09/09/2026
Direttore: Franco Liistro

IL MUGELLO SI TINGE DI ROSSO DUCATI, DOVIZIOSO C'E', MARQUEZ 2°, ROSSI 9°

Scarperia. Il suo casco parla chiaro: la musica è cambiata. E Andrea Dovizioso, ieri nella prima giornata di prove libere del Gp d’Italia al Mugello, ha portato la sua Desmo15 Ducati sul gradino più alto con un tempo spaventoso (1’47”4) se si pensa che siamo solo a venerdì e il forlivese è ad appena 3 decimi dal record della pista e per di più stabilito con coperture da gara.

Tanti indizi che dicono ormai come la Ducati sia già arrivata a competere ad armi pari con la Honda di Marquez (secondo a 164 millesimi dall’italiano) e la Yamaha di un Lorenzo che sembra andare a mille. Molto meglio del suo compagno di squadra Valentino Rossi che, stranamente, oggi ha chiuso 9°, lontano, un po’ anonimo e mai nel cuore della bagarre con gli altri big.

Un casco che evidentemente ha portato fortuna al Dovi mentre il povero Iannone, con tutti i guai che ha alla spalla, riesce comunque ad essere ottimo 4°anche se nel pomeriggio non è riuscito a migliorare il suo crono della mattinata.

Dopo una giornata di prove si ha la sensazione che domenica potremo assistere ad una gara sensazionale. E se ne sono accorti anche i tifosi che, udite udite, hanno cominciato a popolare le colline toscane già da oggi, al punto che le code per entrare al Mugello erano già lunghe sin dal primo mattino. Buon segno, vuol dire che la presenza di sempre più piloti italiani ai vertici, riporta l’interesse dopo anni di oblìo dovuto allo strapotere spagnolo. Ma vediamo come sono andate le due prove della giornata.

Prove libere2

C’è un bel sole quando scendono in pista i big: il meteo tiene e pare che sarà così per tutto il weekend. Al solito inizia a spingere Danilo Petrucci, che porta la Ducati davanti a Rossi e Dovizioso. Ma sono solo i primi due giri, quindi ne vedremo delle belle prima della fine.

Lorenzo martella

Passano due giri e davanti scopri un terzetto mica male: Marquez che precede Dovizioso e Iannone. Lorenzo deve pensare che se quei tre fanno sul serio, lui non può stare a guardare e difatti si mette davanti a tutti: Lorenzo, Marquez, Dovizioso Iannone e poi ci sarebbe Rossi, che invece strapazza la sua Yamaha, si mangia il superbirò ma riesce a mettersi alle spalle di Lorenzo che intanto scende a 1’47”966. Per intenderci: non è che gli altri vadano piano. Anzi. Prova ne sia che il primo a prendersi oltre un secondo di distacco è Pirro, 13°. Quindi tutti gli altri e soprattutto i primi 8 sono tutti racchiusi in mezzo secondo, cioè Lorenzo, Rossi, Marquez, Dovizioso, Iannone, Aleix Espargarò, Petrucci e Pedrosa.

Marquez si sveglia

Dopo 15’ la pista si spopola e il paddock si anima: chi si aspetta che le Ducati tirino fuori il famoso supermotore rimarrà deluso. Almeno per oggi. Ducati continua a girare in pista con gomme usate e motore… “vecchio”. Così come la Yamaha di Rossi che prova un miglior bilanciamento dei pesi ma non cambia pneumatici. Lorenzo, invece, soddisfatto dalla mattina, non cambia quasi nulla. E difatti, appena scende in pista stabilisce il miglior tempo di giornata in 1’47”852, lasciando Rossi a 359 millesimi.

A venti minuti dal termine ecco il redivivo Marc Marquez: sinora aveva sonnecchiato nelle retrovie, ma quando è tempo di fare sul serio lui c’è e si vede: 1’47”643, 2 decimi meglio di Lorenzo, mezzo secondo a Rossi!

Velocità da brivido

Volete sapere le velocità? Il record per il momento è della Ducati di Petrucci, che viaggi a 348 km orari sui riferimenti del live timing Dorna. Ma la telemetria Ducati dice che Petrucci è passato a oltre 350 km orari… Impossibile spiegare che cosa veda esattamente un pilota a quelle velocità: se non avessero i riferimenti lungo la pista difficilmente riuscirebbero a prendere la corda alla San Donato. Ma c’è di più: nelle Arrabbiate, Iannone oggi è arrivato a 150 orari e se calcolate che la Arrabbiata 2 è una curva cieca, cioè non si vede il tracciato che si ha davanti, allora capite benissimo di che razza di campioni stiamo parlando. E alla fine anche il muro ufficiale dei 350 orari crolla: merito di una Ducati, manco a dirlo, ma in versione 2014, quella di Barberà che stampa un 350,1 incredibile!

Dovizioso show

E’ arrivato il momento di provare il time attack per tutti i piloti. Mancano 5’ alla fine e Dovizioso comincia a fare il fenomeno e torna 2° a 25 millesimi da Marquez solo perché rallentano un po’ da Aleix Espargarò. Niente paura, Dovizioso continua e infiamma il Mugello con un tempo monstre: 1’47”479, che vuol dire lasciare Marquez a 164 millesimi e Lorenzo a 373. Un ruggito della Ducati, quindi, e con Tardozzi che spiega, serafico, che sulla Desmo15 del forlivese le gomme erano nuove, ma da gara!

Bandiera a scacchi e, un po’ a sorpresa, si scopre che Valentino Rossi è soltanto 9° a 732 millesimi da SuperDovi e per di più finito lungo alla San Donato nel suo ultimo giro utile, cosa che ovviamente non lo fa stare troppo tranquillo. Ma su Rossi ormai abbiamo deciso di non prendere più alcuna posizione: per lui le prova libere e le qualifiche non fanno testo. La domenica mattina cambia tutto scende in pista e a volte vince o arriva secondo o terzo e, insomma finisce sempre sul podio. Quindi…

Prove libere 1

Nelle prime prove del mattino il Mugello si presenta nel suo aspetto migliore: sole caldo, cielo azzurro e un magnifico colpo d’occhio sulle colline che stanno popolandosi. E la cosa è importante assai, perché negli anni passati il grande pubblico si…svegliava al sabato. Oggi invece, gli appassionati stanno arrivando per non perdersi neppure un chilometro di questa kermesse made in Italy.

Bastano solo 4 minuti a Valentino Rossi per far capire che lui, da queste parti, non fa sconti a nessuno e chiunque vorrà vincere nel suo circuito preferito, dovrà cominciare a fare i conti con lui. Rossi guida la ciurma per un paio di giri, poi ecco che spunta Sua Maestà Dovizioso che “spara” un 1’48”025 che vuol dire essere a pochi decimi dal record della pista del 2014. Roba da matti. L’idea che ci siamo fatti è che Rossi martelli tempi intorno all’1’48” basso quasi a pensare che questo sarà il passo gara domenica.

Marquez anonimo

E Marquez? Si presenta subito con un “lungo”, poi comincia a spingere pure lui e si piazza terzo, perché nel frattempo Lorenzo abbatte il muro dell’1’48” (1’47”984) cioè a 8 decimi dal record di Pedrosa 2014 e sono passati appena 15’! Marc però non è soddisfatto per niente di questa Honda. Forse hanno ragione i suoi colleghi quando dicono che questa volta la Honda ha fatto il passo più lungo della gamba

Il tempo di rientrare ai box per pochi minuti e rientrare con nuovi assetti e Dovizioso con la sua Ducati dei miracoli si mangia l’asfalto a ogni passaggio: perde negli ultimi due tratti cronometrati ma si porta a soli 41 millesimi da Lorenzo.

I segreti Ducati

Sulla Ducati del Dovi e di Iannone si favoleggia da alcune settimane: corre voce, da radio box, che Dovizioso sia sceso durante i test sotto il muro dell’1’47” (1’46”9 per la precisione).

Ovviamente a Borgo Panigale non ne sanno nulla, vietato parlare di tempi e di cronometro, però Dovi fa sul serio davvero e alla mezzora ecco un altro tempo impressionante: 1’47”893 il che vuol dire lasciarsi Lorenzo a 91 millesimi, poi Marquez a 135, Espargarò a 497 mentre Rossi è “solo” 9 al momento con un distacco dal Dovi di 1”033. Alle spalle di Crutchlow, Petrucci, Smith e un Iannone che con una spalla fuori posto si permette di fare evoluzioni pazzesche sui cordoli del Mugello al Correntaio, roba da far rizzare i capelli sulla testa di Dall’Igna, Ciabatti e Tardozzi.

I dolori Aprilia

Chi si nasconde, per il momento, è Pedrosa, decimo, mentre l’Aprilia, laggiù sul fondo, sta mettendo a posto la moto con cambio seamless e le altre novità arrivate da Noale, ma sinora non si vede la luce. Aspettiamo e speriamo che qualcosa cambi, anche se Albesiano, team manager, fa capire che per avere una svolta bisognerà attendere il prossimo anno, quando un motore molto meno pesante e ingombrante di quello attuale (derivato dalla Sbk) farà il suo esordio dopo essere andato sul banco in autunno.

A un minuto dal termine delle prime prove, Ducati in grande spolvero, con Iannone che si piazza a 47 millesimi da Dovizioso ma Lorenzo è lesto a superarlo e si ripiazza secondo a soli 33 millesimi dal forlivese. Anche Marquez non scherza, è 4° ma è anche il primo che rimane sopra l’1’48” davanti a Hernandez (che gli ha succhiato la ruota per un paio di giri, furbo) e Rossi, che chiude il turno sesto a 432 millesimi, impostando una curiosa quanto poco fruttifera curva Bucine, ma comunque assai costante sull’1’48”3. (Enrico Biondi)

LA PAROLA AI PILOTI

Andrea Dovizioso

“Visto il casco? Ho pensato fosse carino mettere questa frase per dimostrare cosa stiamo facendo quest’anno con la moto nuova. Era tanto tempo che aspettavamo questi momenti. Belle le prove di oggi. Siamo subito partiti veloci, abbiamo fatto delle comparative tra le due moto per migliorare. Comunque sia ci siamo, anche come velocità. Il Mugello al pomeriggio diventa una pista tosta, tanto calda in tutti i sensi. A parer mio ci manca ancora qualcosina ma ci stiamo lavorando. Abbiamo raccolto un bel po’ di dati interessanti che spero ci servano per domani”.

Marc Marquez

“Stiamo lavorando tantissimo per imparare bene il carattere di questa moto. Lavoriamo sull’elettronica per fare un motore un po’ più soft, morbido. Siamo sulla strada buona ma non ancora al 100 per cento. La velocità di punta l’abbiamo trovata, ma quello che ci manca adesso è il passo di gara. Il guaio è che scivolo un po’ troppo. O meglio, scivola la moto, non io. Quindi dobbiamo trovare il modo di non farla scivolare troppo e di tenerla più soft possibile, stare attenti alle staccate e vedere di fermarsi prima evitando di finire lunghi. Ecco, controllare la scivolata della mia Honda sarà decisiva e adesso ancora non ci riusciamo”

Jorge Lorenzo

“Come primo giorno non posso proprio lamentarmi. Secondo tempo stamani, terzo nel pomeriggio, con molto caldo. Però penso che la mia Yamaha ha molto più potenziale e penso che possiamo essere anche mezzo secondo più veloci. Per il momento non abbiamo trovato la soluzione giusta per andare più forte, però anche con questa moto in queste condizioni sono riuscito ad andare su tempi simili ai favoriti. Cosa vorrei per domenica? Ci sono molte cose da migliorare, soprattutto nell’elettronica. E tutto ciò che abbiamo fatto lo abbiamo ottenuto senza il mio capotecnico Ramon Forcada, cui va un grande abbraccio per il lutto che lo ha colpito (la morte del padre, ndr), sperando di averlo al più presto tra noi”.

Andrea Iannone

“Sono lontano mezzo secondo da Dovizioso, ma penso che quel ritardo dipenda tutto da me e non dalla moto. Su questa pista sto facendo una fatica incredibile, molto più di quanto mi aspettassi. Ci vuole troppa forza che in questo momento io non ho perché sto utilizzando molto di più la mia parte destra del corpo mentre con la spalla in questo stato la parte sinistra non riesco a muoverla come vorrei. Quindi sto perdendo tantissimo tempo nei cambi di direzione e ce ne sono tanti: prima e seconda variante, Casanova-Savelli, le due Biondetti. Preoccupato? No, perché se la mia salute migliora, riesco a migliorare anche i tempi. Bisogna stringere i denti e fare del mio meglio. La moto? Lei va benissimo, mi spiace soltanto non poterla sfruttare al massimo”.

Valentino Rossi

“Non si può essere soddisfatti dopo un 9° posto. Eppure le sensazioni sono buone. A fine prova ho provato la gomma dura ma non è stata una scelta giusta e sono anche finito lungo alla San Donato. Il turno del pomeriggio non era iniziato male, sono stato abbastanza veloce sin da subito, ma ancora non basta. Ho problemi con l’anteriore, mi si chiude quando cerco di spingere. Abbiamo fatto delle modifiche, ma non mi sono piaciute per niente e il risultato finale non è fantastico, vedremo di trovare qualcosa di diverso per domani. Ancora non si capisce bene il problema gomme. Alcuni piloti alla fine hanno messo gomme nuove, io ho scelto la dura e forse era meglio continuare con la morbida usata. Mi sembra che chi ha più passo di tutti sia Jorge, ma anche Dovizioso non scherza e Marquez non è male. A me manca ancora qualche decimo soprattutto prima di arrivare alla Bucine dalle Biondetti. Ripeto: non siamo messi male, ma domani dovremo migliorare decisamente”.(Enrico Biondi)

 

Nazione

Team

Moto

Km/h

Tempo

Gap

Andrea DOVIZIOSO

ITA

Ducati Team

Ducati

348.1

1'47.479

 

Marc MARQUEZ

SPA

Repsol Honda

Honda

345.1

1'47.643

0.164

Jorge LORENZO

SPA

Movistar Yamaha

Yamaha

342.0

1'47.852

0.373

Andrea IANNONE

ITA

Ducati Team

Ducati

348.2

1'47.994

0.515

Bradley SMITH

GBR

Yamaha Tech 3

Yamaha

344.1

1'48.038

0.559

Cal CRUTCHLOW

GBR

LCR Honda

Honda

341.3

1'48.124

0.645

Aleix ESPARGARO

SPA

Suzuki Ecstar

Suzuki

335.5

1'48.137

0.658

Scott REDDING

GBR

Marc VDS

Honda

339.7

1'48.164

0.685

Valentino ROSSI

ITA

Movistar Yamaha

Yamaha

339.9

1'48.211

0.732

Pol ESPARGARO

SPA

Yamaha Tech 3

Yamaha

342.0

1'48.283

0.800

Michele PIRRO

ITA

Ducati Team

Ducati

347.1

1'48.317

0.838

Danilo PETRUCCI

ITA

Octo Pramac

Ducati

348.8

1'48.419

0.940

Dani PEDROSA

SPA

Repsol Honda

Honda

345.2

1'48.435

0.956

Yonny HERNANDEZ

COL

Octo Pramac

Ducati

344.1

1'48.483

1.004

Maverick VIÑALES

SPA

Suzuki Ecstar

Suzuki

338.1

1'48.493

1.014

Stefan BRADL

GER

Athinà Forward

Yamaha F

337.2

1'48.694

1.215

Karel ABRAHAM

CZE

AB Motoracing

Honda

334.6

1'48.851

1.372

Hector BARBERA

SPA

Avintia Racing

Ducati

350.1

1'48.926

1.447

Jack MILLER

AUS

LCR Honda

Honda

340.4

1'49.030

1.551

Mike DI MEGLIO

FRA

Avintia Racing

Ducati

343.5

1'49.729

2.250

Alvaro BAUTISTA

SPA

Aprilia Racing

Aprilia

333.9

1'49.741

2.262

Loris BAZ

FRA

Athinà Forward

Yamaha F

332.3

1'49.825

2.346

Eugene LAVERTY

IRL

Aspar MotoGP

Honda

336.3

1'49.864

2.385

Nicky HAYDEN

USA

Aspar MotoGP

Honda

335.2

1'49.866

2.387

Alex DE ANGELIS

RSM

IodaRacing

ART

327.7

1'50.477

2.998

Marco MELANDRI

ITA

Aprilia Racing

Aprilia

335.2

1'51.800

4.321

Prove libere 1

 

Nazione

Team

Moto

Km/h

Tempo

Gap

Andrea DOVIZIOSO

ITA

Ducati Team

Ducati

345.6

1'47.893

 

Jorge LORENZO

SPA

Movistar Yamaha

Yamaha

339.5

1'47.926

0.033

Andrea IANNONE

ITA

Ducati Team

Ducati

346.1

1'47.940

0.047

Marc MARQUEZ

SPA

Repsol Honda

Honda

342.8

1'48.028

0.135

Yonny HERNANDEZ

COL

Octo Pramac

Ducati

344.3

1'48.304

0.411

Valentino ROSSI

ITA

Movistar Yamaha

Yamaha

337.9

1'48.325

0.432

Scott REDDING

GBR

Marc VDS

Honda

340.1

1'48.340

0.447

Bradley SMITH

GBR

Yamaha Tech 3

Yamaha

343.2

1'48.349

0.456

Pol ESPARGARO

SPA

Yamaha Tech 3

Yamaha

343.5

1'48.390

0.497

Cal CRUTCHLOW

GBR

LCR Honda

Honda

342.7

1'48.459

0.566

Dani PEDROSA

SPA

Repsol Honda

Honda

341.5

1'48.541

0.648

Michele PIRRO

ITA

Ducati Team

Ducati

344.1

1'48.614

0.721

Danilo PETRUCCI

ITA

Octo Pramac

Ducati

344.8

1'48.616

0.723

Hector BARBERA

SPA

Avintia Racing

Ducati

347.8

1'48.675

0.782

Maverick VIÑALES

SPA

Suzuki Ecstar

Suzuki

337.9

1'49.100

1.207

Nicky HAYDEN

USA

Aspar MotoGP

Honda

333.8

1'49.261

1.368

Aleix ESPARGARO

SPA

Suzuki Ecstar

Suzuki

330.5

1'49.478

1.585

Karel ABRAHAM

CZE

AB Motoracing

Honda

337.0

1'49.569

1.676

Loris BAZ

FRA

Athinà Forward

Yamaha F

332.1

1'49.661

1.768

Eugene LAVERTY

IRL

Aspar MotoGP

Honda

335.4

1'49.815

1.922

Jack MILLER

AUS

LCR Honda

Honda

338.1

1'49.855

1.962

Alvaro BAUTISTA

SPA

Aprilia Racing

Aprilia

332.5

1'49.922

2.029

Stefan BRADL

GER

Athinà Forward

Yamaha F

336.5

1'49.976

2.083

Mike DI MEGLIO

FRA

Avintia Racing

Ducati

341.2

1'50.477

2.584

Alex DE ANGELIS

RSM

IodaRacing

ART

324.9

1'51.161

3.268

Marco MELANDRI

ITA

Aprilia Racing

Aprilia

333.5

1'52.516

4.623