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IN CATALUNYA: SUZUKI VOLA, MARQUEZ RISORGE, DUCATI IN AFFANNO, ROSSI 11° SE DOMANI PIOVE.....

Montmelò. La classifica che non ti aspetti, soprattutto dopo aver visto come sono andate le cose al Mugello. Nella prima giornata di prove libere al Montmelò, un pugno di chilometri da Barcellona, trovi la Suzuki di Aleix Espargarò, catalano doc, davanti a tutti, capace di mettersi alle spalle le due Honda di Marquez e Pedrosa, i redivivi, a chiudere una ipotetica prima fila tutta made in Spain o meglio ancora made in Catalunya.

L’ipotetica seconda fila vede le Ducati di Dovizioso e Iannone che chiudono a sandwich l’altra Super Suzuki di Maverick Vinales, che guida la vecchia moto ma è talmente messa bene che non fa differenza e viaggia tranquillo.

Si vabbè, direte voi, ma le Yamaha dove sono? Non tragga in inganno la posizione di Lorenzo, 7° a 0,876 da Marquez. Lo spagnolo è l’unico di quelli che lo precedono che ha fatto il tempo con gomme usate, senza voler provare le gomme supersoft alla ricerca del tempo. Jorge ha lavorato sul passo-gara e questo lo fa sorridere a fine prova.

Chi invece ha più di un problema è Valentino Rossi: attualmente è 11°, fuori dai primi 10 nel caso domani debba piovere (probabile) sarà quindi costretto a un turno ulteriore come la Q1.

Ma ciò che tifosi, tecnici e giornalisti non si aspettavano era vedere una Suzuki davanti a tutti. La moto della Casa di Hamamatsu finalmente sta raccogliendo quanto seminato.

E se ci permettete una disgressione, vedendo soprattutto la gloriosa Aprilia arrancare nel fondo (Bautista 20°, Melandri ultimo a 4”1 da Marquez) ci pare ancor di più assurdo la scelta di Noale di entrare nel mondiale con una moto che non è una MotoGp e di fare esperienza in pista, Gp dopo Gp. Una scelta che già da tempo dicevamo fosse quanto meno sbagliata, se non scellerata. Le gare, a nostro parere, sono gare e non il posto migliore per fare esperimenti.

Suzuki ha deciso di restare fuori dai giochi per un anno, ha macinato chilometri e chilometri di prove sulle piste di tutto il mondo, ha raccolto tanti di quei dati da diventare matti e solo quando si è sentita pronta, o abbastanza pronta, ha fatto il grande salto. Siamo già al secondo step di motore e per il responsabile tecnico della squadra, l’italianissimo Davide Brivio, è già tempo di gioire: due Suzuki nei primi 5 posti, a fianco della Honda e assai davanti alla Yamaha, è impresa grande. Magari in gara, causa un motore che qualche chilometro in più va, ma non troppo, Aleix e Maverick scenderanno in classifica, ma la bella realtà di una moto competitiva resta. Se l’Aprilia avesse fatto tesoro di quanto successo ad Hamamatsu, magari le cose, oggi, andrebbero diversamente. E adesso vediamo come sono andate le prove della giornata.

FP1. La prima cosa che salta all’occhio guardando la moto di Jorge Lorenzo è il numero 99 sulla carena completamente diverso: sembra più che altro uno di quegli occhialini che le signore usano a teatro. Simpatico, ma non capiamo bene perché si debba cambiare un numero che è entrato ormai negli occhi di tutti i fan del mondo. Ma tant’è, non facciamone una questione di stile, l’importante è che lo spagnolo dia battaglia sul suo circuito.

C’è il sole al Montmelò, anche se la pioggia della notte ha lasciato il segno, nel senso che la pista è tutta da gommare e il grip non è il massimo della vita, ma di sicuro le cose cambieranno giro dopo giro. I meteorologi profetizzano pioggia in tarda serata e forse anche domani, ragion per cui fare i conti con una pista in continua evoluzione è un bel rebus.

Mentre i piloti inanellano i primi giri, (tutti meno Marquez che rimane seduto ai box, aspettando che gli mettano a posto la moto) ai box Davide Tardozzi perché le famose “alette” sulle due Desmo15 sono state tagliate. Il motivo è che i cordoli su questo circuito sono un po’ più alti che altrove e, per la sicurezza del pilota si è preferito smussarli in modo che le appendici aerodinamiche non striscino al suolo. Sul fronte corona in titanio che ha messo ko Dovizioso al Mugello, le analisi del pezzo eseguite a Borgo Panigale non hanno evidenziato usura del materiale né rotture particolari dovute a un malfunzionamento. Mistero fitto quindi. Per questo motivo qui in Spagna continueranno a monitorare il lavoro della corona anche se la cosa non fa dormire sonni tranquilli in Ducati: se un pezzo della moto non funziona e non si riesce a scoprirne il motivo, vuol dire che il difetto potrebbe ripresentarsi in qualsiasi momento. E questo è un guaio serio.

Tornando alla pista, dopo una decina di minuti al comando per il momento c’è la Suzuki di Aleix Espargarò (che usa finalmente il motore nuovo arrivato fresco fresco dal Giappone) che precede di 241 millesimi un Lorenzo già molto positivo che si lascia alle spalle, nell’ordine, Pedrosa, Marquez, Rossi, Dovizioso. Iannone è solo 10°, è arrivato lungo nella sabbia ed ha perso un po’ di tempo prima di rientrare ai box lamentando poco feeling con l’anteriore.

Alla mezz’ora, il duo Honda Marquez-Pedrosa comincia a scuotere gli infreddoliti tifosi cominciando a spingere forte anche se Espargarò e Lorenzo per il momento sono inavvicinabili.

Rossi, da parte sua, dopo il primo step, è a 7 decimi: si lamenta del poco grip (come tutti) e fa comparazioni tra le due moto a sua disposizione.

A 20 minuti dal termine, il live timing sembra un albero di Natale: caschi rossi per Pedrosa, Rossi, Dovizioso Crutchlow Redding, Vinales e Iannone. Che le moto non siano ancora messe a punto lo dimostra il fatto che tutti i piloti sopracitati vanno bene nei primi due rilevamenti, per poi perdere tutto il vantaggio nei due tratti finali. Dalle retrovie, intanto, la Ducati di Hernandez, il pilota che aveva condannato Marquez alle Q1 del Mugello, passa dall’11° posto al 4° posto grazie ad un bellissimo giro e senza l’aiuto delle scie.

Mancano 6 minuti, tutti rientrano ai box, si cambiano pneumatici, si apportano le ultime regolazione e poi via, per cercare di scaldare la Suzuki dal primo posto.

Ci riesce subito Pedrosa, che monta una hard al posteriore e viaggia come un missile: 1’42”018 e 119 millesimi meglio di Aleix. A due minuti dalla fine tocca a Marquez (che usa gomme usate!) a scendere sotto 1’42” a 1’41”808 va sotto il tempo del 2014 in gara, rifila 210 millesimi a Pedrosa mentre Rossi, solo 8° addirittura dietro a Hayden, non si schioda dall’1”130 di divario da Marquez.

Un po’ anonime le Ducati: la migliore è quella 2014 di Hernandez, sesto, mentre il Dovizioso è 9° e Iannone 11°.

FP2. Il tempo non promette niente di buono, ragion per cui tutti entrano in pista e danno subito il massimo: essere nei primi 10 se verrà a piovere domattina, sarà importantissimo. Tre minuti e Aleix Espargarò con la Suzuki meraviglia è il secondo dopo Marquez al mattino a scendere sotto l’1’42”. Non male Lorenzo, che è 3° davanti a un solito coriaceo Crutchlow e poi un Dovi convincente. Se la prende un po’ comoda Marquez che usa scarichi speciali sulla sua Honda tallonato da Iannone ed Espargarò. Rossi al momento è 8°: ieri aveva detto che sarebbe stato decisivo partire più avanti. Per il momento non ci sta riuscendo, i suoi tempi sono assai alti, un secondo abbondante da Lorenzo, troppi per essere competitivi. Il guaio è che Rossi sembra avere grossi problemi sull’anteriore, la moto dondola e non riesce a metterla in piega abbastanza velocemente. E questo vuol dire che anche i pneumatici nuovi, con la hard al posteriore, non lavorano come dovrebbero e i tempi non arrivano.

Il guaio è che, con la comparativa dei tempi del mattino, nel caso domani dovesse piovere, Valentino a mezz’ora dal termine delle prove si trova 12° cioè sarebbe costretto alle forche caudine della Q1 proprio come Marquez al Mugello. Non bene.

A dieci minuti dal termine i big sono tutti ai box per cercare di venire a capo di questo rebus che è quest’anno il circuito del Montmelò. E’ il momento di fare scelte importanti: pneumatici, sospensioni, ultimi sconvolgimenti della ciclistica per rubare dove possibile, centesimi preziosi.

Finalmente Valentino, con pneumatici nuovi riesce a piazzarsi 5° (7° nella comparativa) ma più di un giro veloce non riesce a fare mentre Marquez fa il Fenomeno e vola su tempi incredibili e difatti abbatte il tempo del mattino con un 1’41”568, davanti a Aleix Espargarò e la sorpresa Vinales. Adesso è Dovizioso a essere fuori dai primi 10 ma rimedia subito.

Quello che non ti aspetti è l’astronave Suzuki di Aleix Espargarò: 1’41”158 che si piazza davanti a Marquez, Pedrosa, Dovizioso, Vinales, Iannone, Lorenzo, Crutchlow, Pol Espargarò e Redding.

E Valentino? Se domani piovesse, lui è al momento 11° a 1”209 dal primo e quindi costretto alla Q1. (Enrico Biondi)

LA PAROLA AI PILOTI

Marquez

“Oggi abbiamo fatto un piccolo ma significativo step in avanti, in modo da essere più costanti sul ritmo e in previsione della gara. Per la prima parte della gara penso che siamo a posto, adesso bisognerà lavorare a fondo per la seconda parte, quando scendono i livelli della benzina e le gomme cominciano a darti segnali preoccupanti. Insomma, dobbiamo lavorare sul setup della moto, ma mi sento molto ma molto meglio adesso che 15 giorni fa al Mugello. Ho usato degli scarichi diversi rispetto a Pedrosa perché il mio stile di guida richiede questo tipo di terminali, che invece Dani non gradisce troppo, perché appunto ha una guida completamente diversa dalla mia e il suo inserimento in curva lo dimostra. Sappiamo benissimo che il problema è il nuovo motore Honda, ma con gli scarichi nuovi e l’aiuto dell’elettronica, pensiamo di poter migliorare e rendere guidabile la moto”

Aleix Espargarò

“Mi chiedete sempre quanto c’è di mio, quanto della Suzuki e quanto delle gomme su questo risultato. Ebbene, a me piace dire che c’è tanto di tutti noi. Il mio team sta lavorando tantissimo, io mi sento sempre di più coinvolto in questo progetto Suzuki e tutto diventa più semplice. Il telaio della moto è a dir poco spettacolare, il motore me lo aspettavo con qualche cavallo in più, ma va bene lo stesso perché qualche cavallino è arrivato e questo ci permettere di essere sempre più competitivi ad ogni gara. Domani? So che non mi crederete: della pole position non me ne frega niente, quello che sogno è un podio domenica, lottare con i migliori, restare con loro e fare una bella gara. Problemi ce ne sono sempre, ad esempio il traction control non è ancora a posto, la moto si muove ancora tanto, vorrei una moto più morbida, ma prima o poi ci arriveremo”

Lorenzo

“Sono contento per come sono andate le cose. Ho guidato bene, le Yamaha su questo circuito non sono a livello delle Honda e difatti loro sono davanti e noi no. Ma il mio passo gara è molto buono, con un ottimo salto di qualità tra la mattina e il pomeriggio. Ora la moto è molto più stabile, ho più grip e posso mantenere un ritmo costante, cosa che prima non potevo permettermi per via dello scarso grip. Ho il settimo tempo, ma io sono stato l’unico dei sei che mi precedono a non aver usato mai lo pneumatico nuovo, ho sempre guidato con gomme nuove e questo mi fa stare tranquillo perché so che possono abbassare il mio tempo anche di un secondo. Io sono sempre dell’idea che la cosa migliore sia di lavorare per la gara. Per questo sono ottimista e per nulla preoccupato”.

Dovizioso

“Per me oggi è stata una giornata un po’ particolare, dovremo metterci al tavolo e analizzare i dati perché il feeling con la moto non c’è. Non c’è il grip, ci sono un sacco di avvallamenti e a questo punto la moto diventa inguidabile e le sensazioni quindi non sono delle migliori. Il tempo non è male però questo non basta per come siamo messi sul passo. L’unica cosa da fare, comunque, è mantenere la calma: c’è ancora tutto domani per mettere le cose a posto. Con la gomma morbida il tempo si è abbassato subito, ma sono le sensazioni generali che non vanno. Ripeto: ci metteremo a sedere e analizzeremo tutti i dati per trovare le soluzioni che ci servono: capire come si comporta la moto in frenata, in uscita, quanto si muove… Al momento non riesco a guidare la moto come vorrei, ma c’è ancora un giorno per trovare le soluzioni. Quindi calma e lavoriamo sodo”.

Iannone

“Sinceramente è difficile capire perché oggi abbiamo fatto più fatica del solito a mettere a posto la moto. Probabilmente le condizioni della pista non sono ancora ottimali per noi e quindi triboliamo più degli altri. E’ la prima volta che succede quest’anno, ma l’importante è capire in fretta qual è la strada da seguire, se cioè andare avanti per la strada che abbiamo preso da stamane oppure fare un passo indietro domani. Al cambio degli pneumatici ho avuto sensazioni positive, la moto frenava meglio così come l’inserimento in curva rispetto alla mattinata. Questo step è andato benissimo perché nella mattinata facevamo molta fatica a fermare la moto. Ma oltre alle cose positive ce ne sono altre negative, che non ci permettono di essere veloci e competitivi. Ma sono molto tranquillo perché i ragazzi sanno le cose di cui ho bisogno e come lavorare”.

Rossi

“Ovviamente non sono molto contento di questo 11° posto, anche perché sono fuori dai primi 10 per pochi centesimi. Oggi molti piloti hanno provato a fare un time attack perché temono che domani ci sia pioggia in mattinata, durante le Fp3. A parte questo problema, sono piuttosto soddisfatto perché soprattutto nella seconda parte del turno abbiamo finalmente trovato un setting che mi ha soddisfatto. Ho girato subito su buoni tempi, poi pensavo che sarebbe bastato scendere sull’1’42”3 e invece molti sono andati ancora più forte. Pazienza. Comunque siamo avanti come lavoro, domani dovremo sistemare un po’ di cose perché ad esempio sono un po’ troppo al limite in frenata ma il feeling con la moto è buono e sento che potremo essere insieme con gli altri. La moto 2015 è cambiata molto rispetto a quella dell’anno scorso, quindi i riferimenti vecchi non servono più. Bisogna ricominciare ogni volta tutto da capo, ma questo è il bello delle gare!”.(Enrico Biondi)

I TEMPI DELLA PRIMA GIORNATA

Pos.

Pilota

Team

Moto

Km/h

Tempo

Gap

1

A. ESPARGARO

SUZUKI ECSTAR

Suzuki

335.9

1'41.158

 

2

Marc MARQUEZ

Repsol Honda

Honda

344.0

1'41.443

0.285

3

Dani PEDROSA

Repsol Honda

Honda

343.6

1'41.789

0.631

4

Andrea DOVIZIOSO

Ducati Team

Ducati

341.0

1'41.823

0.665

5

Maverick VIÑALES

SUZUKI ECSTAR

Suzuki

335.6

1'41.922

0.764

6

Andrea IANNONE

Ducati Team

Ducati

343.2

1'41.938

0.780

7

Jorge LORENZO

Movistar Yamaha

Yamaha

337.0

1'42.034

0.876

8

Cal CRUTCHLOW

CWM LCR Honda

Honda

340.8

1'42.044

0.886

9

Pol ESPARGARO

Yamaha Tech 3

Yamaha

338.9

1'42.313

1.155

10

Scott REDDING

EG 0,0 Marc VDS

Honda

339.8

1'42.354

1.196

11

Valentino ROSSI

Movistar Yamaha

Yamaha

337.1

1'42.367

1.209

12

Yonny HERNANDEZ

Octo Pramac

Ducati

343.5

1'42.417

1.259

13

Bradley SMITH

Yamaha Tech 3

Yamaha

338.9

1'42.645

1.487

14

Hector BARBERA

Avintia Racing

Ducati

334.9

1'42.697

1.539

15

Loris BAZ

Athinà Forward

Yamaha F.

328.1

1'42.968

1.810

16

Danilo PETRUCCI

Octo Pramac

Ducati

336.7

1'42.995

1.837

17

Nicky HAYDEN

Aspar MotoGP

Honda

329.9

1'43.110

1.952

18

Eugene LAVERTY

Aspar MotoGP

Honda

334.7

1'43.351

2.193

19

Jack MILLER

CWM LCR Honda

Honda

332.7

1'43.369

2.211

20

Alvaro BAUTISTA

Aprilia Racing

Aprilia

332.8

1'43.463

2.305

21

Karel ABRAHAM

AB Motoracing

Honda

330.5

1'43.562

2.404

22

Mike DI MEGLIO

Avintia Racing

Ducati

336.4

1'43.760

2.602

23

Stefan BRADL

Athinà Forward

Yamaha F.

336.5

1'43.851

2.693

24

Alex DE ANGELIS

IodaRacing Team

ART

326.8

1'44.614

3.456

25

Marco MELANDRI

Aprilia Racing

Aprilia

331

1’45”323

4.165

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