09/09/2026
Direttore: Franco Liistro

STORICA POLE (E DOPPIETTA) SUZUKI......MARQUEZ 4°, DOVIZIOSO 5°, ROSSI 7°

Montmelò. Ce lo avessero detto soltanto un paio di mesi fa, non ci avremmo creduto. E un po’, ancora adesso, ci riesce difficile pensare di vedere, domani alle 14, al via del Gp di Catalunya, due Suzuki in prima fila, con una doppietta che sa di impresa vera, ma anche di una professionalità e di un sacco di lavoro ben fatto da parte dei tecnici giapponesi (coadiuvati da un bel gruppo di italiani, sia chiaro) in così poco tempo.

La Suzuki ha ieri colmato il gap con tutte le altre marche: più forte delle Honda, più forte delle Yamaha e più forte anche dalla Ducati. Se pensate che nel 2013 avevano detto di voler rientrare quest’anno alle competizioni dopo un assenza che si protraeva dal 2011, allora capirete che il grande lavoro fatto ha dato i suoi frutti in fretta. Senza troppi squilli, ma passo dopo passo, la Casa di Hamamatsu ha fatto il miracolo di arrivare con un mezzo altamente competitivo grazie a due piloti, uno “anziano”, l’altro un rookie, che si sono messi al servizio di tecnici e ingegneri ed hanno fatto la differenza. Merito loro senza dubbio, ma non dobbiamo dimenticare il lavoro in Giappone di un bel gruppo di tester, in pista 5 giorni alla settimana.

Un bravo alla Suzuki, quindi, un arrivo che dà più sugo alle competizioni di MotoGp. E bravi anche tutti gli altri, perché non bisogna dimenticare che i primi 12 sono tutti racchiusi in un secondo, cosa che non accadeva da tempo e soprattutto su una pista veloce come quella di Barcellona.

Fin qui le prove. Che valgono molto, ma non sono tutto. Se poi analizziamo le prestazioni di ogni singolo pilota, vediamo che quello messo meglio degli altri è Jorge Lorenzo, che non ha potuto far meglio in qualifica solo perché la sua moto non può usare le gomme supersoft che invece equipaggiano Suzuki e Ducati. E dietro al mallorchino c’è Marquez mentre Dovizioso e la sua Ducati hanno fatto enormi passi avanti rispetto a ieri, ma ancora non sembra bastare al forlivese.

Se anche il tempo assisterà gli organizzatori, consigliamo domani ai tifosi di arrivare per tempo al circuito: ci sono 4 spagnoli davanti a tutti, il primo dei quali tiene casa proprio fuori del circuito, poi un paio di italiani che chiudono a tenaglia Pedrosa. Lotta impari, ma non bisogna abbattersi. E adesso vediamo com’è andata la giornata, piena di sorprese e di emozioni

FP3. E’ il mattino della verità per Valentino Rossi. Per le terze prove libere, quelle che decidono i top ten che passeranno direttamente in Q2, si temeva la pioggia sul circuito del Montmelò. E invece c’è il sole. Oddio, da queste parti si è visto di meglio, la Catalunya è luogo dove ci si abbronza in mezza giornata, tanto per capirci. Ma almeno la pista è in perfette condizioni, bella asciutta, pulita ed anche molto veloce.

Adesso tutto dipende da Valentino, che deve risalire dall’11ma posizione per rientrare con i big. Gli occhi dei tifosi, che come sempre prendono d’assalto le tribune sin dalle prime ore del mattino, sono tutti per il figlio di questa terra, Aleix Espargarò, che con la Suzuki ieri ha fatto sognare sia i giapponesi sia i suoi tifosi che, per raggiungere il circuito non hanno fatto molta strada. Aleix infatti è di Granollers, il paesino dove si è obbligati a uscire se si vuole raggiungere il circuito che dista dall’autostrada solo un paio di chilometri.

Le sfide

E poi ci sono molti altri punti interrogativi da sciogliere. Le Ducati, ad esempio: ieri Dovizioso e Iannone proprio felici (soprattutto il primo) non lo erano, alle prese con una Desmo15 inguidabile, senza grip, con problemi di inserimento in curva e anche di frenata. Avranno risolto i problemi? Lo sapremo presto. E poi le Honda: rinate, con Marquez che picchia secco e Pedrosa pure. E infine la Yamaha di Lorenzo, che ieri si è un po’ nascosto e oggi però deve far vedere cosa vale, se vuol vincere il 4° Gp di fila.

Si comincia

Tutti in pista, quindi, con asfalto a 35° e temperatura ideale per provare ad attaccare. Il primo a rompere gli indugi è proprio Lorenzo: tre giri è si porta al 2° posto dietro ad Aleix e davanti a Marquez. La cosa curiosa è che stampa lo stesso identico tempo del pilota Suzuki, in modo che abbiamo al comando due piloti in 1’41”158. Curioso, vero, ma è cosa destinata a cambiare spesso oggi.

Intanto Valentino rientra al 10° posto strappando il posto a Redding per soli 13 millesimi. Sono passati solo 15’ e già si sta avvicinando alla pole position di Pedrosa del 2014. Non male, di sicuro non mancherà lo spettacolo.

Lorenzo, che ritmo

Mancano 23 minuti alla fine del turno più importante e i tempi dicono che Jorge Lorenzo viaggio su ritmi impensabili per gli altri. Inanella 11 giri, prima di fermarsi ai box, tutti sul passo dell’1’41” medio basso. Solo Marquez è riuscito a scendere sui tempi di Jorge, ma solo per un paio di giri.

Nel frattempo Rossi torna 11°, quindi fuori dai top ten, per “colpa” di Hernandez che porta la sua Ducati davanti alla Yamaha per 23 millesimi.

Il tempo stringe, per Valentino è arrivato il momento di prendere decisioni definitive. Mancano 15’, tutti ai box per cambiare pneumatici, team e piloti sono pronti a fare i fuochi d’artificio, qualcuno adombra la possibilità che con la gomma supersoft si possa scendere addirittura sotto l’1’41”.

Suzuki, la sorpresa

Mancano 9’ alla fine e la prima sorpresa ha il nome di Maverick Vinales: la sua Suzuki si porta al 4° posto alle spalle di Marquez. Rossi si riporta 10°, ma alle sue spalle sta piombando la Yamaha Tech 3 di Pol Espargarò che si piazza 5° e ricaccia Rossi fuori dai 10. Incredibile. Valentino a 5’ dalla fine torna ai box per un rapido cambio gomme con una media al posteriore. Valentino scende 12° perché anche Hernandez sale al sesto posto. Trovarsi 12° non è il massimo della vita, si vede che Valentino soffre da matti e conta tutto sull’ultima gomma a disposizione.

Ducati rebus: mentre Dovizioso vola, Iannone è 9° e pure lui rischia di uscire dai 10. Dovizioso intanto si porta in terza posizione (bravo) e la sorpresissima a 1’ dal termine, ecco Vinales che diventa primo con un incredibile 1’41”105. Fantastiche Suzuki che mettono al 2° posto anche Aleix Espargarò.

Rossi sì, Iannone e Pedrosa no

Rossi intanto ha l’ultima chance: 20 millesimi di ritardo al primo intertempo, 106 al secondo, 64 millesimi al terzo e piomba sul traguardo con il 7° tempo, tirando un sospiro di sollievo. Tra i top ten quindi le due Suzuki (Vinales e Aleix Espargarò) quindi Lorenzo, Dovizioso Marquez Pol Espargarò, Rossi, Crutchlow, Hernandez e Smith.

Ma le sorprese non sono finite: costretti al Q1, quindi fuori dai primi 10, due nomi eccellenti: Pedrosa è 11°, Iannone 12° alle prese con grossi problemi di grip. Sorpreso lui, sorpresi in Ducati, ma nulla è perduto, anche se il tempo stringe.

FP4. Sono le ultime prove libere della giornata. I giochi sono (quasi) fatti ma è tempo di verificare gli assetti in vista della gara di domenica, prima di rimetterle in condizioni da time attack nelle qualifiche del pomeriggio. Occhi puntati su Iannone e Pedrosa, per vedere se riusciranno a trovare il bandolo della matassa e tornare competitivi.

Abraham ko

Si comincia subito con una brutta caduta di Karel Abraham che con un high side finisce nella ghiaia dolorante. Per lui ricovero a Barcellona per la frattura di alluce e indice del piede sinistro, niente gara e in forse anche la partecipazione ad Assen. Dopo 20’ la classifica dice che il più veloce è Iannone che si tiene alle spalle Marquez e Pedrosa, forse un segno che la Ducati ha trovato la quadra. Alle spalle Aleix Espargarò, forte anche sul passo, quindi Redding e un Lorenzo che usa ancora gomme usate (così sicuro di sé da non aver bisogno di spingere, tanto la simulazione di gara l’aveva fatta nelle FP3 con un passo pazzesco) mentre Rossi, 7° davanti al Dovi (e 4° al termine sempre davanti al forlivese) ha gomme praticamente nuove. Il caldo inizia a farsi sentire e dopo gli squilli dei primi minuti non succede praticamente più nulla. I giochi sembrano fatti, ora non resta che gettarsi nella mischia per i piloti fuori dalla Top ten e cercare di entrare nella Q2 per darsi battaglia per la miglior posizione in griglia.

Q1. Come era facile da pronosticare, Pedrosa e Iannone fanno i fenomeni. Addirittura Pedrosa stampa un 1’41”183 che andrebbe benissimo anche nelle qualifiche vere (sarebbe stato il terzo tempo dopo Vinales e Marquez nelle FP3) mentre Iannone si “accontenta” di essere secondo a mezzo secondo dallo spagnolo. Sono tempi talmente bassi che Pedrosa potrebbe tranquillamente restarsene seduto ai box, riposarsi un po’ e salvare un seti di gomme. Anche per Iannone potrebbe fare lo stesso anche se Barbera, Bradl e Petrucci potrebbero cercare di dargli fastidio. Mancano una manciata di minuti e non accade proprio nulla: Pedrosa e Iannone vanno Q2, tutti gli altri si dovranno accontentare di fare da comprimari domani.

Q2. Ci siamo. E’ arrivato il momento di dare tutto, di far salire la febbre sugli spalti, di cercare di scavare una fossa tra il migliore e tutti gli altri. 15 minuti secchi da fare tutti senza respirare, concentrati al massimo. Sull’asfalto ci sono 44°, fa caldo, non c’è il sole splendente ma l’afa comincia a farsi sentire. Lorenz è il primo a spingere sin dal primo giro utile e fa subito un 1’41”0 incredibile. Lo seguono Crutchlow, Iannone Pedrosa e poi arriva Aleix Espargarò che si piazza primo in 1’40”9. Ma siamo solo all’inizio: vola Marquez, vola Vinales, vola Dovizioso che sale 4° davanti al marziano Marquez 1’40”7 e addio al record di Pedrosa del 2013. Rossi è 7° senza squilli. Al cambio gomme la situazione è: Marquez, Aleix Espargarò, Lorenzo, Dovizioso Crutchlow, Viñales, Rossi, Pedrosa Iannone, Smith, Hernandez e Pol Espargarò.

Altri giro, altro regalo: Lorenzo è il primo a rientrare, davanti a sé ha pista libera, 89 millesimi dietro il tempo di Marquez, poi 19 e sul traguardo è primo in 1’40”6, lasciando a 148 millesimi Marquez. Gli aggettivi metteteli voi, noi li abbiamo finiti.

Arriva Pedrosa

A 4’ dalla fine ecco Pedrosa volare nel T1 con 113 millesimi di vantaggio che scendono a 95 e poi trova Hernandez davanti che lo ostacolo. Hernandez casi scusa ma la frittata è fatta. Lorenzo intanto a 3’ dalla fine entra ai box e cambia moto.

Suzuki day

Questo mentre in pista Aleix Espargarò che guida con una purezza stupefacente e si piazza 1° in uno strabiliante 1’40”546 e chiude con una doppietta Suzuki alle spalle del compagno di squadra.

Marquez seconda fila

Finita? No. C’è la Ducati del Dovi che ha due caschi rossi poi perde tempo e chiude 5°.

Il tempo è finito, ma in pista c’è Marquez: tre caschi rossi e poi… quarto posto finale.

Le stelle l’avevano predetto: questo doveva essere il giorno delle Suzuki e così è stato. Aleix Espargarò davanti a Vinales e Lorenzo in prima fila. La seconda per Marquez, Dovizioso e Pedrosa. La terza per Rossi (7°) con Smith e Crutchlow (volato nella sabbia per aver chiesto troppo alla sua Honda). Ultima fila per Hernandez, Pol Espargarò (pure lui caduto) e un Iannone in tono minore.

Breve considerazione: i primi 12 sono racchiusi in meno di 1” (Iannone a 0,978). Domanda: cosa potremo aspettarci domani? Brividi a ogni curva. (Enrico Biondi)

LA PAROLA AI PILOTI

Aleix Espargarò

Una pole a casa mia è una cosa incredibile, ovviamente. Fare un tempo così davanti alla mia famiglia, ai miei amici, ai miei fan è stato bellissimo. Però non dimentico che la gara è domani e l’importante sarà restare con i migliori. Il nostro passo di gara non è male. Sono solo 5 mesi che lavoro con la Suzuki e mi sono subito trovato bene, questa è una grande famiglia e stiamo dando il massimo, noi in pista e i tecnici e i tester in Giappone. Vanno in pista tutti i giorni per 5 giorni la settimana, dal mattino alla sera, non si risparmiano mai e fanno una mole di lavoro incredibili. Poi i tecnici analizzano il tutto. Adesso abbiamo un nuovo motore che va molto bene. Non è ancora quello definitivo, ma già due o tre cavalli in più li hanno trovati e l’effetto si vede”.

Maverick Viñales

Da cosa mi sono reso conto che stavo facendo un gran tempo? Dal tabellone, alla fine, quando ho visto che ero 2°! Incredibile. Questo risultato è il frutto di un gran lavoro sin dal venerdì. E poi questa mattina ho trovato il setting giusto ed ho trovato una moto molto buona anche per quanto riguarda il telaio. Il motore spinge un po’ di più, ma soprattutto abbiamo un controllo migliore. Il merito della mia prestazione è di tutto il team, che ha avuto molta pazienza, dandomi il tempo per acclimatarmi e poter rendere al meglio. Adesso stiamo raccogliendo i frutti del lavoro che già al Mugello era apparso notevole. Cosa si prova ad essere davanti a Marquez e Valentino Rossi, a Pedrosa e a Dovizioso? Signori mi dà “mucho gusto”: sono i miei idoli, Marc su tutti ed ora combatto con loro. Fantastico”.

Jorge Lorenzo

Non sono davanti a tutti? La risposta è semplice semplice: noi non abbiamo la gomma extra morbida che possono avere Suzuki e Ducati. Per fortuna dal prossimo anno saremo tutti uguali e tutti sullo stesso livello. Con la super gomma Io e Marquez avremmo fatto mezzo secondo in meno, garantito. E questo è un po’ un peccato, perché fai un giro stratosferico, perfetto, senza sbavature ma che non basta per metterti in pole. Va così e non possiamo farci nulla. Però essere il primo di quelli che non hanno coperture extra morbide è sempre un bel traguardo, così come quello di restare davanti alla Honda che sul giro secco sono sempre stati i migliori. La gara che mi aspetto? L’ideale è di andare subito al comando e fare il mio ritmo che è molto buono. Se non sarà possibile, occorrerà attendere e vedere cosa succederà alle gomme, che qui hanno un degrado pazzesco”.

Andrea Dovizioso

A mio parere dobbiamo essere felici della qualifica che abbiamo fatto. Tempi veloci, non male. Siamo riusciti a migliorare un po’, non siamo a postissimo come in altre gare ma siamo tutti davvero vicini. Nel pomeriggio si sono mescolate un po’ le carte perché con questo caldo la pista è cambiata molto e così sarà anche domani in gara. Ripeto, non siamo lontano e le prove bisogna sempre interpretarle, occorre guardare il passo degli avversari. Noi non abbiamo il passo migliore, qualcosina si può migliorare domani nel warmup. In certi tratti la moto frena bene, in altri no, ma questo è un aspetto che mi porto dietro per tutto il weekend. Dove perdiamo molto è nell’ultimo tratto, il T4, proprio dove la Suzuki fa la differenza sugli altri. E questo è un aspetto da migliorare, perché se c’è un tratto dove perdi troppo, recuperare diventa un problema.

Valentino Rossi

Diciamo la verità: sono abbastanza soddisfatto ma non certo contento perché avrei dovuto fare un decimino meglio per partire in seconda fila. Però c’è anche da dire che comunque quelli che vanno forte sono tutti lì e quelli che sembrano avere il passo migliori sono Lorenzo, Marquez, Pedrosa. Poi bisognerà vedere come vanno queste Suzuki e anche Dovi e Iannone, che però parte indietro. Partire 7° non è da buttare via anche se avrei potuto e dovuto fare un pochino meglio ma mi fa piacere sapere che ho un buon passo, stiamo mettendo a posto le ultime cose come normale che sia e nelle FP4 con gomme usate ho avuto un ritmo buono fino alla fine e quindi sento di poter dire che mi sento competitivo. Sono curioso di vedere il degrado delle gomme: questa è la pista peggiore in assoluto, nelle ultime tre curve a destra, dopo qualche giro gli pneumatici calano in modo impressionante. Sarà quella la chiave della gara: forti all’inizio e poi avere un buon passo fino alla fine”.

Andrea Iannone

Peccato non essere davanti con i migliori. Stavamo migliorando molto nell’ultimo giro, purtroppo ho avuto un problema nell’inserire la marcia alla curva 5: mentre cambiavo ho fatto un errore, sono andato in folle ed ho perso molto, molto tempo. E’ andata così, pazienza. Comunque sono molto soddisfatto perché oggi abbiamo fatto un lavoro molto buono. In FP4 sono stato molto veloce ed ho avuto un buon passo. Quindi secondo me non siamo messi male. Con la gomma hard all’anteriore ho trovato un beneficio importante e quindi ho preferito usarle anche in qualifica. Se non fossi andato un po’ lungo alla curva 10 adesso staremmo parlando di una prestazione molto più buona però non fa nulla. Domani con una buona partenza possiamo fare una bella gara”.

LA GRIGLIA DI PARTENZA:

Pos.

Pilota

Nazione

Team

Moto

Km/h

Tempo

Gap

1

A.ESPARGARO

SPA

Suzuki Ecstar

Suzuki

332.9

1'40.546

 

2

M. VIÑALES

SPA

Suzuki Ecstar

Suzuki

333.9

1'40.629

0.083

3

Jorge LORENZO

SPA

Movistar Yamaha

Yamaha

336.9

1'40.646

0.100

4

Marc MARQUEZ

SPA

Repsol Honda

Honda

344.1

1'40.754

0.208

5

A. DOVIZIOSO

ITA

Ducati Team

Ducati

342.8

1'40.907

0.361

6

Dani PEDROSA

SPA

Repsol Honda

Honda

346.3

1'40.928

0.382

7

Valentino ROSSI

ITA

Movistar Yamaha

Yamaha

335.7

1'41.058

0.512

8

Bradley SMITH

GBR

Yamaha Tech 3

Yamaha

339.9

1'41.068

0.522

9

Cal CRUTCHLOW

GBR

LCR Honda

Honda

343.6

1'41.195

0.649

10

Y.HERNANDEZ

COL

Octo Pramac

Ducati

341.8

1'41.333

0.787

11

P.ESPARGARO

SPA

Yamaha Tech 3

Yamaha

338.7

1'41.385

0.839

12

A. IANNONE

ITA

Ducati Team

Ducati

345.7

1'41.524

0.978

3

H. BARBERA

SPA

Avintia Racing

Ducati

341.5

1'42.003

0.815

4

Scott REDDING

GBR

Marc VDS

Honda

339.3

1'42.029

0.841

5

Stefan BRADL

GER

Athinà Forward

Yamaha F.

332.6

1'42.053

0.865

6

D. PETRUCCI

ITA

Octo Pramac

Ducati

341.0

1'42.155

0.967

7

Mike DI MEGLIO

FRA

Avintia Racing

Ducati

336.3

1'42.273

1.085

8

Nicky HAYDEN

USA

Aspar MotoGP

Honda

331.7

1'42.485

1.297

9

Loris BAZ

FRA

Athinà Forward

Yamaha F.

327.7

1'42.592

1.404

10

Alvaro BAUTISTA

SPA

Aprilia Racing

Aprilia

333.9

1'42.600

1.412

11

Jack MILLER

AUS

LCR Honda

Honda

334.5

1'42.928

1.740

12

E.LAVERTY

IRL

Aspar MotoGP

Honda

328.4

1'42.971

1.783

13

A.DE ANGELIS

RSM

IodaRacing

ART

326.9

1'43.601

2.413

14

M.MELANDRI

ITA

Aprilia Racing

Aprilia

331.7

1'44.345

3.157

NC

Karel ABRAHAM

CZE

AB Motoracing

Honda

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