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PENULTIMO ATTO: ROSSI O LORENZO? PERCHE' GLI STUPIDI INSULTI A IANNONE?

Sepang. Con ancora negli occhi il magnifico spettacolo che 4 , immensi, protagonisti hanno dato sul circuito di Phillip Island, il grande circo della MotoGp, armi e bagagli, si è trasferita in Malesia, circuito di Sepang, tempio della velocità costruito dal solito architetto tedesco Tilke e considerato da tutti il miglior circuito dove effettuare i test invernali, per capire fino in fondo come si presentano le moto per la stagione successiva. Honda, Yamaha, Ducati e Suzuki ci fanno visita almeno 2/3 volte l’anno.

Le prime due per i test voluti da Dorna, altre volte come test prettamente privati al quale collegano anche capatine nella “vicina” Australia, Philip Island appunto, per studiare più a fondo come si comportano i bolidi freschi freschi di fabbrica. A fine stagione di quest’anno, poi, i test saranno ancora più importanti, soprattutto perché cambierà il fornitore di pneumatici.

Addio Bridgestone, che lascerà comunque un ottimo ricordo di sé per gli ottimi prodotti che è riuscita a fare, e bentornata Michelin, che si riprende la ribalta internazionale e sta facendo di tutto per fornire alle squadre una gomma all’altezza, se non superiore, alle precedenti della Casa giapponese che dopo i primi balbettii nel 2010/2011 oggi è stata in grado di fornire pneumatici di… un altro pianeta, al punto che Marquez domenica ha stabilito il record del circuito con quel pazzesco ultimo giro.

La Michelin è già molto avanti con le coperture posteriori (alcuni dicono che siano addirittura superiori alle attuali), mentre sta incontrando molti problemi con quelle anteriori, poco sicure, per nulla affidabili al momento (visto le numerose scivolate durante le ultime prove a Brno). Saranno i prossimi test a Valencia, il giorno dopo la fine del mondiale, a dire quale livello di affidabilità offrono le gomme Michelin dopo mesi e mesi di lavoro.

Ma torniamo alla prossima scena della sfida iridata. Concepito per la velocità e lo spettacolo, il circuito internazionale di Sepang , situato a circa 50 km da Kuala Lumpur è uno dei migliori del mondo. Fu costruito nel cuore di un immenso complesso che comprende un hotel, un campo da golf, negozi e altri impianti sportivi. Costò oltre 50 milioni di sterline.

Il complesso fu terminato in meno di quattordici mesi e i suoi impianti rispondono ai criteri più esigenti. Ospitò il suo primo Gran Premio del calendario del mondiale. Con quattro curve lente seguite da vari rettilinei e una decina di curve abbastanza rapide, Sepang favorisce i sorpassi e le elevate velocità. La competizione in questo tracciato, uno dei più lunghi del MotoGP, si sviluppa sotto un caldo intenso con alti indici di umidità.

E proprio pensando alle grandi velocità e ai due interminabili rettilinei che il pensiero corre alle Ducati e a quanto potranno fare in Malesia. Iannone e il motore della sua Desmo16 hanno ampiamente dimostrato di poter competere ad armi pari con Honda e Yamaha. Sul rettilineo sono molto più performanti delle giapponesi, manca loro qualcosa nei percorsi misti e soprattutto nelle frenate per inserirle in curva senza andare fuori linea, però Iannone pare aver raggiunto ormai un tale livello di padronanza del mezzo da poter sufficientemente tenere a bada tutti i cavalli che Borgo Panigale e l’ingegner Dall’Igna hanno messo sotto la carena.

Gli insulti a Iannone, Meda risponde

A proposito di Iannone: pochi minuti dopo la sfida che ha consegnato ad Andrea il 3° posto, sul suo profilo di Facebook i soliti idioti lo hanno inondato di insulti del tipo, “venduto, finito, non sei nessuno, burattino” tanto per indicarne qualcuno dei riferibili.

A prendere le difese del campione di Vasto ci ha pensato prima Carlo Pernat, team manager, che ha ricordato come il “tifo calcistico” non debba mai entrare nel motociclismo, poi Guido Meda, la voce delle MotoGp diSkySport. Sempre su Facebook il giornalista scrive: "Iannone ha fatto una grande gara, è un pilota, della Ducati, non è il burattino di nessuno, non sposa alleanze, non è pagato per accondiscendere. Deve fare le sue gare, la sua strada, la sua carriera". E attacca: "Che futuro possono avere i quattro (quaranta, quattrocento o quattromila) dementi che lo stanno insultando su questi stupidi social per essere arrivato davanti a Rossi? Cosa non avete capito della definizione "sport individuale"? Cosa vi sfugge del fatto che a Rossi e a Lorenzo il Mondiale non è previsto che lo debba regalare qualcuno, ma se lo devono giocare con l'incognita di altri ventitré cristiani come loro? Ecco, tutto qui. Ho visto di sguincio, in una giornata professionalmente e personalmente intensa, un po' di questo genere di cose e mi sono sembrate così cretine e gratuite nella loro squallida normalità che mi sono sentito in dovere di dirlo". Concordiamo pienamente. Nella speranza che i “dementi” la smettano.

Rinascita Dovizioso?

Ci si attende che della partita sia anche Andrea Dovizioso, in ombra in Australia. Ma più che la moto, il Dovi in questo momento deve uscire da quella specie di involuzione che lo ha colpito dopo essere stato protagonista assoluto nelle prime 5 gare della stagione.

Tutto questo per dirvi che la sfida Rossi-Lorenzo, domenica prossima, potrebbe vedere protagonisti non solo loro due, ma anche altri comprimari, che nulla hanno da perdere a questo punto della stagione, ma proprio per questo diventeranno ancora più pericolosi e forse decisivi. Vediamoli.

Dani Pedrosa. In ombra pure lui a Phillip Island, a Sepang si è sempre dimostrato veloce, ha conquistato due vittorie anche se lo scorso anno dopo solo 8 giri è finito fuori gara ma ad esempio nel 2013 conquistò la vittoria su Marquez, Lorenzo e Valentino Rossi nell’ordine. Niente di più facile quindi che sia lui questa volta la variabile impazzita in grado di mettersi in mezzo nella lotta al titolo. “Sono ragionevolmente contento del risultato di Phillip Island, ma ora andiamo a Sepang dove spero di tornare sul podio. È una pista che tutti conosciamo bene grazie a test, molto esigente dal punto di vista fisico a causa del clima. È un tracciato vario, con curve veloci e lente, forti staccate e lunghi rettilinei”.

Marc Marquez. Ha vinto lo scorso anno davanti a Rossi e Lorenzo, detiene tutti i record di Sepang tranne quello della velocità di punta che appartiene (guarda un po’) a Dovizioso (329.6 km orari) ed è in uno stato di grazia sorprendente oltre che in una forma splendida nonostante una mano sinistra operata di fresco e ancora non perfettamente a posto. Marc si è messo in testa di vincere tutte le prossime gare, giusto per confermare che il 3° posto gli spetta di diritto e non vuole assolutamente che Iannone gli si avvicini. “Abbiamo fatto molte prove a Sepang, è una pista che mi piace e si addice alla nostra moto. Come sempre, la messa a punto è la chiave, soprattutto in frenata, e dovremo preparare al meglio la corsa già da venerdì e sabato”.

Jorge Lorenzo. E’ quello messo peggio dei quattro in quanto a statistiche. Ha vinto a Sepang una volta sola, nel 2006, quando correva in classe 250. Per il resto tanti piazzamenti sul podio ma nessun acuto. Se vuole davvero portare via il titolo al Dottore, quest’anno dovrà fare molto di più.

Valentino Rossi. Beh, lui qui ci ha vinto la bellezza di 7 volte, cominciando nel 1997 in classe 125, per saltare poi la classe 250, ma tornando a vincere nel 2001 in classe 500 e poi in MotoGp nel 2004, 2005, 2006, 2008 e per l’ultima volta nel 2010. E scusate se è poco. Domenica sera era talmente arrabbiato che avrebbe voluto divorarsi tecnici e meccanici durante il briefing nel box e sul motorhome.

Poiché non ha mai avuto peli sulla lingua, ha accusato il team di non avergli preparato una moto adatta al sabato. E questo, personalmente, non pensiamo sia stata una bella trovata. Prima di tutto perché non è mai bello accusare chi, sino ad oggi, ti ha fornito un mezzo incredibilmente potente e affidabile che ti ha permesso di essere primo in classifica. In secondo luogo, una uscita di quel tipo, in un momento cruciale della stagione, potrebbe incrinare i rapporti all’interno del box perché nessuno, dal primo dei tecnici all’ultimo dei meccanici, non è certo contento di sentirsi addossarsi colpe che, quantomeno, devono essere condivise con chi la moto la porta in pista e che invece, questa volta, pare tirarsi indietro.

E’ possibile che sia stato solo e unicamente un momento di amarezza di Valentino, che tutto si stia appianando in queste ore di trasferimento a Sepang e che l’armonia ritorni a regnare. Di sicuro, in Yamaha di simili “incidenti” ne avrebbero volentieri fatti a meno.

Rossi mondiale se…

A Sepang, Valentino potrebbe conquistare il titolo ma dovrebbero verificarsi situazioni abbastanza particolari. Vediamole insieme.

--- Rossi vince e Lorenzo non arriva tra i primi 11. Vabbè, tutto è possibile, ma ve lo vedete Lorenzo arrivare 12° in una gara della vita? Però, mai dire mai.  Ognuno gioca per sé, il circuito malesiano è strano e gli imprevisti meteo sono dietro l’angolo.

-- Rossi arriva 3° e Lorenzo non va oltre il 15° posto. Altra ipotesi, anche questa moooolto improbabile. Perché se già è poco probabile che Lorenzo arrivi 11° figuriamoci 4 posizioni più indietro.

-- Rossi arriva tra i primi 4 e Lorenzo non va a punti – Altra opzione improbabile ma forse tra le più possibili con tutti gli imprevisti possibili. (Enrico Biondi)

Gli appuntamenti in tv, diretta Sky, differita su Cielo

Venerdì 23 Ottobre 2015

3,00 Prove libere 1 Moto3
3,55 Prove libere 1 MotoGP
4,55 Prove libere 1 Moto2

7,10 Prove libere 2 Moto3
8,05 Prove libere 2 MotoGP
9,05 Prove libere 2 Moto2

Sabato 24 Ottobre 2015

3,00 Prove libere 3 Moto3
3,55 Prove libere 3 MotoGP
4,55 Prove libere 3 Moto2

6,35 Qualifiche Moto3
7,30 Prove libere 4 MotoGP
8,10 Qualifiche MotoGP Q1
8,35 Qualifiche MotoGp Q2

9,05 Qualifiche Moto2

Domenica 25 Ottobre 2015

2,40 Warm up Moto3, Moto2 e MotoGP
Ore 5 Gara Moto3
Ore 6,20 Gara Moto2
Ore 8 Gara MotoGP

Così su Cielo

Sabato 24 Ottobre 2015
12, 05 Qualifiche Moto3, MotoGP e Moto2

Domenica 25 Ottobre 2015
Ore 9 Gara Moto3 *
10:20 Gara Moto2 *
12:00 Gara MotoGP (sintesi alle ore 20)
20,00 Gara MotoGP (sintesi)

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