LORENZO VINCE IL ROUND DEL VENERDI', ROSSI CON UN SACCO DI PROBLEMI...

Sepang. Benvenuti a Sepang, circuito immerso nella foresta della Malesia tanto cara a Emilio Salgari che da queste parti (senza mai averle visitate davvero e senza mai spostarsi dalla sua casa torinese) ha creato personaggi come Sandokan, Yanez, Tremal-Naik e Lady Marianna Guillonk, più nota come la Perla di Labuan, la donna amata di Sandokan, in decine e decine di libri tradotti in tutte le lingue del mondo.
In questo meraviglioso mondo di avventure si disputerà domenica la penultima gara del Motomondiale in una sfida infernale che vedrà di fronte Valentino Rossi e Jorge Lorenzo, separati da appena 11 punti che possono essere tanti oppure pochissimi, secondo i punti di vista.
Ebbene, non bastasse il clima già infernale per via del caldo torrido, dell’umidità che sfiora il 100%, degli incendi delle foreste nella vicina Indonesia e del sole oscurato, con una cappa che crea una pericolosa nube tossica per i residenti (pochi problemi per chi, come i piloti, arrivano, corrono e ripartono in pochi giorni), ecco che alla vigilia ci si è messo pure Valentino Rossi.
Sfoderando la scimitarra come un moderno Sandokan, ha cominciato a menare fendenti a destra e manca, soprattutto nei confronti di Mac Marquez, accusato di aver favorito Lorenzo nella gara in Australia. Dati alla mano, ha sfoderato una serie di tempi che, secondo lui, spiegano chiaramente come Marc fosse velocissimo sin dal principio e invece avrebbe rallentato Rossi per far scappare Lorenzo.
Tutto il paddock è rimasto a bocca spalancata dalla sorpresa. Marquez ha ribattuto che, alla fine, lui gli aveva pure fatto un favore, togliendolo a Lorenzo la vittoria e 5 punti. Niente da fare. Rossi è rimasto della sua idea e, personalmente, la sua uscita ci ha lasciato basiti, anche perché mai, nella sua carriera, Valentino si era scagliato con tanto livore contro un collega.
Tutto questo parlare non può non aver influito anche nella prima giornata di prove oggi. Il risultato finale è che Lorenzo è andato come un forsennato nel secondo turno (mentre nel primo il più veloce era stato Pedrosa), mentre Rossi è finito addirittura 8° nel secondo turno, ma nella somma dei tempi è 5° anche se il divario dal rivale è di 669 millesimi (tanti) ed in mezzo tra i due ci sono pure Pedrosa, Marquez e quel diavolo di Iannone, pronto a fare altri scherzi come in Australia.
Se a questo ci aggiungiamo che Valentino ha toppato il time attack proprio nei minuti finali del secondo round, con la moto (o la gomma, il mistero rimane) che ha cominciato a comportarsi in modo anomalo, il guaio allora è completo. Anche perché un Valentino un po’ stressato non l’avevamo mai visto. Sarà colpa dell’età, del fatto di combattere su più fronti con più avversari che lo infastidiscono… Chissà, certo non è stato un bel modo di aprire le sfide qui in Malesia. Anche perché Lorenzo si è ben guardato da entrare nella diatriba Rossi-Marquez: sereno di testa e in gran forma, ieri ha fatto cose più che egregie con grande naturalezza, usando sempre gomme medie usate, mentre Rossi ha provato senza costrutto anche delle gomme più morbide.
Il clima, poi, non lo ha aiutato di sicuro: lo abbiamo visto respirare a fatica al rientro ai box, subito soccorso con asciugamani gelati sul collo, sudatissimo. In contrasto con il viso tranquillo di Lorenzo nel box a fianco, inquadrato più volte sorridente e sereno. Il sottile gioco psicologico è già cominciato. Oggi però Lorenzo ha vinto 1-0 per distacco…
Fp1. Dopo le scintille della vigilia, il tempo inclemente dovuto agli incendi nella vicina Indonesia , le parole di fuoco in conferenza stampa di Valentino contro Marquez, la non replica dello spagnolo, finalmente si va in pista per vedere di decidere chi è il migliore del mondo. “Vamossss” è la scritta che mostrano a Lorenzo sulla tabella segnatempo quando lo spagnolo passa davanti al traguardo. Lui vede e capisce, sorride sotto il casco e viaggia veloce. Al primo giro utile, però, ci sono le due Honda di Pedrosa e Marquez che stampano dei tempi da paura: Pedrosa in 2’00”412, Marquez lontano 374 millesimi e Lorenzo a 403. Rossi? Per il momento è 4°, ma a 903 millesimi, cioè quasi un secondo e precede Iannone lontano 1”3 mentre il Dovi è purtroppo solo 12° a…2”2. Imbarazzante.
Ancora qualche giro e Rossi rimane 4° ma il tempo migliora. Ora il Dottore è a soli 6 decimi da un Pedrosa in stato di grazia. Dopo i primi 5 giri c’è il primo step ai box che serve più ai piloti che ai tecnici visto che la temperatura e l’umidità sono così alte da togliere il fiato. Molto lavoro sulla Ducati di Iannone: il pilota è tornato ai box e avverte forti vibrazioni sull’anteriore, ragion per cui si decide subito di cambiare il mono ammortizzatore.
Dopo 18 minuti di prove, la classifica dice che Pedrosa Marquez e Lorenzo sono davanti a Rossi, mentre Dovizioso fa un piccolo passo avanti e si mette 11° a 1”8 per migliorarsi ancora, arrivando all’8° posto a 1”64. Molto bene Petrucci, che sale all’8° posto a 1”67 da Pedrosa e felice di come si comporta la sia “vecchia” Desmo 2.0. Certo che correre sotto un cielo grigio causa la terribile nube tossica che rende l’aria irrespirabile nella vicina Kuala Lumpur e il sole che scompare alla vista, fa davvero impressione.
Tutti in pista e i primi a migliorare il crono sono Rossi e Iannone. Il primo scende a mezzo secondo da Pedrosa, Andrea a 1” e questo vuol dire che la pista risponde bene, è veloce e performante nonostante il clima inclemente. Tra le altre cose c’è molta apprensione per il meteo di domani e domenica, quando, si dice, potrebbe venire a piovere e non si capisce bene che tipo di pioggia scenderà sulla pista, visto che il governo malesiano, proprio per combattere l’inquinamento dovuto agli incidenti indonesiani ha lanciato nell’atmosfera agenti chimici che, una volta tornati a terra non si sa bene cosa comporterà per pista, asfalto e piloti.
Mancano 17’ alla fine e Lorenzo rompe gli indugi: si prende il 2° posto, a soli 2 decimi da Pedrosa, supera Marquez e tiene Rossi a 3 decimi da lui. La tabella dei tempi dice che solo i primi 4 viaggiano sotto il 2’01”. La prima caduta di giornata è quella di Cal Crutchlow che si stende alla curva 2 quando mancano 10’ alla fine del tempo. Pilota illeso, moto da rifare.
La guerra a distanza Rossi-Marquez non è ancora ufficialmente iniziata: mentre nel terzo run Jorge entra in pista con la seconda moto per una prova comparativa tre le due a sua disposizione, Valentino continua a inanellare giri e comincia a spingere mentre alle sue spalle Redding supera Iannone e si mette 5° a 3 decimi dal Dottore. Bravo Barberà che è 7° a 3’ dalla fine del turno, mentre Crutchlow, tornato in pista più incarognito che mai dopo la caduta sale 6° e si mette tra Redding e Iannone. Mentre le due Yamaha continuano a girare con gomme relativamente vecchie, c’è qualcuno che azzarda coperture nuove e più morbide, ma con questo clima non ci sono miglioramenti apprezzabili almeno per il momento.
Quando scende la bandiera a scacchi, la top ten (importantissima se nelle prossime prove verrà a piovere) vede Pedrosa davanti a Lorenzo, Marquez e Rossi. Quinto posto per Redding che precede Crutchlow e Iannone e a chiudere la fila Barberà, Aleix Espargarò e Andrea Dovizioso con Petrucci 11° e fuori dai big per soli 40 millesimi.
Particolare importante: Massimo Meregalli, team manager Yamaha, ha confermato che la filosofia della Casa giapponese non cambia neppure per le ultime due prove mondiali. Questo vuol dire che tutti i dati della telemetria delle moto ufficiali di Lorenzo e Rossi e di quelle di Smith e Pol Espargarò, confluiranno regolarmente nel server della Casa e saranno a disposizione di tutti i piloti Yamaha. Quindi non verranno secretati.
Ultima considerazione riguarda il primo round: dopo i fuochi d’artificio dei primi minuti, le prestazione dei primi 4 si sono livellate di molto, segno che il lavoro di affinamento è cominciato in vista delle prossime prove mentre la pista non offre assolutamente il grip desiderato dai piloti e si spera che l’asfalto si gommi con i prossimi passaggi.
Rimane il dubbio del tempo: abituati al sole cocente, vedere i piloti correre in un clima surreale, con scarsa visibilità, un vento leggero che spinge il fumo dalla vicina Kuala Lumpur ad avvolgere quasi la pista ed il solito altissimo grado di umidità da paura, fa davvero impressione. Correre in queste condizioni sarà veramente molto, molto difficile.
Fp2. Si torna in pista al pomeriggio e nel torrido caldo malese la prima novità riguarda le coperture Yamaha. Rossi entra in pista con due gomme hard con banda rossa nuove di zecca mentre Lorenzo continua ad usare le gomme con banda blu, medie, usate. E i risultati si vedono subito: Rossi balza al 2° posto al primo giro utile ma è subito superato da Lorenzo e da Marquez mentre Dovizioso finalmente lo vediamo reattivo. I tempi inevitabilmente si abbassano anche se non migliorano le prestazioni del mattino.
La prima brutta notizia arriva da Iannone che cade alla curva 6. All’improvviso si chiude l’anteriore e il pilota finisce nella ghiaia. Per lui nessun danno, per la moto di più ed un segnale preoccupante. Ma torniamo ai tempi: i tecnici dicevano che sarebbe stato quasi impossibile migliorare quelli del mattino causa il caldo. Evidentemente Dani Pedrosa è di quelli che non hanno sentito i discorsi ai box perché scende subito in un ottimo 2’00”835 e rifila 3 decimi a Marquez mentre 3° è per il momento la Suzuki di Aleix Espargarò. Non sono ancora i tempi del mattino, però il piccolo Dani gira velocissimo e si vede che su questa pista si sente a posto e pronto a dare battaglia.
Si torna ai box per il primo step e quello che colpisce è l’enorme sforzo dei piloti a respirare in questo clima terrificante. Rossi, ad esempio, si vede chiaramente che è sofferente, beve subito integratori, gli mettono un asciugamano bagnato sul collo mentre i tecnici spostano sulla Moto2 la gomma anteriore hard mentre rimonta una posteriore hard nuova sul posteriore. Lorenzo invece fa un lavoro tutto diverso e continua a girare con gomme usate medie.
Iannone torna in pista e comincia a spingere da subito e si piazza 2° a 2’01”0 a soli 2 decimi da Pedrosa al primo giro utile. Molto bravo. Anche Rossi non scherza e il suo divario da Pedrosa scende a 470 millesimi da oltre 1”che aveva a inizio test.
Quando mancano 15’ al termine delle prove di giornata, in pista si sono migliorati rispetto al mattino solo Iannone e Aleix Espargarò nel primo gruppo, mentre tra gli inseguitori molto bene Vinales e molto male ancora Dovizioso, che scende al 12° posto nei tempi combinati, quindi fuori dai 10 della probabile Top Ten. Iannone continua ad abbassare i tempi e si avvicina al clan dei 4 piloti in 2’00” e nell’economia dei risultati viaggia su tempi molto migliori di quelli di Rossi.
Rientra in pista anche Lorenzo che battezza due gomme medie nuove e visto che mancano solo 8’ alla fine, ci si sta preparando ad un probabile time attack. La lotta a distanza tra lui e Rossi entra nel vivo: Rossi infatti, così come Pedrosa, sceglie le stesse mescole di Lorenzo, per cui ne vedremo delle belle. Lorenzo al primo giro ha lo stesso tempo di Pedrosa al T1, migliora di 18 millesimi il T2 scende addirittura a 393 millesimi nel T3 e piomba sul traguardo in 2’00”2 mentre Marquez si mette 2° a 226 millesimi mentre Pedrosa è un piccolo fulmine , perde qualcosina nel T3 ma si piazza 2° mentre Rossi, inaspettatamente, rientra veloce ai box scuotendo la testa, insoddisfatto della gomma morbida montata al posteriore.
Caschi rossi per Pedrosa, Iannone e Marquez . Pedrosa vuole abbattere il muro dei 2’00” mentre Rossi torna in pista solo per provare la partenza visto che non c’è tempo per rimettere copertura nuove sulla sua Yamaha. Stupisce Iannone che si porta al 4° posto e supera anche Rossi che non migliora il tempo del mattino.
Al comando, sotto la bandiera a scacchi del fine turno, troviamo a sorpresa un incisivo Jorge Lorenzo che all’ultimo giro utile si mette davanti a Pedrosa per soli 47 millesimi con un 2’00”246 mentre Marquez è a 226. Quarto, come detto, Iannone a 240 che precede Valentino Rossi, Crutchlow, Aleix Espargarò, un bravo Dovizioso che recupera il tempo perduto in mattinata (anche se non è affatto soddisfatto del risultato) e a chiudere davanti a Redding e un bravissimo Petrucci, che entra di forza nei top ten e spero che domani piova a dirotto, così nessuno gli toglierà la possibilità di entrare direttamente nelle qualifiche più importanti della Q2.
Le prove del pomeriggio hanno comunque dati segnali molto importanti: il primo è che Lorenzo, incurante delle diatribe tra Rossi e Marquez, continua imperterrito per la propria strada, si tiene distante da ogni polemica ed è il più veloce in pista. E che tra lui è Rossi adesso ci sono la bellezza di altri 3 piloti, cioè Pedrosa, Marquez e Iannone.
Il Dottore professa soddisfazione e sicurezza: strano, perché dando uno sguardo ai tempi, quelli che lui analizza metro per metro, il divario tra lui è Lorenzo è di 669 millesimi. Sempre tanti, anche perché Iannone, davanti a lui, è lontano quasi mezzo secondo. Vedremo domani, tempo permettendo. (Enrico Biondi)
Fp1
|
Pilota |
Team |
Km/h |
Tempo |
Gap |
|
Repsol Honda |
330.3 |
2'00.412 |
||
|
Movistar Yamaha |
326.0 |
2'00.622 |
0.210 |
|
|
Repsol Honda |
331.6 |
2'00.736 |
0.324 |
|
|
Movistar Yamaha |
328.4 |
2'00.915 |
0.503 |
|
|
EG 0,0 Marc VDS |
323.7 |
2'01.218 |
0.806 |
|
|
LCR Honda |
329.4 |
2'01.235 |
0.823 |
|
|
Ducati Team |
335.0 |
2'01.421 |
1.009 |
|
|
Avintia Racing |
321.1 |
2'01.616 |
1.204 |
|
|
Team SUZUKI |
323.7 |
2'01.741 |
1.329 |
|
|
Ducati Team |
334.5 |
2'01.917 |
1.505 |
|
|
Pramac Racing |
326.4 |
2'01.957 |
1.545 |
|
|
Team SUZUKI |
326.2 |
2'02.258 |
1.846 |
|
|
Yamaha Tech 3 |
329.1 |
2'02.259 |
1.847 |
|
|
Aprilia Gresini |
320.5 |
2'02.314 |
1.902 |
|
|
Yamaha Tech 3 |
330.0 |
2'02.323 |
1.911 |
|
|
Aspar Team |
320.1 |
2'02.590 |
2.178 |
|
|
Pramac Racing |
328.0 |
2'03.072 |
2.660 |
|
|
LCR Honda |
321.7 |
2'03.136 |
2.724 |
|
|
Aprilia Gresini |
319.6 |
2'03.228 |
2.816 |
|
|
Avintia Racing |
322.9 |
2'03.394 |
2.982 |
|
|
Forward Racing |
318.7 |
2'03.429 |
3.017 |
|
|
Aspar Team |
320.7 |
2'03.938 |
3.526 |
|
|
Forward Racing |
324.3 |
2'04.496 |
4.084 |
|
|
AB Motoracing |
320.8 |
2'05.793 |
5.381 |
|
|
IodaRacing Team |
308.3 |
2'07.552 |
7.140 |
Fp2
|
Pilota |
Team |
Km/h |
Tempo |
Gap |
|
Movistar Yamaha |
326.3 |
2'00.246 |
||
|
Repsol Honda |
330.2 |
2'00.293 |
0.047 |
|
|
Repsol Honda |
332.3 |
2'00.472 |
0.226 |
|
|
Ducati Team |
335.2 |
2'00.486 |
0.240 |
|
|
LCR Honda |
329.9 |
2'01.039 |
0.793 |
|
|
Team SUZUKI |
320.9 |
2'01.058 |
0.812 |
|
|
Ducati Team |
333.0 |
2'01.127 |
0.881 |
|
|
Movistar Yamaha |
327.1 |
2'01.305 |
1.059 |
|
|
Pramac Racing |
323.8 |
2'01.598 |
1.352 |
|
|
EG 0,0 Marc VDS |
325.5 |
2'01.607 |
1.361 |
|
|
Team SUZUKI |
325.2 |
2'01.796 |
1.550 |
|
|
Avintia Racing |
323.2 |
2'01.796 |
1.550 |
|
|
Yamaha Tech 3 |
324.2 |
2'01.850 |
1.604 |
|
|
Yamaha Tech 3 |
326.0 |
2'02.101 |
1.855 |
|
|
Aprilia Gresini |
320.0 |
2'02.118 |
1.872 |
|
|
Aspar Team |
322.3 |
2'02.426 |
2.180 |
|
|
Aspar Team |
318.3 |
2'02.427 |
2.181 |
|
|
Pramac Racing |
327.2 |
2'02.554 |
2.308 |
|
|
Aprilia Gresini |
320.4 |
2'02.626 |
2.380 |
|
|
Avintia Racing |
320.3 |
2'03.480 |
3.234 |
|
|
LCR Honda |
321.2 |
2'03.485 |
3.239 |
|
|
Forward Racing |
320.9 |
2'03.710 |
3.464 |
|
|
Forward Racing |
315.3 |
2'03.731 |
3.485 |
|
|
AB Motoracing |
315.7 |
2'04.892 |
4.646 |
|
|
IodaRacing Team |
301.5 |
2'06.962 |
6.716 |
La parola ai piloti
Lorenzo
“Se vi ricordate, lo scorso anno ero andato in crisi con le coperture a fine gara, poi non ero ancora a posto fisicamente, soffrivo e non ho potuto girare forte. Quest’anno invece sono in uno stato di forma eccellente e sto lottando per il titolo. Per questo motivo stiamo facendo un grande lavoro con i pneumatici proprio per evitare i guai dell’anno passato. Sono soddisfatto e mi sento bene e domani conto di fare anche meglio ma non credo che per la gara la scelta della gomma differente rispetto agli altri piloti per cercare strade nuove sarà un aspetto determinante. La migliore opzione è seguire tutti gli altri nella scelta degli pneumatici. Conta molto di più trovarsi a posto con il pacchetto completo moto-gomme-pilota”.
Marquez
“Abbiamo cominciato abbastanza bene il weekend. Ho iniziato con un forcellone diverso da quello dei test di febbraio e la moto ha subito risposto bene. Continuate a chiedermi che cosa è successo ieri in conferenza stampa. Valentino, come sapete, mi ha attaccato e ci ha preso tutti di sorpresa. Il più sorpreso sono stato io, però capisco che cosa sta attraversando lui, la sua situazione: sta lottando con Jorge per il titolo. Il fatto è che deve lottare con Jorge e batterlo in pista. Ha talento sufficiente per vincere. Io non voglio entrare in questa guerra e voglio restarne fuori. La storia del poster in camera mia? Lo ripeto: rispetto Valentino e il rispetto rimane anche adesso. Quello che mi ha detto mi dispiace, io so solo che ho preso 5 punti a Jorge e per questo non ho capito le sue parole. Devo fare la mia strada e non penso ad altro”.
Rossi
“Ragazzi sono preoccupato e non lo nascondo. Il guaio è che non abbiamo finito il nostro lavoro, non ho potuto provare il time attack per un problema che ancora non abbiamo capito dove si è sviluppato, se cioè alla moto o alla gomma media che stavamo usando in quel momento. Ho provato a cambiare la moto per tentare di fare qualche giro, purtroppo è finito il tempo e siamo rimasti senza dati importanti. Fino a quel momento il passo non era male soprattutto con la seconda moto. Sono preoccupato perché non sappiamo se il problema è alla moto o alla gomma. Se è la gomma mi sa che siamo nei guai, perché quella è la coppia di gomme che dobbiamo usare domani nelle qualifiche più importanti. Il guaio è che non mi sentivo bene in sella, avevo tanto chattering, mi stavo per lanciare e ho sentito qualcosa che non andava e mi sono dovuto fermare e ci rimane questo punto interrogativo per domani”.
Dovizioso
“Non sono per nulla soddisfatto, anche perché non riesco a fare nulla di quello che vorrei. E questo mi dà fastidio perché non trovo la situazione ottimale, perché non vedo come posso essere competitivo con gli altri. Non sono fluido, non sono veloce e continua a non frenare la moto come vorrei. Diciamo che in queste condizioni si può andare fortino, ma non forte. Speravo di essere più vicini ai primi, invece sono lontano e per la gara non sono a posto. Bravo Iannone, sta andando fortissimo, io invece soffro. Adesso dobbiamo assolutamente capire cosa fare per il prossimo anno perché così non riesco a spingere come vorrei. E’ vero che non ci giochiamo il mondiale, ma così non va”.
Iannone
“Purtroppo so perché sono caduto. Volevo capire se la pista era migliorata rispetto al mattino. Invece no, non era migliorata, ma io ho spinto troppo e l’anteriore mi ha lasciato, una scivolata stupida, senza danni. La seconda moto aveva piccoli accorgimenti, una modifica sul forcellone ed è andata subito forte. I problemi comunque ci sono sempre, ma abbiamo fatto grandi passi avanti. Ho visto molti piloti girare in pista con gomma dura al posteriore. Difficile capire come vanno e se per loro sarà la gomma ideale per fare la gara. Il mio passo è buono, ma dobbiamo capire i dati e capire con quale gomma scendere in pista per la gara. Ancora non lo sappiamo. Sicuramente ho lavorato in ottica gara e sono felice dei passi in avanti che continuo a fare ad ogni uscita”.
Petrucci
“Oggi pomeriggio caldo terribile, pazzesco e la pista che abbiamo trovato era tanto scivolosa. Al punto che ho rischiato di perdere l’anteriore tante volte. Debbo dire che sono soddisfatto per il passo gara, entrare nei primi 10 è stato importante. La mia moto non è come quelle ufficiali, ma si difende molto bene e si possono fare ottimi tempi”