MARQUEZ CONQUISTA IL TEXAS, DOVIZIOSO E ROSSI SUL PODIO

Austin. Aveva fatto il fenomeno sabato Marc Marquez: poteva per caso non vincere oggi, dopo una cavalcata meravigliosa? No di certo. Marquez su tutti, riporta il sorrido sul volto dei tifosi spagnoli, che tornano ad assaporare il primo posto.
Ma dietro al Mostro ci sono ancora due italiani, Andrea Dovizioso e Valentino Rossi. Con il Dovi capace di tenere a bada Valentino. E onore alla Ducati, capace di fare i conti per bene con la benzina: bastava tagliare il traguardo e difatti Dovi e Iannone lo hanno fatto, poi la moto si è ammutolita, senza benzina. Un calcolo al millimetro nella prima corsa con 22 litri nel serbatoio come gli avversari.
E ovviamente un bravo anche a Rossi, che a fine gara non era proprio contento: “Perso Marquez per strada, avrei davvero voluto battere Dovizioso, per questo non sono contento al massimo, anche se un altro podio è davvero una bella cosa ed essere in testa al campionato pure. Certo che con la staccata con Dovi è stata una cosa magnifica. Fisicamente sono stremato, negli anni passati distruggevo regolarmente i pneumatici, questa volta è andata meglio, anche se dopo 5 giri avevo l’anteriore che andava in palla”.
“Lui ci ha provato, - dice Dovizioso - io ho perso due volte l’avantreno a due giri dalla fine e ho rischiato di combinare un casino, ma per fortuna non è successo niente di grave. La battaglia con Valentino è stata qualcosa di grande. Abbiamo dimostrato che le Ducati ci sono, siamo tornati!”
Lo stesso non puà dire Iannone incapace di tenere testa ai primi tre e sul finire anche a Lorenzo, quando il consumo delle gomme lo hanno costretto nelle retovie: quattro italiani nei primi 10 (bravo Petrucci con una Ducati del 2014) è un bel bottino e fa sperare per il futuro.
La gara posticipata
Dopo la nebbia del mattino, la pioggia leggera durante la moto 3 e l’umidità in Moto2, c’è a sorpresa il sole a illuminare questa domenica texana. Meno male, vuol dire che lo spettacolo è assicurato. Anche se la gara subisce un ritardo (come già successo venerdì per mancanza di marshall e l’invasione di pista di un bellissimo golden Labrador) questa volta per una grande pozza d’acqua che si forma sotto un ponte alla curva 3 e che rende pericolosissimo passarci sopra con le moto piegate alla bella velocità di 180 km/h. Comunque sia, per aggiustare la fontana d’acqua che sgocciolava da un ponte, i prodi americani impiegano circa mezzora e si ricomincia con 37 minuti di ritardo mettendo in atto tutte le procedure.
Semaforo spento e davanti a tutti si mette subito Dovizioso davanti a Marquez, un ottimo Valentino e poi Smith Lorenzo e P. Espargarò- Iannone è 8°. Alla curva 9 si toccano e volano per terra Redding e P. Espargarò e Iannone passa 7°.
Dovizioso al 2° giro va sempre forte e ha già oltre mezzo secondo di vantaggio su Marquez e 8 decimi su Rossi. Tenere a ada la furia Dovizioso per il momento è difficile. Alle spalle, Iannone comincia a recuperare decimi su decimi, ma sorprende Dovizioso che riene a bada Marquez, Rossi Smith e Lorenzo.
Al 3° giro Iannone passa Aleuix Espargarò e si mette 6°, mentre Rossi prova a sfidare Marquez per il 2° posto, girando molto più veloce dello spagnolo.
Al 5° giro Marquez rompe gli indugi, raggiunge e sorpassa Dovizioso e si porta al comando ma Dovi e Rossi non mollano, mentre alle loro spalle il rookye Miller dà una spallata e sbatte per terra l’incolpevole Bradl.
Al 6° giro è la volta di Iannone a prenderesi il 5° posto e mettendosi alle spalle la Yamaha di Lorenzo. Il giovane Andrea guida come un forsennati e comincia a erodere il vantaggio che Smith ha su di lui. Rossi intanto prova più volte a passare Dovizioso ma l’incrocio di scie non lo aiuta.
Al 7° giro la prima svolta: Rossi passa Dovizioso, i due sono una sola moto e lo spettacolo è da brividi. Dietro intanto arriva Iannone che si libera di Smith, sale 4° e si incolla a Dovi e Rossi. Il guaio è che Sua Maestà Marquez è scappato via e tra lui e gli inseguitori ci sono già 2”168.
Non succede nulla sino al 10° giro, quando Lorenzo si sveglia dal letargo nel quale era finito, supera Smith e si issa al 5° posto ma è lontano 1”7 da Iannone che lo precede. Nelle retrovie, ritiro di Marco Melandri la cui Aprilia di andare forte proprio non ne vuol sapere.
Il consumo delle gomme si sta facendo sentire: Marquez porta a 3”272 il vantaggio su Rossi che perde decimi preziosi da Dovizioso e Iannone mentre Lorenzo, comincia a recuperare terreno ed è a 1”2 da Iannone.
A 5 giri dalla fine altra sorpresa: Dovizioso stacca da paura e in una curva a sinistra svernicia Rossi. Il forlivese della Ducati torna secondo ma alle spalle è Lorenzo che chiude il gap con Iannone che purtroppo si stacca causa usura dei pneumatici.
A 4 giri dal termine Marquez porta a oltre 4” il vantaggio su Dovizioso, Rossi è a mezzo secondo dal Dovi mentre Iannone tiene duro e controlla Lorenzo, ma la faccenda si fa dura.
A 3 giri dal termine, infatti, Lorenzo passa Iannone, diventa 4°, ma la vera battaglia è tra i due italiani, Dovizioso e Rossi, separati da mezzo secondo.
Ultimo giro: Marquez se la prende comoda, il suo vantaggio scende a 3” su Dovizioso che riesce a tenere a bada Rossi. Si profila un nuovo bis d’italiani sul podio. E così è: Marquez, poi Dovizioso e Rossi. Giù dal podio Lorenzo, poi Iannone, Smith e Cruthlow, Aleix Espargarò e un magnifico Petrucci, decimo. Ancora tanta Italia, che bello!
In mattinata
Il warm up della Motogp si è svolto nelle condizioni meteo più terribili per i piloti: non pioveva, ma il tracciato presentava ampie chiazze di bagnato al punto che non è servita affatto girare con una situazione in continua evoluzione. I piloti hanno scelto mescole diverse, ma tutti hanno girato in media 7/8” più lenti, fanno prove di flag to flag, con il cambio al volo della moto assettata da asciutto o da bagnato.
Alla fine dei 20’ di test, classifica con al comando il solito Marquez, seguito da Crutchlow e Hernandez. Lorenzo cha chiuso 8°, Rossi 10° e le due Ducati di Iannone e Dovizioso buoni ultimi, che praticamente avevano deciso di non girare, attendendo di giocarsi il tutto per tutto in gara.
Prossima gara.
Terzo appuntamento della stagione tra 7 giorni, il 19 aprile, per il Gran Premio di Argentina sul circuito di Termas de Rio Hondo pensato, costruito e realizzato dal progettista italiano Jarno Zaffelli e, a detta di tutto, uno dei migliori mai costruiti. Anche domenica prossima la gara inizierà alle 21. Buon divertimento! (Enrico Biondi)
La classifica del Gp di Austin
|
Repsol Honda Team |
Honda |
158.6 |
43'47.150 |
|
|
Ducati Team |
Ducati |
158.5 |
+2.354 |
|
|
Yamaha MotoGP |
Yamaha |
158.4 |
+3.120 |
|
|
Yamaha MotoGP |
Yamaha |
158.2 |
+6.682 |
|
|
Ducati Team |
Ducati |
158.1 |
+7.584 |
|
|
Yamaha Tech 3 |
Yamaha |
158.0 |
+10.557 |
|
|
CWM LCR Honda |
Honda |
157.6 |
+16.967 |
|
|
SUZUKI ECSTAR |
Suzuki |
157.5 |
+19.025 |
|
|
SUZUKI ECSTAR |
Suzuki |
156.3 |
+38.570 |
|
|
Pramac Racing |
Ducati |
156.1 |
+41.796 |
|
|
Repsol Honda Team |
Honda |
155.8 |
+47.199 |
|
|
Avintia Racing |
Ducati |
155.8 |
+47.339 |
|
|
Aspar MotoGP Team |
Honda |
155.3 |
+56.484 |
|
|
CWM LCR Honda |
Honda |
155.2 |
+56.731 |
|
|
Aprilia Racing Team |
Aprilia |
155.2 |
+57.372 |
|
|
Aspar MotoGP Team |
Honda |
155.1 |
+58.898 |
|
|
Athinà Forward Racing |
Yamaha Forward |
154.5 |
+1'08.787 |
|
|
Octo IodaRacing Team |
ART |
153.8 |
+1'22.236 |
|
|
AB Motoracing |
Honda |
154.7 |
5 Giri |
|
|
Aprilia Racing Team |
Aprilia |
150.1 |
11 Giri |
|
|
Pramac Racing |
Ducati |
156.3 |
15 Giri |
|
|
Avintia Racing |
Ducati |
152.0 |
15 Giri |
|
|
EG 0,0 Marc VDS |
Honda |
148.3 |
16 Giri |
|
|
Forward Racing |
Yamaha Forward |
155.1 |
18 Giri |
|
|
Yamaha Tech 3 |
Yamaha |
0 Giro |
La classifica mondiale
|
Yamaha |
41 |
|
|
Ducati |
40 |
|
|
Honda |
36 |
|
|
Ducati |
27 |
|
|
Yamaha |
26 |
|
|
Yamaha |
18 |
|
|
Honda |
18 |
|
|
Suzuki |
13 |
|
|
Honda |
10 |
|
|
Ducati |
10 |
|
|
Suzuki |
9 |
|
|
Yamaha |
7 |
|
|
Ducati |
6 |
|
|
Honda |
5 |
|
|
Ducati |
5 |
|
|
Honda |
3 |
|
|
Honda |
3 |
|
|
Honda |
2 |
|
|
Aprilia |
1 |