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LA YAMAHA COPIA LA DUCATI E METTE LE ALI: LORENZO VOLA; MARQUEZ 2°, ROSSI 5°MA LONTANO

Misano. Marquez imprendibile al mattino, Lorenzo-Fenomeno al pomeriggio. E gli altri? Stanno a guardare i due, li studiano da vicino, si arrabbiano ma non riescono neppure ad avvicinarsi un po’. Non ci riesce Pedrosa, che pure chiude 3°, non ci riesce Dovizioso, che trova il bandolo della matassa della sua Ducati solo all’ultimo giro utile ma quanto a passo gara è lontano le mille miglia. E non ci riesce neppure Valentino Rossi, che chiude 5°ma a 6 decimi (un’eternità su una pista come Misano) dal compagno di squadra.

Calma, però. Per una serie di buoni motivi. Il primo: vento al mattino e poco grip, quindi una pista sporca, anzi sporchissima, non gommata e che è andata via via migliorando ma ci è voluta un’eternità e tutta la prima sessione di prove. E poi gli pneumatici: chi usava le morbide, chi le dure, chi le medie. E per tutti un consumo anomalo delle gomme sia sulla destra che sulla sinistra. Sarà per questo motivo che numerosi piloti sono scivolati (Crutchlow, De Angelis, Corti, Iannone) rovinando le sessioni di prove.

Ma alla fine, bene o male, quando hanno trovato il giusto compromesso, Lorenzo e Marquez hanno fatto la differenza. Il mallorchino, per strappare il record della pista al campione del mondo in carica, ha addirittura montato quelle diavolerie di alette comparse quest’anno sulle Ducati.

Provate nei test di Aragon e piaciute subito ai due piloti Yamaha, sono state montate subito da Jorge, che aveva la moto più a posto, mentre Valentino le monterà domani. Comunque sia nella bolgia di Misano (e siamo solo a venerdì), lo spettacolo non è mancato. E domani ci aspetta un bis clamoroso, con i tempi che (parola di Marquez) potrebbero scendere anche sotto l’1’31”. E il tutto avrebbe il sapore dell’incredibile.

Fp1. Il paddock è stracolmo di folla: c’è gente dappertutto, approfittando di due fattori importanti: il primo è che le scuole in Emilia Romagna inizieranno soltanto il 15 e poi perché c’è un bellissimo sole a riscaldare il circuito a due passi da Rimini, Riccione e anche Tavullia, ovvero la patria di Valentino Rossi che domenica è atteso qui alla grande vittoria che potrebbe lanciarlo verso la conquista del decimo titolo iridato.

Al circuito sono attesi 100 mila spettatori: possibile riuscire nell’impresa soprattutto se il tempo si manterrà al bello stabile sino a domenica sera. Si comincia leggermente in ritardo causa un brutto incidente nella Moto3, con il pilota spagnolo Navarro, che scivolando è stato involontariamente travolto dall’italiano Dalla Porta (nessun problema per lui) finito al centro traumatologico di Cesena per un forte trauma alla testa ma per fortuna senza fratture.

Petrucci si esalta

Primo giro utile e subito Petrucci davanti a Pol Espargarò e Iannone. Ma Rossi non sta a guardare e si mette subito dietro a Petrux. Fa un piacere immenso vedere due italiani davanti a tutti , anche se i caschi rossi si sprecano in questo momento e bisognerà attendere una decina di giri prima di sapere qualcosa di più.

Certo è che il primo dato è che le Honda vanno forte, sia con Marquez sia con Pedrosa, ma le Ducati (con Dovi e Iannone) non scherzano affatto. I tempi intanto si abbassano velocemente, al punto che la frase del progettista Jarno Zaffelli che aveva pronosticato l’abbattimento del record con piloti sotto l’1’32” diventa quanto mai d’attualità, visto che Marquez dopo soli 7 giri (ripetiamo, 7 giri) gira sull’1’33”5. Il merito? La riasfaltatura di gran parte del circuito che lo ha reso velocissimo.

Lorenzo si sveglia

Quatto quatto, lemme lemme, anche Lorenzo comincia a prendere le misure del circuito: dopo 15’ di prove si mette a 226 millesimi da Marquez mentre Rossi continua nelle comparative con i pneumatici a disposizioni, non spinge ed è solo 11°, a 1”3 da Marc. Ma tutto, ripetiamo è ancora da decidere. Dopo la sosta ai box necessaria per fare le prime regolazioni (tutti i piloti hanno fatto al massimo 7 giri, tranne Smith che, da stakanovista quale è , ne ha fatti 11 prima di fermarsi), i big rientrano in pista per vedere come si comportano le moto. Quasi tutti i team hanno portato delle novità di ciclistica, mentre Aprilia ha addirittura un nuovo telaio che non ha nulla a che fare con la nuova moto che sarà presentata solo a Valencia e che è rivoluzionaria rispetto a quella di questa stagione.

Mancano 22’ alla fine e Marquez a suon di caschi rossi, lima ancora il suo tempo scendendo a 1’33”3, che manda nel dimenticatoio il record del circuito di Misano (1’33”9) stabilito da Lorenzo nel 2011. Jorge, tanto per non smentirsi, è l’unico insieme con Marquez a scendere sotto l’1’33” ed è a soli 94 millesimi dal campione del mondo in carica, mentre Pedrosa, terzo, è davanti a Rossi, lontano 0,816 dal primo e che precede di un nulla Dovizioso e Iannone, per nulla contento della molle che non lo sostengono all’anteriore, ragion per cui vengono sostituite ai box per vedere di migliorare la situazione. A proposito, niente male la “rossa” di Pirro, tester di Borgo Panigale per le gomme Bridgestone e le Michelin 2016, che è addirittura 5° e si mette alle spalle di Rossi a soli 22 millesimi da Valentino. Complimenti.

Corti, che volo!

Brutta caduta, ma senza conseguenze per il pilota, di Claudio Corti. Brutta e spettacolare, perché il pilota rotola come una trottola alla curva 9 e la sua Yamaha Forward finisce addirittura sugli air fence.

Tre minuti al termine e Dovizioso sale 4° davanti a Rossi e dietro Marquez, Lorenzo e Pedrosa. Pirro stupisce il mondo e con la soft al posteriore, scende sotto l’1’33” e si mette 3°. Grande.

Finisce il turno con un brivido per Rossi, che sfrutta tutto lo spazio a sua disposizione, anche troppo, finendo con le ruote sulla terra, scodinzola come un matto e riempie di sassi la pista. Conclusione: Marquez e Lorenzo davanti a tutti, separati solo da 94 millesimi, poi un magnifico Pirro a 375 che precede Pedrosa, Dovizioso e Rossi, sesto a 0,758. Un po’ in ombra Iannone, decimo, con problemi ancora da risolvere con l’anteriore che lavora male.

Fp2. “Non so cosa ne pensate voi, ma per me si potrà andare domani sotto l’1”31”. Parole e musica di Marc Marquez, che lasciano trasecolati i giornalisti che hanno raccolto ieri prima delle prove numero 2, le sue parole. E che lo spagnolino non stava scherzando lo abbiamo capito subito dopo, al vie delle prove, quando al 4° giro “spazzola” un incredibile 1’33”138 che fa capire le sue intenzioni. Gomme nuove per tutti e tempi incredibili sia per Marc che per Pedrosa, 2° a 244 millesimi e Lorenzo, 3° a 378. Dietro tutti gli altri, con un Rossi piuttosto anonimo, sesto tempo a 981 millesimi, a panino tra un bravo Dovizioso e un Iannone che rischia tanto, con una Ducati che scodinzola troppo.

Valentino non ingrana

Dopo 12 minuti ecco che Rossi finalmente scende sotto l’1’34” (1’33”8) e finalmente si cominciano a vedere i big davanti, anche se Rossi è lontano 0,744 mentre Lorenzo, a ben vedere, è a soli 2 decimi da Marquez ed è già un ottimo tempo, calcolando che Honda qui ha provato un mese fa mentre la Yamaha no. La gomma hard al posteriore sembra piacere molto a Jorge mentre Valentino per il momento non ci pensa neppure (media davanti e dietro) e magari lo farà solo a fine sessione.

Staremo a vedere. Chi invece continua a farsi del male è Crutchlow: l’inglese si stende con una scivolata indolore, ma si vede che non è sereno, così come De Angelis, che gioca in casa, ma proprio in sella non ci vuole stare sulla sua Art IodaRacing e difatti scivola via, piuttosto scuro in volto.

Due Honda, tre Yamaha (Espargarò 5°) e due Ducati davanti: all’appello mancano le Suzuki che da un paio di gare a questa parte sembrano essersi “sedute”. Certo è che le Ducati, come velocità di punta fanno paura: sempre sopra i 290 orari con Iannone che continua a litigare invece con l’anteriore della sua Desmo e non riesce a trovare soluzione al problema.

Mancano 21’e Lorenzo continua la sua marcia di avvicinamento a Marquez: adesso è a soli 88 millesimi da Marc girando sull’1’33” basso, cosa che

A 19’ dalla fine primo colpo di scena: Iannone alla curva 10 si sdraia proprio mentre seguiva Valentino Rossi: aiutato a tornare in pista, ringrazia i commissari e riempie di sassi la pista prima di rientrare ai box e cercare di spiegare ai tecnici il motivo di questa caduta che certo non fa bene al morale.

Yamaha con le alette

Quando mancano 13’ allo stop, ecco il secondo colpo di scena: sulla Yamaha di Lorenzo spuntano due alette sul davanti, le stesse che la Ducati usa da 4 gran premi e che evidentemente servono eccome anche se sono posizionate leggermente più avanti e più in alto rispetto a quelle di Borgo Panigale. Provate per la prima volta ad Aragon, sono state subito “benedette” dallo spagnolo che abbastanza a sorpresa le ha volute montare subito.

Mentre tutti osservano la moto di Lorenzo il signor Marquez ecco che porta il suo tempo a livelli siderali: 1’32”934, cioè a soli 7 decimi dal suo tempo record del 2013.

Poi Lorenzo, aletta o no, fa il Fenomeno e si prende il miglior tempo e per 53 millesimi si prende il record della pista e costringe Marquez a inseguire a 53 millesimi. Dietro i due Pedrosa è 3°, lontano mezzo secondo, poi Rossi che risale dall’ottavo posto e si mette dietro Pol Espargarò, Smith, Pirro Redding. Dovizioso è 9°, Dovizioso è 11, molto distanti al punto che il migliore delle Ducati è Petrucci, 6°, con Pirro 8°.

Dovizioso recupera, Iannone no

Siamo agli sgoccioli e si gioca il tutto per tutto per strappare il miglior tempo di giornata: Marquez si diverte come un matto per sorpassare Crutchlow mentre Abraham si sdraia alla curva 1 e rimane pericolosamente sulla pista e per fortuna non succede nulla.

Ultimo giro utile e Dovizioso si prende il 3° posto a 420 millesimi da Lorenzo, superato all’ultimo secondo da Pedrosa mentre Rossi resta 5° (a 6 decimi da Lorenzo, che a Misano sono comunque tantissimi) e precede Pol Espargarò e Petrucci, cui evidentemente il secondo posto a Silverstone e la nuova Ducati sembra aver cambiato la vita. Lontanissimo, a 1”2 da Lorenzo, Iannone: la caduta lo ha condizionato ma il 13° posto è una specie di campanello d’allarme. Domani si replica: se il tempo tiene, con la pista adesso gommata a dovere, fioccheranno tempi incredibili. (Enrico Biondi)

I tempi del venerdì

Pilota

Team

Km/h

Tempo

Gap

Jorge LORENZO

Movistar Yamaha

287.8

1'32.871

 

Marc MARQUEZ

Repsol Honda

289.9

1'32.924

0.053

Dani PEDROSA

Repsol Honda

290.6

1'33.258

0.387

Andrea DOVIZIOSO

Ducati Team

292.4

1'33.291

0.420

Valentino ROSSI

Movistar Yamaha

285.3

1'33.469

0.598

Pol ESPARGARO

Yamaha Tech 3

289.1

1'33.552

0.681

Danilo PETRUCCI

Octo Pramac R.

289.6

1'33.553

0.682

Bradley SMITH

Yamaha Tech 3

288.0

1'33.595

0.724

Michele PIRRO

Ducati Team

288.8

1'33.674

0.803

Cal CRUTCHLOW

LCR Honda

286.2

1'33.785

0.914

Scott REDDING

EG 0,0 Marc VDS

282.4

1'33.808

0.937

Aleix ESPARGARO

Team SUZUKI

278.8

1'33.840

0.969

Andrea IANNONE

Ducati Team

295.0

1'34.132

1.261

Maverick VIÑALES

Team SUZUKI

282.3

1'34.215

1.344

Eugene LAVERTY

Aspar MotoGP

278.8

1'34.345

1.474

Loris BAZ

Forward Racing

276.2

1'34.500

1.629

Yonny HERNANDEZ

Octo Pramac R.

286.6

1'34.595

1.724

Alvaro BAUTISTA

Aprilia R. Gresini

280.4

1'34.727

1.856

Jack MILLER

LCR Honda

280.2

1'34.856

1.985

Hector BARBERA

Avintia Racing

286.2

1'35.011

2.140

Stefan BRADL

Aprilia R. Gresini

280.3

1'35.036

2.165

Nicky HAYDEN

Aspar MotoGP

275.0

1'35.394

2.523

Alex DE ANGELIS

IodaRacing Team

275.7

1'35.735

2.864

Mike DI MEGLIO

Avintia Racing

281.5

1'35.853

2.982

Claudio CORTI

Forward Racing

278.6

1'36.326

3.455

Karel ABRAHAM

AB Motoracing

276.1

1'36.530

3.659

La parola ai piloti

Lorenzo

“Parliamo subito delle ali: non sono una novità per noi in assoluto. Già nel 1999 le avevano usate Checa e Biaggi, erano più piccole di queste. Dopo qualche anno le abbiamo utilizzate di nuove, adesso sono poste più avanti e più in alto e dobbiamo adesso analizzare i dati per vedere se ci servono. Ho potuto montarle oggi perché sin dal mattino ho sentito che la moto era veramente a posto ed ero vicino a Marquez. Nel pomeriggio abbiamo fatto modifiche importanti e le cose sono andate anche meglio. Domani proveremo la gomma dura davanti, un altro step e vedremo se la moto risponderà come oggi”.

Marquez

“Guidare una moto su un circuito senza grip non è il massimo. E stamattina non era semplice. Poi nel pomeriggio le cose sonio andate meglio, anche se dobbiamo anche risolvere il problema di quale gomma usare in gara. Soft o dura? Le medie debbo dire che vanno abbastanza bene, ma dobbiamo capire in quanto tempo si usurano. Io e Dani con forcelle diverse? Vero a metà. Io avevo una forcella completamente diversa, non l’ho usata al mattino ma solo al pomeriggio e debbo dire che non la useremo in gara perché mi ha dato sensazioni non buone e dovremo rivederla più avanti”.

Dovizioso

“Turno difficile. Non avevo un gran feeling dobbiamo studiare i dati per capire cosa ci sfugge, piccole cose ma tanti punti della pista le gomme si consumano in modo anomalo. Non so che margine abbiamo. Credevo meglio ma ripeto, a me non tornano i conti, vediamo se non tornano anche ai tecnici. Non c’è da allarmarsi, ma non faccio le linee pulite, sono in difficoltà. Lorenzo con le alette? Non l’ho visto se non al rientro in pista, ma lui fa paura e oggi si è visto”.

Rossi

“La mattinata era iniziata abbastanza male perché ho sofferto tanto con la gomma davanti soprattutto nelle curve a destra. Devi tenere molto il freno con la moto piegata e sono e siamo tutti un po’ impiccati. Nel pomeriggio abbiamo fatto uno step e sono contento perché abbiamo migliorato la moto ma dobbiamo ancora trovare il bilanciamento ottimale. Positivo l’ultimo run quando ho messo le gomme dure e adesso l’anteriore mi piace, perché posso dare di più e sento di più la moto. Jorge? E’ molto veloce, va forte, sapevo che sarebbe stato un osso duro. Sensazioni dopo essere tornato in sella alla MotoGp e l’aver girato con la R1? Bruttissime, credetemi. Male, ti imbastardisce molto. Le due moto sono spaventosamente differenti: punti di frenata, freni, forcella, gomme fanno una differenza incredibile. Le alette? Domani le provo anch’io, non sono male, vedremo domani”.

Iannone

“La caduta è arrivata proprio quando cercavamo di vedere come lavorava la gomma. Sembrava di sì, ma sono arrivato alla curva 10 e mi si è chiuso lo sterzo, colpa della con scarsa sensibilità sul davanti. Ho cambiato la moto ma non le gomme, ma i tempi non sono arrivati perché avevo un setting diverso. Sia come sia penso che abbiamo trovato la soluzione. Vedremo domani. Vero è che la pista non ci sta aiutando molto, è scivolosa, io non ho grip davanti e dietro, ho poca fiducia, non spingo e quindi vado piano. Ma d’ora in avanti potremo solo migliorare”.

Calendario 2016: addio Indy, c’è l’Austria

La Dorna ha diramato il calendario provvisorio 2016. Una sola novità ma molto importante: scompare Indianapolis per fare posto al Gp d’Austria al Red Bull circuit dello Spielberg dove corrono le F1. Sia Jerez che Brno hanno un asterisco davanti, perché soggette alla firma del contratto con la società spagnola.

Data Gp Circuito

20 Marzo Qatar Losail

03 Aprile Argentina Termas de Río Hondo

10 Aprile Americas Austin

24 Aprile Spagna Jerez**

08 Maggio Francia Le Mans

22 Maggio Italia Mugello

05 Giugno Catalunya Barcellona

26 Giugno Olanda Assen

10 Luglio Germania Sachsenring

17 Luglio Inghilterra Silverstone

14 Agosto Austria Spielberg

21 Agosto R. Ceca Brno**

11 Settembre San Marino Misano

25 Settembre Aragón Aragón

09 Ottobre Malaysia Sepang

16 Ottobre Giappone Motegi

23 Ottobre Australia Phillip Island

06 Novembre Valencia Ricardo Tormo

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