A LEZIONE DAL DOTTOR ROSSI: POLE RECORD, MARQUEZ 3°, LORENZO 8°

Assen. Era da Valencia 2014 che non assaporava la gioia di tornare in pole position. Ma Valentino Rossi oggi non ha compiuto solo l’ennesimo miracolo della sua fantastica carriera. Innanzitutto ha stabilito il nuovo record della pista di Assen ridicolizzando e radendo al suolo il precedente record di Casey Stoner del 2012 abbassandolo, udite udite, di 1”8. E scusate se è poco per un nonnetto di 36 anni.
Poi, visto che qui si corre in quella che era (e per certi versi è ancora) l’Università del motociclismo mondiale, mettere un punto fermo a metà del campionato, per dimostrare che dopo le quattro vittorie consecutive di Lorenzo c’è pur sempre lui che è in testa al mondiale, vuol dire mandare un messaggio forte e chiaro al suo primo avversario e a tutti quelli che gli stanno vicino, come gufi che vivono nella speranza che il Dottore vada in crisi.
Ma Rossi è peggio (si fa per dire) del celebre Ernesto Calindri nella pubblicità del Cynar di antica memoria. La sua forza? I nervi distesi. Non si è perso d’animo nelle quattro gare precedenti, si è lasciato avvicinare da Jorge, facendo l’impossibile per non perdere troppo terreno da lui ed è arrivato ad Assen con ancora un punticino di vantaggio.
A questo punto ha deciso di imporre una svolta alla sua stagione: stanco di essere sempre distante dai primi in qualifica, ha deciso di cambiare strategia per essere subito aggressivo dalla prima giornata e di progredire su questo passo.
Ha un bel dire, Valentino, che le cose non sono cambiate per nulla e che l’approccio alla gara è sempre lo stesso. Mente spudoratamente sapendo di mentire, perché non è possibile, nel motociclismo dell’era moderna, piazzarsi sempre intorno al settimo ottavo posto per 7 gare di seguito, cioè un terzo di campionato, e poi improvvisamente “svoltare” e ritrovarsi non a ridosso dei primi, ma addirittura davanti a tutti.
Qualcosa quindi è successo nei box Yamaha, meglio ancora nel suo box. Perché ora i problemi sono tutti in quello a fianco, dove Lorenzo che ha chiuso 8° a quasi mezzo secondo avrà qualche diavolo per capello e starà sicuramente chiedendosi che cosa sia successo alla sua M1 (in negativo) e a quella di Valentino (in positivo).
Di una cosa comunque siamo certi: che domani in gara vedremo una gara spettacolare, tesa, con distanze ravvicinate, perché non bisogna dimenticare che i primi 12 piloti sono tutti racchiusi in 6 decimi di secondo. Un piccolo errore, una sbavatura, una traiettoria non azzeccata e puoi ritrovarti dal primo all’ultimo posto. Alle spalle del Dottore ci sono campioni come Marquez, Pedrosa, Iannone e Dovizioso. Insomma, vietato stare tranquilli, dare gas e andare a vincere per allungare il passo in classifica. E adesso andiamo alla cronaca della giornata.
FP3. Sopra Assen c’è il solito cielo con grosse nuvole e un po’ di azzurro. Sono le prove più importanti, prima delle qualifiche del pomeriggio. Da decidere chi saranno i 10 piloti che andranno direttamente alla Q2, mentre gli altri dovranno accontentarsi di fare da comprimari.
A differenza di ieri, oggi i piloti se la sono presa un po’ più comoda però Marquez è l’unico che scende sotto l’1’34” mentre Smith riesce a migliorare il proprio tempo e si mette al 10° posto estromettendo per il momento le due Suzuki.
Arriva la pioggia
Quando meno te lo aspetti, ecco spuntare le bandiere che segnalano pioggia lungo il tracciato. Così è l’Olanda: ci si attendeva un temporale subito dopo la gara di domani ed invece ecco che un acquazzone mette in crisi le prove più importanti della giornata. La pioggia aumenta di intensità, tutti i piloti sono ai box, si assettano le moto per il bagnato (forcella più morbida, centraline elettroniche tarate diversamente e ovviamente dischi freni in acciaio) e si scruta il cielo per capire che cosa succederà. Ma non succede nulla di eccezionale, nel senso che dopo 10’ si torna alla normalità. Anzi, la pista è meglio di prima.
Tutti in pista
Chi, purtroppo, ha rivisto i programmi è stata la Ducati: i tecnici di Borgo Panigale avevano portato un’evoluzione del telaio sia per Dovizioso che per Iannone. Rinviato al pomeriggio. Si è perso una decina di minuti e quando si torna a correre Marquez … non è quello di ieri. Va forte, ma non fortissimo.
A 9’ dal termine di nuovo tutti ai box: la pista si è asciugata in fretta, esce anche un po’ di sole e si provano gli ultimi accorgimenti per tentare il time attack e iniziare i fuochi d’artificio che sono davvero impressionanti. Gomme soft per la Suzuki di Aleix Espargarò che non si migliora, ci riesce Vinales che si piazza 3° e estromette Petrucci dai 10 mentre Smith fa fuori la Yamaha di Pol Espargarò. Smith è assatanato, sale al 4 e Lorenzo scende all’ottavo posto.
Dovizioso non avrà ancora trovato il passo giusto, ma fa lo stesso il suo show: caschi rossi e piomba 3° alle spalle di Pedrosa e Marquez. Lorenzo a un passo da uscire dai 10, poi con le gomme giuste sale addirittura al primo posto.
Rossi fenomeno
Pensate sia finita? Macché. All’appello manca un certo signor Valentino Rossi che zitto zitto vola sul circuito che più ama dopo il Mugello e stampa un fantastico e siderale 1’33”167, che detronizza le Honda e lascia Lorenzo a 108 millesimi. Dietro alle due Yamaha ecco due meravigliose Ducati con Iannone a 125 millesimi da Rossi e il Dovi a 189. E poi ancora una Yamaha, quella di Smith, 5° e molto positivo. Le Honda? Un po’ ridimensionate con Pedrosa 6° davanti a Marquez. Gli ultimi 3 posti utili per il Q2 vanno alla Suzuki di Vinales, alla Yamaha di Pol Espargarò e alla Honda di Crutchlow.
Fuori e costretti a lottare nel Q1, il nostro Petrucci (Ducati Pramac) e Aleix Espargarò (Suzuki) i più seri candidati ai due posti utili per le qualifiche finali.
FP4. Ed eccoci all’ultimo turno di prove libere. In questa sessione si cercano di trovare gli assetti giusti in vista della gara di domani (ricordiamo che si corre di sabato). E’ anche il momento di provare una serie di long run per saggiare la consistenza delle gomme, per scegliere quella che permetterà di ottenere il ritmo migliore per arrivare sul podio.
Nei primi minuti si mette subito in mostra Jorge Lorenzo che insieme con Pedrosa e Marquez sono gli unici a scendere sotto l’1’34. Poi Marquez inanella un paio di giri velocissimi e si porta primo, con 228 millesimi su Pedrosa e poi lima ancora il divario portandolo a 414 millesimi, quasi mezzo secondo su Pedrosa e Lorenzo. A 18’ dal termine si rivede Rossi: Valentino sale al 3° posto con 27 millesimi di vantaggio su Lorenzo, tanto per rimarcare che qui ad Assen lui ne ha di più del compagno-rivale.
Ancora un giro e Rossi sale 2°, dietro a Marquez di 153 millesimi mentre Lorenzo è impegnato a un long run niente male, sempre sull’1’33” alto. Rientrano i primi e riesce in pista Iannone, per il momento sesto ma per lui come per il Dovi il problema è vedere come si comporta la Ducati con le nuove novità sul telaio che dovrebbe aumentare il feeling sull’anteriore. Alla bandiera a scacchi la situazione non è cambiata di molto: Marquez chiude primo davanti a Rossi e Lorenzo quindi Pedrosa, Crutchlow e Pol Espargarò, con Dovizioso 7° e Iannone 9° dietro a Smith. Il passo migliore? Marquez e Lorenzo, a ruota Rossi, strano a dirsi.
Q1. E’ arrivato il momento per i 14 piloti non entrati nella top ten, di giocarsi il tutto per tutto per vincere i due posti che assicurano la Q2. Favoriti d’obbligo Petrucci e Aleix Espargarò, ma attenti sempre alle incognite Hernandez, alle schegge impazzite Bradl e Redding. Pronti via e al primo giro utile Petrucci stampa un bellissimo 1’33”5 subito passato da Aleix Espargarò con 1’33”4.
I due si mettono davanti lasciando Bradl a mezzo secondo. Mancano però ancora 9’ e tutto può accadere. Ultimo stop a 5’ dalla fine e tutti di nuovo in pista per il rush finale. Tutti meno logicamente Aleix Espargarò che forte del suo tempo è praticamente inattaccabile. Ci prova all’ultimo giro utile Petrucci, ma dopo un ottimo primo settore, compie due errori negli altri settori e rimane alle spalle dello spagnolo. Tutti gli altri fuori, dal 13° posto in poi, con Melandri desolatamente ultimo con un’Aprilia che sembra ormai arrivata al capolinea: più di tanto non può dare.
Q2. E’ arrivato il momento che tutti i tifosi aspettano: la sfida per la pole position e per le prime tre posizioni in griglia. Rossi nei box appare molto tranquillo (come forse mai da inizio stagione), Lorenzo invece sembra un po’ più preoccupato mentre succhia una gigantesca caramella prima di scendere in pista da buon ultimo, per avere più pista libera. Primo giro utile e primo casco rosso di Rossi poi Aleix Espargarò, Iannone, Marquez e Dovizioso.
Sul traguardo comanda Marquez con un 1’33”005 (!) seguito da Dovizioso Espargarò, Petrucci mentre Lorenzo si porta 3° e Rossi scende 8°. Incredibile. Ma non basta: c’è Crutchlow che si mette 2° davanti al Dovi e a 107 millesimi da un Marquez che teme l’arrivo di Lorenzo che chiude 3°.
Rossi non ci sta, tre caschi rossi ma T4 difficile e solo 5° posto per il momento dietro a Dovizioso. In meno di 3 decimi ci sono 7 piloti, Petrucci è a 4 decimi e Iannone a mezzo secondo è soltanto 10°. Ci avevano promesso i fuochi d’artificio e sono puntualmente arrivati.
Tutti ai box quando mancano 7 minuti alla fine. Si montano le ultime gomme soft ed extra soft per l’assalto decisivo. Assai probabile che crolli il muro dell’1’33”: se così fosse domani potremmo aspettarci davvero la corsa del secolo.
Rossi furioso
Apre le danze Smith che dall’11° posto sale 6°, mentre Lorenzo e Aleix Espargarò fanno scintille. E’ la Suzuki che rompe il muro dell’1’33” con un 1’32”858 incredibile. Ancora: Lorenzo, Rossi e Iannone vanno a velocità fotonica, Rossi diventa 1° con 1’32”6 da nono che era Pedrosa è 4° dietro Marquez. Bandiera a scacchi e non cambia la situazione, molto bella per noi: Rossi in pole position (la 61ma della carriera), poi Aleix Espargarò e Marquez. Seconda fila con Pedrosa, Pol Espargarò e Iannone. Terza per Crutchlow, Lorenzo (!) e Vinales, quarta per Dovizioso, Petrucci e Smith.
Assen, addio sabato
Vi avevamo raccontato nei giorni scorsi del perché ad Assen si correva di sabato. Motivi religiosi in una regione calvinista dove la domenica è dedicata totalmente al riposo e non si possono fare alcun tipo di manifestazioni.
Orbene, dopo 67 anni anche Assen decide il grande passo e metterà da parte i problemi religiosi, inchinandosi a motivazioni prettamente economiche: dal 2016 si correrà di domenica, come tutti gli altri Gp del motomondiale. “Dopo aver considerato con attenzione tutti i pro e contro, si legge in un comunicato, il board del TT ha deciso di spostare il giorno della gara dal sabato alla domenica, a partire dal 2016.
Il prossimo Gran Premio di Assen del 2016 si terrà dunque l'ultima domenica di giugno. Ciò avrà benefici sia per il futuro del TT sia per la conservazione della MotoGP e il motociclismo in Olanda in generale”. Correre di domenica vuol dire più pubblico, maggiore interesse delle tv, maggiore esposizione mediatica. Insomma, il Dio denaro vince ancora un’altra volta. Così va il mondo. (Enrico Biondi).
La parola ai piloti
Rossi
“Che emozione, ragazzi! La cosa più bella oggi è vedere dopo il giro perfetto vedi il tuo nome scritto in alto sui maxischermi e ti dà un gusto particolare. Fare la pole è sempre una cosa speciale ed è molto funzionale alla gara di domani. Quest’anno sono sempre stato molto competitivo in gara ma partivo sempre da dietro e facevo una fatica boia nei primi giri per tornare sui primi. Adesso sono davanti e, soprattutto, Lorenzo è indietro ed anche questo è positivo per la gara. Questa volta dovrà faticare lui per andare davanti. La cosa più importante del weekend è stato il feeling con la moto sin dal primo giorno, abbiamo trovato un setting buono, un programma di base perfetto che ci ha permesso di migliorare giorno dopo giorno. Questo ti permette di lavorare con più calma. La pista ovviamente è fantastica, qui mi esalto, ho vinto tanto e la conosco bene. Sì, penso proprio che questo sia un weekend molto importante per tutto il campionato”
Aleix Espargarò
“Devo dire che è stato il weekend più duro quest’anno. Rispetto a Barcellona, dove tutto è andato bene sin dall’inizio, qui abbiamo dovuto lavorare tanto, tantissimo. Al primo giorno la moto non andava per niente, non riuscivo a farla girare, non ero veloce, avevo un sacco di problemi. Ripeto, con il lavoro, abbiamo smussato tutti gli angoli e la svolta è arrivata nella Q1, quando tutti i tasselli sono andati al loro posto ed ho finalmente sentito la moto mia. Ho abbattuto il muro dell’1’33” e pensavo bastasse, poi è arrivato Valentino… Pazienza. L’importante domani è restare attaccato a lui il più possibile e tenere a bada Marquez, Pedrosa e Lorenzo che, sono sicuro, sarà anche lui della partita”.
Marquez
“Ci manca ancora qualcosa ma insomma, dai, sono più che soddisfatto di essere in prima fila. Prima di venire qui ad Assen, mi facevo un sacco di domande: sapevo che la Yamaha qui è fortissima, che Valentino va come un matto e mi dicevo che ci avrebbero staccato di brutto. Invece siamo lì, a combattere con loro. E’ vero ci manca ancora un decimino per essere più veloci, non siamo allo stesso livello ma non siamo lontani. Il telaio 2014? Sul giro secco è più o meno uguale a quello del 2015, ma sul passo mi trovo decisamente meglio con quello dello scorso anno. Sul passo ci sono, i tempi arrivano, mentre prima con il telaio nuovo non riuscivo a dare il massimo. La gara? Non dico nulla, vediamo la gara, vediamo se Valentino prova a scappare. Personalmente salire sul podio sarebbe per me un ottimo risultato”
Pedrosa
“Giornata tutto sommato positiva, perché ho potuto mettere a posto la moto in vista della gara di domani. E in questo ci ha aiutato molto anche il tempo, non ha piovuto ed ho potuto portare a termine il programma di lavoro, al punto che mi sono qualificato meglio che in Catalunya. Cercherò di avere una buona partenza domani e spero anch’io di essere sul podio".
Iannone
“Un posto in seconda fila è comunque importante per come sono andate le cose oggi, ma con qualche rifinitura possiamo ancora migliorare. Purtroppo nel mio giro migliore ho trovato un altro pilota quasi fermo in mezzo alla pista nell’ultimo settore e questo mi ha fatto perdere tempo prezioso. Abbiamo un buon set-up generale ma sto incontrando ancora qualche difficoltà, soprattutto nei cambi di direzione, e quindi dobbiamo analizzare bene i dati e capire il perché. Sono però sereno perché tutto sommato oggi abbiamo fatto un altro passo in avanti, anche se non è ancora quello che vogliamo, in quanto il nostro obiettivo è di lottare per le posizioni più importanti. In ogni caso dobbiamo essere fiduciosi perché abbiamo le basi giuste per essere più competitivi”.
Dovizioso
“E’ davvero un peccato il mio risultato in qualifica perché mi sentivo bene, le prestazioni erano buone e avevo sicuramente la possibilità di fare meglio. Non sono stato bravo a mettere tutti i migliori intermedi in fila nello stesso giro e questo ci è costato caro. Ci sono piste come questa dove siamo tutti attaccati e basta un nulla per trovarsi dietro. Sarebbe stato molto importante partire più avanti, perché su questo tracciato non si riesce a guadagnare più di tanto in partenza e non vi è nemmeno un rettilineo molto lungo dove poter sorpassare. Peccato davvero, ma purtroppo oggi è andata cosi. A questo punto cercherò comunque di fare una buona partenza domani, per provare a recuperare più posizioni possibile”.(Enrico Biondi)
Così domani al via
|
Pilota |
Team |
Moto |
Km/h |
Tempo |
Gap |
|
|
1 |
Movistar Yamaha |
Yamaha |
313.0 |
1'32.627 |
||
|
2 |
Suzuki Ecstar |
Suzuki |
300.5 |
1'32.858 |
0.231 |
|
|
3 |
Repsol Honda |
Honda |
314.5 |
1'32.886 |
0.259 |
|
|
4 |
Repsol Honda |
Honda |
314.2 |
1'32.987 |
0.360 |
|
|
5 |
Yamaha Tech 3 |
Yamaha |
311.2 |
1'33.013 |
0.386 |
|
|
6 |
Ducati Team |
Ducati |
315.8 |
1'33.016 |
0.389 |
|
|
7 |
CWM LCR Honda |
Honda |
311.8 |
1'33.028 |
0.401 |
|
|
8 |
Movistar Yamaha |
Yamaha |
308.3 |
1'33.042 |
0.415 |
|
|
9 |
Suzuki Ecstar |
Suzuki |
304.4 |
1'33.076 |
0.449 |
|
|
10 |
Ducati Team |
Ducati |
317.9 |
1'33.112 |
0.485 |
|
|
11 |
Pramac Racing |
Ducati |
308.9 |
1'33.126 |
0.499 |
|
|
12 |
Yamaha Tech 3 |
Yamaha |
311.8 |
1'33.236 |
0.609 |
|
13 |
Forward Racing |
Yamaha F |
305.3 |
1'33.789 |
|
|
14 |
Pramac Racing |
Ducati |
304.5 |
1'33.875 |
|
|
15 |
Forward Racing |
Yamaha F |
301.0 |
1'33.999 |
|
|
16 |
EG 0,0 Marc VDS |
Honda |
302.6 |
1'34.071 |
|
|
17 |
Avintia Racing |
Ducati |
312.7 |
1'34.223 |
|
|
18 |
Avintia Racing |
Ducati |
306.0 |
1'34.289 |
|
|
19 |
Aspar MotoGP |
Honda |
301.5 |
1'34.428 |
|
|
20 |
CWM LCR Honda |
Honda |
302.6 |
1'34.645 |
|
|
21 |
Aprilia Racing |
Aprilia |
303.3 |
1'34.736 |
|
|
22 |
Aspar MotoGP |
Honda |
300.7 |
1'34.972 |
|
|
23 |
IodaRacing Team |
ART |
293.3 |
1'35.189 |
|
|
24 |
Aprilia Racing |
Aprilia |
302.6 |
1'36.376 |