VOLA LA SUZUKI DI ESPARGARO’, IANNONE 2°, MARQUEZ 3°, ROSSI SOLTANTO 9°

Termas de Rio Hondo. I soliti bene informati, quelli che piuttosto di pensare a quel che vedono in pista, guardano le statistiche degli anni passati non avevano dubbi: “Questo è un circuito tutto favorevole alle Yamaha, Honda e Ducati soffriranno, le Suzuki dovranno guardarsi attorno per restare tra i primi dieci, nel caso domani dovesse piovere e rendere praticamente inutili le prove del mattino e le qualifiche del pomeriggio.
Volete sapere com’è andata? Bene: la Suzuki di Aleix Espargarò davanti a tutti, capace di rifilare mezzo secondo (per la precisione 0,535) alla Ducati di un magnifico Iannone e 0,560 a Sua Maestà Marc Marquez. In quarta posizione un’altra Honda, quella di Crutchlow, seguita dalla Ducati di Dovizioso e poi, finalmente, la prima delle Yamaha, quella di Jorge Lorenzo, lontano quasi 7 decimi (0,687) che precede la Yamaha satellite di Pol Espargaròl, quindi la Honda di Redding e, bontà sua, Valentino Rossi, che si issa al 9° posto dopo essere stato molto tempo fuori dai primi 10 ma con un ritardo a dir poco imbarazzante di 1'171 dalla Suzuki di Aleix.
Mario Meregalli, team manager Yamaha, ieri al termine delle prove ha conquistato il titolo mondiale di “arrampicata su vetri” nel tentare di giustificare le prestazioni sia di Lorenzo che di Valentino, senza però riuscirvi troppo.
E’ vero che di attenuanti ce ne sono in abbondanza: una pista che prima si bagna per uno po’ di pioggia, che perde di nuovo aderenza e dove gli pneumatici usati, hard, extra hard, medie, hanno lavorato poco e non molto bene. Ma occorre dire che i problemi erano comuni a tutti i piloti, ragion per cui la Yamaha ha dimostrato oggi di essere un po’ indietro rispetto agli altri, le Ducati invece hanno di che essere contenti.
Iannone, che in mattinata aveva dovuto cambiare la moto per colpa di una perdita d’olio, è raggiante: “Stiamo cercando la messa a punto ideale, perché il grip è terribile e si fa fatica a capire la pista, che cambia a ogni giro. Ma sono felice perché giro dopo giro miglioro e questo è una bella sensazione. Il tracciato mi piace, sento che si potrà fare sempre meglio. In mattinata ho spento io la moto per evitare altri guai. Mi sono accorto che perdevo olio, avevo gli stivali inzuppati e mi sono fermato. Il motore partirà subito per Borgo Panigale, speriamo trovino subito il guaio e si possa salvare il motore”.
Dovizioso è più che mai positivo: “Siamo molto più avanti adesso che nel 2014, speriamo che domani si possa correre sul bagnato perché dobbiamo ancora capire con quale gomma correre. Ma va già molto bene”.
Marquez da parte sua non si sbilancia troppo ma forse ha in serbo la stoccata giusta per domani: "Sono abbastanza contento, anche se la pista non era nelle migliori condizioni. Nella prima sessione si scivolava molto, ma in FP2 è andata meglio. Le cose stanno gradualmente migliorando e mi sono sentito sempre più a mio agio. Credo che il chiave di questo fine settimana sarà comprendere l'evoluzione del livello di grip della pista, e adattare la configurazione ai cambiamenti. Ma la cosa importante è che siamo stati in grado di uscire e andare subito forte. Siamo già ad un buon livello. "
In mattinata, durante le prime sessioni di prove libere, sia i piloti di Moto3 che di MotoGp non hanno fatto altro che improvvisarsi… spazzini. Il circuito di Termas, evidentemente, è molto bello ma anche poco usato durante la stagione. Ragion per cui i piloti hanno trovato in pista praticamente di tutto. Come ha detto giustamente De Angelis: “Dovevamo viaggiare piano perché se ti trovavi alle spalle di altre due o tre moto queste alzavano così tanta polvere che non vedevi più nulla. Poi il tracciato era sporco, sporchissimo, scivoloso e l’umidità non ci ha aiutato. L’asfalto abrasivo ha fatto il resto, con le gomme posteriori letteralmente stracciate sulla spalla destra”.
Questo il motivo per cui tutti i piloti, tornati ai box, nel vedere lo pneumatico posteriore si mettevano le mani sulla testa, preoccupati assai per il deterioramento del lato destro. La singolare classifica ha visto davanti a tutti la Suzuki di Aleix Espargarò seguito a mezzo secondo da Iannone e Dovizioso (Ducati).
Le Yamaha sono lontanissime: Rossi ha chiuso 14° a 2”567, davanti a Pol Espargarò e, udite udite, Melandri (Aprilia) 19° davanti a un Lorenzo lontano 3”944 dal leader. Di questo lavoro di spazzini ne hanno approfittato i piloti della Moto2, scesi nei tempi a livelli consoni il che fa pensare che i tempi scenderanno (e di molto) nella seconda tornata di prove del pomeriggio. (Enrico Biondi)
I TEMPI IN ARGENTINA
|
Team |
Moto |
Km/h |
Tempo |
Gap |
|
|
SUZUKI ECSTAR |
Suzuki |
316.1 |
1'38.776 |
||
|
Ducati Team |
Ducati |
329.8 |
1'39.311 |
0.535 |
|
|
Repsol Honda Team |
Honda |
331.9 |
1'39.336 |
0.560 |
|
|
CWM LCR Honda |
Honda |
324.2 |
1'39.403 |
0.627 |
|
|
Ducati Team |
Ducati |
325.2 |
1'39.434 |
0.658 |
|
|
Movistar Yamaha |
Yamaha |
323.5 |
1'39.463 |
0.687 |
|
|
Yamaha Tech 3 |
Yamaha |
327.2 |
1'39.648 |
0.872 |
|
|
EG 0,0 Marc VDS |
Honda |
322.0 |
1'39.892 |
1.116 |
|
|
Yamaha MotoGP |
Yamaha |
323.7 |
1'39.947 |
1.171 |
|
|
Pramac Racing |
Ducati |
325.5 |
1'40.088 |
1.312 |
|
|
SUZUKI ECSTAR |
Suzuki |
318.6 |
1'40.126 |
1.350 |
|
|
Monster Yamaha Tech 3 |
Yamaha |
327.0 |
1'40.195 |
1.419 |
|
|
Pramac Racing |
Ducati |
326.5 |
1'40.438 |
1.662 |
|
|
Aspar MotoGP Team |
Honda |
317.3 |
1'40.522 |
1.746 |
|
|
AB Motoracing |
Honda |
317.0 |
1'40.586 |
1.810 |
|
|
Avintia Racing |
Ducati |
327.7 |
1'40.626 |
1.850 |
|
|
Athinà Forward Racing |
Yamaha |
323.4 |
1'40.672 |
1.896 |
|
|
Aspar MotoGP Team |
Honda |
317.8 |
1'40.846 |
2.070 |
|
|
CWM LCR Honda |
Honda |
320.3 |
1'40.864 |
2.088 |
|
|
Octo IodaRacing Team |
ART |
309.5 |
1'41.152 |
2.376 |
|
|
Repsol Honda Team |
Honda |
325.7 |
1'41.380 |
2.604 |
|
|
Aprilia Racing Team |
Aprilia |
317.5 |
1'41.490 |
2.714 |
|
|
Avintia Racing |
Ducati |
322.9 |
1'41.531 |
2.755 |
|
|
Aprilia Racing |
Aprilia |
317.2 |
1'41.576 |
2.800 |
|
|
Athinà FRacing |
Yamaha |
317.4 |
1'41.784 |
3.008 |