09/09/2026
Direttore: Franco Liistro

LORENZO IN CATTEDRA, IANNONE 2°PRECEDE ROSSI, MARQUEZ K.O. E DOVIZIOSO CADE

Scarperia. Lo chiamano il “Martillo” mica per niente. Quando Jorge Lorenzo resetta il cervello, non si fa troppi problemi e spalanca il gas, sono in pochi a poterlo mettere in difficoltà. E così è stato anche al Mugello: primo lui, alla sua terza vittoria consecutiva (e con questo podio raggiunge nella classifica di tutti i tempi in MotoGp un certo Giacomo Agostini a quota 88), capace di scattare al comando sin dalla prima curva e non mollare più la testa, liberandosi a suon di giri veloci della concorrenza.

Non si è mai voltato, Lorenzo. Sapeva benissimo che per tutti gli altri, non c’era la possibilità di resistergli. La sua Yamaha era così veloce, perfetta, bilanciata, che non aveva la necessità di vedere cosa stava succedendo alle sue spalle.

E di cose ne sono capitate tante dietro di lui. Di belle e meno belle. Partiamo da quest’ultime: Dovizioso e Marquez fuori causa.

Sconfitta bruciante soprattutto per il Dovi, tradito dalla Ducati (corona sgranata) e perdere proprio al Mugello deve essere una cosa devastante per il morale di un pilota italiano. Una domenica, per di più, iniziata malissimo con la caduta nel warmup.

Marquez invece, paga l’irruenza di voler a tutti i costi portarsi alle spalle di Lorenzo: tattica e strategia sbagliata per tutto il weekend, poi il tutto condito con una caduta tanto astrusa quanto inspiegabile , segno che questa Honda 2015 ha tali e tanti problemi che forse sarebbe meglio fare qualche passo indietro e non estremizzare più un progetto che solo pochi mesi fa era perfetto.

E poi ci sarebbe da parlare dell’Aprilia, ma sospendiamo ogni commento, perché vedere Melandri a fondo classifica, staccato anche da Abraham che aveva fatto un drive through per partenza anticipata, dice tutto, anche perché non crediamo che Melandri si sia imbrocchito tutto in una volta.

Tra le cose belle da segnalare, su tutti, il secondo posto di Andrea Iannone: spalla fuori posto, antidolorifici per sopportare anche una microfrattura alla testa dell’omero e un 2° posto davanti a Rossi. Semplicemente perfetto.

Così come Rossi, che ha chiesto scusa al pubblico per una “partenza da schifo” che lo ha costretto a una rimonta dall’11° posto sino al podio. Bravo anche a Pedrosa, che ora diventa il punto di riferimento della Honda visto che Marquez non sta correndo con la necessaria serenità e, non essendo un collaudatore, forse non dà le direttive giuste ai tecnici nipponici. Ma entriamo nel vivo di questa domenica fantastica.

Mugello da record

Giornata migliore non ci si poteva aspettare sulle colline del Mugello: il colpo d’occhio è da brivido, non c’è uno spazio libero, le tende hanno lasciato il posto alla folla che sin dall’alba ha preso possesso del circuito più bello del mondo.

E’ anche il momento della comparsata delle star che non si sono volute perdere questo spettacolo: dall’attore Keanu Reeves al campione di rally Sebastien Augier, dal calciatore Antognoni al grande Max Biaggi al ginnasta Igor Cassina, che nei box si mangiavano con gli occhi i campioni sulle due ruote.

E il sole ha non ha voluto mancare all’appuntamento e tenendo lontano le nuvole che nella tarda serata di ieri volevano giocare un brutto scherzo agli appassionati che sono arrivati in massa nei tre giorni e soprattutto oltre 90 mila solo oggi. Incredibile, erano anni che non vedevamo tanta gente al Mugello.

Il warmup

Il test del mattino aveva confermato che Lorenzo e la Yamaha hanno un passo davvero incredibile. Veloce, moto stabile, molto consistente, Lorenzo ha le carte in regola per disputare una gran gara. Dietro di lui, però, molto bene Andrea Iannone, lontano solo 71 millesimi che si è tenuto alle spalle sia Pedrosa sia Rossi, che come al solito deve aver trovato le soluzioni migliori anche se i tecnici hanno dovuto ritoccare ancora la sua moto perché non era del tutto soddisfatto.

Ha stupito invece la caduta nel giro di lancio di Andrea Dovizioso: colpa di un giro troppo lento che non ha mandato in temperature gli pneumatici. Il Dovi senza danni è volato nella ghiaia, il guaio è che stava usando la Desmo15 che lui considerava avere il motore “migliore” (in realtà sono tutti uguali, ma i piloti riescono sempre a trovare delle differenze), ragion per cui i meccanici sono stati costretti a un superlavoro per dare il pacchetto migliore al forlivese. E adesso vediamo, quasi giro dopo giro, come si è svolta la gara.

Al via

Semafori spenti e Iannone e Dovizioso partono a palla, (Iannone talmente bene che qualcuno pensa sia partito anche prima, ma alla direzione gara non risulta), Lorenzo così così, male Rossi. Dietro Marquez fa il Fenomeno e dopo tre curve è già 6°. Dovizioso tiene il primo posto fino alla Savelli, poi Lorenzo vola al comando ma è Marquez che fa il fenomeno e alla fine del primo giro è già terzo.

Secondo giro e Marquez piomba su Dovizioso e lo supera alla San Donato, Dovi è 3° davanti a Iannone Smith e Pedrosa. Rossi soffre come una bestia è solo 9°, a 2”6 e non riesce a colmare il gap.

La Spagna fa sul serio, Marquez addirittura al 4° giro guadagna altri 3 decimi su un Lorenzo davvero preciso. Intanto al comando si è formato un quartetto, Lorenzo, Marquez, Dovizioso e Iannone, più lontano Pedrosa. Lasciano il Gp nell’ordine, prima Aleix Espargarò con la sua Ducati, poi Miller e infine Hayden mentre Abraham partito prima, si becca anche un drive through.

Mentre al ralenti si vede il grande balzo in avanti di Marquez, capace di superare prima della San Donato la bellezza di 7 piloti davanti a lui con una staccata impossibile, stupisce Rossi, che non riesce a tenere il passo dei migliori.

Sesto giro e una bella sorpresa: alla San Donato questa volta è Dovizioso che con una staccata mostruosa svernicia Marquez che adesso si trova nella morsa tra il Dovi e Iannone. Il guaio è che Lorenzo davanti ha un passo pazzesco e porta a 2” il vantaggio sui rivali, unico a scendere sotto 1’48”.

Settimo giro e Dovi tiene testa a Marquez mentre la davanti tutto solo c’è Lorenzo che porta quasi a 3” il vantaggio. Tra Iannone e Marquez intanto è bagarre piena: passa Andrea, ripassa Marc, ripassa Andrea e ancora Marc: insomma, il pubblico non riesce a stare fermo sulle colline.

All’ottavo giro la prima notizia è che anche Pedrosa è arrivato sui primi 4,. Le scaramucce tra i 5 fanno in modo che Rossi, sesto dopo aver superato Crutchlow e con meno benzina nel serbatoio con una Yamaha più stabile, si avvicina lemme lemme, guadagnando 2-3 decimi a giro. Hai visto mai?

Decimo giro: Lorenzo ha già 4”5 di vantaggio su Marquez, Iannone, Dovizioso e Pedrosa mentre Rossi adesso è solo a 1”5 da Pedrosa. Possibile un riaggancio al vertice, Lorenzo escluso, ovviamente, che giro dopo giro incrementa a 5” il vantaggio sui rivali.

Siamo a metà gara e la situazione vede Valentino Rossi arrivare sui primi: vede davanti a sé Pedrosa, a solo 6 decimi. Il problema è sapere se Valentino per arrivare così davanti avrà stressato le gomme oppure no. Lo capiremo presto. Intanto Rossi riesce a passare Dovizioso e mettersi 5° La Ducati del forlivese sembra quella che soffre di più ma potrebbe essere una strategia per far riposare le gomme, cosa che il Dovi fa spesso in gara per dare il massimo alla fine.

Mancano 9 giri alla fine e Lorenzo fa gara a sé: 7”2 su Iannone, ma la brutta notizia è che, per un problema tecnico (solo ai box si saprà che è tutta colpa della corona che ha iniziato a sgranarsi, sino a compromettere completamente le prestazioni e rischiando di diventare pericolosa per il pilota stesso) Dovizioso infila la corsia dei box e si ferma. Tutti in Ducati a guardare la parte posteriore del motore, si pensa anche a un cambio di moto ma è tutto inutile, il guaio è così grande che, per la delusione di migliaia di fan, la Desmo15 del Dovi è costretta al ritiro.

A 8 giri dal termine, Lorenzo è l’unico che tiene un passo incredibile e viaggia con 8” di vantaggio su Iannone, che si porta appollaiato sul codone Marquez e Pedrosa e Rossi.

Sette giri al traguardo; Marquez guida malissimo, spinge al massimo e si ingarella con Iannone. Si vede che va troppo sopra le righe e infatti, a 6 giri dalla fine, Marc perde l’anteriore e si stende nella ghiaia, gara finita, stagione mezzo buttata via e tanti, tantissimi problemi da risolvere. Rossi vede tutto e passa Pedrosa, gettandosi alla rincorsa di Iannone

Ora sono solo 5 i giri, la caduta di Marquez ha fatto staccare Rossi e Pedrosa da Iannone, il quale ormai è a 8”3 da Lorenzo inavvicinabile.

Tre giri alla fine, il vantaggio di Iannone su Rossi è sul secondo circa: davvero encomiabile la sua prova, in condizioni menomate ma con una Ducati che va fortissimo e salva la giornata. Brivido alla Arrabbiata 1 quando Crutchlow vola nella sabbia e la moto fila dritta e si autodistrugge. Pilota indenne.

Ultimo giro: Lorenzo vola verso il successo, bella, bravo e indisturbato e rallenta anche un bel po’ per salutare la folla al Correntaio. Iannone tiene botta, Rossi si avvicina come un disperato, il 3° posto gli piace ma non troppo però sa di avere chiesto troppo alla moto e nell’ultimo giro come si dice in gergo “la tira su” e si piazza a 1” da Iannone.

Lorenzo intanto prende la sua bandiera di Lorenzoland, si stende per terra imitando una nuotata “stile Jerez” e saluta il pubblico che un po’ lo fischia ma in molti lo applaudono. Alle sue spalle Iannone ferma la Desmo15 davanti alla curva San Donato, stremato. Finalmente può rilassarsi, gli occhi al cielo mentre ripassa mentalmente le fasi della sua impresa, una delle gare più belle della sua carriera. Terzo Rossi con l’altra Yamaha: bravo, ma non bravissimo questa volta per via di una partenza imperfetta e poi, diciamo la verità, perché vederlo partire da così lontano per fare rimonte incredibili, ci d un po’ fastidio (e figurarsi a lui…)

Nel gruppo, purtroppo, mancano due grossi personaggi che hanno perso punti preziosi in chiave mondiale: il primo soprattutto è Dovizioso, tradito dalla sua Ducati nel momento clou della gara, il secondo è Marquez, capace di imprese incredibili come rimontare come un matti dalla tredicesima posizione sino al secondo posto, ma poi aver chiesto troppo a se stesso, finendo per terra.

E adesso tutti a Barcellona, la casa di Lorenzo, con Rossi sempre al comando del mondiale, ma con un Jorge (a soli 6 punti) che si avvicina a grandi passi: tre vittorie consecutive mettono paura, ma Valentino e Valentino, sia chiaro. (Enrico Biondi)

LA PAROLA AI PILOTI

 

Jorge Lorenzo

“Siamo solo a un terzo del campionato e so benissimo che possono succedere tante cose. Però debbo dire che se il 2014 sembrava essere l’anno di Marquez, penso che quest’anno sia l’anno della Yamaha. Non so se alla fine vincerà Valentino oppure vincerò io, ma dovremo stare tutti attenti alle Ducati, che stanno arrivando su fortissimo e anche a Marquez, che risolverà i suoi problemi. Il bello è che quest’anno abbiamo la moto più equilibrata degli ultimi anni e di questo vantaggio ne dovremo affrontare sino a quando gli altri, la Honda, sono in crisi. Perché Marquez prima o poi arriverà di sicuro. Il saluto al pubblico? E’ una mia particolarità, mi piace farlo e mi dà soddisfazione L’importante è non perdere la concentrazione. I fischi e gli applausi? Qui al Mugello ci sono abituato, qui è la terra di Valentino, i fischi me li aspettavo, fanno parte del programma. Facciamo che mi sono piaciuti molto gli applausi. Del resto nella mia Barcellona, quando arriva qualcuno del Real Madrid succede la stessa cosa”.

Andrea Iannone

“Mi riesce difficile spiegare la gara che ho fatto, perché ancora non ci credo ma so benissimo la fatica che ho fatto per tenere alle spalle Valentino. Ho vissuto la gara giro per giro, sapevo cosa mi aspettavo: una gara tanto dura, ma fantastica. Sinceramente non me l’aspettavo, credevo di non farcela, di mollare dopo un po’ e difatti all’inizio sono stato molto tranquillo e poi, visto che ne avevo ancora, mi sono tenuto qualcosa per la fine e la mia strategia ha funzionato molto bene. Fiducia nei miei mezzi? Sicuro, sono convinto che quest’anno le cose possano andare bene, stiamo crescendo gara dopo gara, la moto qui da subito è stata competitiva. A parer mio ci manca ancora un pochino, perché in gara si vedeva che Jorge riusciva a guidare più pulito con un ritmo non migliore ma costante e rischiando meno.

Valentino Rossi

“Sarebbe stato veramente un peccato non salire sul podio oggi. C’era una grandissima atmosfera qui al Mugello e per onorarli e salutarmi almeno sul podio dovevo salirci! Per come si era messa la gara è stato un grande risultato perché non andavo forte ed ero in grande difficoltà così in prova come oggi in gara. Quindi essere salito sul podio, aver preso dei punti aver allungato su Dovizioso e Marquez è stato importante, anche se adesso sento che Lorenzo sta arrivando e recupera. Nelle ultime tre gare ho avuto personalmente qualche problema in più e questo è stato un Gp tra i più difficili assieme a Jerez. Quindi il lavoro non ci manca e occorrerà essere più competitivi perché la moto sta andando molto forte. Non sono partito male, ma abbiamo tolto potenza per avere più grip e alla prima curva mi hanno passato tutti e mi sono trovato a inseguire. Peccato. Ora però andiamo a Barcellona, che è casa di Jorge, ma anche un po’ mia perché amo quel tracciato”.

 

Andrea Dovizioso

“Il podio del Mugello è qualcosa di speciale e ci tenevo tanto a questa gara perché sentivo che l’impresa era possibile. Ho ancora tanta rabbia addosso, la gara è finita da troppo poco tempo e ho bisogno di farla sbollire un po’. Queste sono le gare, dobbiamo prendere quello che viene. Il mio errore stamane nel warmup si somma con il problema alla corona che piano piano si è strappata, non andavo avanti, non acceleravo e non ci poteva far nulla. Il guaio si è presentato dopo 4 giri e piano piano è aumentato. Peccato per il campionato, ho perso tanti punti e mi sono allontanato dalle Yamaha. Il guaio maggiore? Che c’è una settimana di mezzo prima di andare a Barcellona: vorrei essere già lì con la speranza che catena, corona e pignone questa volta funzionano a dovere. Non possiamo più permetterci di buttare via gare così”.

 

COSÌ AL MUGELLO

 

Pos.

Pilota

Naz

Team

Moto

Km/h

Tempo

1

Jorge LORENZO

SPA

Yamaha MotoGP

Yamaha

173.7

41'39.17

2

Andrea IANNONE

ITA

Ducati Team

Ducati

173.3

+5.563

3

Valentino ROSSI

ITA

Yamaha MotoGP

Yamaha

173.3

+6.661

4

Dani PEDROSA

SPA

Repsol Honda

Honda

173.0

+9.978

5

Bradley SMITH

GBR

Yamaha Tech 3

Yamaha

172.7

+15.284

6

Pol ESPARGARO

SPA

Yamaha Tech 3

Yamaha

172.6

+15.665

7

Maverick VIÑALES

SPA

Suzuki Ecstar

Suzuki

172.1

+23.805

8

Michele PIRRO

ITA

Ducati Team

Ducati

171.7

+29.152

9

Danilo PETRUCCI

ITA

Octo Pramac

Ducati

171.5

+32.008

10

Yonny HERNANDEZ

COL

Octo Pramac

Ducati

171.4

+34.571

11

Scott REDDING

GBR

Marc VDS

Honda

171.1

+38.553

12

Loris BAZ

FRA

Athinà Forward

Yamaha F

170.8

+42.158

13

Hector BARBERA

SPA

Avintia Racing

Ducati

170.7

+44.801

14

Alvaro BAUTISTA

SPA

Aprilia Racing

Aprilia

170.3

+50.435

15

Eugene LAVERTY

IRL

Aspar MotoGP

Honda

170.1

+53.060

16

Mike DI MEGLIO

FRA

Avintia Racing

Ducati

168.6

+1'15.26

17

Karel ABRAHAM

CZE

AB Motoracing

Honda

168.6

+1'15.38

18

Marco MELANDRI

ITA

Aprilia Racing

Aprilia

166.9

+1'41.84

Nc

Cal CRUTCHLOW

GBR

LCR Honda

Honda

172.7

3 Giri

Nc

Marc MARQUEZ

SPA

Repsol Honda

Honda

173.1

6 Giri

Nc

Andrea DOVIZIOSO

ITA

Ducati Team

Ducati

172.7

10 Giri

Nc

Stefan BRADL

GER

Athinà Forward

Yamaha F

168.2

20 Giri

Nc

Nicky HAYDEN

USA

Aspar MotoGP

Honda

168.1

20 Giri

Nc

Aleix ESPARGARO

SPA

Suzuki Ecstar

Suzuki

167.1

21 Giri

Nc

Jack MILLER

AUS

LCR Honda

Honda

165.5

21 Giri

Nc

Alex DE ANGELIS

RSM

IodaRacing

ART

162.1

21 Giri

               

 

Mondiale piloti

 

Pos.

Pilota

Moto

Nazione

Punti

1

Valentino ROSSI

Yamaha

ITA

118

2

Jorge LORENZO

Yamaha

SPA

112

3

Andrea DOVIZIOSO

Ducati

ITA

83

4

Andrea IANNONE

Ducati

ITA

81

5

Marc MARQUEZ

Honda

SPA

69

6

Bradley SMITH

Yamaha

GBR

57

7

Cal CRUTCHLOW

Honda

GBR

47

8

Pol ESPARGARO

Yamaha

SPA

45

9

Maverick VIÑALES

Suzuki

SPA

36

10

Danilo PETRUCCI

Ducati

ITA

32

11

Aleix ESPARGARO

Suzuki

SPA

31

12

Yonny HERNANDEZ

Ducati

COL

26

13

Dani PEDROSA

Honda

SPA

23

14

Scott REDDING

Honda

GBR

18

15

Hector BARBERA

Ducati

SPA

16

16

Loris BAZ

Yamaha F

FRA

10

17

Michele PIRRO

Ducati

ITA

8

18

Nicky HAYDEN

Honda

USA

8

19

Jack MILLER

Honda

AUS

6

20

Hiroshi AOYAMA

Honda

JPN

5

21

Alvaro BAUTISTA

Aprilia

SPA

5

22

Eugene LAVERTY

Honda

IRL

3

23

Stefan BRADL

Yamaha F

GER

1

Mondiale costruttori

1 YAMAHA       141

2 DUCATI         106

3 HONDA         98

4 SUZUKI          47

5 YAMAHA F.       10

6 APRILIA           5