IN CASA HONDA VINCE LA HONDA DI PEDROSA, ROSSI ANNUSA.... IL PROFUMO DEL MONDIALE

Motegi. Dopo l’exploit di Aragon, dove era riuscito a strappare il 2° posto a Valentino Rossi favorendo involontariamente Lorenzo, Dani Pedrosa ci ha preso gusto e sul circuito di Motegi non solo ha fatto (sempre involontariamente) un grande favore a Valentino, ma ha riportato finalmente una Honda davanti a tutti sul palco, strappando una vittoria che, a metà gara circa, non se la sarebbe sognata neanche se si fosse messo a piangere.
Il miracolo della vittoria di Dani nasce tutto da un handicap che ha la Honda rispetto alle Yamaha, di gran lunga più veloci e performanti in questa stagione. Sembra un paradosso, ma in realtà il fatto che la Casa di Tokyo riesca a non scaldare sufficientemente la gomma posteriore nei primi giri da un problema oggi è diventato un punto di forza incredibile.
Il merito è naturalmente di Pedrosa per come ha saputo gestire la gara e restare calmo sino alla fine dei 24 giri. Ma è innegabile che, su una pista bagnata che andava via via asciugandosi giro dopo giro, il fatto di essersi trovato con più gomma degli avversari nel momento cruciale della gara è stato un vantaggio incredibile che non avrebbe assolutamente avuto se la gara si fosse disputata su pista completamente asciutta.
Detto questo, onore al merito al piccolo spagnolo, che da oggi è diventato uno dei piloti più vincenti del motomondiale con 139 podii in carriera e quattro vittorie sul circuito giapponese, il migliore di tutti. Segno di una maturazione che, anno dopo anno, ha portato Dani a livelli d’eccezione. In più, a dirla tutta, paradossalmente Pedrosa oggi ha messo in seri guai proprio la Honda, che nei mesi passati aveva una mezza intenzione di sostituirlo magari con Maverick Vinales (e contatti in questo senso c’erano già stati) e che adesso ritrovandosi con un pilota vincente, dovrà come minimo fargli un monumento all’entrata del circuito di sua proprietà e un bel contratto per la prossima stagione.
La gara di Motegi non solo ha fatto ritrovare in pieno un campione che solo qualche mese fa, è bene ricordarlo, parlava apertamente di ritiro dopo l’ennesima operazione al braccio, ma ha anche detto che Valentino Rossi ha messo un altro piccolo tassello alla sua incredibile stagione.
Partito bene, ma sorpreso dal ritmo incredibile di Lorenzo, ha perso subito contatto con il compagno di squadra, ritrovandosi a lottare corpo a corpo con Dovizioso ma con la testa sempre a quella classifica che diceva che stava perdendo punti preziosi in classifica. A questo punto, come ha detto lui steso alla fine, si è messo a giocare con le mappature a disposizione del suo motore ed ha trovato quella giusta che gli ha permesso di stracciare di meno le gomme mentre la pista andava asciugandosi mentre Lorenzo peccando di un po’ di presunzione, pensava ormai di avere la vittoria in tasca.
Quando alle sue spalle Rossi ha visto arrivargli come un missile il furetto Pedrosa ha realizzato che, se Dani non fosse andato a prendere Lorenzo, la sua situazione in classifica sarebbe precipitata. A questo punto si è messo a spingere anche lui e così facendo ha permesso a Pedrosa di alzare il ritmo fino al sorpasso definitivo sul mallorchino.
A quel punto, Valentino ha osato l’impossibile: ha raggiunto Jorge lo ha in pratica costretto a un errore in una curva a destra, lo spagnolo è andato lungo e Rossi si è impossessato del secondo posto che gli ha permesso di portare il vantaggio a 18 punti proprio quando si va, domenica prossima, sul circuito a lui più congeniale, quello australiano di Phillip Island.
La gara in pratica finisce qui, perché per trovare il 4° in classifica, un bravissimo Marc Marquez con una mano sinistra a pezzi il pubblico ha dovuto aspettare la bellezza di 27” prima di vederlo transitare sul traguardo. E poi altri 7” prima di vedere sopraggiungere l’unica Ducati Factory rimasta in gara, quella di Dovizioso, perché il povero Iannone per la prima volta quest’anno è stato costretto al ritiro con una Desmo che si è improvvisamente ammutolita lasciandolo a piedi. Non sappiamo leggere il labiale, ma dalla furia con la quale parlava ai suoi tecnici di Borgo Panigale, non devono essere state paroline dolci quelle di Andrea, accompagnate da una gestualità che diceva tutto. Con Marquez al traguardo e Iannone fuori, la lotta per il 3° posto adesso diventa quasi una mission impossible.
Il bello del trittico che va quasi a chiudere la stagione è che la prossima gara è talmente vicina che non c’è tempo da fare altro che impacchettare le moto e trasferirsi in Australia e dopo ancora in Malesia. Il campionato è ancora aperto, certo però che Valentino Rossi adesso ha un vantaggio importante, da gestire con intelligenza. Controllare la pressione? Mah, uno che ha vinto 9 titoli mondiali pensate che abbia di questi problemi? E adesso via alla cronologi di questa giornata di gloria italo-spagnola.
Warm up. I meteorologi giapponesi non sbagliano una previsione da anni. Tutti, nessuno escluso, avevano detto che alla domenica sarebbe piovuto tutto il giorno e non hanno sbagliato. La pioggia ha iniziato a cadere intorno alle 3 di notte e si prevede che continui a cedere per tutta la giornata. In più, nel warm up del mattino, è spuntata anche la nebbia e il circuito di Motegi, immerso tra le montagne assume un aspetto quasi spettrale anche se la cosa non ha scoraggiato il pubblico giapponese che sin dalle prime ore si è inerpicato su questo circuito per assistere alle competizioni. Sia come sia, a Motegi, causa la nebbia, i piloti della Moto3 hanno visto il proprio warm up rinviato e questo perché, in caso di incidente, l’elicottero non potrebbe volare per motivi di sicurezza.
Il tempo è così brutto che la race direction prende la (saggia) decisione di ridurre le due prime prove di Moto3 e Moto2 a due gare-sprint e questo per lasciare la MotoGp con il programma completo (24 giri) e senza riduzioni di sorta.
I 20’ del warm up della MotoGp iniziano con le prove di cambio moto. Nessuno dei piloti fa il classico salto da un mezzo all’altro (tipo Marquez e Lorenzo, per intenderci), ma tutti scendono e risalgono in sella più o meno velocemente. Lorenzo poi, usa finalmente un paranaso nel casco onde evitare gli spiacevoli inconvenienti del Qatar e di Silverstone. In più, il cupolino di Jorge è stato forato più volte e questo per evitare che si appanni in gara. Smette di piovere (finalmente) e i meteorologi che sono al lavoro incessantemente dalle prime ore del mattino, dicono che probabilmente la MotoGp potrebbe correre su un asfalto che va progressivamente asciugandosi e non è detto che si possa assistere al cambio moto nelle ultime tornate.
I tempi nel frattempo, scendono a ogni passaggio: dopo 11 minuti di prove, al comando si trova Petrucci, specialista del bagnato, seguito da Pedrosa. Ancora un giro ed ecco che Dovizioso si piazza davanti a Lorenzo, poi Pedrosa e Rossi, lontano mezzo secondo mentre Petrux si riporta davanti a tutti e rifila mezzo secondo alla bella compagnia.A 6’ dalla fine Valentino fa vedere i primi caschi rossi e si riporta 1°, segno che la pista sta diventando sempre più veloce e si asciuga in fretta. Chi non riesce a ingranare al momento è Lorenzo, 8° a 1”4 mentre Marquez piano piano risale al 4° posto alle spalle di Pedrosa, Rossi e Aleix Espargarò.
A 1’ dal termine ecco arrivare nei primi tre anche Dovizioso subito ripassato sia da Lorenzo che da Marquez. Bandiera a scacchi e il finale dice che Pedrosa è stato il più veloce, Lorenzo si riprende il 2° posto e lascia Rossi 3° mentre Iannone chiude 4° davanti a Dovizioso, con Marquez 7° passato anche da Aleix Espargarò.
La gara. Che ci sia la possibilità di una gara flag to flag, cioè che a un certo punto i piloti potranno entrare ai box e cambiare la moto con assetto da bagnato con una da asciutto, è molto alta. Sulla linea di partenza gli ultimi febbrili conciliaboli tra i tecnici e i piloti per decidere la strategia migliore mentre su Motegi piove ancora anche se sempre più debolmente.
Si spegne il semaforo e scatta al comando Lorenzo mentre la moto di Marquez si impenna, Rossi si accoda e Dovizioso sii mette 3° dopo aver fulminato Marquez e Pedrosa. Curva dopo curva, Lorenzo allunga su Rossi, impone il suo ritmo ha già quasi 1” di vantaggio sul tavulliese che viene riassorbito da Dovizioso mentre Pedrosa, quarto, è già lontano 2”.
Alle spalle di questi c’è Marquez che è in piena bagarre con Iannone: i due non si amano e si sorpassano continuamente.
Terzo giro e Lorenzo porta a 2” il vantaggio su Rossi mentre ormai Dovizioso è incollato a Valentino. Spettacolare il modo di guidare di Jorge, che al 4° giro stampa un tempo di un secondo netto più veloce di Valentino che ora è a 2”6 e non riesce a ricucire il gap. Bella la bagarre alle loro spalle tra Iannone, Crutchlow e Petrucci per il settimo posto. Dai box si viene a sapere che le coperture di Lorenzo e Rossi sono identiche e quindi questo vuol dire che finora Lorenzo ha una moto molto meglio assettata che quella di Rossi che per la prima volta, al sesto giro, comincia a perdere meno rispetto all’inizio, anche se il divario per il momento è sopra i 3”. Dovizioso resta 3° tranquillo, anche perché Pedrosa è già lontano 4”8, Marquez a 2”5 da Dani e Crutchlow, Iannone e Petrucci lontani anni luce dai primi.
Settimo giro e la musica non cambia: mentre Bradl finisce lungo e si ritrova ultimo mentre al tornantino della curva 10 Miller pensa bene di cadere e di autoeliminarsi (immaginiamo per la gioia di Lucio Cecchinello), Lorenzo rallenta un po’ il ritmo, ma è sempre e comunque due decimi più veloce di Rossi, Dovizioso e Pedrosa, gli unici a girare in 1’55”.
Nono giro e per la prima volta Rossi gir qualche decimo più veloce di Lorenzo e nel frattempo si stacca progressivamente da Dovizioso che ora è lontano 2”. Dopo una buona prova, nella stessa tornata cade Petrucci alla curva 10 e dice addio all’8° posto. Nelle retrovie Dovizioso deve stare molto attento a Pedrosa che si sta facendo pericoloso al punto di essere il pilota più veloce in pista e ora è a solo 782 millesimi dal Dovi. Ancora un giro e Pedrosa diventa 3°, passa Dovizioso mentre la gara perde Iannone, tradito dalla sua moto che ammutolisce di colpo e lo lascia a piedi. Che peccato.
Pedrosa, intanto, è un fulmine di guerra: viaggia a un ritmo di 1” più veloce di Lorenzo e Rossi e di questo passo, con 13 giri ancora da percorrere, potrebbe rientrare in corsa per la vittoria.
Ai box intanto, i tecnici di Valentino non si spiegano questo impasse del Dottore, mentre Pedrosa, alle sue spalle porta il divario a soli 2”7 dal nove campione del mondo. L’unico che continua imperterrito con il suo passo è Lorenzo, che riporta il vantaggio a 3”6 su Valentino, anche se perde 7 decimi a giri da Pedrosa. Il finale diventa un rebus: al 15° giro Vinales saluta tutti e si sdraia con una scivolata di oltre 200 metri senza conseguenze.
Mancano 10 giri alla fine e Lorenzo porta il vantaggio su Rossi a 3”8 che adesso si ritrova Pedrosa sul codone, a solo mezzo secondo di distacco e furioso e pronto a saltare addosso a Valentino. Incredibile la metamorfosi di Dani che infatti al 16° giro mette Rossi nel mirino e con grande facilità lo passa. Valentino da alcuni giri va cercando sempre più le tracce di bagnato e sembra proprio che le coperture delle due Yamaha siano ormai alla frutta. Lorenzo è nel mirino di Pedrosa, Rossi è ormai lontano 1”4.
Sia come sia è Pedrosa a fare la differenza in pista: spinge, guadagna 4 decimi a curva e al 18° giro prova ad attaccare Lorenzo le cui gomme sono decisamente andate. Sorpasso effettuato e Valentino capisce il calo delle gomme di Lorenzo e si riavvicina mentre ai box stanno accendendo la moto di riserva, anche se cambiare adesso sarebbe un suicidio o quasi.
A 5 giri da fare e la corsa si fa elettrizzante: Pedrosa è ormai scappato, ma Rossi aggancia Lorenzo che non riesce a fermare la sua moto, finisce lungo e Rossi lo passa mettendosi 2°. E’ una sfida con gomme finite, Lorenzo ha gettato via un’altra gara dopo una partenza monstre ma non ha saputo gestire l’enorme vantaggio accumulato. Per il 4° posto intanto Marquez passa Dovizioso ma è distante oltre 13”: in 5 giri è completamente mutata la situazione. Da un Lorenzo a soli59 punti di distacco in classifica da Rossi, si è passato a un +18 di Valentino che adesso non deve fare altro che gestire il vantaggio, il suo obiettivo lo ha raggiunto abbondantemente, cioè restare davanti a Lorenzo e aumentando di 4 punti il divario con il mallorchino.
Gli ultimi due giri non raccontano più nulla di interessante, con Pedrosa che va a vincere la sua seconda gara della stagione, Rossi che controlla che alle sue spalle Lorenzo non faccia… scherzi, con Marquez che chiude, bravissimo visto la mano sinistra operata di fresco, al 4° posto.
Il tempo di vedere Pol Espargarò per terra alla curva 11 e Pedrosa taglia vittorioso il traguardo, riportando la Honda a vincere sul circuito di casa e felice come un bambino per il risultato, ma ancora più felice Valentino Rossi che chiude la gara davanti a Lorenzo e porta il divario in classifica a 18 punti prima di volare in Australia, statisticamente uno dei suoi circuiti preferiti e sul quale potrebbe mettere il sigillo su una stagione incredibile. Da oggi il decimo titolo iridato è sempre più vicino. (Enrico Biondi)
Così al traguardo
|
Pilota |
Nazione |
Team |
Km/h |
Gap |
|
SPA |
Repsol Honda Team |
147.5 |
46'50.767 |
|
|
ITA |
Movistar Yamaha |
147.1 |
+8.573 |
|
|
SPA |
Movistar Yamaha |
146.9 |
+12.127 |
|
|
SPA |
Repsol Honda Team |
146.1 |
+27.841 |
|
|
ITA |
Ducati Team |
145.7 |
+35.085 |
|
|
GBR |
LCR Honda |
145.6 |
+37.263 |
|
|
GBR |
Yamaha Tech 3 |
145.6 |
+37.667 |
|
|
JPN |
Yamaha Factory |
145.2 |
+44.654 |
|
|
SPA |
Avintia Racing |
145.0 |
+48.572 |
|
|
GBR |
EG 0,0 Marc VDS |
144.9 |
+50.121 |
|
|
SPA |
Team SUZUKI |
144.4 |
+1'00.535 |
|
|
JPN |
Team HRC Nissin |
144.4 |
+1'01.211 |
|
|
USA |
Aspar MotoGP Team |
143.9 |
+1'11.261 |
|
|
COL |
Octo Pramac Racing |
143.7 |
+1'13.896 |
|
|
FRA |
Avintia Racing |
143.7 |
+1'15.421 |
|
|
SPA |
Aprilia Team Gresini |
143.4 |
+1'20.507 |
|
|
IRL |
Aspar MotoGP Team |
142.9 |
+1'31.224 |
|
|
GER |
Aprilia Team Gresini |
142.1 |
+1'46.833 |
|
|
JPN |
AB Motoracing |
141.5 |
+2'00.072 |
|
|
SPA |
Forward Racing |
139.1 |
1 Giro |
|
|
SPA |
Yamaha Tech 3 |
144.9 |
2 Giri |
|
|
AUS |
LCR Honda |
144.0 |
8 Giri |
|
|
SPA |
Team SUZUKI |
145.9 |
11 Giri |
|
|
FRA |
Forward Racing |
139.5 |
11 Giri |
|
|
ITA |
Ducati Team |
146.1 |
14 Giri |
|
|
ITA |
Pramac Racing |
145.7 |
16 Giri |
Mondiale piloti
|
Pilota |
Moto |
Nazione |
Punti |
|
Yamaha |
ITA |
283 |
|
|
Yamaha |
SPA |
265 |
|
|
Honda |
SPA |
197 |
|
|
Ducati |
ITA |
172 |
|
|
Honda |
SPA |
154 |
|
|
Yamaha |
GBR |
152 |
|
|
Ducati |
ITA |
150 |
|
|
Honda |
GBR |
98 |
|
|
Ducati |
ITA |
93 |
|
|
Yamaha |
SPA |
88 |
|
|
Suzuki |
SPA |
81 |
|
|
Suzuki |
SPA |
74 |
|
|
Honda |
GBR |
73 |
|
|
Ducati |
COL |
49 |
|
|
Ducati |
SPA |
30 |
|
|
Yamaha F. |
FRA |
28 |
|
|
Aprilia |
SPA |
26 |
|
|
Honda |
AUS |
16 |
|
|
Honda |
USA |
16 |
|
|
Aprilia |
GER |
11 |
|
|
Honda |
IRL |
9 |
|
|
Yamaha |
JPN |
8 |
|
|
Ducati |
ITA |
8 |
|
|
Ducati |
FRA |
8 |
|
|
Honda |
JPN |
5 |
|
|
Honda |
JPN |
4 |
|
|
ART |
RSM |
2 |
Mondiale Costruttori
Yamaha 342
Honda 285
Ducati 221
Suzuki 110
Yamaha F. 33
Aprilia 26
Art 2
La parola ai piloti
Pedrosa
“Mai e poi mai avrei potuto vincere in condizioni di asciutto. Le Yamaha erano e sono troppo superiori. Ma in queste condizioni sono stato bravo io a capire che non avrei dovuto spingere come un forsennato all’inizio, altrimenti avrei stracciato le gomme. Che guarda caso hanno resistito molto bene sino alla fine. Quando all’inizio li ho visto andare via ho pensato di avere fatto la scelta sbagliata. Poi invece ho trovato il mio ritmo e piano piano sono andato a riprenderli uno a uno. E adesso? Non ci resta che continuare così e vedere di vincere ancora mentre per il prossimo anno mi attendo davvero che la Honda mi dia una moto ancora più competitiva e con un telaio come piace a me. Vincere un mondiale in MotoGp adesso è una mia priorità”
Rossi
“Sono stanco morto, ragazzi. Una gara incredibile. E poi visto che non sono quello che sul bagnato vince sempre? A dir la verità era messo meno bene che a Silverstone, facevo fatica in frenata e quando ho visto scappare Lorenzo mi sono un po’ preoccupato. In una situazione di bagnato completo mi avrebbe sicuramente battuto. Invece la pista è andata gradatamente asciugandosi e a quel punto mi sono messo a giocare con le mappature della mia Yamaha. Ho trovato quella giusta e mi sono riavvicinato. Quando mi ha passato quel missile di Pedrosa ho pensato che se non gli stavo addosso magari avrebbe passato Lorenzo e io mi sarei trovato con un sacco di punti persi. Così gli sono stato incollato e quando Lorenzo ha avuto problemi con le gomme e poi è andato lungo, l’ho passato e adesso mi ritrovo con un bel vantaggio”.
Lorenzo
“Onore al merito di Pedrosa e onore a Valentino. Certo è che per ben due volte la mia prestazione è stata condizionata dal clima e mi ritrovo con molti meno punti in classifica di quelli che avrei potuto avere. Avevo un ottimo ritmo sul bagnato, poi ho guardato la mia gomma davanti ed ho capito che, con la pista che andava asciugandosi, sarei andato in grande difficoltà. La parte destra del mio anteriore era ridotta a uno straccio ed ho cercato di resistere ma non c’è stato nulla da fare. Peccato. Ma è meglio guardare al bicchiere mezzo pieno: in fondo ho perso soltanto 4 punti da Valentino. E ci sono ancora 3 gare davanti a noi prima della fine della stagione. I conti si faranno a Valencia. Io d’ora in poi ho un solo obiettivo: vincere tutte le gare da qui alla fine del mondiale e sperare in un aiuto delle Honda, di Marc o di Dani, o delle Ducati, che si mettano tra me e Valentino”.
Dovizioso
“Oggi non eravamo messi male come passo, ma dopo qualche giro la gomma anteriore si è deteriorata, e non sono più riuscito a frenare con efficacia. E’ stata una situazione un po’ strana, perché il consumo delle gomme sicuramente l’hanno avuto tutti ma nel mio caso, già all’inizio e con la pista ancora bagnata, si chiudeva continuamente l’anteriore e non potevo forzare. E’ stato davvero un peccato perché avevamo un buon passo di gara e credo che ci saremmo potuti giocare il podio. Abbiamo comunque portato a casa un quinto posto in condizioni difficili perché non è stato facile riuscire ad arrivare fino a fine gara. Peccato perché il nostro potenziale oggi era decisamente più alto.”
Iannone
“Non è stata una gara semplice perché già in partenza il motore della mia GP15 non aveva la spinta giusta. Avevo percepito che potesse esserci un problema, ma speravo che non fosse così. Quando però ho visto che tutti i miei avversari riuscivano a superarmi con facilità in uscita di curva e sul rettilineo ho capito che le prestazioni della mia moto non erano al solito livello. Ho cercato comunque di fare il massimo, e mi stavo difendendo con tutte le mie forze ma purtroppo non sono riuscito lo stesso ad arrivare al traguardo”
LE CONDIZIONI DI ALEX DE ANGELIS
Alex De Angelis pilota del Team e-motion Iodaracing MotoGP, a seguito della tremenda caduta nelle FP4 del GP del Giappone, è ancora ricoverato nel reparto di terapia intensiva del Dokkyo University Hospital situato nella prefettura di Tochigi.
Le condizioni di De Angelis sono stabili. Il pilota nella caduta ha riportato un forte trauma cranico con perdita di coscienza oltre alle fratture lievi di 5 vertebre senza interessamento spinale, frattura bilaterale di due costole oltre a una crinatura dello sterno e della clavicola sinistra. Gli esami che sono stati effettuati in queste ore presso il reparto di terapia intensiva del Dokkyo Hospital non hanno evidenziato lesioni degli organi interni, ma permane la contusione polmonare dovuta al forte impatto subìto dal pilota.
Una risonanza magnetica effettuata nella mattinata di oggi ha evidenziato un lieve versamento intracranico che al momento non desta preoccupazioni ma che è tenuto sotto stretta osservazione dai sanitari nipponici. Il versamento non era presente nella giornata di ieri, ma rientra nelle conseguenze del forte trauma cranico che Alex ha subìto a seguito della caduta. Un neurochirurgo provvederà a visitare il pilota nella serata di oggi (ora giapponese).
Il pilota che è arrivato in eliambulanza presso l’ospedale, è sedato e respira in modo autonomo. La sedazione è stata opportunamente approntata dallo staff medico per alleviare i dolori delle fratture e dei traumi a De Angelis.
In queste ore Alex De Angelis non è mai stato lasciato solo. Il proprietario del Team e-motion Iodaracing, Giampiero Sacchi è stato con lui in ogni momento e continuerà ad assisterlo in questi giorniinsieme mentre il Dottor Michele Zasa della Clinica Mobile affiancherà Sacchi nel decorso della degenza in Giappone di Alex De Angelis.