20.30. Successivamente con un jet privato viaggerà con destinazione Rimini, dove un’ambulanza lo condurrà all’Ospedale di Stato di San Marino. Il pilota è assistito nel suo viaggio di ritorno a casa, dopo il terribile incidente nel quale ha riportato un forte trauma cranico con perdita di coscienza, e sviluppo di ematoma intracranico, contusioni polmonari multiple oltre alle fratture lievi di 6 vertebre senza interessamento spinale, frattura bilaterale di due costole, da due medici e dal padre Vinicio. “Sono molto felice di tornare a casa e di iniziare le terapie. Ogni giorno le mie condizioni migliorano e se tutto andrà come sta andando, vorrei provare a venire a Valencia per salutare tutti gli amici del paddock che sono stati in pensiero per me in questi giorni. La mia permanenza all’Ospedale Dokkyo non è passata inosservata tanto che tutto il personale medico e gli infermieri che mi hanno assistito in questi lunghi giorni – che io ringrazio infinitamente – sono venuti a salutarmi e questo mi ha fatto molto piacere. A presto, ragazzi!”