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LORENZO A TEMPO DI RECORD, ROSSI E MARQUEZ…..NO!!

Alcañiz. Il primo giorno di prove sul circuito di Aragon dice che le Yamaha hanno fatto bene tre settimane fa a venire qui a provare e colmare il gap che le separava dalle Honda. Lorenzo ha pensato bene di stracciare il record della pista che era di Pedrosa, scendendo a 1’47”5, meno di 4 decimi dal record assoluto detenuto in prova da Marquez.

Dietro di lui Valentino Rossi. La cosa potrebbe farci sorridere e con noi le migliaia di tifosi di tutto il mondo. In realtà, sin dal mattino il Dottore aveva un broncio lungo così. Essere secondo, ma a oltre sei decimi da Jorge, vuol dire essere lontani anni luci dall’aver risolto i problemi della sua Yamaha che con un certo tipo di mescole soft proprio non si trova mentre con la media le cose migliorano molto, se non migliorassero il doppio per il suo compagno di squadra.

E alle spalle di Valentino ecco la terza Yamaha, quella del sempre più positivo Bradley Smith a precedere il binomio Honda Pedrosa-Marquez rispettivamente lontano 841 e 884 millesimi dal mallorchino. Ma attenzione: Honda ha sempre e solo girato con gomme hard senza mai andare a cercare tempi incredibili per cercare la soluzione migliore in vista della gara. Questo potrebbe dire che la casa di Tokyo potrebbe avere in serbo qualche sorpresa. Quanto alle Ducati non male il tempo di Dovizioso (8°) e Iannone (9° e danneggiato nel suogiro migliore da un Pedrosa lento e in traiettoria) e bravo anche Petrucci, decimo. Insomma, tutti e 4 gli italiani nei primi 10. Non male.

Sabato altro giro e altro regalo: Rossi deve cercare di limare il distacco, le Honda proveranno a fare lo sgambetto alle Yamaha e le Ducati vorrebbero dire la loro per dimostrare che si continua a lavorare nel verso giusto. Il meteo promette una bella giornata, ma nessuno si espone troppo riguardo la domenica, dove potrebbe anche piovere. Lorenzo, nel frattempo, ha iniziato a fare gli scongiuri…

Fp1.La prima buona notizia è che splende il sole su tutta l’Aragona. Il che non è poco in questo fine settembre e con tutto quello che bolle in pentola. C’è ad esempio, Valentino Rossi che dall’alto dei suoi 23 punti di vantaggio, non vuole perdere neppure un metro dalle furie rosse spagnole, che qui giocano in casa.

C’è, soprattutto, Jorge Lorenzo, vincitore nel 2014, che non vuol darsi per vinto e tenere aperto ancora il discorso mondiale. E poi ci sono le variabili impazzite, a partire da Marc Marquez, che tutti i sogni di successo non li ha ancora riposti nel cassetto anche se obiettivamente la cosa si fa difficile assai, visto che ha 63 punti da recuperare.

E poi Dani Pedrosa, i fratelli Espargarò, Viñales e Bautista: tutti piloti che non hanno più nulla da chiedere al campionato, ma che proprio sul circuito di casa, prima del trittico asiatico, vogliono lasciare il segno. Si comincia quindi con un cielo dove non c’è neppure una nuvola, la temperatura è ancora fredda (non dimentichiamo che si corre in una delle zone più desertiche della Spagna), ma la pista si sta via via gommando e quindi è sempre meno scivolosa.

Lorenzo fa il fenomeno

Pronti, via e subito al comando si mette Valentino, seguito da Pol Espargarò e Marc Marquez. Poi arriva Lorenzo e mette tutti d’accordo, primo a scendere sotto l’1’51” (1’50”5). Ma non siamo che all’inizio di una sessione che promette scintille.

Al terzo giro utile Lorenzo e Marquez viaggiano sull’1’49” basso e fanno capire a tutti gli altri come si dovranno comportare per superarli. Stupisce Redding, che si mette 3° davanti a Valentino mentre Pedrosa torna subito ai box, spiega che la sua Honda è piuttosto “seduta” e i tecnici agiscono subito sul mono ammortizzatore e la precarica per ricacciarlo subito in pista.

Piccoli passi per le Ducati

Le “rosse” per il momento non brillano: Iannone, con una spalla dolorante, è 8° a 2” da Lorenzo mentre Doviziosoè 16° ma ha girato ancora troppo poco. Difatti, al 4° passaggio, si porta al 7° posto, ma a 1”9 da Jorge che nel frattempo scende a 1’48”249 al quinto passaggio utile, precedendo Marquez di 675 millesimi e di 1”2 Rossi.

Le Ducati, come spiega Davide Tardozzi, responsabile sportivo delle “rosse”, qui ad Aragon sono un po’ di difficoltà causa i pochi dati a disposizione visto che la moto di quest’anno è completamente diversa da quella 2014 e quindi bisogna progredire a piccoli passi per essere al meglio per domenica.

Passati i primi 20 minuti, una breve ma importante considerazione: Lorenzo ha messo insieme solo 5 giri è viaggia già su tempi importanti (e siamo soltanto al mattino), capace di rifilare oltre 6 decimi a Marquez e 1”2 al Dottore. E’ chiaramente lui l’uomo da battere e la sua moto, come spiega il direttore sportivo Maio Meregalli girà con il setting provato appena tre settimane fa e già i tempi sono incredibilmente buoni (non dimentichiamo che il record della pista è di Marquez in 1’47”187).

Yamaha già in forma

Ma che le Yamaha vadano decisamente bene lo dimostra Valentino Rossi che, dopo la sosta ai box, torna in pista e si mette 2° a 6 decimi da Lorenzo e un decimo davanti a Marquez. Alle spalle di Marc ecco materializzarsi Pedrosa, che da buon diesel prima o poi arriva davanti. Dani è però lontano 1”4 da Lorenzo e precede Smith, Redding, Pol Espargarò e Dovizioso che fa numeri incredibili per restare in piedi durante staccate mozzafiato.

Mancano 13’ e i primi 3 big sono di nuovo ai box, veloci regolazioni e ancora in giusta. Marquez lima un poco il suo tempo e si porta a soli 59 millesimi da Rossi al suo 15° passaggio. Ma è alla sua 16ma tornata che si riporta 2° a meno di mezzo secondo da Lorenzo e con 85 millesimi di vantaggio su Rossi che per il momento non riesce più a scendere sotto l’1’49”.

A 3’ dalla fine del turno solo 3 piloti sono scesi sotto l’1’49” (Lorenzo, Marquez e Rossi) in 4 sono sull’1’49”, gli altri, a cominciare da Dovizioso sono sull’1’50”.

Finisce il turno è il risultato davanti non cambia: Lorenzo in 1’48”249, Marquez a 490 millesimi e Rossi a 575. Poi Pedrosa, Redding e un ottimo Dovizioso, lontano però 1”3, ma con ampi margini di miglioramento come ha tenuto a precisare a fine prova. Iannone ha chiuso 10°, bravissimo a 1”8 e, ricordiamolo, con una spalla disastrata.

Rossi preoccupato

La faccia buia e pensierosa è quella di Valentino Rossi: tornato ai box, si siede poi si rialza e va subito a guardare la gomma posteriore e la preoccupazione aumenta. Lo pneumatico posteriore è davvero messo male, un problema in più che bisognerà risolvere per evitare di ritrovarsi nei guai domenica.

Fp2.Rispetto al mattino, ci sono sull’asfalto circa 20° in più, ragion per cui il grande rebus sarà la scelta delle gomme sia all’anteriore che al posteriore. Se al mattino sono state usate molto le gomme soft, adesso non potrà più essere così, pena la distruzione delle coperture in pochi giri. Tutti in pista tranne Pedrosa che come al mattino si attarda perché sulla sua Honda cambiano i dischi e le pastiglie sull’anteriore perché lo spagnolo aveva accusato una strana vibrazione che non lo lasciava tranquillo.

Lorenzo, inizio sprint

Tre giri e Lorenzo è già al comando: 1’48”699, più lento di stamane ma già molto propositivo. Nel clan dell’1’48” ci sono sia Jorge, sia Marquez, Aleix Espargarò e Rossi mentre Iannone, 5°, (già un secondo più veloce del mattina) è appena dietro seguito da due altre Ducati, quelle di Petrucci e Dovizioso.

Al 5° giro utile, Iannone rimane 5° ma è sotto il muro dell’1’49” mentre davanti Lorenzo, con la bellezza di tre caschi rossi pensa bene di entrare ai box: meglio parlare con i tecnici, non è questo il momento di cercare il crono. Da notare che, a differenza di Valentino, Lorenzo non ha apportato nessuna modifica dalla moto del mattino che la dice lunga su come Jorge si senta sulla Yamaha.

Alle sue spalle, Marquez intanto continua a inanellare giri su giri sempre sotto l’1’49” ed è l’unica Honda per il momento che si tiene a strettissimo contatto di Marquez, appena 4 millesimi, un battito di cinghia. Passati i primi 15’ tutti rientrano ai box per le regolazioni del caso e il primo cambio di pneumatici per molti piloti.

Pedrosa, che sorpresa

Chi invece decide di cambiare le carte in tavole e sparigliare il gioco ecco arrivare Dani Pedrosa, con un quarto settore al fulmicotone (un decimo e mezzo guadagnato) che lo proietta davanti a tutti in 1’48”642 .Non contento, Pedrosa al giro successivo si porta a 1’48”358 a meno di un decimo dal tempo di Lorenzo del mattino e dice a chiare lettere di voler esserci anche lui nella gran bagarre di domenica. Rossi per il momento è 5°, a mezzo secondo da Pedrosa, con problemi di assetto e una moto che scodinzola.

Rossi in affanno

A 23’ dal termine, Lorenzo si riprende il comando, 1’48”307, Marquez ci prova, si migliora ma è ”solo” a 94 millesimi da Jorge e 43 da Pedrosa. Filano tutti come matti al punto che Espargarò e Rossi, subito dietro, viaggiano a oltre mezzo secondo. Rossi soprattutto, accusa noie all’anteriore e si vede chiaramente che nonsi trova a suo agio. Iannone, Petrucci e Dovizioso, intanto, continuano a migliorare i tempi. Iannone è a soli 6 decimi da Lorenzo, sotto il secondo Petrucci appena sopra Dovi.

Di nuovo tutti ai box, i pneumatici di Valentino sono molto segnati, quelli di Lorenzo molto meno. E visto che domenica si correrà a quest’ora i problemi da risolvere per i tecnici del Dottore non sono pochi e neppure semplici. Aggiungiamo anche che Aragon non è una delle piste favorite di Valentino (che qui non ha mai vinto) e il gioco è fatto.

Gomma morbida per le Yamaha

A 13’ dalla fine del turno, nei primi 5 sale anche Smith che si piazza davanti a Rossi (ora 6°) e anche lui nel clan dei piloti sotto l’1’49”. Altra sosta ai box, nuovi pneumatici e Rossi rientra con una gomma media al posteriore, subito imitato da Lorenzo: Yamaha pronte quindi a vedere se è possibile scendere sotto l’1’48”!

Lorenzo marziano

E difatti Valentino inanellaun giro monstre: tre caschi rossi e chiusura in 1’48”200. Ma alle sue spalle arriva Lorenzo che ha tempi mostruosi:231 millesimi di vantaggio al T1, 334 al T2, addirittura mezzo secondo (541) al T3 ed ecco l’eccezionale 1’47”5, cioè oltre sei decimi a Rossi. Incredibile!. Due Yamaha davanti, poi due Honda, con Pedrosa davanti a Marquez, quindi un bravo a Dovizioso, sesto a 1”058 mentre Iannone entra in pista con una soft al posteriore nel momento in cui Petrucci lo caccia fuori dai 10 piazzandosi nono.

Tutti i big nei primi 10

Cala il sipario e la situazione finale vede davanti a tutti Lorenzo in 1’47”517 (unico a scendere sotto l’1’48”), poi Rossi a 683 millesimi. Segue un ottimo Smith (e così sono tre le Yamaha davanti), quindi Pedrosa e Marquez con le due Honda che per tutto il tempo non hanno usato altro che gomme hard in configurazione gara (e con Marc con un forcellone diverso e relative sospensioni,sul quale dirà durante il briefing se gli dà sicurezza oppure no). Le Ducati hanno Dovizioso 8°, Iannone tornato 9° (danneggiato da Pedrosa nel suo giro migliore che avrebbe potuto essere più veloce di 6,5 decimi) e 10°, bravissimo, Danilo Petrucci. (Enrico Biondi)

 

I tempi del venerdì

Pilota

Team

Km/h

Tempo

Gap

Jorge LORENZO

Movistar Yamaha

333.1

1'47.517

 

Valentino ROSSI

Movistar Yamaha

332.6

1'48.200

0.683

Bradley SMITH

Yamaha Tech 3

334.0

1'48.318

0.801

Dani PEDROSA

Repsol Honda Team

337.8

1'48.358

0.841

Marc MARQUEZ

Repsol Honda Team

337.2

1'48.401

0.884

Pol ESPARGARO

Yamaha Tech 3

340.3

1'48.445

0.928

Aleix ESPARGARO

Team SUZUKI

329.8

1'48.524

1.007

Andrea DOVIZIOSO

Ducati Team

340.2

1'48.575

1.058

Andrea IANNONE

Ducati Team

341.9

1'48.615

1.098

Danilo PETRUCCI

Pramac Racing

336.6

1'48.829

1.312

Yonny HERNANDEZ

Pramac Racing

336.6

1'48.955

1.438

Scott REDDING

EG 0,0 Marc VDS

331.0

1'49.007

1.490

Cal CRUTCHLOW

LCR Honda

336.3

1'49.064

1.547

Hector BARBERA

Avintia Racing

336.6

1'49.225

1.708

Alvaro BAUTISTA

Aprilia Team Gresini

328.7

1'49.576

2.059

Maverick VIÑALES

Team SUZUKI

329.9

1'49.680

2.163

Loris BAZ

Forward Racing

323.9

1'49.700

2.183

Eugene LAVERTY

Aspar MotoGP Team

330.8

1'49.769

2.252

Stefan BRADL

Aprilia Team Gresini

327.0

1'49.980

2.463

Mike DI MEGLIO

Avintia Racing

334.5

1'50.039

2.522

Jack MILLER

LCR Honda

326.7

1'50.157

2.640

Nicky HAYDEN

Aspar MotoGP Team

324.9

1'50.462

2.945

Alex DE ANGELIS

IodaRacing Team

321.1

1'50.719

3.202

Toni ELIAS

Forward Racing

333.1

1'51.162

3.645

Karel ABRAHAM

AB Motoracing

323.1

1'51.638

4.121

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