MARQUEZ E' UN MARZIANO, IANNONE BEFFA LORENZO, ROSSI MALE, DE ANGELIS TORNA A CASA

Phillip Island. Nella patria dei canguri, dei pinguini più piccoli del mondo, dei buffi koala, dei misteriosi wombat e di ogni specie di magnifici volatili che rischiano la vita ad ogni passaggio di moto sul circuito più bello del mondo, almeno da oggi abbiamo una certezza in più.
E non è di poco conto: che Marc Marquez probabilmente non è di questo mondo, ma un marziano catapultato da chissà dove. Lui il più veloce in pista venerdì pomeriggio, in tutte le sessioni di oggi e pure nell’attacco finale per schierarsi in griglia davanti a tutti e conquistare la sua ottava pole stagionale. Il record del circuito non lo ha battuto solo perché vento, temperatura e asfalto rovinato (nel 2013 era nuovo di zecca) non glielo hanno permesso, ma si è messo alle spalle, nell’ordine, un Andrea Iannone bravissimo a sfruttare la scia di un Lorenzo imbufalito a fine prove, perché fregato sul traguardo dal rivale italiano, abile a restargli attaccato sino alla fine. Ironia della sorte: stesso tempo per entrambi ma Iannone 2° perché lo ha fatto… dopo, appunto in scia. E così la prima fila è completa, con Marc in grado di scappare verso la vittoria in virtù di un passo gara impressionante.
Per ritrovare invece Valentino Rossi, bisogna scendere alla terza fila, settima casella. Un bel po’ lontano dal suo rivale per il titolo e con una fatica in più da fare domani al via: superare Pedrosa, Crutchlow e Vinales che gli stanno davanti.
Impresa mica facile, visto che tutti e tre non sono mai stati troppo teneri con il Dottore. Eppure Valentino dovrà escogitare qualcosa per colmare il gap: oggi si è lamentato del poco grip al posteriore, la moto non lo asseconda e lui fatica tantissimo nelle frenate e nell’inserimento in curva. I buoni risultati di venerdì mattina sono andati via via smarrendosi e adesso dovrà di nuovo affidarsi alle trovate dei tecnici durante il warm up per vedere di trovare qualche diavoleria che lo riporti davanti.
Se davvero domani dovesse finire come oggi, Valentino perderebbe 7 punti da Lorenzo e il suo vantaggio in classifica scenderebbe a soli 11 punti, ancora sufficienti per vincere il titolo ma sarebbe un rischio enorme che il Dottore dovrebbe evitare di correre a tutti i costi.
Per il resto la giornata ha raccontato che Andrea Dovizioso proprio non si trova su questo circuito, che non ama e che a sua volta non è riamato. Succede, peccato che così facendo si perdono punti importanti, quegli stessi punti che invece Iannone vorrebbe portare via a Marquez per salire al 3° posto. Staremo a vedere. Per il momento godiamoci le buone notizie sulla salute di De Angelis (che leggerete sul fondo) e la cronologia di questa giornata.
Fp3. Adesso non si può più bluffare né nascondersi. Le terze prove libere, da sempre, cioè da quando i regolamenti sono cambiati, sono le prove più importanti dell’intero week end. Innanzitutto perché decidono chi saranno i 10 piloti che accedono direttamente alle qualifiche vere e proprie del pomeriggio, senza dover passare dagli esami di riparazione della Q1 che “liberano” altri due posti per la kermesse finale.
Chi non entra in nessuna delle due sessioni di qualifiche sa che dovrà partire dalla quinta fila in poi. Il che a Phillip Island vuol dire addio, nella migliore delle ipotesi, a una gara da protagonista per lottare nelle posizioni di rincalzo. Quando in Italia è notte fonda, i piloti dall’alta parte del mondo scendono in pista per darsi battaglia. Il primo round, venerdì ha visto un successo a testa per Lorenzo (al mattino, davanti a Marquez) e da Marquez (al pomeriggio, davanti a Lorenzo). Per Rossi è andata meglio al mattino (3°) e peggio al pomeriggio (9°), ma lui ostenta sicurezza, si dice pronto a recuperare il terreno perduto. Staremo a vedere.
Tempo da lupi
Il tempo, intanto, non aiuta nessuno dei contendenti: fa un freddo cane, il vento è sempre forte e teso, per fortuna non piove, anche se il cielo non promette nulla di buono sebbene le previsioni dicano che c’è solo il 45% di possibilità che venga a piovere. Ciò che preoccupa di più è l’umidità, che si attesta sull’89-90% e che influenzerà i motori e le singole prestazioni e molti sono i cupolini… bucati, per evitare appannamenti e dare meno resistenza al vento che potrebbe scomporre la moto nei curvoni veloci. La Ducati, rispetto a ieri, ha addirittura raddoppiato le famose ali, quattro in tutto mentre le Yamaha sfoggia due soli ali.
Rossi si migliora
Al primo giro utile, Rossi sale dal 9° al 6° posto e si mette dietro a Crutchlow e davanti a Pedrosa. Marquez è il primo pilota a scendere sotto l’1’30” (1’29”925) e tanto per gradire fa un paio di giri sullo stesso tempo. Occhi puntati su Dovizioso che deve assolutamente rientrare nei primi 10 e intanto sfodera la velocità di punta migliore con un fantastico 347,3 orari. Il Dovi si migliora, ma non si schioda dal 14° tempo mentre Iannone è il secondo dopo Marquez a scendere sull’1’29”544 e anche lui resta al 4° posto.
Lorenzo usura l’anteriore
Anche oggi, come ieri, quando Rossi torna in pista, Lorenzo va ai box. Lo spagnolo sembra più costante come tempi ma ad aver migliorato il proprio tempo, oggi, per il momento è solo Valentino. Sia per lui che per Lorenzo ancora non è arrivato il momento di montare gomma morbida e asimmetrica all’anteriore. C’è tempo e si aspettano gli ultimi minuti, quando inizierà per tutti il time attack. Ciò che preoccupa Lorenzo in questo momento è l’usura un po’ più pronunciata della gomma anteriore. Si è visto chiaramente lo spagnolo scuotere la testa ai box, niente affatto contento.
A 20’ dal termine tutti in pista per il 2° run e tempi che non scendono per tutti i piloti tranne tre, Rossi, Redding e Dovizioso, questi ultimi due più veloci di ieri ma per pochi decimi, che li mantengono nelle loro posizioni.
Il freddo è pungente, il vento non accenna a diminuire e in queste condizioni tutto riesce più difficile.
Rispunta il sole
Mancano 15’ a fine turno, è tempo di preparare il time attack ed anche il cielo finalmente si apre ed esce il sole a riscaldare l’asfalto: insomma, ci sono tutti gli ingredienti per fare faville anche se il vento continua ad essere violento e spira a 31 km orari. A 6’ dal termine è ora di fare sul serio. Rossi entra con una morbida all’anteriore e una nuova dura al posteriore, seguito da Lorenzo e tutti gli altri mentre in pista Marquez stampa tre caschi rossi e scende a 1’29”0812 e rifila 352 millesimi a Marquez e 437 a Vinales che lo seguono in classifica.
Dovizioso si salva: è 10°
Al giro successivo Marc è costretto ad abortire il tempo per evitare un incidente in curva con Pol Espargarò. Dietro Dovizioso sale all’11° posto, ancora non basta ma gli mancano ancora 71 millesimi. Marquez e Rossi vanno come matti, Crutchlow sale 3° e Dovizioso sale finalmente all’8° posto mentre Redding sale 6° al posto di Rossi, che scende 7°. Rischiano Dovizioso che è 9° e Petrucci che è 10° mentre dalle retrovie arriva Smith che si porta al 9° posto, mette Dovizioso 10° che riesce a salvarsi per un pelo mentre Aleix Espargarò e il povero Petrucci chiudono 11° e 12° e sono condannati alla Q1.
Fuori A. Espargarò e Petrucci
Ricapitoliamo la situazione: Marquez domina, Lorenzo è a 352 millesimi, Crutchlow a 428, 4° Vinales che precede Iannone (a 463) e un ottimo Redding. Settima posizione per Rossi che dopo un avvio-sprint si è un po’ seduto, paga 734 millesimi da Marquez e quasi 4 decimi a Lorenzo. Chiudono i primi 10 un Pedrosa in affanno (colpa del vento e di una Honda non a posto), Smith e Dovizioso. Agli esami di riparazione, la sfida sarà tra Aleix Espargarò, Petrucci, Miller, Barbera mentre gli altri ci sembrano troppo indietro, compresi la grande delusione di Pol Espargarò e Hernandez a 1”3 da Marquez.
Fp4. Bradley Smith è un pilota cui piacciono i record. Dopo appena 18 secondi dall’inizio delle quarte prove libere, le ultime utili per assettare le moto in configurazione gara, pensa bene di stendersi con una scivolata incredibile alla curva Stoner. Incredibile. Tutti gli altri spingono forte dopo appena due giri di rodaggio dei pneumatici. E i tempi si abbassano subito: Marquez stampa un 1’29”462 seguito da Lorenzo a mezzo secondo, quindi Pol Espargarò, Iannone, Dovizioso e Rossi.
Yamaha e Pedrosa senza grip
Che Rossi non sia proprio felice della situazione lo dimostra il fatto che rientra ai box, sposta il setting da una moto all’altra, confabula a lungo con Galbusera mentre Lorenzo, in pista, fa una prova di long run e stampa tempi intorno all’1’28”8-1’30”2 che lo fanno il più veloce in pista alle spalle di un Marquez davvero in stato di grazia.
Marc ha 402 millesimi di vantaggio su Jorge, 494 su Aleix Espargarò, 637 su Pol Espargarò, 667 su Iannone, 750 su un valido Dovizioso e addirittura 761 sul piccolo Dani Pedrosa che è molto arrabbiato per la mancanza di grip al posteriore. Rossi è lontano 815 millesimi che gli valgono il 9° tempo dietro Crutchlow.
Queste prove dicono per il momento che i fratelli Espargarò e Petrucci (10°) stanno facendo le prove generali per la sfida nella Q1.
Marquez devastante
Marquez intanto è devastante: scende a 1’29”245 e il divario con Lorenzo adesso è di 619 millesimi mentre Rossi è a 1”032. Le Yamaha dello spagnolo e del Dottore soffrono dello stesso problema: poco grip al posteriore, tanto quanto la Honda di Pedrosa. A 5’ dal termine, Rossi risale al 6° posto ma sempre a 863 millesimi da Marquez mentre Iannone, 3° e convincente, è adesso a soli 7 millesimi da Marquez, niente male. Manca poco alla bandiera a scacchi e le Ducati fanno faville: Dovizioso chiude 8° mentre Iannone ormai è fisso sull’1’29” alto. Molto convincente. Davanti a tutti comunque, Sua Maestà Marc Marquez: 1’29”245 e una serie incredibile di giri tutti sullo stesso passo.
Q1. Quindi piloti in pista per contendersi due soli posti accanto ai 10 big nella Q2. Pol Espargarò rompe gli indugi e si mette 1°, seguito da Hernandez che precede Aleix Espargarò. Bravo Petrucci che sale 2° ma i due fratelli Espargarò si riprendono la testa della classifica. Sette minuti alla fine delle prove e tutti i piloti tornano ai box per montare la seconda gomma da tempo e tentare l’ultimo assalto. I fratellini spagnoli godono dei favori del pronostico, ma è certo che Petrucci farà l’impossibile per rendere le cose più difficili nonostante lo scarso grip al posteriore e una curva, la 8, dove perde tantissimo con la moto che si allarga in modo anomalo. Termina la sessione come era iniziata, cioè con Pol davanti ad Aleix Espargarò (rallentato da Bautista nel giro buono e furioso, a torto, con il connazionale a fine prova) è Petrucci ottimo 3°, ma che partirà 13° domani, quinta fila accanto a Barbera e Miller.
Q2. Ed eccoci alla resa dei conti. Tattiche differenti in casa Yamaha: Lorenzo farà tre tentativi, Rossi solo due che ai box viene aiutato a migliorare la vista con del collirio negli occhi. La giornata intanto è diventata stupenda: sempre l’immancabile vento, che spira a favore dei piloti sul rettilineo ma complica la vita, ma un sole caldo che scalda l’asfalto. Prima del via dal box Ducati arriva la notizia che Iannone avrà una strategia basata su 3 cambi gomme mentre Dovizioso si giocherà il tutto per tutto con due tentativi. Gomme nuove per tutti (asimmetriche extra soft all’anteriore) e via per 15’ di fuoco.
Marquez indemoniato
Marquez va subito forte: indemoniato stampa in 1’28”731!!! Incredibile, signori, incredibile. Lorenzo è 2° a tre decimi mentre Aleix Espargarò va fortissimo e insidia Marquez e difatti chiude 2° a 284 millesimi da Marquez. Rossi in settima posizione non entusiasma, come invece fa Iannone, 4° a precedere Pol Espargarò e Pedrosa. Chi proprio non ingrana in questo primo run è Dovizioso: chiude 12° mentre Marquez e Lorenzo già rientrano in pista per il loro secondo tentativo. Marquez fa di nuovo il fenomeno al T1, due decimi sotto il suo record, poi però la moto gli si chiude sul davanti lui frena e la mano sinistra comincia a mandargli segnali di dolore. Lorenzo e Iannone intanto volano, uno dietro l’altro. Il mallorchino
e il campione di Fano viaggiano sotto il tempo di Marquez poi perdono un nonnulla nel T3 passa 2°, poi ecco Iannone 2° a soli 90 millesimi da Marquez. Rossi intanto è 7° a mezzo secondo ma comincia a spingere a 2’ dalla fine e recupera un posto.
Iannone sfrutta l’aiutino
Poi però c’è Marquez che impressiona l’Australia: 253 millesimi al T3 e uno stratosferico 1’28”364 alla fine con 348 millesimi su un grande Pedrosa. Lorenzo a sua volta ci prova, viaggia come il vento e non si accorge che alle sue spalle c’è Iannone il quale al traguardo lo scalza dal 2° posto. I due si spiegano a lungo mentre provano la partenza, Iannone allarga le braccia come a dire “Ero lì. Che dovevo fare?”. In tutto questo scombussolamento Rossi chiude 7°, che vuol dire terza fila e soprattutto con davanti piloti del calibro di Pedrosa, 4°, Crutchlow (5°) e Vinales , sesto: tutta gente che sorpassare non sarà certo facile. Fuori dai giochi il povero Dovizioso: ha chiuso 10° con grossi problemi nell’interpretare questo circuito che non ha mai amato troppo e ancora evidentemente non riesce a digerire.
De Angelis fuori pericolo
La bella notizia arriva a Phillip Island direttamente dal Giappone. Dopo otto giorni di ricovero nel reparto di terapia intensiva presso l’Ospedale Universitario Dokkyo di Mibu, i medici hanno sciolto la prognosi, dichiarando Alex De Angelis, “fit to fly”, cioè autorizzato a volare e a rientrare a San Marino. La conferma sul miglioramento delle condizioni cliniche del pilota sammarinese è stata data anche dal Dott. Michele Zasa della Clinica Mobile che sta assistendo Alex De Angelis in Giappone. In questo momento è in corso l’organizzazione per il trasferimento di Alex De Angelis a San Marino dove verrà ricoverato presso l’Ospedale di Stato nel quale riceverà la necessaria assistenza medica. Presumibilmente i tempi tecnici per l’organizzazione logistica del viaggio del pilota richiederanno un po’ di tempo, comunque De Angelis dovrebbe tornare a San Marino nei prossimi 10 giorni. Da parte del Team Iodaracing un grazie di cuore ai medici dell’Ospedale Universitario Dokkyo, i responsabili dei soccorsi della pista di Motegi e il personale sanitario del circuito, la Clinica Mobile e il Dottor Zasa, oltre a Dorna e Irta per l’aiuto concreto che è stato dato ad Alex De Angelis in questi difficili giorni.
Così la griglia di partenza
|
Pilota |
Team |
Km/h |
Tempo |
Gap |
|
|
1 |
Repsol Honda |
337.8 |
1'28.364 |
||
|
2 |
Ducati Team |
346.5 |
1'28.680 |
0.316 |
|
|
3 |
YamahaMotoGP |
333.1 |
1'28.680 |
0.316 |
|
|
4 |
Repsol Honda |
332.3 |
1'28.712 |
0.348 |
|
|
5 |
LCR Honda |
340.0 |
1'28.912 |
0.548 |
|
|
6 |
Team SUZUKI |
328.3 |
1'28.932 |
0.568 |
|
|
7 |
YamahaMotoGP |
334.5 |
1'29.014 |
0.650 |
|
|
8 |
Team SUZUKI |
330.7 |
1'29.015 |
0.651 |
|
|
9 |
Yamaha Tech 3 |
339.5 |
1'29.222 |
0.858 |
|
|
10 |
Ducati Team |
347.1 |
1'29.267 |
0.903 |
|
|
11 |
Marc VDS |
337.6 |
1'29.499 |
1.135 |
|
|
12 |
Yamaha Tech 3 |
336.7 |
1'29.626 |
1.262 |
|
13 |
Pramac Racing |
335.4 |
1'29.918 |
||
|
14 |
Avintia Racing |
334.5 |
1'30.064 |
0.417 |
|
|
15 |
LCR Honda |
335.6 |
1'30.104 |
0.457 |
|
|
16 |
Aspar Team |
328.7 |
1'30.105 |
0.458 |
|
|
17 |
Pramac Racing |
339.3 |
1'30.135 |
0.488 |
|
|
18 |
Aprilia Gresini |
332.1 |
1'30.147 |
0.500 |
|
|
19 |
Forward Racing |
329.4 |
1'30.173 |
0.526 |
|
|
20 |
Aspar Team |
327.8 |
1'30.376 |
0.729 |
|
|
21 |
Aprilia Gresini |
331.1 |
1'30.634 |
0.987 |
|
|
22 |
Avintia Racing |
329.7 |
1'30.959 |
1.312 |
|
|
23 |
AB Motoracing |
328.3 |
1'31.205 |
1.558 |
|
|
24 |
Forward Racing |
330.9 |
1'31.837 |
2.190 |
|
|
25 |
IodaRacing |
314.7 |
1'33.884 |
4.237 |
La parola ai piloti
Marquez
“Bene, bene, molto bene! Quando fai un giro l’adrenalina va a mille e ti aiuta a fare cose incredibili. E pensare che dentro di me mi sono detto che non avevo fatto un giro perfetto. Potevo ancora migliorare un po’, ma il giro successivo la moto mi si è chiusa sul davanti, per tenerla ho sentito un forte dolore alla mano sinistra operata e ho dovuto desistere. Certo che domani punto al podio e magari anche a vincere il Gp. E non dovrò neppure pensare a Rossi e Lorenzo: sono dietro, io cercherò di sfruttare bene la partenza e che se la sbrighino tra di loro”.
Iannone
“Volete la verità? Sapevo benissimo che ho un ottimo ritmo gara, sono veloce, vado forte. Quello che mi manca è essere competitivo nel giro secco. Quando sono entrato in pista Jorge era alle mia spalle. Lui entra subito veloce e mi ha infatti superato quasi subito. E io che dovevo fare? Gli sono stato attaccato ed ho sfruttato la sua scia. E per questo lo ringrazio, perché senza di lui non sarei riuscito a fare quello che ho fatto. Si è arrabbiato e lo capisco, ma in questi frangenti ognuno tira l’acqua al suo mulino”.
Lorenzo
“Ditemi voi chi non sarebbe arrabbiato al posto mio. Fai il massimo per restare davanti, ci riesci e poi scopri dal tabellone che alle tue spalle arriva un pilota che ti si incolla alla moto e ti supera. Peccato, perché ho perso una posizione e adesso mi ritrovo Iannone davanti a me. Lui parte sempre fortissimo e superarlo a mia volta non sarà facile domani. Rossi è indietro, ma la settima posizione per lui non è niente, è sempre in grado di rimontare. Conterà molto il via e come arriveremo alla prima curva. Marc ha un grande passo, ma la nostra moto è cresciuta e se facciamo uno step ulteriore nel warm up possiamo stare con lui perché la gara è lunga. Nelle ultime due curve la Honda è meglio di noi: dobbiamo cercare di essere più stabili". Ci aspetta una domenica di fuoco”.
Pedrosa
“Oggi è stata una giornata difficile, soprattutto al mattino. Molto freddo e molto vento, e ho avuto problemi in FP3, che mi hanno rallentato e non ci volevano. Le Fp4 sono andate un po' meglio, anche se il mio ritmo non era ancora tra i più veloci. Tuttavia, nella sessione di qualifica siamo riusciti a migliorare molto, finalmente stabilendo un buon tempo sul giro e a qualificarci bene. "
Rossi
“Non sono contento. Oggi abbiamo provato un po’ di cose per cercare di migliorare e di andare più forte ma non mi hanno fatto fare lo step che volevo. Speravo di fare meglio, ma il giro è stato lento, mi manca qualche decimo. Neanche il passo gara mi incoraggia, sono costante ma non sono velocissimo. Faccio fatica con la gomma posteriore, le Bridgestone sono durissime qui a Phillip Island e si fa tanta fatica a non farla sgommare”.
Dovizioso
“Ovviamente non sono soddisfatto della mia decima posizione, però sono abbastanza contento perché siamo riusciti a migliorare durante ogni turno: oggi pomeriggio ci siamo avvicinati a livello di passo, e potevo fare 1’30” basso girando da solo. Direi che per la gara possiamo inserirci nel secondo gruppetto. Quando il weekend inizia come ieri e non riesci a fare quello che vuoi con la moto, migliorare il secondo giorno non è mai facile e quindi sono contento del lavoro che abbiamo fatto. Sicuramente mi manca ancora qualcosa per poter andare più forte, però era molto importante riuscire a migliorare e a capire bene certe cose, ed è quello che abbiamo fatto oggi.”(Enrico Biondi)