DUCATI DA FAVOLA: IANNONE 1°, DOVI 3°; ROSSI SOLO 8°, CROLLA MARQUEZ....13°

Scarperia. E adesso non è assolutamente vietato sognare. La Ducati, ora è ufficiale, è arrivata: ha raggiunto la Yamaha e, forse, ha anche addirittura superato in prestazioni la Honda che mai, come qui al Mugello, ha accusato un gap di prestazioni davvero imbarazzante per una Casa che sino allo scorso anno dominava in lungo e in largo il motomondiale.
E che a riuscirci sia stata una Casa italiana ci riempie di gioia e anche ci emoziona un bel po’. Due Ducati in prima fila Iannone 1°, Dovizioso 3°), una in seconda (Pirro 6°) e ancora una in quarta (Hernandez 12°). Meglio di così, alla vigilia, non si poteva sperare. Il merito va ascritto innazitutto ai due piloti ufficiali: Andrea Iannone, oggi splendido, capace di correre anche sopra ai guai che deve sopportare con una spalla malconcia per via della microfrattura alla testa dell’omero scoperta solo a inizio settimana e che fa seguito alla sublussazione rimediata nei test privati in terra Toscana.
Posto migliore non poteva scegliere, Andrea, per conquistare la sua prima pole in carriera nella MotoGp che fa seguito a quella conquistata nel 2010 ad Aragon in Moto2, gara che poi, tra l’altro, vinse… Il tempo? Uno stratosferico 1’46”4 che abbatte di oltre 1”2 il record del circuito che apparteneva a Marc Marquez dal 2013 e che lo fa uno dei pretendenti al successo finale.
Ma nessuno, compreso lui, si nasconde la difficoltà dell’impresa: innanzitutto occorrerà vedere la sua tenuta fisica per tutti e 23 i giri del Gran Premio d’Italia. Se riuscirà a correre sopra il dolore, così come ha fatto per tre quatrti di gara a Le Mans, allora Iannone avrà solo un altro problema da affrontare, quello di Jorge Lorenzo e della sua Yamaha quasi perfetta.
Jorge è stato preso alla sprovvista dal tempone di Iannone: un po’ se lo aspettava, ma non credeva che potesse arrivare a tanto la Ducati. Lorenzo, poi, dovrà vedersela al via e in gara con l’altro ducatista-Doc, Andrea Dovizioso che quatto quatto è salito sino al terzo posto, martella da vicino lo spagnolo ed è pronto a balzare al comando nel caso Iannone accusi qualche battuta a vuoto per via del fisico.
Fin qui abbiamo parlato di Ducati e della Yamaha di Lorenzo. Adesso ci dobbiamo interessare di due delusioni di giornata. La prima riguarda Valentino Rossi, ancora una volta 8°, costretto a partire dalla terza fila perché quest’anno non riesce assolutamente a migliorare la posizione in griglia. Poco male, si dirà: lui è un “animale da gara”, alla mattina della domenica nel warm up, magari stravolge la moto e poii alle 14 è pronto per tirare le sassate che sappiamo. Quindi delusione sì, ma aspettiamo la gara, per favore. E allora siamo sicuri sin da adesso che anche Valerossi ci sarà.
La delusione, questa sì grossa assai, ha un nome: Marc Marquez. Per la prima volta in carriera è stato fatto fuori dalle prime posizioni. Sbattuto fuori dai primi 10 è stato sbattuto fuori anche dalla Q2 da un Hernandez spaziale e da un Aleix Espargarò incredibile, anche lui fresco di operazione a una mano.
Un errore di valutazione, una moto scorbutica e incapace di stare in pista, lo hanno messo ko e Marquez domani partirà dalla 13ma posizione, cioè quinta fila. Marquez si è fidato troppo nel Q1 del secondo tempo stabilito alle spalle di Aleix. E’ rimasto in pista senza rientrare a cambiare coperture e… dai box ha assistito alla sua Caporetto, gettando il cappellino, alzandosi furioso come non mai e guadagnando l’uscita dai box. Brutta scena.
Che succederà domani? Mai come in questa stagione il Mugello si è divertito a rimescolare le carte: Iannone, Lorenzo, Dovizioso potrebbero fare gara a sé, poi c’è l’incognita Rossi per il quale la decima vittoria in Toscana potrebbe essere il definitivo trampolino per la conquista del titolo, anche questo il decimo. E poi ci sono le variabili impazzite: cioè Pedrosa, lo stesso Marquez, capace di rimonte incredibili, il duro Crutchlow… Una ragione in più per non perdersi un Gran Premio d’Italia da incorniciare! Ed ecco come si sono svolte le prove della giornata.
Prove libere 3.
Come ormai anche i bambini sanno, la terza sessione di prove libere è quella più importante di tutto il weekend perché spalanca ai primi dieci piloti le porte delle qualifiche (Q2) per costruire la griglia di partenza senza passare dalle forche caudine della Q1, mentre le quarte prove libere invece serviranno per provare le moto in assetto da gara.
Subito Dovizioso
Il cielo è sereno, le temperature, piuttosto rigide nella notte, si stanno gradatamente alzando e tutti i piloti si sono gettati subito in pista per cercare il tempo migliore. A Dovizioso bastano solo due giri per scendere sotto l’1”48 stabilendo un eccezionale 1’47”479 seguito da presso da Marquez che si piazza a soli 86 millesimi da lui. Lorenzo per il momento è 4° alle spalle di Crutchlow ma davanti a Iannone, mentre Rossi è 7° dietro Redding , a mezzo secondo dal Dovi. Chi non progredisce è Pedrosa , inchiodato al 14° posto mentre Abraham pensa bene di stendersi alla Materassi che costringerà i meccanici a un superlavoro.
Ducati evoluta
Uno sguardo ai box Ducati è d’obbligo: sulla moto di Dovizioso hanno montato il motore evoluzione. I tecnici giurano che non si tratta del famoso supermotore favoleggiato nei giorni scorsi. Dovi chiede miglioramenti sull’anteriore e un settaggio elettronico più mirato.
Gomme nuove per tutti
Dopo aver sonnecchiato per un po’ è tempo di fare sul serio mentre mancano solo 5 minuti alla fine. Il tempo di Dovizioso resiste, ma alel sue spalle si rimescolano le carte: Smith è 2°, poi un ottimo Rossi a 64 millesimi da Dovizioso, poi Vinales, Marquez (!) e Pedrosa quindi Redding, Crutchlow e Lorenzo, solo 10° . Incredibile. Peggio fa Iannone, solo 14° ma sta per scendere in pista con gomme e moto
Che finale
Gli ultimi 4 minuti sono da infarto: Iannone Dovizioso e Pirro fanno i fenomeni, ma chi è davvero stellare è Jorge Lorenzo: stacca caschi rossi ad ogni passaggio nell’ultimo giro utile e si piazza davanti a tutti con il record della pista, 1’46”617! Che vuol dire lasciare Iannone a 391 millesimi, Dovizioso a 496 e Pirro a oltre mezzo secondo. Poi Espargarò, Crutchlow e un bravo Pedrosa (7°) che si piazza davanti a Smith e a uno stranito Valentino Rossi, nono quindi nella Q2, ma quasi un secondo di svantaggio su Lorenzo!
Marquez fuori dai 10!
Se ci avessero detto all’inizio del mondiale che il signor Marc Marquez non si sarebbe qualificato nei primi 10 al Mugello, avremmo creduto a uno scherzo. E invece è proprio vero: Marc Marquez, per la prima volta nella sua carriera, dovrà sottoporsi al superlavoro delle Q1 perché il suo 11° tempo, a 949 millesimi da Lorenzo, lo mette fuori dai top ten.
Nulla è perduto, comunque, Marquez è pilota di razza che riuscirà sicuramente a risalire verso tempi migliori, però la sua prova stamane dice di una grande difficoltà di Honda di fornirgli una moto in grado di combattere ad armi pari con gli altri. La sua moto scivola da tutte le parti, lui fa l’impossibile per tenerla in pista ma non ci riesce, proprio come accaduto nell’ultimo giro utile quando commette l’ennesimo errore di una sessione complicata, che lo estromettono dai primi.
Al rientro ai box non è proprio il ritratto della serenità nonostante Livio Suppo, team manager Honda, si affretti a dire che “sono cose che capitano e Marc sta lavorando per la gara (bugia…). E a dimostrazione che le cose non vadano per il verso giusto, ci viene in aiuto la Brembo che ci spiega chi sono i migliori staccatori del Mugello. Manco a dirlo davanti a tutti c’è Dovizioso, seguito da Valentino Rossi, Iannone, Lorenzo e solo 5° il povero Marquez. I tempi e le statistiche non sbagliano mai
Pirro, che grinta
E non lo farà stare certo meglio il fatto che il suo compagno acciaccato Pedrosa sia riuscito nell’impresa di entrare con i primi e la più veloce delle Honda sia quella di Crutchlow, sesta e dietro due Yamaha (quella di Lorenzo e Pol Espargarò, 5°) e, udite udite, tre Ducati con un Pirro siderale.
Il collaudatore Ducati ha stampato un 4° tempo da campione di razza. Vero è che lui di questa Desmo15 conosce anche le viti e i bulloni che la tengono insieme, ma è pur vero che al Mugello, sempre per la nuova politica di Borgo Panihale che privilegia i circuiti extraeuropei, Pirro non ha girato tantissimo, usando anche le coperture Michelin che arriveranno nel 2016. E poi, come è giusto che sia, Pirro non può mai spingere al massimo, perché non è il suo compito. Quindi bravo Michele che in Toscana ha fatto vedere di che pasta è fatto e quanto può dare alla squadra, mettendo a disposizione di Dovizioso e Iannone una moto quasi perfetta.
Prove libere 4
Si entra in pista per provare le moto in assetto da gara. Che le cose non vadano bene a Marquez lo dimostra il fatto che lo spagnolo dopo aver sbagliato un paio di entrate in curva, perde l’aderenza e si stende alla San Donato. Per lui fisicamente niente di grave, però Marc ha dovuto lasciare la moto lì e tornare ai box per prendere la seconda moto e tentare di trovare risposte ai suoi problemi. Il miglio per il momento, a 12’ dalla fine del turno è il suo compagno di squadra Pedrosa che come Marquez fa una fatica boia a far girare la moto e tenerla in pista.
I problemi maggiori per Honda sono la decelerazione alla curva 1, la San Donato. Che ci sia un po’ di rammarico e di critica (la prima volta) alla Casa giapponese arrivano da più parti. Non ultimo Lucio Cechinello, team manager di Crutchlow che ha candidamente ammesso di aver chiesto a Honda una moto più… “umana” e non a uso e consumo di piloti del calibro di Stoner e Marquez, per intenderci, cioè i piloti che, come collaudatore il primo e il campione del mondo il secondo, “strapazzano” la moto chiedendo soluzioni estreme che mal si addicono a tutti gli altri.
Mancano 5 minuti e Valentino Rossi, geloso delle peripezie di Marquez (e anche di Pedrosa e Petrucci), decide pure lui di finire nella ghiaia, senza cadere, sempre alla San Donato, subito imitato a Crutchlow. Il mistero di tanti errori è presto detto: c'è una piccola buca poco prima della staccata: se la si prende in pieno, la moto si disunisce e addio curva.
Manca un minuto al termine del turno e Dovizioso, sesto fino ad allora, arriva come un missile (le fotocellule Ducati segnalano la spaventosa velocità di 361,5 km orari, quella ufficiale è di Iannone con 350,8) e si prende il primo posto scalzando Pedrosa, “lontano” appena 59 millesimi, poi Lorenzo un ottimo Valentino Rossi, a 167 millesimi dal Dovi, segno che Valentino ha trovato la soluzione giusta per la gara. Quinto tempo per Marquez, nono Iannone che comunque sia è sempre a 4 decimi dal compagno di squadra.
Q1, miracolo Hernandez, Marquez 13°!
Questo turno diventa improvvisamene importante per vedere cosa combinerà Marquez che per la prima volta è costretto a un superlavoro al sabato. Curiosamente, in pista scendono tutti i piloti tranne proprio lui, Marquez, che forse attende il lavoro dei meccanici per riprendere in mano la prima moto. Fatto è che mentre gli altri vanno veloci, lui scende in pista dopo 6 minuti e, guarda caso, finisce lungo alla San Donato: si alza il posteriore, la moto scodinzola impazzita e lo spagnolo deve abortire il giro.
Il guaio per lui è che davanti gli altri vanno come matti: Aleix Espargarò, ad esempio, è 1° con un tempo davvero incredibile: 1’47”222, un tempo che forse solo Marquez potrà superare. Difatti al terzo giro, Marc viaggia forte ma non abbastanza da protarsi al comando e resta 2° a 18 millesimi da Espargarò. C’è ancora il tempo per un tentativo per lo spagnolo che non digerisce troppo il terzo tratto tra le Arrabbiate e il Correntaio e getta via il vantaggio iniziale. E poi decide di soprassedere e tornare ai box.
Ma non è finita, anzi, il bello deve ancora arrivare. Il merito è tutto di Hernandez che spara un tempo fantastico con la Ducati Pramac del Team Campinoti. Hernandez piomba sul traguardo in 1’47”117, spodesta Aleix Espargarà ma soprattutto costringe al 15° posto e fuori dalla Q2 nientemeno che Marquez.
Lo spagnolo non l’ha presa affatto bene e le immagini impietose ai box lo dimostrano: Marquez guarda l’arrivo di Hernandez e, stizzito, getta via il cappellino, apre la tuta, si alza e lascia il box con una faccia nera che più nera non si può. Livio Suppo fa buon viso a cattivo gioco: “Non ha trovato il grip giusto con la gomma, vuol dire che domani assisteremo ad una gara ancora più bella perché Marc per la gara è a posto”. E noi lo speriamo vivamente: avere Marquez così indietro aggiungerà ancora più sale alla competizione.
Q2, è l’ora di Iannone!
E adesso concentriamoci ai 15’ che decideranno al griglia. Lorenzo è l’ultimo ad entrare in pista, come fa spesso. Il tempo di fare un paio di giri ed il primo a mettersi davanti è Pedrosa che picchia un 1’47”168 grandioso, seguito da Aleix Espargarò e Crutchlow che si mette al comando. Ma è Lorenzo che fa il Fenomeno, arriva sul traguardo in 1’46”8, due decimi su 67 millesimi su Pedrosa e Crutchlow. Torna ai box Dovizioso, 6° per il momento mentre Rossi commette piccoli errori alla Bucine e si mette 5° dietro a Aleix Espargarò e davanti al Dovi e a Iannone.
Il tempo di rifiatare un momento ai box e a 5’ dalla fine tutti di nuovo in pista per dare il tutto per tutto: chi ritarda l’entrata in pista è Dovizioso, segno che deciderà di fare un solo tentativo, sperando che sia quello buono. Bravo Iannone a mettersi alle spalle di Lorenzo, potrebbe essere un buon traino: è un fiorire di caschi rossi, Lorenzo, Iannone, Aleix, Rossi. Ma Iannone ha 3 decimi di vantaggio, increibile. Scende a -71 millesimi nel T3 e sul traguardo si piazza 1° con uno spaventoso 1’46”489 davanti a Lorenzo e Crutchlow
Con Rossi per il momento 6°. Tocca a Dovi: 10 millesimi di ritardo, una inezia, ma sale 3° perché Lorenzo è 2° a soli 95 millesimi da un Iannone che ha dato il meglio di sé. In prima fila anche un’altra Ducati, quella di Dovizioso, bravo ma non bravissimo, mentre la seconda fila vedrà Crutchlow, con Aleix Espargarò e un magnifico Pirro, altro ducatista di razza. La terza fila vede Pedrosa davanti a Rossi che precede Vinales. Valentino è sceso a 1’46” 923, ma si trova a 434 millesimi dal primo. Chiudono i 12 Pol Espargarò, Smith e Hernandez. E in quinta fila, incavolato nero, il campione del mondo Marc Marquez.
Amici tifosi, l’appuntamento per domani è di quelli imperdibili, non esserci sarebbe davvero un peccato! (Enrico Biondi)
La parola ai piloti
Andrea Iannone
"È un risultato fantastico, lo dedico alla Ducati che mi ha dato questa opportunità favolosa, sono stati fenomenali. Siamo in Italia, la squadra è tutta piena di ragazzi italiani, ho solo il problema della spalla, ma domani cercherò lo stesso di fare una grande gara. Purtroppo le infiltrazioni non hanno fatto un grande effetto, dovrò guidare oltre il problema alla spalla senza pensare ad altro. "Domani sarà dura, 23 giri in queste condizioni fisiche non è il massimo ma io non mi arrendo. Ci proviamo eccome. In 3 anni abbiamo costruito qualcosa di incredibile. Quando hai una moto così puoi solo pensare positivo. E non mollare".
Jorge Lorenzo
“Devo essere felice della mia prestazione, perché ho migliorato la moto giorno dopo giorno sino ad oggi quando ho raggiunto l’obiettivo di essere in prima fila. Logicamente non mi aspettavo di Iannone andasse così forte, ma sapevo che qui le Ducati hanno un vantaggio non indifferente. Correre sul proprio tracciato, aver fatto dei test prima della gara è un gran bel vantaggio. Volevo migliorare il mio ritmo di mezzo secondo e non ci sono riuscito, facendo meglio di 3 decimi. Oggi è stata una giornata fantastica comunque. Non sono in pole, ma il secondo posto è perfetto. L'impostazione della moto è abbastanza buono. Magari perdo un po 'di velocità in rettilineo, ma nel resto della pista sono ok”.
Andrea Dovizioso
"Sono contento, fare 1'46"6 in qualifica al Mugello è sempre difficile ma vuol dire molto in vista della gara, dove dovrò spingere, fare frenate aggressive, guidare fluido. Questo risultato dimostra però la nostra velocità in funzione gara, c'è il punto interrogativo dei 23 giri ma per il podio ci siamo. Dobbiamo capire se Lorenzo e Rossi hanno qualcosa in più ma ci sono tante Ducati davanti, significa che stiamo lavorando bene e che la moto è veramente competitiva. La stiamo ancora sviluppando gara dopo gara. E così facciamo prove anche un po' azzardate, considerato che il tempo a disposizione è poco. Però in questi giorni sapevo sempre quel che dovevo fare e tutto mi riusciva alla perfezione. La vittoria? Qui al Mugello sarebbe l'apoteosi".
Valentino Rossi
“Tutto proprio come nelle gare precedenti in questa stagione! Qui al Mugello il livello, la velocità e i tempi sul giro sono molto più veloce rispetto allo scorso anno. Marquez ha guidato facendo il tempo sul giro della pole position dello scorso anno e adesso è solo al tredicesimo posto, quindi si tratta di un grande passo in avanti. Io ho migliorato molto il mio tempo sul giro. A parte la posizione in griglia non sono poi così messo male. Sembra che le gomme morbide abbiano funzionato molto bene, quindi i nostri concorrenti potrebbero utilizzare questa opzione. Tutti i top rider sono stati in grado di migliorare il loro ritmo molto, quindi a parte la mia posizione di partenza in terza fila, che non è fantastica, sono molto felice oggi. Abbiamo lavorato bene sulla moto e ho migliorato il mio feeling e il mio passo. Sarà una gara dura, domattina vedremo cosa fare nel warm up e poi al pomeriggio come sempre daremo il massimo”.
Marc Marquez
"Non posso essere contento per come sono andate le cose oggi. Questo è stato il peggior risultato in qualifica che abbia mai avuto in MotoGP. A partire dalla mattina, non abbiamo usato gomme nuove e questo ci ha portato a uscire dai 10 e fare Q1. Qui poi abbiamo avuto un problema che ci ha impedito di andare in Q2. Tuttavia, credo che abbiamo un buon passo per domani, anche se è chiaro che partire da così indietro ci farà soffrire molto di più.Cercheremo di fare una buona partenza e di arrivare in pochi giri alle spalle del gruppo di testa".
La griglia di partenza
|
Pos. |
Naz |
Team |
Moto |
Km/h |
Tempo |
Gap |
|
|
1 |
ITA |
Ducati Team |
Ducati |
349.5 |
1'46.489 |
||
|
2 |
SPA |
Yamaha MotoGP |
Yamaha |
338.8 |
1'46.584 |
0.095 |
|
|
3 |
ITA |
Ducati Team |
Ducati |
346.3 |
1'46.610 |
0.121 |
|
|
4 |
GBR |
LCR Honda |
Honda |
345.8 |
1'46.657 |
0.168 |
|
|
5 |
SPA |
Suzuki Ecstar |
Suzuki |
332.6 |
1'46.854 |
0.365 |
|
|
6 |
ITA |
Ducati Team |
Ducati |
349.1 |
1'46.870 |
0.381 |
|
|
7 |
SPA |
Repsol Honda |
Honda |
343.6 |
1'46.875 |
0.386 |
|
|
8 |
ITA |
Yamaha MotoGP |
Yamaha |
343.7 |
1'46.923 |
0.434 |
|
|
9 |
SPA |
Suzuki Ecstar |
Suzuki |
335.9 |
1'46.934 |
0.445 |
|
|
10 |
SPA |
Yamaha Tech 3 |
Yamaha |
341.4 |
1'47.050 |
0.561 |
|
|
11 |
GBR |
Yamaha Tech 3 |
Yamaha |
344.2 |
1'47.090 |
0.601 |
|
|
12 |
COL |
Octo Pramac |
Ducati |
346.8 |
1'47.423 |
0.934 |
|
|
13 |
SPA |
Repsol Honda |
Honda |
345.8 |
1'47.240 |
0.123 |
|
|
14 |
ITA |
Octo Pramac |
Ducati |
343.4 |
1'47.497 |
0.380 |
|
|
15 |
SPA |
Avintia Racing |
Ducati |
346.5 |
1'47.978 |
0.861 |
|
|
16 |
GER |
Athinà Forward |
Yamaha F |
338.8 |
1'48.047 |
0.930 |
|
|
17 |
GBR |
Marc VDS |
Honda |
339.8 |
1'48.120 |
1.003 |
|
|
18 |
FRA |
Athinà Forward |
Yamaha F |
339.1 |
1'48.133 |
1.016 |
|
|
19 |
USA |
Aspar MotoGP |
Honda |
337.1 |
1'48.298 |
1.181 |
|
|
20 |
CZE |
AB Motoracing |
Honda |
331.4 |
1'48.366 |
1.249 |
|
|
21 |
SPA |
Aprilia Racing |
Aprilia |
334.9 |
1'48.477 |
1.360 |
|
|
22 |
FRA |
Avintia Racing |
Ducati |
346.9 |
1'48.503 |
1.386 |
|
|
23 |
AUS |
LCR Honda |
Honda |
341.1 |
1'48.572 |
1.455 |
|
|
24 |
IRL |
Aspar MotoGP |
Honda |
337.5 |
1'48.638 |
1.521 |
|
|
25 |
RSM |
IodaRacing |
ART |
330.2 |
1'49.198 |
2.081 |
|
|
26 |
ITA |
Aprilia Racing |
Aprilia |
335.9 |
1'51.391 |
4.274 |