MARQUEZ IN POLE;PEDROSA E LORENZO IN SCIA, ROSSI 8°, DUCATI….NON PERVENUTE
Indianapolis. Ci ha provato Lorenzo, fino all’ultimo secondo. Poi però Marquez si è ricordato che qui in America, il più forte in assoluto è lui e allora è sceso il sipario. Marquez uber alles, poi Pedrosa, degno paggetto, quindi Lorenzo a chiudere la prima fila.
E così tutti gli altri restano dietro, a guardare come andrà la gara. Però noi non possiamo dimenticare il magnifico 5° posto di Danilo Petrucci che con una Ducati 2014 ha dato la paga a Dovizioso e Iannone, in terza e quarta fila e piuttosto abbacchiati.
Mai comunque come Valentino Rossi che onestamente le ha provate tutte per restare davanti, ma alla fine si è ritrovato 8° e con un diavolo per capello perché tutti ormai lo sapete che a Vale piace vincere sempre, ma non lo può fare se deve recuperare alla domenica un sacco di posizioni.ù
E su una “non pista” come questa di Indy l’impresa si fa difficile assai. Marquez non fa troppi calcoli: ora che ha ritrovato il feeling sa che può tornare in lizza per il titolo, se Lorenzo stenta e Valentino resta indietro, allora l’impresa non è impossibile. Difficile sì, ma con uno spagnolo così in forma, fossimo in Valentino e Lorenzo non dormiremmo sonni tranquilli. Marc sta arrivando, ha rischiato di buttare al vento una stagione, ma adesso spinge forte ed è quanto mai determinato. L’appuntamento per tutti è domani sera alle 20 e di una cosa siamo certi: sarà un altro grande spettacolo. E adesso via ai risultati di giornata.
Fp3. Sono le prove che contano, quelle che decidono la classifica dei Top Ten che evita la Q1 e dà accesso direttamente alla Q2. Tutti gli occhi sono puntati su Valentino Rossi, decimo ieri, a quasi 7 decimi dal compagno di squadra Lorenzo e con una moto da “rivedere” completamente perché sinora non ha dato a Rossi le sensazioni giuste e tutti sappiamo che se un pilota non “sente” la moto, i tempi non arrivano.
Saranno riusciti nella notte i tecnici Yamaha a fare il miracolo? Lo sapremo presto, giusto il tempo di vedere che cosa succederà da qui a qualche minuto. Certo è che assetti e geometria sono totalmente nuovi e la moto dovrebbe piegare molto di più. Vedremo.
Pista aperta e tutti dentro con Ducati che entrano con gomme medie anteriori e posteriori che dovrebbero essere le scelte per la gara di domani. Al primo giro utile Lorenzo e Marquez aprono le ostilità e si sfidano a suon di caschi rossi, Marquez è quello che fa la differenza ma chiede troppo alla sua Honda sbanda e abortisce il giro. Lorenzo invece vola, si migliora ancora, scende a 1’32”827 e fa meglio del record del circuito di Marquez del 2014. Allegria. Marquez invece, al giro successivo, spara un 1’32”661e ascia Marquez a 0,166.
Dagli altri poco o nulla, Rossi si migliora di un paio di decimi, però i tempi di Marquez lo relegano 0,828. Insomma, un passo avanti e due indietro, esattamente quello che non voleva Valentino.
Quando manca mezz’ora al termine si torna ai box per regolazioni e scelta dello pneumatico migliore. Il secondo run dovrà dare risposte importanti a Rossi, alle Suzuki e alle Ducati sulle cui moto si lavora alacremente. Si migliora anche Pedrosa, che scalza Crutchlow dal 5° posto ma ancora non è al massimo.
Chi preoccupa, inutile nascondercelo, è Valentino: la faccia sconsolata sotto il casco, il confabulare a lungo con Galbusera, dicono che il pilota di Tavullia non si sente assolutamente a posto.
A 24’ dalla fine, Valentino torna in pista con la seconda moto che ha assetti un po’ diversi e con le stesse gomme usate in moto1. A 14’ dalla fine prima brutta notizia per Rossi: Vinales stampa il 3° tempo e relega Valentino in 11ma posizione, fuori dai top ten. Valentino è arrabbiato assai e nei box quasi urla a Galbusera le zone della pista dove sente la Yamaha sfuggirgli,. Vinales intanto sembra assatanato ed è l’unico a scendere sotto l’1’33 insieme con Marquez e Lorenzo. Tre spagnoli in prima fila non è bello per noi, occorre correre ai ripari. Intanto Pedrosa si mette 5°, in mezzo a Dovizioso e Iannone.
Rossi rientra ed ha solo 8’ per rimettere le cose a posto: si migliora al T1, fa il bis al T2 e al T3 e finalmente sale al 4° posto mentre più in su c’è sempre Marquez che spara un 1’32”392 e toglie altri 269 millesimi al suo tempo. Della serie: smettetela di provarci, qui a Indianapolis vado forte come nessuno.
La buona notizia è che Rossi sale 3° abbattendo il muro dell’1’32”8. Ma cominciano i fuochi d’artificio: prima Smith sale al 2° posto poi Pol Espargarò va al 4° e adesso nei guai sono Dovizioso, Pedrosa e Iannone sono a rischio eliminazione.
Si stende Pol Espargarò, Crutchlow sale 4°, Aleix Espargarò mette fuori dai 10 Iannone, Pedrosa è 10° e Rossi 7°. Un minuto e Iannone sale 9°dietro a Rossi, Pedrosa è 3° ma Iannone negli ultimi spiccioli lo spara via mentre Dovizioso, 11°, è costretto alla Q1. Morale, i 10 che vanno alla Q2 sono Marquez, Smith, Iannone, Pedrosa, Lorenzo (che negli ultimi 10’ non ha fatto altro che correre con le gomme stravecchie), poi Crutchlow, Aleix e Pol Espargarò, quindi 9° tempo di Rossi e 10° di Vinales.
Ai supplementari tutti gli altri, con Dovizioso e Hernandez e Petrucci a contendersi gli ultimi 2 posti.
Fp4. Ultimo turno di prove libere, giusto per mettere a posto le moto in assetto da gara, provare qualche long run qualche pneumatico. Tutti badano a non fare guai perché dopo ci sono le Q1 per decidere i due piloti che dopo cercheranno di combattere con i dieci che invece la Q1 l’hanno evitata.
Mentre Marquez e Lorenzo continuano a martellare tempi intorno all’1’32” alto, Rossi per la prima volta scende sull’1’33”2 (usando una gomma dura all’anteriore e una morbida al posteriore) che lo mette 4° alle spalle di Pedrosa. Seguono i due fratelli Espargarò e poi i due Ducatisti.
A 20’ dal termine, Marquez continua a dare strappi incredibili ma senza esagerare troppo, infatti dopo ancora un paio di giri, lui e tutti gli altri se ne ritornano ai box per gli migliorare l’assetto visto che ormai tutti hanno già scelto la gomma che useranno domani in gara.
Sulla moto di Marquez un piccolo intervento: cambiano la sospensione a velocità record perché il pilota sentiva la moto “pompare” troppo. Nessun allarme comunque, mentre in Ducati si controlla l’avantreno della F
Desmo15 di Dovizioso. Da due giorni infatti, Andrea si sta lamentando di problemi alla forcella che lavora in modo anomalo e rischia di rovinare lo pneumatico anteriore.
Ultimi 10’: Rossi torna in pista con due gomme hard ma il tempo non scende mentre Marquez dopo due sbandate al cardiopalma, si riprende subito, tre caschi rossi, rischia di sbattere fuori pista Barberà e chiude in 1’32”399 che la dice lunga su quale sarà il suo passo domani in gara.
Alle spalle Lorenzo a 0,628 (!) quindi Pedrosa a 0,750 e Rossi a 0,825, cioè poco meno di una eternità.
Q1. Ed eccoci alla kermesse per trovare i due piloti da inserire nella lotta per la griglia. Quindici minuti di fuoco dove la logica dice che saranno Dovizioso e Redding, ma con Hernandez in pista non si può mai sapere. Le sorprese arrivano al primo giro: Petrucci piazza un 1’32”886 incredibile, poi Hernandez 1’33$ quindi Dovizioso a 1’33”553 ma intanto è fuori dalla griglia dei 12.
Cade Di Meglio all’ultima curva, per fortuna fuori traiettoria, tradito dal posteriore. Che Dovi non vada lo si capisce subito, torna ai box e cercano di mettere le cose a posto, anche se di tempo non ce n’è molto. Cambio gomma posteriore da tempo e di nuovo in pista per cercare di togliersi gli incubi che gli frullano in testa. Mentre Redding lo sposta al 4° posto, Dovizioso dà il massimo e stacca un 1’33”091 e secondo posto. Non male. Altro giro e il Dovi spinge ancora e sfiora il tempone di un decimino. Mancano una manciata di minuti, Dovi si ferma mentre Petrucci spinge ancora forte: rosso in T1, bene in T2 male nell’ultimo T3 e un paio di decimi fumati in cento metri. Peccato, ma resta comunque primo davanti a Dovizioso che con un po’ di suspence entra tra i top 12 lasciando fuori Redding.
Q2. E’ arrivato il momento tanto atteso: le voci dai box dicono che Marquez abbia fatto il maxitempo nella mattinata con una gomma usata. Il che vuol dire che gli altri potrebbero mettersi l’animo in pace e pensare a cambiare professione. Questo ovviamente non è possibile, anche perché quanto fatto sinora, viene azzerato dalle ultime prove che stanno andando in onda. Di certo Marquez e la Honda hanno mandato un segnale forte: per questo in Yamaha cambiano pneumatici all’ultimo momento: una hard per Lorenzo e una media al posteriore. Rossi torna ai box cambia l’anteriore rodato e torna in pista.
Al primo risultato utile Smith davanti a tutti, poi Pol Espargarò. Ma c’è un missile davanti a tutti: 1’31”884 davanti a Pedrosa e Smith. Rossi c’è e lo dimostra a 9’30 dalla fine: tre caschi gialli e un ottimo terzo posto in 1’32”5 dietro ai due hondisti mentre Lorenzo lemme lemme torna in pista dopo aver cambiato pneumatici mentre ai box, seduto e tranquillo, Marquez osserva come vanno le cose.
Lorenzo sale al 5° posto mentre Pedrosa continua a fare grandissimi tempi e vola a 1’32”055, cioè a 171 millesimi da Marquez. Rossi torna in pista, tenta l’impossibile con una gomma nuova ed extra hard, mentre Smith cerca di fare ancora il Fenomeno e si piazza terzo scalzando dalla prima fila Valentino che scende 4° perché Crutchlow si piazza 3°.
Ma non è finita: Marquez va ancora forte, si aspetta Lorenzo e Valentino con le ultime gomme. Mentre Petrucci sale 4° (Incredibile!) de Lorenzo sale al 3° posto, prima fila, c’è Marquez che fa l’astronauta ma si ferma nei due ultimi passaggi. Il tempo finisce e il risultato è di quelli che tutti ormai si aspettavano: Marquez e Pedrosa davanti a tutti con Lorenzo a fianco.
Seconda fila per Crutchlow un enorme Danilo Petrucci 5° e l’inglese Smith 6°. La terza fila si apre con Iannone, 7°, e poi un Valentino che sin dal venerdì non ha trovato il bandolo della matassa e che partirà con a fianco Vinales. Quarta e ultima fila con Dovizioso 10°a precedere i due fratelli Espargarò. Tre spagnoli davanti a tutti, come da troppo tempo ormai. Bravi i tre, meno bravi i nostri. Coraggio, per fortuna la gara è domani. (Enrico Biondi)
La griglia del Gp di Indianapolis
|
. |
Pilota |
Team |
Moto |
Tempo |
Gap |
|
1 |
Repsol Honda Team |
Honda |
1'31.884 |
|
|
|
2 |
Repsol Honda Team |
Honda |
1'32.055 |
0.171 |
|
|
3 |
Movistar Yamaha MotoGP |
Yamaha |
1'32.186 |
0.302 |
|
|
4 |
CWM LCR Honda |
Honda |
1'32.208 |
0.324 |
|
|
5 |
Octo Pramac Racing |
Ducati |
1'32.243 |
0.359 |
|
|
6 |
Monster Yamaha Tech 3 |
Yamaha |
1'32.269 |
0.385 |
|
|
7 |
Ducati Team |
Ducati |
1'32.468 |
0.584 |
|
|
8 |
Movistar Yamaha MotoGP |
Yamaha |
1'32.511 |
0.627 |
|
|
9 |
Team SUZUKI ECSTAR |
Suzuki |
1'32.571 |
0.687 |
|
|
10 |
Ducati Team |
Ducati |
1'32.636 |
0.752 |
|
|
11 |
Monster Yamaha Tech 3 |
Yamaha |
1'32.670 |
0.786 |
|
|
12 |
Team SUZUKI ECSTAR |
Suzuki |
1'32.814 |
0.930 |
|
13 |
EG 0,0 Marc VDS |
Honda |
1'33.170 |
|
|
14 |
Avintia Racing |
Ducati |
1'33.199 |
|
|
15 |
Octo Pramac Racing |
Ducati |
1'33.278 |
|
|
16 |
CWM LCR Honda |
Honda |
1'33.381 |
|
|
17 |
Aprilia Racing Team Gresini |
Aprilia |
1'33.822 |
|
|
18 |
Aprilia Racing Team Gresini |
Aprilia |
1'33.839 |
|
|
19 |
Aspar MotoGP Team |
Honda |
1'33.978 |
|
|
20 |
Aspar MotoGP Team |
Honda |
1'34.030 |
|
|
21 |
E-Motion Ioda Racing Team |
ART |
1'34.226 |
|
|
22 |
Avintia Racing |
Ducati |
1'34.322 |
|
|
23 |
AB Motoracing |
Honda |
1'35.167 |