MARQUEZ.....UNA PALLA DI CANNONE, LORENZO VICINO, IANNONE 3°, ROSSI 6°....E' CRISI?

Alcañiz. Quando un pilota non ha più nulla da perdere, non deve lottare per conquistare il mondiale a tutti i costi, non ha lo stress di chi combatte per il titolo, guida tranquillo, oseremmo dire quasi riposato. Anche se poi guardi i tempi, strabuzzi gli occhi, ti prendi a schiaffi e non credi a quello che vede nella classifica. E’ quello che è successo ieri pomeriggio ad Aragon. Il pilota che non ha nulla da perdere, l’avete certo capito, è Marc Marquez campione del mondo in carica ancora per poco che appunto non dovendo lottare a tutti i costi per il titolo si può permettere di fare cose incredibili. Come il tempo di ieri durante le qualifiche: 1’46”635 che ha letteralmente frantumato tutti i record precedenti della pista di Aragon. E lo ha fatto in modo incredibile: al primo giro utile a disposizione, senza fare una sbavatura (la stessa che nel terzo tentativo lo farà scivolare nella ghiaia quando stava forse chiedendo troppo alle sue coperture) , un errore, una incertezza. Semplicemente impeccabile. E a tutti gli altri un bell’avvertimento: non sarò più in lotta per il titolo, ma intanto fatemi divertire come piace a me. Io vado forte, ho un bel passo e se qualcuno mi vuole battere io sono qui, ma sappia che deve andare oltre il limite, perché io non mollerò sino alla fine.
Marquez ha fatto quindi il marziano, e solo uno degli avversari è riuscito a stargli vicino. Per farlo è sceso pure lui sotto il muro dell’1’47 (1’46”743) che lo mette a 108 millesimi distante da Marc, al punto di fargli dire, a fine prova, “Stiamo diventando dei pazzi, avrei fatto io la pole se non avessi avuto davanti uno come Marc che nel giro secco ha fatto cose magiche”
Magie, pazzie, miracoli incredibili su due ruote a 340 chilometri orari (Pedrosa) che vogliono dire continue scariche di adrenalina: è questo il sale delle corse, è questo quello che vanno cercando i piloti ed è questo ciò che cerca lo spettatore che salta in aria sugli spalti e di sicuro anche sul divano per la gioia della moglie come dice Guido Meda.
Dietro ai due “capolavoristi” (ci si passi il termine) un bravissimo Andrea Iannone, capace di tornare in prima fila dopo il Mugello (ma lì era in pole) e rimettere sulla retta via una Ducati che sembrava aver perso la strada maestra con una serie di innovazioni tecnologiche (leggi mappature nuove e non sempre performanti) che avevano fatto storcere il naso ai puristi della velocità. Andrea è a mezzo secondo da Marc, ma solo 350 da Lorenzo, quindi neppure troppo lontano. E con un passo gara che domani potrebbe dare alla Casa di Borgo Panigale, delle altre belle soddisfazioni.
Dietro ai tre troviamo un Pol Espargarò e un Dani Pedrosa positivi ma non velocissimi. Mentre ancora più indietro, solo sesto tempo e un distacco impressionante di 857 millesimi da Marquez, un Valentino Rossi che sin dalle prime prove del venerdì, non si è trovato assolutamente bene in sella alla sua Yamaha. Da che cosa dipenda è un rebus anche per i suoi stessi tecnici, che non gli hanno saputo dare soluzioni accettabili. Ha cambiato, Valentino, tante di quelle gomme, forcelloni, carene, mono ammortizzatori da fare felice un qualsiasi negozio di ricambi, ma nulla finora è andato a migliorare la moto. Che Valentino non fosse al massimo lo dimostra anche il cambio moto ai box (in caso di pioggia) che ha sfiorato il ridicolo. La prima volta ha toppato clamorosamente il salto, la seconda ha impiegato un’eternità rispetto a Lorenzo e Marquez che sono degli specialisti nel salto acrobatico, favoriti in questo da una statura più piccola. A vedere il bicchiere mezzo pieno, diciamo che partendo dalla seconda fila, Rossi non può che migliorare e cercare di restare attaccato ai primi.
Cosa che purtroppo, scorrendo la classifica, non potrà fare Andrea Dovizioso: fuori dai top ten nella Fp3, ha migliorato molto la moto ma nella Q1 è stato messo fuori dal duo Ducati-Pramac Petrucci-Hernandez. Partirà dalla quinta fila, 13° tempo, morale a terra e per il momento nessuna idea di come mettere le cose a posto. Dispiace, per il Dovi, ma il primo che deve reagire è la Ducati: tornare indietro, ridare al Dovi la moto delle prime gare ormai non è più possibile. Bisognerà lavorare sodo sulle mappature elettroniche e su altre diavolerie nascoste nel cuore della sua Desmo. Vederlo così lontano fa male al cuore. Animo Ducati, rimettiamo il Dovi al osto che gli compete, non certo il 13° di oggi. Ed ecco la cronistoria di questa magnifica giornata.
Fp3. Per le prove più importanti di tutto il weekend, il tempo è magnifico, qualche lieve nuvoletta qua e là ma sempre temperature ideali e gran voglia di fare bene per tutti i piloti. Per tutti ma non per il povero Baz che dopo appena 3 minuti, viene tradito dall’anteriore della sua Open Yamaha e scaraventato per terra dopo aver preso un paio di buchette invisibili. Per lui nulla di male, ma moto seriamente danneggiata.
Il tempo giusto giusto per scaldare le gomme e Marquez questa volta fa davvero un giro meraviglioso: senza l’aiuto delle scie viaggia a 336 km orari e piomba sul traguardo in 1’47”380, 137 millesimi meglio di Lorenzo ieri.
Yamaha lente
La Yamaha, piuttosto, dà da pensare: tutte e due le moto di Lorenzo e Rossi sono scese in pista con gomme usate, salvo l’anteriore di Lorenzo, ma viaggiano su tempi molto più alti della Honda di Marquez: che stiano provando qualche diavoleria? Mistero, sta di fatto che Lorenzo rientra ai box dopo 6 giri per niente soddisfatto. Il rebus è comunque sempre e solo legato agli pneumatici: con le medie si va più veloce ma si distrugge in fretta. Cosa usare in gara? Rischiare le medie o passare alle hard. Il problema è tutta una questione di degrado, non facile da risolvere.
Anche Rossi torna ai box, cambia le gomme pure lui, monta pneumatici usati ma le sposta dalla moto2 alla moto1 mentre sulle due moto dei piloti Yamaha, ai box stanno iniziando a montare le ormai famosissime alette che (finalmente lo hanno ammesso tutti i tecnici), comincia a dare i suoi frutti in fatto di stabilità. Pochi, percettibili miglioramenti ma che comunque bisogna prendere atto.
Molte cadute
Rispetto alle prove di ieri, solo tre piloti hanno migliorato i propri tempi: Marquez, che si è preso il primo posto, Crutchlow che ha spodestato Petrucci dal 10° posto e Viñales che rimane 16° e poi, a 22’ dalla fine finisce per terra pure lui con la sua Suzuki alla curva 2, nello stesso identico punto dov’era caduto Baz e dove poco dopo cade anche Miller. Cade anche Bradley Smith, ma lui alla curva 6: nulla di grave per nessuno dei piloti e corsa ai box per cambiare le moto.
I tempi, intanto, non scendono più: Rossi dall’inizio non scende mai sotto l’1’48”8, Lorenzo sempre sull’1’48”4: vero è che mancano ancora 18 minuti e c’è tutto il tempo per vedere i fuochi d’artificio, ma ai box si lavora alacremente (come alla Ducati) per montare alette di tutti i tipi e dimensioni. L’unico che non sembra fare sconti a nessuno è Marquez, che martella sul tempo di 1’47”9, con 7 passaggi tutti dello stesso tipo. Mica male.
Time attack
A 8’ dal termine, quasi tutti i piloti rientrano in pista dopo gli ultimi cambi di gomme e regolazioni: Viñales si migliora e sale al 14° posto, Rossi rientra subito mentre Lorenzo e Marquez se ne stanno tranquilli seduti ai box, così come Dovizioso e Iannone, che però tornano subito dentro perché la loro posizione non è delle migliori. Anche Lorenzo non si fida: allaccia il casco e torna dentro, questa volta con la moto senza alette e con pneumatici medio e nuovi sia all’anteriore che al posteriore.
Rossi e Pedrosa intanto cominciano a fare sul serio: Dani sale 3° in 1’47”6, Rossi replica con 1’47”6 ma resta 4° però a 323 millesimi a Marquez. Anche Pol Espargarò spinge forte, così come Dovizioso (gomma morbida al posteriore come Iannone) e Petrucci che vuole risalire nei Top Ten. Crutchlow sale 6° e mette Iannone 10°, Redding sale 11° e sposta è Petrucci 12°, quindi arriva Viñales che sale 8° e mette fuori anche Iannone mentre Dovizioso è 10°.
Iannone super, Dovizioso fuori
Zampata di Iannone a 1’ dalla fine: 5° tempo mentre Marquez e Lorenzo prendono la bandiera e restano davanti a tutti. Dovizioso resta fuori dai primi 10, clamoroso, mentre Iannone addirittura resta 5° ma chiude in 1’47”7 ed è a soli 94 millesimi da Rossi, che chiude 4° dobbiamo dirlo, senza particolari squilli.
A fine turno resta la soddisfazione Honda per Marquez e Pedrosa primo e terzo, con Lorenzo in mezzo a loro e Rossi 4° a tre decimi e che ai box arriva anche lungo nel cambio moto con una gag tutta da ridere. Resta la soddisfazione per un grande Iannone, ottimo 5° e forse rallentato un pochino nel suo giro migliore, altrimenti avrebbe potuto limare un paio di decimi ancora, mentre la preoccupazione è tutta per Dovizioso, costretto al Q2 e mai veramente convinto della sua Desmo.
Quindi i top ten per le qualifiche del pomeriggio sono: Marquez, Lorenzo, Pedrosa, Rossi, Iannone Crutchlow, Smith, Pol Espargarò, Viñales e Aleix Espargarò. Costretti alla Q2, nell’ordine, Dovizioso, Redding, Petrucci, e Hernandez: quattro piloti per soli due posti. Ci sarà da soffrire per loro oggi ad Aragon.
Fp4. Mai come qui ad Alcañiz il quarto turno di prove libere assume un interesse e un valore notevole. E’ il momento di scoprire, infatti, quali saranno le coperture ideali per fare la gara, trovare la soluzione migliori per evitare di strapparle in fretta e quindi buttare via un gran premio. Quindi le mini prove di long run risulteranno decisive. Le prime scaramucce vedono Iannone Rossi i più veloci, poi arriva Lorenzo e scende subito sull’1’48”0, cioè 8 decimi meglio di Iannone e !’1 su Rossi. Marquez ovviamente vuole essere della partita ed eccolo issarsi al 2° posto, a 374 millesimi da Lorenzo, con Pedrosa subito dietro e con la Suzuki di Aleix Espargarò che spodesta Rossi dal 4° posto. Iannone intanto risale 4° con tempi sull’1’48”4, affatto male e grazie ai tecnici hanno saltato pranzo per poter dare una moto competitiva sia a lui che al Dovi (che risale 5°), con continui controlli delle mappature.
Valentino troppo lento
Rossi intanto, (con la moto con le alette) sembra non fare passi avanti: si ritrova 8° a 7 decimi da Lorenzo e autore anche di un “lungo”, segno di grandi fatiche con una Yamaha che non lo supporta affatto. E ciò vuol dire che presto tornerà ai box per parlarci sopra con i suoi tecnici. Colpa delle gomme? Mistero fitto, certo che non è contento il Dottore che infatti a -15’ torna ai box piuttosto scocciato. Ma c’è di più: sulla sua Yamaha ha fatto un paio di interventi, sia sulla forcella (segno che è alla ricerca di trazione) che sulla carena. E questo non è un fatto che succede spesso nel clan di Rossi, segno che qualcosa ancora non convince e, anzi, lo preoccupa in previsione gara.
Lorenzo a posto
Ai box ci torna anche Lorenzo, il quale però confabula tranquillamente con il suo tecnico Ramon Forcada e lo si vede che è sereno e tranquillo, cambia moto e rimette le stesse coperture, per avere in pratica due moto quasi con lo stesso assetto e fare la scelta definitiva su quale scegliere per l’attacco alla pole e per la gara di domani. E prima di salire in sella trova anche il tempo per strizzare l’occhio a un tecnico.
A -8’ dal termine delle ultime libere del weekend, la situazione vede Rossi migliorarsi di un po’, portarsi al 6° posto ma a sei decimi da Lorenzo. Marquez a sua volta alla prima curva rischia di mettersi la Honda in testa, scodinzola come un matto e finisce lungo abortendo il giro.
Pedrosa, che sorpresa!
A 3’ dalla fine ci prova Pedrosa a fare la differenza: casco rosso al primo T1, sempre un decimo meglio anche nel T2 (-103), perde qualcosa nel T3 ma è sempre a casco rosso e piomba sul traguardo al comando con un 1’48”0 con 16 millesimi di vantaggio su Lorenzo. Fine turno e primo posto per Pedrosa, poi Lorenzo a 16 millesimi, quindi Marquez a 90 millesimi, e poi un buco di tre decimi per trovare un ottimo Iannone, quindi Dovizioso a mezzo secondo (ottimo risultato in vista della Q2 cui è obbligato) mentre persiste il rebus Valentino Rossi, lontano oltre sei decimi (615) e con soluzioni buone ancora da trovare perché quelle messe in campo sinora (ammortizzatore sostituito) non hanno dato i risultati sperati. Ultima considerazione sul cambio moto ai box in caso di pioggia. E anche qui Rossi, più alto di Jorge, è nettamente dietro. Da calcoli fatti, il Dottore cambia moto 2”5 più lento di Jorge. E questo è un dato che ti porti dietro anche in pista. Non è poco, ragion per cui Valentino farà bene a sperare che domani non piova…
Q2. Neppure il tempo di riprendere fiato e i piloti “ripetenti” tornano in pista. Dovizioso, Redding, Petrucci, e Hernandez in pratica si giocano due posti utili per la pole. Il Dovi ci prova subito: casco rosso e primo posto in 1’48”5 seguito da Hernandez a 3 decimi. Bautista si autoelimina scivolando alla curva 1 e addio tentativi.
Petrucci superstar
Chi fa il Fenomeno è Petrucci: giro praticamente perfetto e primo posto in 1’48”4, con Petrux che al giro successivo al primo T1 vola 3 decimi e mezzo meglio di tutti per poi perdersi nel secondo passaggio, ma il primo posto è ancora il suo.
Tutti ai box per l’ultimo tentativo e le tre Ducati sono messe bene, con Hernandez 3° ma a mezzo secondo da Petrucci che le immagini ci mostrano con un piglio e un occhio…”cattivo” al punto giusto, felice di essere lì davanti a tutti. Non male neppure Bradl, che con l’Aprilia si ritrova a un solo secondo da Petrucci, segno che la Casa di Noale inizia a vedere un po’ di luce, con una moto che, ricordiamo, è strettamente derivata dalla Superbike.
Dovizioso fuori
Tre minuti alla fine e Dovizioso è mezzo secondo sotto il tempo di Petrucci, che scende a 161 nel T2 e a 81 millesimi nel T3. Basteranno? Sì: 1’48”294, 113 millesimi meglio di Petrucci. Ma è Hernandez a fare la differenza: suo il miglior tempo i 1’47”8 che Petrucci distrugge subito dopo con un eccezionale 1’47”8 che vuol dire essere in Q1 insieme con Hernandez e, purtroppo, vuol dire anche che Dovizioso domani partirà in quinta fila, 13° posto e con il morale, ovviamente, sotto i tacchi.
Q1. E’ il momento della verità, adesso non si scherza più, in 12 per le migliori posizioni in griglia. Marquez stampa un incredibile 1’46”6 che lascia Lorenzo a mezzo secondo Lorenzo, stracciando tutti i record della pista di Aragon con Pedrosa 3° a 7 decimi e Iannone a 776. Rossi, invece è solo 6° a 1”4… Altro giro e Pedrosa rischia la caduta alla curva 12 con l’anteriore che per un momento lo molla ma per fortuna Dani si riprende anche se deve abortire il tempo. Rossi sale 5° ma il divario è sempre sopra il secondo, dietro a un Iannone che lima il divario sino a 7 decimi.
Tre tentativi per i big
Tutti di nuovo in pista, con Jorge Lorenzo che cercherà di fare tre tentativi: moto assolutamente senza alette e concentrazione al massimo, mentre Rossi se la prende un po’ più comoda. Credevate che Marquez si accontentasse? Macché: 1211 millesimi al T1, 14 al T2 (e Lorenzo a -2 millesimi per poi perdere 68 millesimi al T2), altri 17 millesimi ma poi perde 40 millesimi e resta primo senza ulteriori miglioramenti. Esce anche Valentino per il suo secondo tentativo mentre Lorenzo rientra ai box per il suo terzo. Pedrosa intanto viaggia a 78 millesimi da Marquez che pure lui torna ai box e fa il suo terzo tentativo come Lorenzo. Pedrosa intanto si migliora di qualche millesimo ma resta terzo a 7 decimi.
Cade Marquez
E’ il momento dei fratelli Espargarò: Pol Espargarò sale al 3° posto spodestando Pedrosa Aleix sale 6° dietro Iannone mentre Marquez si stende alla curva 1 prendendo una buchetta che lo scaraventa nella ghiaia. Poco male per lui, che resta al comando con quel tempo siderale. Ultimi giri: Lorenzo chiude a secondo, bravissimo Iannone che va in prima fila, terzo tempo davanti a Pol Espargarò, Pedrosa e a un Valentino Rossi solo 6° ma che vuol dire comunque seconda fila, anche se di un pelo. Sulla moto del Dottore ci sarà ancora molto da lavorare (parole di Lin Jarvis, felice per Jorge, preoccupato per Valentino) perché al momento ci sono 5 decimi tra lui e Lorenzo, ma soprattutto in mezzo ci sono anche Pedrosa e Iannone, piloti che, parliamoci chiaro, a fare uno sgambetto a Valentino sarebbe come invitarli a nozze (Enrico Biondi)
La griglia di partenza
|
Pilota |
Team |
Km/h |
Tempo |
Gap |
|
Repsol Honda Team |
338.1 |
1'46.635 |
||
|
Movistar Yamaha |
335.8 |
1'46.743 |
0.108 |
|
|
Ducati Team |
343.8 |
1'47.178 |
0.543 |
|
|
Yamaha Tech 3 |
332.7 |
1'47.334 |
0.699 |
|
|
Repsol Honda Team |
340.4 |
1'47.357 |
0.722 |
|
|
Movistar Yamaha |
332.5 |
1'47.492 |
0.857 |
|
|
Team SUZUKI |
327.8 |
1'47.573 |
0.938 |
|
|
LCR Honda |
336.4 |
1'47.574 |
0.939 |
|
|
Pramac Racing |
336.6 |
1'47.775 |
1.140 |
|
|
Yamaha Tech 3 |
337.2 |
1'47.830 |
1.195 |
|
|
Pramac Racing |
337.2 |
1'48.556 |
1.921 |
|
|
Team SUZUKI |
329.3 |
1'48.648 |
2.013 |
|
Ducati Team |
340.3 |
1'48.294 |
0.441 |
|
|
EG 0,0 Marc VDS |
328.5 |
1'48.674 |
0.821 |
|
|
Aspar MotoGP Team |
326.6 |
1'49.035 |
1.182 |
|
|
Aspar MotoGP Team |
324.5 |
1'49.102 |
1.249 |
|
|
Aprilia Team Gresini |
324.9 |
1'49.109 |
1.256 |
|
|
Avintia Racing |
334.0 |
1'49.253 |
1.400 |
|
|
Avintia Racing |
335.6 |
1'49.426 |
1.573 |
|
|
LCR Honda |
328.3 |
1'49.436 |
1.583 |
|
|
ApriliaTeam Gresini |
327.4 |
1'49.437 |
1.584 |
|
|
Forward Racing |
320.7 |
1'49.496 |
1.643 |
|
|
AB Motoracing |
324.0 |
1'49.761 |
1.908 |
|
|
IodaRacing Team |
322.7 |
1'50.134 |
2.281 |
|
|
Forward Racing |
326.5 |
1'50.755 |
2.902 |
La parola ai piloti
Marquez
“Eravamo in dubbio se fare due uscite o tre. Poi abbiamo visto che il tempo c’era e allora abbiamo dato il massimo. A dire il vero non mi aspettavo al primo tentativo un tempo così: pensavo di arrivare sull’1’46” alto, ma mai scendere fino al 48”6. Incredibile. Con il secondo pneumatico ho fatto qualche errore mentre con il terzo ho visto che Jorge era vicino, purtroppo sono finito per terra, perché l’anteriore aveva lavorato un po’ troppo ed ho spinto nella curva sbagliata. La gara? Mi aspetto una lotta con Lorenzo, ma anche con Dani (Pedrosa) che ha un bel passo e può fare la differenza. Valentino? Per il momento è un passo indietro ma queste sono le prove. In gara ci sarà anche lui perché alla domenica trova sempre una soluzione ai problemi”.
Lorenzo
“Ormai stiamo facendo tutti cose da pazzi. Le moto e i pneumatici ti aiutano ad andare così forte e il livello di guida che stiamo raggiungendo è davvero altissimo e per questo motivo sono molto orgoglioso del lavoro che stanno facendo in Yamaha. Marquez? Nel giro secco è capace di fare delle vere magie. Mi consola il fatto che se non ci fosse stato lui, oggi la pole stellare sarebbe la mia. Però c’è lui, accidenti, e non ci posso fare nulla. Perla gara non so: abbiamo migliorato molto, ma dobbiamo guardare i pneumatici, qualche volt siamo noi i penalizzati, altre volte la Honda. Diciamo che potremo capire bene come andrà la gara solo dopo i primi dieci giri”.
Iannone
“La parola giusta da dire è che ci siamo costruiti questa prestazione prova dopo prova, giorno dopo giorno. Abbiamo lavorato sul traction control, sulle mappature, poi abbiamo litigato e lottato con le gomme, ma alla fine abbiamo trovato la soluzione migliore. Magari ci abbiamo messo un po’ troppo a fare la modifica, ma firmerei sempre se poi i risultati sono questi. Ieri non eravamo proprio a posto e la cosa mi preoccupava un po’, ma da questa mattina abbiamo migliorato molto il feeling e adesso sorrido. Nella MotoGP dell’era moderna di risultati inaspettati non ce ne sono davvero più. Ormai si può calcolare quasi tutto e a prevedere abbastanza. Quando capisci la giusta direzione alla fine i risultati li tocchi con mano”.
Rossi
“Il vero problema è che soffro molto al pomeriggio, piuttosto che al mattino, quando le temperature si alzano e il caldo comincia a farsi sentire sono più in difficoltà con le gomme nel senso che ho un degrado superiore e faccio fatica a tenere il ritmo. Sono in difficoltà anche nelle staccate, ci stiamo lavorando. Quindi rispetto a Marquez, Lorenzo e Pedrosa mi manca un po’ di passo. Domattina nel warmup dovrò assolutamente migliorare perché da Jorge prendo mezzo secondo come passo e in gara non riuscirei neppure a stargli troppo vicino. Fare calcoli? Alla domenica non succede mai quello che ti aspetti, l’unica cosa è andare più forte degli altri e possibilmente vincere. Il resto conta poco”.
Dovizioso
“Ripartire da zero, tornare alle origini di questa stagione sarebbe bello. Ma le cose non funzionano così, bisogna comunque progredire cercando di capire cosa succede. Non esiste la bacchetta magica e un setup che funziona su tutte le piste. Peccato per come sono andate le cose: nel 4° turno di prove libere ci eravamo avvicinati molto, non ai primi che avevano comunque un altro passo, ma diciamo che potevo stare insieme con quelli del secondo gruppo e per questo sarebbe stato importante partire da una buona posizione. Nella Q1 non ho fatto un giro ‘esagerato’, veloce sì, ma non velocissimo, non ho voluto prendere rischi eccessivi, nel secondo tentativo le prime due curve a destro ho visto che la gomma non era al massimo: strano, perché l’avevo preparata bene, ma evidentemente non è bastato. Ci aspetta una domenica in salita, ma io non mi scoraggio di sicuro”.