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LORENZO FA IL FENOMENO, BENE LA DUCATI, ROSSI SOLTANTO 8°

Motegi. E meno male che ha una spalla slogata di fresco e in teoria non dovrebbe avere la forza necessaria per spingere a fondo. Sia come sia, Jorge Lorenzo sa che deve recuperare 14 punti a Valentino e per questo motivo ha deciso di fare la differenza e di scavare un bel solco tra lui e il leader del mondiale. Dopo i primi due turni di prove stampa un tempo incredibile, ridicolizza il suo stesso record del circuito fatto nel 2014 e si piazza a soli due decimi dal record assoluto di Dovizioso. Ma soprattutto mette tra lui e Rossi altri 7 piloti, costringendo Rossi all’8° tempo di giornata e con quasi 1” di distacco.

Un Lorenzo così deciso non lo avevamo visto da tempo: perfetto in sella, veloce, più che guidare pennellava ogni curva, mai un errore in ogni giro fatto (“E mi sono sorpreso anche io per i tempi che riuscivo a fare – dirà a fine prove -. La moto è già con un assetto perfetto sin dal venerdì. La spalla fa un po’ male, ma credevo peggio. Comunque sia non posso abbassare la guardia e devo continuare così sono a domenica sera”) e costantemente concentrato sul risultato da ottenere. Anche i pneumatici lo hanno assecondato e molto probabilmente per il suo stile di guida domenica sceglierà una gomma morbida al posteriore.

Le note dolenti per il momento arrivano da Rossi: tutti lì attorno a fargli i complimenti e lui, abbastanza scuro in volto e per nulla felice della situazione: “Al mattino ero veloce con la gomma dura, ho fatto buoni tempi. Poi al pomeriggio ho usato la morbida e mentre gli altri miglioravano io restavo fermo. Insomma, mica bene. Perdo tanto nel T4, in frenata dovrei trovarmi bene e invece soffro un po’. C’è da lavorare, spero che domenica non piova”.

Già la pioggia: il meteo dice che dopo il sole di oggi, domani arriveranno le nubi mentre per domenica c’è il 75% di possibilità che piova. E la cosa potrebbe rivoluzionare la situazione. Chi invece sembra aver ritrovato la strada maestra è la Ducati. Iannone 3° e Dovizioso 4° dicono in coro che la moto è migliorata molto. “Non ho dovuto stravolgere nulla – dice Iannone -. Io qui mi trovo bene, qualche piccolo accorgimento e nulla più. Il resto l’ho fatto io con il mio stile di guida. La gomma morbida? MI aspettavo qualcosa di meglio, ma è ok. Arrivare così domenica sera ci metterei la firma!”. Dovizioso, che si affida molto alle frenata mentre Iannone predilige la percorrenza in curva, ha il sorriso dei giorni migliori: “Sento che siamo sulla strada giusta e i tempi mi confortano. Tuttavia penso che non sono ancora a posto per restare davanti con gli altri, anche se il divario non è molto e manca davvero poco per essere competitivi. Bene così”.

All’appello dei migliori manca Marquez. Marc è solo 7° e si vede chiaramente che la mano appena operata lo fa soffrire. Magari non avrà voluto spingere a fondo per tenersi qualcosina in vista di domani e domenica. Tuttavia il fatto che a fine turno non abbia voluto provare le gomme super soft la dice lunga sul livello di sofferenza del campione del mondo.

Bravo invece Pedrosa, cui la cura di Aragon (secondo davanti a Rossi dopo una bagarre incredibile) sembra averlo rivitalizzato. Dani è 2°, non troppo distante da Lorenzo, ma è davvero un altro pilota rispetto all’inizio della stagione. Non ci stupiremmo che domenica possa essere ancora davanti e, chissà, magari toglie altri punti preziosi a Valentino. Pedrosa e Lorenzo non si sono mai amati troppo, ma questa volta, correndo in casa, Pedrosa e la Honda vorrebbero prima di tutto farsi un regalo personale. Se poi questo andrà a vantaggio di Lorenzo è tutto un altro problema che a Dani, sia chiaro, interessa ben poco.

Fp1. Per il primo turno di prove libere, Motegi si presenta con un bel sole, temperatura sui 21° ma con un asfalto che non è affatto gommato e, visto le cadute in serie dei piloti Moto3, i campioni della MotoGp ci vanno con i piedi di piombo almeno per i primi giri. Per battere il record dio Dovizioso del 2014 (1’44”502) c’è tempo mentre potrebbe già vacillare il record del circuito di Lorenzo 2014 (1’45”350) mentre i 310,2 km orari di Pedrosa 2013 avrà davvero vita breve. Tutto questo al venerdì, quando al giorno di gara siamo nelle mani dei meteorologi giapponesi, che dicono dovrebbe piovere, quindi mandare a pallino due giorni di prove. Ovviamente tutti fanno gli scongiuri, soprattutto Lorenzo e Marquez, i più incerottati, che potrebbero complicarsi la vita con una caduta.

C’è molta curiosità per vedere all’opera Jorge Lorenzo, che ha una spalla dolorante e che, a parole, si dice tranquilla e pronto a dare battaglia. Per il momento Jorge è entrato in pista senza antidolorifici per vedere come si comporterà la spalla infortunata. Stessa curiosità per Marquez, che corre con il mignolo della mano sinistra bloccato da viti e bulloni dopo l’operazione per la caduta in bicicletta.

Primo giro utile e al comando si mette la Suzuki di Aleix Espargarò ma è Valentino Rossi che comincia a segnare tempi molto interessanti tanto che al 3° giro utile è già al comando con un 1’46”265, seguito da Crutchlow, i due fratelli Espargarò e Marc Marquez, 6°, a 1”4. Ancora un giro e Lorenzo eccolo alle spalle di Rossi, lontano 753 millesimi ma già molto competitivo. Il dominio di Rossi dura ancora un giro, perché Lorenzo si porta al comando e il tempo scende a 1’46”110 e poi a un incredibile 1’45”654. Prima del rientro dei piloti ai box per il primo stop, la situazione vede le due Yamaha di Lorenzo e Rossi davanti a tutti, poi la Ducati di un velocissimo Iannone seguito da Marquez e Dovizioso mentre “diesel” Pedrosa si accontenta per il momento del 10° tempo. Dopo 10’ stupisce Iannone che prima di rientrare si togliere la soddisfazione di salire 2° scalzando Valentino. Per la cronaca, Lorenzo è a soli 3 decimi dal record del circuito che detiene.

Si torna in pista dopo il primo step di lavoro e Smith ne approfitta per rubare il 2° posto a Iannone

Dopo 23’ di prove, durante il secondo run, Rossi risale in quarta posizione alle spalle di un Pedrosa finalmente reattivo che diventa 2° mentre Marquez è sesto a 640 millesimi da Lorenzo.

Quando mancano 19’ al termine si comincia a fare sul serio: Lorenzo infila 3 caschi rossi poi rovina tutto alla curva 10 perdendo tempo prezioso per una scodata del posteriore della sua Yamaha. Rossi, Marquez, Dovizioso e Smith cominciano a fare sul serio ma è Lorenzo che stampa un 1’45”455 con una semplicità disarmante.

Rossi non ci sta è anche lui entra nel clan dellì1’45” e si piazza 2° alle spalle di Lorenzo: ottimo il suo ruolino di marcia e l’approccio alla gara, mentre Lorenzo sembra stare davvero bene fisicamente oppure le scariche di adrenalina non gli fanno sentire il dolore alla spalla. Non male le Ducati Con Dovizioso 5° e Iannone 7° ma a solo mezzo secondo da Lorenzo, segno che le rosse di Borgo Panigale cominciano a carburare. In fondo senza squilli la Honda di Miller (22° e pure caduto a 9’ dal termine), le Yamaha Forward di Baz e Elias (23° e 25°) mentre le Aprilia risalgono la china con Bradl 15° e Bautista 18°. In ombra per il momento sia Redding (16°) che Petrucci, 20°.

Per gli ultimi 8’ di prove, Jorge ai box si rimette a posto la tuta dopo un controllo alla spalla, Rossi cambia moto con un setting diverso per vedere quale scegliere per continuare le prove nel pomeriggio e tutti e due si ributtano in pista. Il primo a migliorare il proprio tempo è Iannone che stampa un 1’45”8 ed è 2° davanti a Rossi mentre Bradl prima risale al 9° posto, poi si sdraia nella ghiaia tradito dall’anteriore della sua Aprilia.

Bandiera a scacchi e il signor Lorenzo chiude in bellezza la sua prova abbassando ancora il tempo chiudendo in 1’45”432. Il suo passo, sempre sotto l’1’45”5, ha dell’incredibile, così come Smith che chiude 4° alle spalle di Iannone (a 0,395) e Rossi (a 0,412). La Honda migliore è quella di Pedrosa, 5° che precede Dovizioso mentre il dolore alla mano sinistra ha indubbiamente limitato Marquez , settimo a mezzo secondo da Lorenzo.

Fp2. Motegi si anima come d’incanto al pomeriggio. Merito della bella giornata. Ci sono ben 9° in più sull’asfalto rispetto alla mattina (siamo sui 37,8°). Insomma, ci sono tutti gli ingredienti per vedere una ottima sessione. Le brutte notizie arrivano invece dai meteorologi per domenica, dove il rischio pioggia è addirittura del 70 per cento. Speriamo di no, ma da queste parti raramente si sbagliano.

Ai primi giri utili, ecc che Lorenzo, che al mattino aveva un passo incredibile, non si accontenta di fare il comprimario e stampa subito un 1’45”619 subito seguito a 61 millesimi da Dovizioso, poi Marquez Rossi e Iannone. E questo appena entrati in pista, con 40’ ancora da disputare.

Lorenzo ha deciso di stupire tutti, al 5° giro utile è già sotto il limite della mattina con un 1’45”426. Alle sue spalle caschi rossi anche per Marquez e Iannone. Ma è bello vedere Iannone e Lorenzo incollati. I due viaggiano su tempi incredibili, caschi rossi al primo secondo e terzo settore e poi… entrambi pensano di rientrare ai box rinunciando al giro record. Segno evidente che i due hanno le moto miloto a posto. Marquez, dal canto suo non sta a guardare e pure lui spinge come un forsennato e per il momento è 2° e si piazza tra Lorenzo e Iannone, così come Dovizioso è davanti a Rossi (lontano solo 354 millesimi da Lorenzo) e Pedrosa che con il 6° tempo chiude il clan di piloti sotto il muro dell’1’46”. Nelle retrovie navigazione difficile per Crutchlow, con il decimo tempo, seguito da Petrucci, Redding e Bradl. Il tedesco tanto bravo al mattino, ma i suoi tempi al pomeriggio non soddisfano il clan Aprilia.

Tutti ai box per il riposo dopo il primo run e il primo a rientrare e Aleix Espargarò che porta la Suzuki al 6° posto ad appena 16 millesimi da Rossi. Gran bel tempo per lo spagnolo in vista della visita ufficiale dei grandi capi della Casa giapponese prevista per domenica pomeriggio. A proposito: il presidente si chiama proprio Suzuki, guarda caso…

Lorenzo nel frattempo continua a non far sconti a nessuno: lui non guida la Yamaha, semplicemente pennella ogni curva come se fosse Caravaggio. Il suo passo è sull’1’45”5 e tutti gli altri, a questi ritmi, proprio non ci sanno andare. Non riusciamo ad immaginare che cosa possa fare quando domani monterà le gomme da qualifica…

I problemi di Rossi, invece, sono tutti nel T3 e soprattutto nel T4, con la sua moto che non piega abbastanza lasciandolo perplesso, anche perché Lorenzo proprio lì guadagna decimi preziosi e alle sue spalle comincia a farsi vedere un certo Dani Pedrosa che a 12’ dalla fine è a solo un millesimo dal tempo di Rossi.

Valentino torna in pista con una gomma media usata all’anteriore e una hard nuova al posteriore: al primo crono utile Rossi non si migliora, rimanendo cronico il ritardo che riesce ad accumulare negli ultimi due settori.

Chi ha deciso di rompere gli indugi è Andrea Iannone: 66 millesimi di vantaggio al T2, 27 al T3 e poi anche lui al T4 perde una enormità. Rossi invece, con la gomma posteriore rodata, si migliora nei primi due settori e anche questa volta perde tantissimo negli altri due settori.

Ai box intanto, stanno preparando una extra soft al posteriore per Iannone nel momento stesso che il signor Bradley Smith, con gomme nuove e una media al posteriore, sul giro secco come suo solito si mette davanti a tutti in 1’1’45”358.

Adesso è tutto un fiorire di caschi rossi ma è il signor Lorenzo che viaggia con 627 millesimi più veloce di tutti: 1’44”731 che vuol dire essere a soli due decimi dal record di Dovizioso dello scorso anno. Una spallata incredibile che lascia Dovizioso 2° (bravissimo) a 368 millesimi mentre Rossi scende sino alla nona posizione, questa volta a quasi un secondo di distacco da Lorenzo.

Finisce il turno e la classifica di giornata dice che i primi dieci piloti (quelli che se domani venisse a piovere potrebbero accedere alle qualifiche dirette) sono: lo stratosferico Jorge Lorenzo, seguito da Pedrosa, quindi il tandem Ducati di Iannone e Dovizioso, poi la Yamaha di Smith, la Suzuki di Aleix Espargarò che precede Marquez (7°), Rossi 8° con un divario importante di 823 millesimi da Lorenzo. Chiudono i 10, Pol Espargarò e Barberà. Tutti e 10 sotto il secondo di distacco da Sua Maestà il Principe di Mallorca.

La logica direbbe che, stando così le cose, domenica Lorenzo potrebbe fare gara a sé e rubacchiare altri punti importanti a Rossi per la classifica finale. Ma non corriamo troppo: ormai abbiamo imparato a memoria la lezione. Lui alla domenica si trasforma: l’importante comunque è essere un po’ più vicini al compagno di quadra per fare meno fatica e lottare da vicino. Inseguire dalla terza fila non è mai semplice.

Pilota

Team

Tempo

Gap

Jorge LORENZO

Movistar Yamaha

1'44.731

 

Dani PEDROSA

Repsol Honda Team

1'44.859

0.128

Andrea IANNONE

Ducati Team

1'45.043

0.312

Andrea DOVIZIOSO

Ducati Team

1'45.059

0.328

Bradley SMITH

Yamaha Tech 3

1'45.250

0.519

Aleix ESPARGARO

Team SUZUKI

1'45.348

0.617

Marc MARQUEZ

Repsol Honda Team

1'45.492

0.761

Valentino ROSSI

Movistar Yamaha

1'45.554

0.823

Pol ESPARGARO

Yamaha Tech 3

1'45.597

0.866

Hector BARBERA

Avintia Racing

1'45.645

0.914

Cal CRUTCHLOW

LCR Honda

1'45.846

1.115

Scott REDDING

EG 0,0 Marc VDS

1'46.074

1.343

Maverick VIÑALES

Team SUZUKI

1'46.464

1.733

Jack MILLER

LCR Honda

1'46.477

1.746

Yonny HERNANDEZ

Octo Pramac

1'46.563

1.832

Danilo PETRUCCI

Octo Pramac

1'46.648

1.917

Stefan BRADL

Aprilia Gresini

1'46.649

1.918

Takumi TAKAHASHI

Team HRC Nissin

1'46.650

1.919

Eugene LAVERTY

Aspar MotoGP Team

1'46.770

2.039

Nicky HAYDEN

Aspar MotoGP Team

1'46.827

2.096

Mike DI MEGLIO

Avintia Racing

1'46.934

2.203

Alvaro BAUTISTA

Aprilia Gresini

1'46.974

2.243

Katsuyuki NAKASUGA

Yamaha Factory

1'47.096

2.365

Loris BAZ

Forward Racing

1'47.219

2.488

Toni ELIAS

Forward Racing

1'47.689

2.958

Alex DE ANGELIS

IodaRacing Team

1'48.572

3.841

Kousuke AKIYOSHI

AB Motoracing

1'48.769

4.038

Iannone si opererà il 17 novembre

Le ultime quattro gare della stagione saranno difficili, ma dopo i test di fine anno previsti a Valencia i giorni dopo l'ultima gara Iannone sarà operato per prepararsi poi alla stagione 2016. L'operazione sarà svolta con la tecnica Latarjet-Bristow e per 15 giorni Iannone dovrà tenere il braccio immobilizzato. I 15 giorni successivi saranno utilizzati per una riabilitazione passiva dell'arto. Dopo due mesi dall'operazione inizierà il lavoro con i pesi per riacquistare massa muscolare e la piena funzionalità dell'arto.

"Il problema alla spalla me lo porto dietro da Le Mans e so come gestirlo. Tre gare saranno un grande stress, soffro soprattutto nei giorni dopo la gara, ma il lavoro con la Clinica Mobile mi sta aiutando. Per l'operazione alla spalla abbiamo già fissato la data: il 17 novembre, la settimana dopo i test di Valencia. Mi opererà il Dottor Porcellini, poi il recupero sarà dai 60 ai 90 giorni".

Hayden addio, nel 2016 in Sbk

Lo si sapeva da tempo, ma mancava ancora l’ufficialità e la moto da scegliere. Da oggi anche gli ultimi nodi sono stati sciolti e Nicky Hayden ha deciso, dopo 13 anni di onorata carriera, di passare in Superbike nel 2016 con la Honda nel team Ten Kate: “Gli ultimi due anni non sono stati come mi attendevo e non ho potuto ottenere i risultati sperati – ha detto in conferenza stampa --. Ho sempre pensato di voler provare la SBK. Sto diventando ‘vecchio’, ma ho ancora voglia di correre e di divertirmi. Sarà una nuova sfida e una nuova opportunità. Mi mancherà la MotoGP: sono stato in grandi team, ho lavorato al fianco di persone straordinarie e ho vissuto i momenti più belli della mia carriera.” C’era stato un interessamento anche di Aprilia che però ha traccheggiato troppo. Kentucky Kid ha rotto gli indugi e ha preferito la certezza di una Casa, la Honda, con la quale è diventato campione nel 2006 e con la quale ha corso quasi l’intera carriera, se si esclude l’avventura in Ducati.

Hayden trasloca, quindi, come prima di lui hanno fatto Max Biaggi (che ha vinto due titoli iridati nelle derivate di serie) e Marco Melandri. In bocca al lupo!

Moto2: Rabat ko, Zarco campione

Il francese Johann Zarco è matematicamente campione del mondo e senza neanche avere bisogno di correre il GP di Motegi. Lo spagnolo Rabat era l’unico pilota che poteva ancora tenere aperto il campionato (anche se distante 78 punti) ma non prenderà la parte alla gara giapponese. Lo spagnolo si era fratturato il radio del braccio sinistro pochi giorni fa ad Almeria. E’ stato operato lunedì, ma ha tentato ugualmente di salire in sella. Niente da fare, il braccio si gonfia. Meglio evitare guai anche per la prossima stagione. (Enrico Biondi)

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